Majaniello Posted February 9 Report Posted February 9 Quando lo vedi su Amazon: Quando ti arriva a casa: @giobar Quote
superburp Posted February 9 Report Posted February 9 On 08/02/2026 at 00:19, Florestan dice: Mi sono rivisto e risentito un sacco di edizioni dei concerti di Brahms: fra le incisioni moderne, c'è un generale consenso critico sul box di Freire con Chailly con il Gewandhaus di Lipsia. Bella edizione, ma la mia preferita (che non è a rigore un'integrale) è questa: Solisti, direttori e orchestre semplicemente magnifici. Spesso viene dimenticato il concerto doppio che, per quanto mi riguarda, è tra le cose più belle di Brahms. Come concerto per più strumenti direi che nell'800 non è stato fatto di meglio. A Kovskij mutiano. Quote
giobar Posted February 9 Report Posted February 9 3 ore fa, Majaniello dice: Quando lo vedi su Amazon: Quando ti arriva a casa: @giobar Ecco...appunto Quote
giobar Posted February 9 Report Posted February 9 Franz BERWALD Sinfonia n. 3 in do maggiore "Singulière" Berliner Philharmoniker Igor Markevitch Quote
giobar Posted February 9 Report Posted February 9 Christoph Willibald GLUCK Don Juan ou Le festin de Pierre - balletto pantomima Il Giardino Armonico Giovanni Antonini Quote
Rinaldino Posted February 9 Report Posted February 9 8 ore fa, Majaniello dice: Quando lo vedi su Amazon: Quando ti arriva a casa: @giobar Aiuto ^^" Prima invece stavo ascoltando questa, visto che citavi il disco nell'altro thread. Questa è una delle mie sonate preferite e sul piano in genere si cerca sempre di "normalizzarla" un pochino (magari arpeggiando alcuni degli accordi più dissonanti), invece secondo me è musica che va presa di petto --- Sempre a proposito dell'altro thread, a voi piace il Beethoven di Scherchen? Io ho ascoltato solo l'ottava con la RPO (la consiglia Hurwitz) e, posto che l'orchestra non mi sembra sia un granché, in realtà questo Beethoven tutto tinte forti e contrasti netti a me convince (sentire in particolare lo sviluppo). Poi ho ascoltato questa e ho più domande di prima: Un matto vero, ma ha anche dei difetti ^^" Quote
superburp Posted February 9 Report Posted February 9 44 minuti fa, Rinaldino dice: Aiuto ^^" Prima invece stavo ascoltando questa, visto che citavi il disco nell'altro thread. Questa è una delle mie sonate preferite e sul piano in genere si cerca sempre di "normalizzarla" un pochino (magari arpeggiando alcuni degli accordi più dissonanti), invece secondo me è musica che va presa di petto --- Sempre a proposito dell'altro thread, a voi piace il Beethoven di Scherchen? Io ho ascoltato solo l'ottava con la RPO (la consiglia Hurwitz) e, posto che l'orchestra non mi sembra sia un granché, in realtà questo Beethoven tutto tinte forti e contrasti netti a me convince (sentire in particolare lo sviluppo). Poi ho ascoltato questa e ho più domande di prima: Un matto vero, ma ha anche dei difetti ^^" Un annetto fa ho iniziato ad ascoltare la sua integrale. Le prime 4 mi erano piaciute, ma la 5a è stata micidiale, una delle più pesanti mai sentite. Inspiegabile. Quote
Florestan Posted February 9 Report Posted February 9 1 ora fa, Rinaldino dice: Sempre a proposito dell'altro thread, a voi piace il Beethoven di Scherchen? A domanda secca, risposta secca: no. Come sentire Beethoven negli auricolari sulle montagne russe Quote
Majaniello Posted February 10 Report Posted February 10 Adesso, Rinaldino dice: Questa è una delle mie sonate preferite e sul piano in genere si cerca sempre di "normalizzarla" un pochino (magari arpeggiando alcuni degli accordi più dissonanti), invece secondo me è musica che va presa di petto Sì il succo è questo, è musica che viene molto imborghesita al pianoforte... non ne faccio una questione strettamente filologica, ma proprio di potenza del messaggio musicale che si diluisce. Del resto le esecuzioni che ho segnalato sono a volte piuttosto arbitrarie, e qualcuno potrebbe trovarle strampalate e poco aderenti al testo, ma vanno nella direzione di "accendere" la musica e portarla in territori più avventurosi. Ci sono poi degli effetti pseudo-chitarristici che proprio si perdono sul pianoforte. Bach per contro si rivela molto più versatile nel cambio di strumento. Adesso, Rinaldino dice: Sempre a proposito dell'altro thread, a voi piace il Beethoven di Scherchen? E' stata una delle mie prime scoperte "vintage" al di fuori dei soliti nomi di riferimento. All'epoca mi fece una certa impressione, abituato com'ero alle edizioni leccatine... ricordo l'Eroica, con un suono secco, povero, "piccolo", fraseggio aspro e strappato, tempi serrati... mi colpì in particolare la marcia funebre finalmente "in 2", con un suono avaro di vibrato, quando arrivava il fugato, staccato al quel tempo lì, intuivi l'orrore che il compositore voleva trasmettere. Sai ero abituato a sentire quelle belle processioni ammantate di porpora, questo invece puntava dritto alla gola. Non so oggi che effetto mi farebbe, ci sono tanti ascolti in mezzo, ed è vero che sono registrazioni che hanno tanti difetti, tecnici e musicali, però ehi... di che anni parliamo? primi '50? Insomma poi la storia è andata in quella direzione là, diciamo che almeno le intuizioni erano buone. Fa ridere il fatto che queste registrazioni se le sia comprate la DG Quote
Pollini Posted February 10 Report Posted February 10 Ignatius Sancho (1729-1780), 10 minuetti. Ovviamente, a @superburp . Quote
superburp Posted February 11 Report Posted February 11 3 ore fa, Pollini dice: Ignatius Sancho (1729-1780), 10 minuetti. Ovviamente, a @superburp . Io ne avevo scritti 11, ho vinto . Quote
Majaniello Posted February 11 Report Posted February 11 On 10/02/2026 at 12:45, Madiel dice: Bello (al netto dell'esecuzione). Chi è? sembra un dodecafonico, ma leggo 2020... Quote
Pollini Posted February 11 Report Posted February 11 13 ore fa, superburp dice: Io ne avevo scritti 11, ho vinto . Appunto . Quote
Madiel Posted February 11 Author Report Posted February 11 12 ore fa, Majaniello dice: Bello (al netto dell'esecuzione). Chi è? sembra un dodecafonico, ma leggo 2020... Concordo, è un bel pezzo, on line ce ne sono anche di migliori, tutti da camera. Senti qua che meraviglia: Quale sia la statura dell'autore, invece, è difficile da determinare perché on line si trova poco, al di là del suo sito. L'ho scoperto casualmente, leggevo notizie sul pianista Benedetti Michelangeli, poi ho trovato un rimando su wikipedia riguardante un suo presunto allievo inglese, che eseguiva un tale Di Gesù. Non avendolo mai sentito nominare, ho indagato un po' e sono usciti alcuni pezzi su youtube (caricati dall'autore o chi per lui). La scheda su wiki è solo in inglese e puzza molto di autopromozione, con tanto di citazione entusiate di Principe. I video riportano immagini dell'autore costruite con la computer grafica, ma sono decisamente bruttine e poco c'entrano con lo stile "ansioso" della musica. Di Gesù nato nel 1970, un allievo di Bettinelli, scrive musica liberamente atonale e fortemente contrappuntistica, si ispira alla Seconda Scuola di Vienna, ma limitatamente a Berg. In effetti, nei suoi lavori finora ascoltati l'ombra espressionista è a dir poco ingombrante, ma viene mitigata da un lirismo mediterraneo e da una certa tendenza a costruire polifonicamente. Abbondano le sonorità spettrali, notturne, reclinate su sé stesse. Gli aspetti extra musicali, i programmi interiori, sono preponderanti, c'è come un desiderio non represso di riallacciarsi alla Mitteleuropa, ma senza le nostalgie di un Sinopoli. Lo trovo ottimo in alcuni lavori da camera e nei lavori pianistici. C'è un po' di dodecafonia, ma proprio poca perché l'autore non segue regole in effetti, e serve piuttosto per innervare la struttura del pezzo. I suoi pezzi sono caratterizzati da un materiale non sempre molto spiccato per personalità, ma che viene manipolato generosamente in durate brevi e con risultati assai interessanti. Si sente, invece, molto Bach nei lavori pianistici. L'unico pezzo orchestrale che ha scritto (A view from the Pier, 2020) è presente in un video con suoni artificiali, che non danno la giusta misura della maestria dell'autore: posso dire, però, che dal primo minuto di sente il modello del tardo Bettinelli nel modo di spostare le masse sonore e di concepire il suono. Nel complesso è un punto interrogativo la sua collocazione storico-estetica, perché Di Gesù guarda al passato senza inibizioni e niente gli importa di cosa si fa oggi (ed è un bene, per me ). Sembra un autore sofisticato, elitario e di nicchia, non segue nessuna maniera o scuola, non si sa da dove viene e dove andrà, c'è e basta! Quote
Majaniello Posted February 11 Report Posted February 11 3 ore fa, Madiel dice: Concordo, è un bel pezzo, on line ce ne sono anche di migliori, tutti da camera. Senti qua che meraviglia: Quale sia la statura dell'autore, invece, è difficile da determinare perché on line si trova poco, al di là del suo sito. L'ho scoperto casualmente, leggevo notizie sul pianista Benedetti Michelangeli, poi ho trovato un rimando su wikipedia riguardante un suo presunto allievo inglese, che eseguiva un tale Di Gesù. Non avendolo mai sentito nominare, ho indagato un po' e sono usciti alcuni pezzi su youtube (caricati dall'autore o chi per lui). La scheda su wiki è solo in inglese e puzza molto di autopromozione, con tanto di citazione entusiaste di Principe. I video riportano immagini dell'autore costruite con la computer grafica, ma sono decisamente bruttine e poco c'entrano con lo stile "ansioso" della musica. Di Gesù nato nel 1970, un allievo di Bettinelli, scrive musica liberamente atonale e fortemente contrappuntistica, si ispira alla Seconda Scuola di Vienna, ma limitatamente a Berg. In effetti, nei suoi lavori finora ascoltati l'ombra espressionista è a dir poco ingombrante, ma viene mitigata da un lirismo mediterraneo e da una certa tendenza a costruire polifonicamente. Abbondano le sonorità spettrali, notturne, reclinate su sé stesse. Gli aspetti extra musicali, i programmi interiori, sono preponderanti, c'è come un desiderio non represso di riallacciarsi alla Mitteleuropa, ma senza le nostalgie di un Sinopoli. Lo trovo ottimo in alcuni lavori da camera e nei lavori pianistici. C'è un po' di dodecafonia, ma proprio poca perché l'autore non segue regole in effetti, e serve piuttosto per innervare la struttura del pezzo. I suoi pezzi sono caratterizzati da un materiale non sempre molto spiccato per personalità, ma che viene manipolato generosamente in durate brevi e con risultati assai interessanti. Si sente, invece, molto Bach nei lavori pianistici. L'unico pezzo orchestrale che ha scritto (A view from the Pier, 2020) è presente in un video con suoni artificiali, che non danno la giusta misura della maestria dell'autore: posso dire, però, che dal primo minuto di sente il modello del tardo Bettinelli nel modo di spostare le masse sonore e di concepire il suono. Nel complesso è un punto interrogativo la sua collocazione storico-estetica, perché Di Gesù guarda al passato senza inibizioni e niente gli importa di cosa si fa oggi (ed è un bene, per me ). Sembra un autore sofisticato, elitario e di nicchia, non segue nessuna maniera o scuola, non si sa da dove viene e dove andrà, c'è e basta! Sì mi ha colpito proprio lo stile di contrappunto molto melodico, fluido, e non disarticolato come a volte accade con la musica atonale. Io non lo trovo neanche così tanto espressionista, sarà che la mia attenzione si rivolge naturalmente agli aspetti della struttura. Comunque Bettinelli doveva essere un grande, ogni tanto rispunta fuori! Quando si decidono a registrare un po' di roba sua come si deve?! Adesso, Madiel dice: Venti minuti così è dura.... Quote
Madiel Posted February 11 Author Report Posted February 11 3 ore fa, Majaniello dice: Sì mi ha colpito proprio lo stile di contrappunto molto melodico, fluido, e non disarticolato come a volte accade con la musica atonale. Io non lo trovo neanche così tanto espressionista, sarà che la mia attenzione si rivolge naturalmente agli aspetti della struttura. Ci sono dei pezzi, come un quintetto per fiati che ho sentito ieri, che sono pieni di morbosità. Bisogna mettersi d'accordo su cosa si intende per espressionista, nel caso specifico è uno sguardo malinconico verso l'interiorità, non c'è lo stravolgimento traumatico del lessico sul modello schoenberghiano. Non è un'operazione nuova, a ben vedere, ma è riproposta con una certa attenzione che la fa sentire ancora viva. Le durate brevi delle composizioni, infine, aiutano perché esprime quello che deve senza divagare inutilmente. Forse, la brevità dei lavori di questo autore è uno degli aspetti più singolari se unita a quel tipo di linguaggio. Al di là del mio gusto personale, mi pare un compositore valido e le lodi di Principe direi siano condivisibili. Resta un mistero la sua scarsa notorietà, dà l'impressione di tenersi lontano di proposito dalle parrocchiette accademiche. 3 ore fa, Majaniello dice: Comunque Bettinelli doveva essere un grande, ogni tanto rispunta fuori! Quando si decidono a registrare un po' di roba sua come si deve?! Esistono diverse incisioni della sua musica, una etichetta italiana (Rugginenti) aveva riversato una quarantina di registrazioni radiofoniche in una serie di quattro o cinque dischi. Alcuni li abbiamo messi su Wellesz. Esiste anche un disco Ricordi con esecuzioni dirette da Bernstein, Muti e Kletzki, sempre in registrazioni storiche dal vivo (anni 1954-1970 circa). Adesso, però, ci vorrebbero incisioni moderne! Bettinelli è stato un grande autore, non al livello dei poco più anziani Petrassi e Dallapiccola perché rimase sempre con un stile un po' di retroguardia, ma è ben riconoscibile. Contrappunto vivace, una buona ricerca timbrica in un discorso liberamente tonale (a un certo punto nella maturità ha preso Bartok come modello), ma soprattutto musica ben confezionata. Un accademismo di grande livello, se proprio si volesse fare una classificazione. 3 ore fa, Majaniello dice: Venti minuti così è dura.... No, perché verso il 17° minuto il moto infinito dei pianoforti, ormai trasformatosi in una specie di pendolo impazzito, ha nel suo interno i segni della fine: cambia una nota, cambia un ritmo, il motivo si sbriciola poco alla volta fino a interrompersi all'improvviso con un effetto catartico. Il tema nel corso dell'opera nel suo continuo intrecciarsi tra le quattro voci dei pianoforti prende sfumature sempre più astratte e drammatiche, abbastanza estranianti. Nella sua continua ripetizione sembra voler riaffermare la vita sull'estinzione. I pianoforti lo schiacciano, lo stirano o lo distruggono, ma il tema riappare sempre identico, come un grido di dolore esistenziale. Tutto si genera da questo motivo, l'opera come un organismo vivente respira, si espande e poi muore. Eastman è stato un grandissimo! Quote
Majaniello Posted February 12 Report Posted February 12 9 ore fa, Madiel dice: Esiste anche un disco Ricordi con esecuzioni dirette da Bernstein, Muti e Kletzki, sempre in registrazioni storiche dal vivo (anni 1954-1970 circa). Adesso, però, ci vorrebbero incisioni moderne! Certo lo conosco bene, così come le cose su Wellesz (c'era pure un video dove lo si vedeva dirigere, non ricordo se postato da voi o da chi). Incisioni ufficiali però nada... mi pare che Brilliant abbia in catalogo delle opere pianistiche, mi pare un po' pochino. 9 ore fa, Madiel dice: Nella sua continua ripetizione sembra voler riaffermare la vita sull'estinzione. I pianoforti lo schiacciano, lo stirano o lo distruggono, ma il tema riappare sempre identico, come un grido di dolore esistenziale. Tutto si genera da questo motivo, l'opera come un organismo vivente respira, si espande e poi muore. Eastman è stato un grandissimo! Eh figurati, chi lo mette in dubbio... dico solo che devi avere la voglia di farti martellare per 17 minuti Negli ultimi tempi (e intendo l'anno scorso, giacchè in questo periodo non sto ascoltando proprio nulla) stavo cercando di far pace col minimalismo, per curiosità e anche per principio, in generale vorrei qualcosa di contemporaneo che mi parli una lingua comprensibile, anche difficile, ma che sembri subito organizzata. Ho capito che non è in Europa che devo cercare. Quote
Madiel Posted February 12 Author Report Posted February 12 9 ore fa, Majaniello dice: Certo lo conosco bene, così come le cose su Wellesz (c'era pure un video dove lo si vedeva dirigere, non ricordo se postato da voi o da chi). Incisioni ufficiali però nada... mi pare che Brilliant abbia in catalogo delle opere pianistiche, mi pare un po' pochino. Naxos ha pubblicato un paio di dischi di musica da camera, almeno finora. Un peccato si sia fermata, perché la produzione orchestrale è preponderante nel catalogo e ci sono veramente molti bei pezzi (penso ai quattro Concerti per orchestra). Ha scritto anche belle pagine corali. 9 ore fa, Majaniello dice: Eh figurati, chi lo mette in dubbio... dico solo che devi avere la voglia di farti martellare per 17 minuti Negli ultimi tempi (e intendo l'anno scorso, giacchè in questo periodo non sto ascoltando proprio nulla) stavo cercando di far pace col minimalismo, Io non sono mai stato un amico del minimalismo, a parte Reich (poco) e Eastman non ascolto altro. Eastman, però, è un compositore minimalista sui generis. Evil Nigger piace perfino alla mia gatta, si addormenta sempre mentre lo ascolta 9 ore fa, Majaniello dice: per curiosità e anche per principio, in generale vorrei qualcosa di contemporaneo che mi parli una lingua comprensibile, anche difficile, ma che sembri subito organizzata. Ho capito che non è in Europa che devo cercare. Proprio no! Il minimal è fenomeno americano, bisogna vedere negli USA. Il minimal è "organizzato", anzi, è iper-organizzato perché tutti i procedimenti espressivi sono definiti al millimetro e sono chiari. Proprio Reich parlava di questa caratteristica della sua musica, non c'è niente di celato (fino a un certo punto) perché l'ascoltatore si rende subito conto di come procede il pezzo. Se sia importante o meno non saprei dire, però credo sia uno dei punti di forza insieme al ritorno della tonalità (quando non è banale). Poi dipende dagli autori e dal talento che ci mettono a scrivere. Credo, alla fine, che il segreto per apprezzare questa musica sia, in realtà, il lasciarsi andare al flusso dei suoni e accettare di essere ipnotizzati. Quote
Majaniello Posted February 12 Report Posted February 12 Adesso, Madiel dice: Evil Nigger piace perfino alla mia gatta, si addormenta sempre mentre lo ascolta ❤️ Dolcissima. Adesso, Madiel dice: Proprio no! Il minimal è fenomeno americano, bisogna vedere negli USA. Il minimal è "organizzato", anzi, è iper-organizzato perché tutti i procedimenti espressivi sono definiti al millimetro e sono chiari. Proprio Reich parlava di questa caratteristica della sua musica, non c'è niente di celato (fino a un certo punto) perché l'ascoltatore si rende subito conto di come procede il pezzo. Se sia importante o meno non saprei dire, però credo sia uno dei punti di forza insieme al ritorno della tonalità (quando non è banale). Poi dipende dagli autori e dal talento che ci mettono a scrivere. Credo, alla fine, che il segreto per apprezzare questa musica sia, in realtà, il lasciarsi andare al flusso dei suoni e accettare di essere ipnotizzati. Sì non mi riferivo solo al minimalismo, per dire in Europa faccio fatica ad indicarti nomi non dico contemporanei ma anche solo nati dagli anni '20 in poi che mi piacciano davvero, c'è qualche italiano, tra l'altro tra i meno in vista (Donatoni, Castiglioni...), qualcuno più ad est (Ligeti, Denisov...), mitteleuropa mi fermo alla generazione anni '10, sicuramente anche per ignoranza, perchè qualche nome meno celebrato che può piacermi esisterà pure (tipo c'era quel franco-nigeriano su NEOS, di cui non ricordo il nome, che mi piacque molto). Se penso invece ai nomi oltreoceano ci sono almeno Crumb, Wuorinen, Somers, Lees, Druckman, Erb, Kirchner (forse questo è più vecchio degli altri) e altri che ora non mi vengono... ah Levering che è proprio contemporaneo. Credo di cercare la musica "suonata", o qualcosa del genere, anche se poi ci sono delle fischionate che mi prendono quindi boh (ma pure quelle sono americane). La difficoltà maggiore rimane orientarsi. Come si fanno a trovare i nomi senza dover ascoltare a casaccio? °°°° Un pezzo clamoroso di Xenakis che adoro, incredibile perchè molte altre cose sue che ho ascoltato direi che non mi interessano... non ha fatto altre cose di questo genere? Quote
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