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22 minuti fa, Majaniello dice:

Una delle specialiste migliori che abbiamo negli ultimi anni. Era una delle pochissime cantanti dei giorni nostri che il perfido Corriere della Grisi, mitico blog di vociomani ormai chiuso credo, noto per il taglio nostalgico della proposta editoriale, salvava dal tritacarne :cat_lol:. Allieva della Scotto, da cui (detto da lei) ha tratto i pianissimi che ti hanno tanto colpito. All'epoca aveva un repertorio più leggero, scavallati i 40 si è data al belcanto drammatico com'era logico che fosse. Qualche mese fa ha debuttato alla Scala con Norma un po' per caso, sostituendo la - a mio avviso meno interessante - Rebeka all'ultimo minuto. Non ho sentito, ma ho letto di grandi entusiasmi anche in quell'occasione.  

Guarda, io ero alla seconda replica e l'entusiasmo e l'emozione erano palpabili: era percepibile la sensazione comune di avere assitito a qualcosa di unico. Davanti a quei pianissimi flautati, mia moglie mi ha sussurrato "ma è Gazzelloni?". Mi è stato riferito che alla prima, con un pubblico più numeroso, i boati di entusiasmo sono stati anche maggiori. 

Ha passato i 40 ma li porta benissimo...una specie di Nicole Kidman.

Confessa.it

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Franz Schubert, Sinfonia n.9 "La Grande" in do magg., RIAS SInfonie-Orchester Berlin, Leo Blech

910oi8Gm+2L._UF1000,1000_QL80_.jpg

Che bella scoperta! Questo disco - anche se io ho l'edizione Arkadia, col medesimo programma - giaceva in un cantuccio della mia discoteca e finalmente mi sono preso la briga di ascoltarlo... e troppo tardi direi!

Anzitutto una buona qualità sonora, cosa non scontata per documenti di questo periodo (siamo nel 1950). L'orchestra berlinese, pur non essendo una delle più blasonate, se la cava benissimo. 

L'interpretazione è proprio una di quelle che mi mandano in visibilio: una assoluta libertà agogica, un pulsare mai costante eppure controllatissimo nei suoi estremi e una perfetta transizione dei tempi. Insomma, per chi non è debole di stomaco, c'è da divertirsi! Se proprio dobbiamo prendere un esempio più famoso, direi una sorta di Furt ma più estroverso e frizzante, ma meno "grave". Ottima l'accuratezza dell'ormai anziano direttore tedesco all'interplay tra le varie sezioni strumentali (legni e tromboni) e un'attenzione non scontata rispetto alla varie linee, anche quelle interne, che spesso rimangono travolte dall'esuberanza della scrittura schubertiana. In sintesi: Blech nonostante una concertazione spericolata riesce a tenere tutto assieme senza nessun sbandamento.

Questa interpretazione vola di prepotenza tra le mie preferite! :party:

...a chi dedicarla? Non saprei forse solo @superburp è sulla mia stessa linea...

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18 ore fa, Snorlax dice:

Franz Schubert, Sinfonia n.9 "La Grande" in do magg., RIAS SInfonie-Orchester Berlin, Leo Blech

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Che bella scoperta! Questo disco - anche se io ho l'edizione Arkadia, col medesimo programma - giaceva in un cantuccio della mia discoteca e finalmente mi sono preso la briga di ascoltarlo... e troppo tardi direi!

Anzitutto una buona qualità sonora, cosa non scontata per documenti di questo periodo (siamo nel 1950). L'orchestra berlinese, pur non essendo una delle più blasonate, se la cava benissimo. 

L'interpretazione è proprio una di quelle che mi mandano in visibilio: una assoluta libertà agogica, un pulsare mai costante eppure controllatissimo nei suoi estremi e una perfetta transizione dei tempi. Insomma, per chi non è debole di stomaco, c'è da divertirsi! Se proprio dobbiamo prendere un esempio più famoso, direi una sorta di Furt ma più estroverso e frizzante, ma meno "grave". Ottima l'accuratezza dell'ormai anziano direttore tedesco all'interplay tra le varie sezioni strumentali (legni e tromboni) e un'attenzione non scontata rispetto alla varie linee, anche quelle interne, che spesso rimangono travolte dall'esuberanza della scrittura schubertiana. In sintesi: Blech nonostante una concertazione spericolata riesce a tenere tutto assieme senza nessun sbandamento.

Questa interpretazione vola di prepotenza tra le mie preferite! :party:

...a chi dedicarla? Non saprei forse solo @superburp è sulla mia stessa linea...

Conosco Blech solo di nome (è in un documentario in cui l'hanno infilato tra i grandi direttori del III Reich - nonostante fosse ebreo -). Se la trovo su YouTube la ascolto volentieri.

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On 01/02/2026 at 19:20, Snorlax dice:

Franz Schubert, Sinfonia n.9 "La Grande" in do magg., RIAS SInfonie-Orchester Berlin, Leo Blech

910oi8Gm+2L._UF1000,1000_QL80_.jpg

Che bella scoperta! Questo disco - anche se io ho l'edizione Arkadia, col medesimo programma - giaceva in un cantuccio della mia discoteca e finalmente mi sono preso la briga di ascoltarlo... e troppo tardi direi!

Anzitutto una buona qualità sonora, cosa non scontata per documenti di questo periodo (siamo nel 1950). L'orchestra berlinese, pur non essendo una delle più blasonate, se la cava benissimo. 

L'interpretazione è proprio una di quelle che mi mandano in visibilio: una assoluta libertà agogica, un pulsare mai costante eppure controllatissimo nei suoi estremi e una perfetta transizione dei tempi. Insomma, per chi non è debole di stomaco, c'è da divertirsi! Se proprio dobbiamo prendere un esempio più famoso, direi una sorta di Furt ma più estroverso e frizzante, ma meno "grave". Ottima l'accuratezza dell'ormai anziano direttore tedesco all'interplay tra le varie sezioni strumentali (legni e tromboni) e un'attenzione non scontata rispetto alla varie linee, anche quelle interne, che spesso rimangono travolte dall'esuberanza della scrittura schubertiana. In sintesi: Blech nonostante una concertazione spericolata riesce a tenere tutto assieme senza nessun sbandamento.

Questa interpretazione vola di prepotenza tra le mie preferite! :party:

...a chi dedicarla? Non saprei forse solo @superburp è sulla mia stessa linea...

Su youtube ho trovato questa del 1927 che sto ascoltando adesso e ti controdedico:

 

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2 ore fa, superburp dice:

Su youtube ho trovato questa del 1927 che sto ascoltando adesso e ti controdedico:

 

Sicuramente un'interpretazione più luminosa rispetto a Furt. Bella esecuzione, @Snorlaxfammi sapere se cambia molto rispetto all'altra che hai.

Ho voglia di neoclassicismo. Avevo messo il concerto di Françaix per clavicembalo e strumenti, ma tolta l'idea iniziale piacevolissima non mi ha mai detto troppo. Meglio allora il concerto campestre di Poulenc:

Se non sbaglio è stato scritto proprio per la Landowska. A Madiel, Ives e Kovskij.

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4 ore fa, superburp dice:

Sicuramente un'interpretazione più luminosa rispetto a Furt. Bella esecuzione, @Snorlaxfammi sapere se cambia molto rispetto all'altra che hai.

Ho voglia di neoclassicismo. Avevo messo il concerto di Françaix per clavicembalo e strumenti, ma tolta l'idea iniziale piacevolissima non mi ha mai detto troppo. Meglio allora il concerto campestre di Poulenc:

Se non sbaglio è stato scritto proprio per la Landowska. A Madiel, Ives e Kovskij.

Esatto, fu scritto per la Landowska, quindi questa incisione dà la misura di come lo suonavano attorno al 1928. Ricambio con questo gran bel video 

 

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Bruch

Violin Concerto No. 1

Chung/RPO/Kempe

Pezzo che una volta andava molto di moda, oggi devo ammettere lo incontro meno nei programmi concertistici. C'è il miglior Bruch e tanto basta (a ragione, è la sua opera più famosa e riuscita): struttura solida, belle melodie del solista, accompagnamento ricco di colori e paesaggi romantici. La giovane Chung qui incanta per sensibilità, lirismo, bellezza di timbro e virtuosismo. Kempe da par suo sguazza in queste pagine come pochi altri e alla guida della storica Royal Philharmonic Orchestra dipinge illimitate atmosfere cangianti. Disco Decca direi giustamente famoso @superburp in controdedica...

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Gioachino ROSSINI
Péchés de vieillesse: Album pour les enfants dégourdis

Paolo Giacometti, pianoforte

Ho ricevuto ieri il box Rossini-Giacometti e ho iniziato a testarlo, mettendolo anche a confronto con le belle interpretazioni di Alessandro Marangoni (Naxos). La prima impressione sul piano musicale è che anche Giacometti (così come Marangoni, che ho ascoltato di più e mi piace assai) sia molto bravo. L'approccio è molto diverso. Il fraseggio di Giacometti è molto flessuoso e tende a sbrigarsi, mentre Marangoni è più riflessivo e "gioca" meno coi pezzi, tanto che li riporta a un milieu mitteleuropeo, lasciando pur sempre trasparire l'ironia e il sarcasmo di Rossini. Giacometti si diverte di più e stacca tempi rapidissimi: anche due minuti di differenza in pezzi comunque brevi è tantissimo. 
Ciò che invece mi indispone parecchio, almeno a un primo esame, è l'approssimazione editoriale del box Giacometti. Viene presentato anche in copertina come "Complete worrks for piano". Forse è vero (non ho ancora fatto un confronto esatto), perché anche Marangoni si attesta sugli 8-9 dischi per piano solo (arriva a 11 con i Péchés con altri strumenti e con cantanti). Però mentre Naxos dà indicazioni precise sulle raccolte, sul loro inquadramento editoriale (primo, secondo volume ecc.) e tendenzialmente non le smembra (a parte due o tre casi palesemente imposti da questioni di minutaggio), il box Giacometti rispetta solo alcuni dei titoli dei volumi e comunque mischia le carte inserendo diversi pezzi in volumi estranei e mettendo i vari pezzi in un ordine casuale rispetto alla raccolta di appartenenza. Non censuro il miscuglio in sé, se risponde a esigenze musicali, ma è del tutto censurabile che nessuna menzione di ciò sia fatta e che nessuna spiegazione editoriale sia fornita facendo passare all'ignaro acquirente l'idea falsa che certi pezzi siano inseriti nella raccolta così come concepita da Rossini (o almeno da chi ha formato i vari quaderni dando loro un'omogeneità e rispettando, per quanto possibile, il progetto dell'autore). 

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19 minuti fa, Snorlax dice:

Strepitoso... e si sente pure bene! Si sa il nome del narratore?

Concordo, bellissima esecuzione! Torino 1961, con Goren Kubitzki recitante.

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19 minuti fa, giobar dice:

 

Hai voluto la bicicletta su youtube, pedala! 

Wellesz ha lottato per decenni contro tutti e tutto, perdendo canali su canali, tra i quali quello suo storico che aveva milioni di visualizzazioni. E non ha mai preso soldi da abbonamenti e pubblicità, puro servizio verso la cultura, e mai nessuno si è mobilitato per far sopravvivere i canali...

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3 ore fa, Madiel dice:

Hai voluto la bicicletta su youtube, pedala! 

Wellesz ha lottato per decenni contro tutti e tutto, perdendo canali su canali, tra i quali quello suo storico che aveva milioni di visualizzazioni. E non ha mai preso soldi da abbonamenti e pubblicità, puro servizio verso la cultura, e mai nessuno si è mobilitato per far sopravvivere i canali...

Ho pensato la stessa cosa... un po' troppi piagnucolamenti per un video buttato giù... non se lo aspettava? si sa che funziona così. A me il personaggio, tendenzialmente, è simpatico, ma certe mosse proprio non mi piacciono.

Un po' sgamata la storia di far iscrivere alla newsletter o non so a cos'altro gli utenti con la scusa "così posso contattarvi se mi bloccano il canale"... Se apri un nuovo canale la gente ti ritrova su youtube come ti ha trovato la prima volta, che significa, mi pare davvero solo una scusa. Altra cosa che mi infastidisce è la presentazione della sua attività come divulgativa e non a scopo di lucro ("ci voglio riprendere i soldi investiti" o "non me ne frega se i video non sono monetizzati"), quando è chiaro che per lui è lavoro: con un canale con 24 mila followers (non moltissimi, ma neanche pochi) monetizza eccome. Siccome è assolutamente legittimo che chi produce contenuti ci voglia guadagnare, non vedo perchè non dirlo.  

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1 ora fa, Majaniello dice:

Ho pensato la stessa cosa... un po' troppi piagnucolamenti per un video buttato giù... non se lo aspettava? si sa che funziona così. A me il personaggio, tendenzialmente, è simpatico, ma certe mosse proprio non mi piacciono.

Un po' sgamata la storia di far iscrivere alla newsletter o non so a cos'altro gli utenti con la scusa "così posso contattarvi se mi bloccano il canale"... Se apri un nuovo canale la gente ti ritrova su youtube come ti ha trovato la prima volta, che significa, mi pare davvero solo una scusa. Altra cosa che mi infastidisce è la presentazione della sua attività come divulgativa e non a scopo di lucro ("ci voglio riprendere i soldi investiti" o "non me ne frega se i video non sono monetizzati"), quando è chiaro che per lui è lavoro: con un canale con 24 mila followers (non moltissimi, ma neanche pochi) monetizza eccome. Siccome è assolutamente legittimo che chi produce contenuti ci voglia guadagnare, non vedo perchè non dirlo.  

Noi ne abbiamo avute milioni di visualizzazioni (e ce le abbiamo ancora, per fortuna) e centinaia di migliaia di iscritti. Il sistema youtube è totalmente sbagliato, perché espone gli autori dei video alle persecuzioni, sì la parola è proprio questa, del cazzone di turno che ti segnala per farti chiudere il canale. Non tutela gli autori, a parte piccole sciocchezze esteriori che vengono puntualmente disattese (per esempio, il ricorso, una pratica totalmente inutile). E non c'è santo che ti protegge, se youtube è convinto che tu abbia violato qualche cosa: ci sono gli algoritmi che classificano il materiale con criteri del tutto arbitrari e inesorabili. Motivo per cui, se si è consapevoli di questo problema, si va avanti e non si sta a fare piagnistei. Noi di Wellesz in quasi vent'anni di attività ne abbiamo viste di tutti di colori, non abbiamo mai chiesto un soldo a nessuno pur lavorando notte e giorno a far video, a rispondere ai "followers" ecc. Lo sottolineo e me ne vanto.

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12 minuti fa, Madiel dice:

espone gli autori dei video alle persecuzioni, sì la parola è proprio questa, del cazzone di turno che ti segnala per farti chiudere il canale.

Purtroppo se uno detiene i diritti può buttarti giù, penso che non possa esistere un sistema alternativo a questo... il discorso è anche che nel 2026 c'è qualcuno che si sente danneggiato dalla diffusione dei propri prodotti online, quando secondo me è un'occasione di promozione incredibile, specie nel segmento di mercato della classica, ancora molto legato all'acquisto di supporti fisici. 

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48 minuti fa, Majaniello dice:

Purtroppo se uno detiene i diritti può buttarti giù, penso che non possa esistere un sistema alternativo a questo... il discorso è anche che nel 2026 c'è qualcuno che si sente danneggiato dalla diffusione dei propri prodotti online, quando secondo me è un'occasione di promozione incredibile, specie nel segmento di mercato della classica, ancora molto legato all'acquisto di supporti fisici. 

Noi abbiamo avuto segnalazioni anche da non proprietari del diritto d'autore solo perché usavamo materiale altrui ( :mellow: ). Basta cliccare "segnala" e il sistema va da solo, mica verificano cosa succede dopo. Spesso e volentieri è lo stesso youtube che blocca i video oscurandoli, senza alcun preavviso, perché c'è un algoritmo che agisce di sua iniziativa. Lo scopri casualmente quando vai nei comandi e ti ritrovi decine e decine di video bloccati del tutto o parzialmente. Succede una volta, succede due volte, alla terza ti rompi i cosiddetti e mandi tutto al diavolo perché manca totalmente qualsiasi garanzia.

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Mi sono rivisto e risentito un sacco di edizioni dei concerti di Brahms: fra le incisioni moderne, c'è un generale consenso critico sul box di Freire con Chailly con il Gewandhaus di Lipsia. Bella edizione, ma la mia preferita (che non è a rigore un'integrale) è questa:

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Solisti, direttori e orchestre semplicemente magnifici.

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