Pollini Posted January 24 Report Posted January 24 Händel, Suite per clavicembalo n.7 in Sol minore (HWV432). Quote
Florestan Posted January 24 Report Posted January 24 Eric Heidsieck ha registrato un'integrale delle sonate per piano di Beethoven, ma è stato anche e soprattutto uno straordinario interprete del repertorio francese, e in particolare di Fauré. Ebbene, anche Jorg Demus, uno dei componenti della cosiddetta Troika di Vienna, idealmente capeggiata da Friedrich Gulda (l'altro era Paul Badura-Skoda), ci ha lasciato un memorabile disco in cui suonava musica di Fauré, sebbene egli non sia abitualmente associato a questo compositore. Lo stavo ascoltando in questo momento: Quote
zippie Posted January 26 Report Posted January 26 Ridacchio (di me stesso) per aver usato una stessa metafora nel commentare due successivi ascolti, a rischio che si tratti di un filtro mio, non obiettivo ma idealistico, che m'avesse pigliato ultimamente 🙂 ___ Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 19 gennaio 2026 20:30 in diretta dal Teatro alla Scala di Milano Filarmonica della Scala Riccardo Chailly, direttore Alexandre Kantorow, pianoforte Sergej Prokof’ev : Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 op. 26 - Andante - Allegro - Tema con variazioni - Allegro ma non troppo - Ma uno può chiedere a chi interessa tutta questa cascata a squadernare di note? un problema direi è dato dal pianista, il cui trafficare sulla tastiera non comunica un bel nulla, passo passo e via via, ma anche l'orchestra mica offre densità alcuna... (seppure nei bei suoni comunque). Non giungerò a sanzionare di aridità (il mio è pur sempre un ascolto sfalsato via radio) né di sconnessione, se non effettivamente da una qualche semantica che pure ci sarebbe stata nell'intreccio in partitura, presentato secondo me ahimè meno che illustrazione, figuriamoci pittura. ___ Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 22 gennaio 2026 20:30 in diretta dall'Auditorium Rai "Arturo Toscanini" di Torino Stagione 2025/2026 - Concerto n. 10 Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai Diego Ceretta, direttore Fazil Say, pianoforte Fazil Say : "Mother Earth", Concerto per pianoforte e orchestra, op. 111 (2024) - Prelude - Earth - Forest - Interlude - Sea (Deniz) - River - Postlude - A parte i versi animali, suona ben poco naturale la Terra di Fazil Say: inteso che l'incalzare degli avvenimenti materici e i sottili, il pulsare organico e il tumulto, i grafici borsistici e i linguaggi, insomma un po' tutto, non so, ha una musicalità quella più diretta dello scroscio e poi quel "terzo" risuonare, così irriducibili a queste "illustrazioni" nel senso della mancata frequentazione persino della pittura. Quote
superburp Posted January 26 Report Posted January 26 Insisto con questo bellissimo concerto di Casella: Quote
zippie Posted January 27 Report Posted January 27 Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 23 gennaio 2026 20:30 in diretta dal Parco della Musica, Roma Accademia Nazionale di Santa Cecilia - Stagione Sinfonica Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia Juraj Valčuha, direttore Behzod Abduraimov, pianoforte Sergej Rachmaninov : Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 op. 30 - Allegro ma non tanto - Intermezzo. Adagio - Finale. Alla breve - La differenza tra un pianista e un pianista che piace a me (ovvero che per me ha senso, nella storia e l'attualità della musica) è la differenza tra un'orchestra e un'orchestra con anche il direttore d'orchestra. Con piacere questo pianista a me suona come avesse un quanto d'orecchio per la musicalità del suo strumento (che tanto manca a suoi colleghi solo dita) eppure ancora un tot di comprensione per gli incastri tra i vari piani di questa scrittura gli è mancata, ma tante grazie, posso capire il piacere d'esser stati lì in sala, bella storia. (Grazie Rai Radio3 per l'offerta) E quindi tra questi due CD rintracciati al volo: CD 2019 RCO Live 190296874277 CD 2012 Decca 028947833017 ho ordinato immediatamente solo il secondo 🙂 Quote
giobar Posted January 28 Report Posted January 28 Giuseppe TARTINI Concerto per violino in la maggiore D88 Federico Guglielmo L'Arte dell'Arco Quote
Madiel Posted January 28 Author Report Posted January 28 2 ore fa, Ives dice: Elgar The Crown of India - Suite RLPO/Groves Mamma mia, che trombonata! ------- Quote
Ives Posted January 29 Report Posted January 29 15 ore fa, Madiel dice: Mamma mia, che trombonata! Parecchio Salvo la marcia finale: Quote
Ives Posted January 29 Report Posted January 29 Arnold Elektra - Ballet BBCPhilharmonic/Gamba Forse, l'Arnold più atonale, percussivo e inquietante mai sentito. Quote
Madiel Posted January 29 Author Report Posted January 29 7 ore fa, Ives dice: Parecchio Salvo la marcia finale: Beh, è anche la parte più interessante del disco in questione. L'ho risentito di recente, lo possedevo da ragazzino e non me lo ricordavo più. Ho trovato le Enigma veramente pesanti, a tratti irriconoscibili, le critiche feroci contro Bernstein da parte degli inglesi erano giustificate. E' tutto moscio, opaco ed elefantiaco, le Enigma hanno bisogno di ben altra forza. Elgar bisogna prenderlo così senza indugio, altrimenti poi sa di minestra riscaldata. Quote
zippie Posted January 29 Report Posted January 29 Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 29 gennaio 2026 20:30 in diretta dall’Auditorium RAI "Arturo Toscanini" di Torino Stagione 2025/2026 Concerto n. 11 Orchestra Nazionale Sinfonica della Rai Nicolò Umberto Foron, direttore Olivier Messiaen : "Les Offrandes oubliées" meditazione sinfonica per orchestra - La Croix - Le péché - L’Eucharistie - Avrei preferito meno legato ma ho molto apprezzato le accentazioni, da parte di tutti, in gesto sospeso. (...Fa persino riflettere come al pubblico non venga affatto spontaneo inserirsi nella dimensione più trascendente dei movimenti lenti non teatrali, da cui i colpi di tosse travolgenti da disagio attonito: da dire che forse la dimensione spettacolo non è quella poetica, come se alle pecore fosse davvero necessario un pastore per vivere pienamente ecc) Quote
Pollini Posted January 29 Report Posted January 29 Peter Philips (1561-1628), "O quam suavis" à 8. Quote
Florestan Posted January 29 Report Posted January 29 5 ore fa, Madiel dice: Beh, è anche la parte più interessante del disco in questione. L'ho risentito di recente, lo possedevo da ragazzino e non me lo ricordavo più. Ho trovato le Enigma veramente pesanti, a tratti irriconoscibili, le critiche feroci contro Bernstein da parte degli inglesi erano giustificate. E' tutto moscio, opaco ed elefantiaco, le Enigma hanno bisogno di ben altra forza. Elgar bisogna prenderlo così senza indugio, altrimenti poi sa di minestra riscaldata. ...e invece Hurwitz nelle recensioni su Elgar loda quell'interpretazione, forse per fare uno sberleffo agli inglesi. Ma non è un gran servizio reso a Lenny: per me quello è uno dei suoi dischi peggiori Quote
Ives Posted January 30 Report Posted January 30 10 ore fa, Florestan dice: ...e invece Hurwitz nelle recensioni su Elgar loda quell'interpretazione, forse per fare uno sberleffo agli inglesi. Ma non è un gran servizio reso a Lenny: per me quello è uno dei suoi dischi peggiori Ma anche il nostro @Snorlax è un ammiratore di quel disco controverso! Io lo trovo musicalmente interessante per talune "genialate" di fraseggio che Bernstein impone, e che solo lui poteva fare non risultando ridicolo, ma non lo consiglierei in toto. Poi l'aria deprimente e il suono opaco possono appunto non piacere (resta però una variazione Nimrod emozionantissima). E' un Elgar filtrato da un Bernstein già in fase depressa, fuori dalle mode e dalle ortodossie britanniche, nonché avulso da consunti cliché patriottici e che manca però di humour (c'è da dire che Bernstein mise le mani avanti prima del concerto e della registrazione in studio, polemizzando in maniera forte con la critica inglese che gli rimproverava, anche con un velo di razzismo e di sproloqui ipernazionalistici, di non capire a fondo questa musica). Da qualche anno, c'è anche il video del concerto, primo e unico con l'orchestra della BBC, che nonostante gli attriti durante le prove, alla fine suona molto bene: Quote
Madiel Posted January 30 Author Report Posted January 30 11 ore fa, Florestan dice: ...e invece Hurwitz nelle recensioni su Elgar loda quell'interpretazione, forse per fare uno sberleffo agli inglesi. Ma non è un gran servizio reso a Lenny: per me quello è uno dei suoi dischi peggiori Lo so, e mi trovo perfettamente d'accordo con te. Non sono mai stato un fan di Elgar, solo negli ultimi dieci anni sono tornato a occuparmene, riabilitandolo in parte. Naturalmente, essendo passata una vita dai miei ascolti giovanili ho dovuto riprendere in mano il repertorio e fare dei confronti. Mi sono accorto che quel disco di Bernstein è quasi tutto sbagliato (salvo solo le marce), specie dopo aver scoperto le spigliatissime Enigma di Gibson (Chandos), un disco meraviglioso sotto ogni aspetto, in primis per una smagliante incisione che DG proprio si sogna. Anche i grandi direttori "toppano". Quote
giobar Posted January 30 Report Posted January 30 5 ore fa, Ives dice: Ma anche il nostro @Snorlax è un ammiratore di quel disco controverso! Io lo trovo musicalmente interessante per talune "genialate" di fraseggio che Bernstein impone, e che solo lui poteva fare non risultando ridicolo, ma non lo consiglierei in toto. Poi l'aria deprimente e il suono opaco possono appunto non piacere (resta però una variazione Nimrod emozionantissima). E' un Elgar filtrato da un Bernstein già in fase depressa, fuori dalle mode e dalle ortodossie britanniche, nonché avulso da consunti cliché patriottici e che manca però di humour (c'è da dire che Bernstein mise le mani avanti prima del concerto e della registrazione in studio, polemizzando in maniera forte con la critica inglese che gli rimproverava, anche con un velo di razzismo e di sproloqui ipernazionalistici, di non capire a fondo questa musica). Da qualche anno, c'è anche il video del concerto, primo e unico con l'orchestra della BBC, che nonostante gli attriti durante le prove, alla fine suona molto bene: Anche io apprezzo moltissimo quella interpretazione. Non sono pochi i capolavori - e le Enigma ci rientrano - suscettibili di interpretazioni assai diverse tra loro ed altrettanto attendibili. In questo caso mi vanno benissimo le letture spigliate e "british", ma Bernstein dimostra, senza "toppare" per niente (secondo me), che il brano può essere reso benissimo anche in tutt'altro modo. Poi, al diavolo i provincialismi secondo cui Elgar può essere appannaggio solo di interpreti britannici, Janacek dei cechi, Prokofiev dei russi e via discorrendo. Quote
Ives Posted January 30 Report Posted January 30 17 ore fa, Florestan dice: ...e invece Hurwitz nelle recensioni su Elgar loda quell'interpretazione, forse per fare uno sberleffo agli inglesi. Ma non è un gran servizio reso a Lenny: per me quello è uno dei suoi dischi peggiori Ho controllato, in effetti Hurwitz la inserisce nel suo copioso lotto delle Enigma, anche se avverte che si tratta di una lettura molto personale e controversa, non adatta a tutti i gusti. Il suo trittico preferito è Jochum-Monteux-Slatkin. Ah ovviamente Litton Quote
Madiel Posted January 30 Author Report Posted January 30 Certo si possono fare delle eccezioni, ma non più di tanto si può giocare con i parametri della musica snaturando la sua intima materia. Si possono anche trovare strade interpretative interessanti con le eccentricità, ma poi bisogna chiedersi se quello è Elgar o, piuttosto, Bernstein che fa Elgar a modo suo. Per esempio, notare quant'è pesante nella conclusione, spesso tutto staccato, enfatico all'estremo e sopra le righe: Tutto un altro discorso con Gibson, notare la freschezza e lo slancio, quanta emozione a 3:44 ca. Non è una interpretazione "britannica", è semplicemente rispettosa del testo. Quote
Snorlax Posted January 30 Report Posted January 30 8 ore fa, Ives dice: Ma anche il nostro @Snorlax è un ammiratore di quel disco controverso! Io lo trovo musicalmente interessante per talune "genialate" di fraseggio che Bernstein impone, e che solo lui poteva fare non risultando ridicolo, ma non lo consiglierei in toto. Poi l'aria deprimente e il suono opaco possono appunto non piacere (resta però una variazione Nimrod emozionantissima). E' un Elgar filtrato da un Bernstein già in fase depressa, fuori dalle mode e dalle ortodossie britanniche, nonché avulso da consunti cliché patriottici e che manca però di humour (c'è da dire che Bernstein mise le mani avanti prima del concerto e della registrazione in studio, polemizzando in maniera forte con la critica inglese che gli rimproverava, anche con un velo di razzismo e di sproloqui ipernazionalistici, di non capire a fondo questa musica). Da qualche anno, c'è anche il video del concerto, primo e unico con l'orchestra della BBC, che nonostante gli attriti durante le prove, alla fine suona molto bene: Esecuzione capolavoro, secondo me uno dei lasciti più significativi del Bernstein più maturo, da porre (quasi) accanto alla celebre Patetica incisa qualche anno dopo sempre per DGG. In qualche modo ne condivide la stessa logica interpretativa, che trovo perfettamente coerente: ho da sempre rilevato una certa proporzione, particolarmente enfatizzata, ai cui vertici di un ideale triangolo si trovano il tema iniziale, Nimrod e il Finale. A me non pare nemmeno così controversa, così come trovo piuttosto fuori luogo lo stereotipo della "mahlerizzazione" di cui tanto si parla quando si affrontano le ultime incisioni del direttore americano. In discoteca avrò circa una ventina di registrazioni delle Enigma, da quelle più rigorosamente "british" a gloriosi outsider, tuttavia questa è una di quelle a cui sono più affezionato. Quote
giobar Posted January 31 Report Posted January 31 Ieri sera ho assistito a una rappresentazione di Lucrezia Borgia di Donizetti. A prescindere dal fatto che non si tratta del mio repertorio preferito (eufemismo) e da una regia incomprensibile che ha trasferito la vicenda dalle corti cinquecentesche a un'Italia anni '50 soggiogata dal potere ecclesiastico (mentre il libretto mette l'accento sul potere delle casate nobiliari), lo spettacolo mi ha comunque lasciato molto soddisfatto per vari motivi. Anzitutto l'opera regge comunque, c'erano anche delle ottime trovate registiche che, prese in sé, erano efficaci e ammorbidivano il fraintendimento di fondo di cui ho detto, un cast piuttosto buono, un ottimo direttore (il 35enne sassarese Leonardo Sini, uno dei tanti bravi direttori italiani che hanno più successo all'estero: da Vienna a Sidney, da Budapest a Berlino). Ma soprattutto c'era Jessica Pratt!!! Onestamente, in tanti anni di frequentazione di teatri e sale da concerto non avevo mai sentito una cantante così brava. Non parlo delle agilità, che ho potuto apprezzare anche in altre brave interpreti, ma di un uso della voce assolutamente incredibile. Molte parti del ruolo di Lucrezia esigono la mezza voce, quasi il sussurro, e lì Jessica Pratt strappava l'applauso a scena aperta, con una capacità espressiva e di commuovere davvero unica. Tutto ciò associato a una presenza scenica formidabile. Un'esperienza indimenticabile. Quote
giobar Posted January 31 Report Posted January 31 Gioachino ROSSINI Péchés de vieillesse: Album pour les enfants dégourdis Alessandro Marangoni, pianoforte Quote
giobar Posted January 31 Report Posted January 31 Witold LUTOSLAWSKI Concerto per orchestra Chicago Symphony Orchestra Seiji Ozawa Quote
Majaniello Posted January 31 Report Posted January 31 2 ore fa, giobar dice: Ma soprattutto c'era Jessica Pratt!!! Onestamente, in tanti anni di frequentazione di teatri e sale da concerto non avevo mai sentito una cantante così brava. Una delle specialiste migliori che abbiamo negli ultimi anni. Era una delle pochissime cantanti dei giorni nostri che il perfido Corriere della Grisi, mitico blog di vociomani ormai chiuso credo, noto per il taglio nostalgico della proposta editoriale, salvava dal tritacarne . Allieva della Scotto, da cui (detto da lei) ha tratto i pianissimi che ti hanno tanto colpito. All'epoca aveva un repertorio più leggero, scavallati i 40 si è data al belcanto drammatico com'era logico che fosse. Qualche mese fa ha debuttato alla Scala con Norma un po' per caso, sostituendo la - a mio avviso meno interessante - Rebeka all'ultimo minuto. Non ho sentito, ma ho letto di grandi entusiasmi anche in quell'occasione. Quote
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