giobar Posted January 7 Report Posted January 7 Ludwig van BEETHOVEN Quartetto per archi in fa maggiore op. 95 Quartetto Vegh Quote
Pollini Posted January 7 Report Posted January 7 Un lavoro giovanile di Bach: "Das alte Jahr vergangen ist", BWV1091. A quanti debba controdediche. Quote
superburp Posted January 8 Report Posted January 8 On 05/01/2026 at 03:05, Florestan dice: Sono ben registrate e ben suonate di sicuro; per quanto riguarda la Quarta, per rimanere fra le compagini americane, preferisco Dohnanyi con la Cleveland Orchestra e Honeck con la Pittsburgh Symphony, perché mi pare che questi due direttori, pur nella differenza dei loro approcci, complessivamente abbiano capito meglio il linguaggio e lo spirito di questo lavoro rispetto a Solti. Le altre sinfonie dell'integrale di quest'ultimo a cui facevi accenno non condividono né i tempi rapidi né altro con le prime quattro: ricordo anzi una Quinta con un Adagio fra i più lunghi della discografia. Per la Terza, non amo la versione del 1877 di quest'opera, con o senza la coda dello scherzo (un unicum nella produzione bruckneriana); preferisco la versione più stringata del 1889, quindi né Solti né Dohnanyi, ma Jansons con la Bayerische Rundfunks. Per le prime tre sinfonie (cosiddetta numero 0 compresa) condivido il tuo apprezzamento per Solti. Mi avete incuriosito con questo scambio sulla terza, così ho ascoltato il cd dall'integrale DG di Jochum. Lui usa la verso e 1889. Domani vorrei riascoltare quella di Barbirolli di cui ho un bel ricordo (ma non ricordo che versione usa, penso sempre 1889). Quote
Ives Posted January 8 Report Posted January 8 WAM Coronation Mass Pinnock Molto riuscite queste incisioni del Mozart corale da parte di Trevor Pinnock e i suoi. Resistono benissimo al passare del tempo. Il direttore inglese possiede una fantasia, una varietà, una morbidezza e una mobilità d'approccio che non sempre gli si associano. Benissimo e ben scolpito il coro. Bene pure i solisti, con una giovane Barbara Bonney che risolve con gran gusto e qualità tecnica indubbie il celestiale assolo dell'Agnus Dei. Quote
giobar Posted January 8 Report Posted January 8 Bela BARTOK En plein air Dino Ciani, pianoforte Fra i grandi pianisti del dopoguerra, Dino Ciani è uno dei pochissimi non ungheresi che si siano dedicati a percorrere, con una certa ampiezza, il repertorio bartokiano, senza limitarsi, cioè, al classico "pezzo spot" (di volta in volta la sonata, En plein air o l'Allegro barbaro come bis). E lo ha fatto con esiti straordinari, svincolando Bartok dalla ristretta prospettiva popolaresca o etnomusicologia e svelandone, anche per quanto concerne la musica pianistica, la dimensione di genio a tutto tondo del 900, come da sempre riesce più facile agli interpreti non ungheresi con riferimento alla musica orchestrale e concertistica e ai quartetti. Un esempio sommo di ciò è proprio in questo An plein air che si nutre di allucinazioni, di rimandi all'investigazione del profondo, di inquietudini angosciose. Quote
Florestan Posted January 9 Report Posted January 9 On 08/01/2026 at 01:12, superburp dice: Mi avete incuriosito con questo scambio sulla terza, così ho ascoltato il cd dall'integrale DG di Jochum. Lui usa la verso e 1889. Domani vorrei riascoltare quella di Barbirolli di cui ho un bel ricordo (ma non ricordo che versione usa, penso sempre 1889). Secondo il sito dedicato alla discografia di Bruckner, Barbirolli registrò la Terza con la Hallé Orchestra nel 1964 e usò la versione Schalk del 1890, che ormai viene considerata inautentica, ma che all'epoca godeva ancora di un certo credito: oltre al solito Knappertsbusch, più o meno in quegli anni la eseguivano anche Szell, Schuricht, Krips e Kurt Sanderling; Jochum la eseguì nel 1944, in seguito usò soltanto la versione del 1889. Oggi la versione Schalk la si ritrova come curiosità nelle integrali di "completisti" come Schaller e Rozhdestvenskij. Quote
Florestan Posted January 9 Report Posted January 9 L'ultimo Bernstein usa tempi più dilatati, ma lo fa da par suo e in Cajkovskij funzionano benissimo... Quote
Ives Posted January 10 Report Posted January 10 8 ore fa, Florestan dice: L'ultimo Bernstein usa tempi più dilatati, ma lo fa da par suo e in Cajkovskij funzionano benissimo... Bellissimi questi dischi del Bernstein terminale, il cui zenith è senza dubbio la monumentale e cataclismatica lettura della Patetica. Tempi generalmente lenti, atmosfera emozionale rovente e tensione espressiva molto alta, orchestra survoltata e diretta al calor bianco, mantenendo però il discorso sinfonico sempre serratissimo (sentire il Finale). Una colata lavica anche il Romeo, davvero mai cosi disperato. Quote
Ives Posted January 10 Report Posted January 10 9 ore fa, Florestan dice: Secondo il sito dedicato alla discografia di Bruckner, Barbirolli registrò la Terza con la Hallé Orchestra nel 1964 e usò la versione Schalk del 1890, che ormai viene considerata inautentica, ma che all'epoca godeva ancora di un certo credito: oltre al solito Knappertsbusch, più o meno in quegli anni la eseguivano anche Szell, Schuricht, Krips e Kurt Sanderling; Jochum la eseguì nel 1944, in seguito usò soltanto la versione del 1889. Oggi la versione Schalk la si ritrova come curiosità nelle integrali di "completisti" come Schaller e Rozhdestvenskij. Non sono un esperto delle varie versioni bruckneriane, anzi spesso mi ci perdo dentro e alla fine scelgo le classiche Nowak e un interprete che mi piace (per esempio Haitink non viene mai citato, ma secondo me è ottimo per la Terza), però dove ha messo mano questo Schalk, ha fatto sempre disastri inascoltabili. Quote
superburp Posted January 10 Report Posted January 10 1 ora fa, Ives dice: Non sono un esperto delle varie versioni bruckneriane, anzi spesso mi ci perdo dentro e alla fine scelgo le classiche Nowak e un interprete che mi piace (per esempio Haitink non viene mai citato, ma secondo me è ottimo per la Terza), però dove ha messo mano questo Schalk, ha fatto sempre disastri inascoltabili. Sarebbe interessante un libro ben fatto su Bruckner che spieghi bene il perché di tutte queste revisioni con il contributo di altri. Quote
superburp Posted January 10 Report Posted January 10 12 ore fa, Florestan dice: Secondo il sito dedicato alla discografia di Bruckner, Barbirolli registrò la Terza con la Hallé Orchestra nel 1964 e usò la versione Schalk del 1890, che ormai viene considerata inautentica, ma che all'epoca godeva ancora di un certo credito: oltre al solito Knappertsbusch, più o meno in quegli anni la eseguivano anche Szell, Schuricht, Krips e Kurt Sanderling; Jochum la eseguì nel 1944, in seguito usò soltanto la versione del 1889. Oggi la versione Schalk la si ritrova come curiosità nelle integrali di "completisti" come Schaller e Rozhdestvenskij. Ho visto che ha registrato praticamente tutte le versioni esistenti della sinfonia! Quote
giobar Posted January 10 Report Posted January 10 Joseph HAYDN Die Schöpfung Hob.XXI:2 Christina Landshamer - Maximilian Schmitt - Rudolf Rosen Collegium Vocale Gent Orchestre des Champs-Elysées Philippe Herreweghe Quote
Florestan Posted January 10 Report Posted January 10 9 ore fa, Ives dice: alla fine scelgo le classiche Nowak e un interprete che mi piace (per esempio Haitink non viene mai citato, ma secondo me è ottimo per la Terza) Della Terza le versioni Nowak sono due, quella del 1877 e quella del 1889: Haitink nel 1963 nella sua integrale per il Concertgebouw ha scelto la versione del 1877 senza la coda dello Scherzo, nel 1988 invece ha registrato con i Wiener Philharmoniker la versione del 1877 con la coda dello Scherzo: delle due la versione Nowak è quest'ultima. In effetti per la versione del 1877 della Terza Haitink è perfetto, come riferimento per questa versione ho proprio la sua con i Wiener e quella di Sinopoli con la Staatskapelle Dresden. 7 ore fa, superburp dice: Ho visto che ha registrato praticamente tutte le versioni esistenti della sinfonia! Infatti, Rozh non ha operato scelte: ha registrato tutte le versioni esistenti negli anni Ottanta con l'orchestra del Ministero della Cultura Sovietico. Quote
Ives Posted January 11 Report Posted January 11 21 ore fa, Florestan dice: Della Terza le versioni Nowak sono due, quella del 1877 e quella del 1889: Haitink nel 1963 nella sua integrale per il Concertgebouw ha scelto la versione del 1877 senza la coda dello Scherzo, nel 1988 invece ha registrato con i Wiener Philharmoniker la versione del 1877 con la coda dello Scherzo: delle due la versione Nowak è quest'ultima. In effetti per la versione del 1877 della Terza Haitink è perfetto, come riferimento per questa versione ho proprio la sua con i Wiener e quella di Sinopoli con la Staatskapelle Dresden. Capito, grazie. Nel frattempo altro Bruckner: Tra ieri e oggi. La cosa migliore, a mio avviso, è il coro, di dimensioni ridotte rispetto alle grandi compagini corali che hanno affrontato questi affreschi sacri del primo Bruckner, ma intonatissimo, dal bel colore chiaro e molto potente nel suono (specializzato nel repertorio inglese). L'orchestra si adatta, è da camera, fa il suo volenterosamente, ma non è minimamente da raffrontare per "cultura di suono" con un'orchestra sinfonica di rango. Riuscito l'impasto con l'organo, ben presente. Best dirige con giusto mestiere e bel brio. Buoni i solisti e la ripresa audio nella cattedrale di Westminster. Cofanetto comunque non disprezzabile, anzi. Quote
Florestan Posted January 11 Report Posted January 11 Dai pezzi sacri del cattolico Bruckner a quelli di Verdi, il cui rapporto con la religione fu un po' più problematico: Il Monteverdi Choir è assolutamente all'altezza di queste composizioni. Nel complesso anche il Requiem diretto da Gardiner è più che buono per vivacità e trasparenza, ma è chiaro che per avere la viscerale drammaticità di altre registrazioni occorrono altre orchestre. Quote
Ives Posted January 12 Report Posted January 12 17 ore fa, Florestan dice: Dai pezzi sacri del cattolico Bruckner a quelli di Verdi, il cui rapporto con la religione fu un po' più problematico: Il Monteverdi Choir è assolutamente all'altezza di queste composizioni. Nel complesso anche il Requiem diretto da Gardiner è più che buono per vivacità e trasparenza, ma è chiaro che per avere la viscerale drammaticità di altre registrazioni occorrono altre orchestre. Anche qui coro esemplare per plasticità, tecnica e potenza. Peccato che Gardiner sia frammentario e calligrafico e i solisti non aiutino. Occasione mancata, come pure il suo mediocre Falstaff, sempre con i complessi dell'ORR. Quote
superburp Posted January 12 Report Posted January 12 Non ho mai ascoltato la prima versione della terza. Su youtube c'è Tintner oltre a Rozh, ma lo scherzo diretto dal primo non mi è piaciuto affatto, quindi ascolto per intero il secodo. Quote
Ives Posted January 12 Report Posted January 12 1 ora fa, superburp dice: Non ho mai ascoltato la prima versione della terza. Su youtube c'è Tintner oltre a Rozh, ma lo scherzo diretto dal primo non mi è piaciuto affatto, quindi ascolto per intero il secodo. Un'ora e dodici!!! Io queste versioni le ho trovate sempre troppo dispersive e caotiche. Quote
superburp Posted January 12 Report Posted January 12 6 minuti fa, Ives dice: Un'ora e dodici!!! Io queste versioni le ho trovate sempre troppo dispersive e caotiche. In effetti funziona meglio la versione rivista, si sente che ancora non riusciva a padroneggiare bene il suo stesso stile. P.S.: Toh, una curiosità che non conoscevo: Hindemith dirige proprio la terza. Quote
giobar Posted January 12 Report Posted January 12 Johannes BRAHMS Sonata in fa minore per due pianoforti op. 34b Eric e Tania Heidsieck Quote
Pollini Posted January 12 Report Posted January 12 Ghiselin Danckerts (1510?-1567), "Laetamini in Domino" a 8. Quote
Florestan Posted January 13 Report Posted January 13 On 12/01/2026 at 14:39, superburp dice: Non ho mai ascoltato la prima versione della terza. Su youtube c'è Tintner oltre a Rozh, ma lo scherzo diretto dal primo non mi è piaciuto affatto, quindi ascolto per intero il secondo. Su Youtube per la prima versione della Terza ci sono anche Blomstedt con il Gewandhaus di Lipsia, Inbal con l'Orchestra Sinfonica della Radio di Francoforte e Poschner con l'Orchestra Sinfonica della Radio di Vienna: tutti e tre usano tempi sensibilmente più mossi (soprattutto Poschner, che esagera in velocità) rispetto a Tintner, Blomstedt ha l'orchestra più prestigiosa, ma è Inbal a sortire il miglior risultato con una lettura attenta e rispettosa ma non devozionale. Da notare che è questa la versione che Bruckner fece vedere a Wagner che la scelse per la dedica - anche se in effetti non fu mai eseguita vivente l'autore. M'è venuta la curiosità di ascoltare Chopin interpretato da Marc-André Hamelin... Quote
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