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Angurioni! :lol:

Stavolta si cambia, ho appena scoperto una rarissima registrazione di Stravinsky che dirige il suo Ebony Concerto nel 1946 con W. Herman solista e i primi esecutori del pezzo (!)

 

Confessa.it

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Aaron Copland, Symphonic Ode, San Francisco Symphony, Michael Tilson Thomas

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...cominciamo con questo spirito il 2026, sperando come sempre sia migliore dell'anno precedente! :party: Auguri a tutti!

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On 01/01/2026 at 00:00, Madiel dice:

Stavolta si cambia, ho appena scoperto una rarissima registrazione di Stravinsky

Non potrà che essere un anno grandioso!

Auguri a tutti! ❤️ 

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6 ore fa, Majaniello dice:

Non potrà che essere un anno grandioso!

Auguri a tutti! ❤️ 

Speriamo, ormai si sentono gli anni addosso, i problemi e le difficoltà, si vive alla giornata e non si fanno previsioni su nulla :doh:

A proposito di pessimismo abissale...

Schnittke, Sinfonia n.8

Symphony No. 8 / Concerto Grosso No. 6, principale, 1 di 23

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Jean-Philippe RAMEAU
Suite in la minore

Alexandre Tharaud, pianoforte

L'alternativa netta a Grigory Sokolov per un bel Rameau al piano (sì, vabbè, per qualcuno è un sacrilegio, ma prendiamola come musica pianistica e basta e godiamoci tutto a prescindere...). Qui tenerezza, nebbioline, delicatezza, una patina di malinconia, fraseggio intimo e attenzione al complesso dell'espressione più che alla singola nota; col russo speculazione filosofica che "pensa" ogni nota, motorismo, persino proiezione in un suono pianistico novecentesco che non è lontano da Schoenberg, Hindemith o Shostakovich (ancorché non si tratti di autori frequentati da Sokolov, almeno in pubblico). Comunque, altissimo livello.

E auguri a tutti per un felice 2026

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23 ore fa, Ives dice:

Bruckner

Symphony No. 3

ChicagoSO/Solti

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Approvo senza indugio queste prime quattro sinfonie (compresa la 0 che sto ascoltando proprio ora) bruckneriane dirette da George Solti. Benissimo registrate, orchestra ottima, tempi rapidi, begli'archi guizzanti, legni tersi e ottoni lucenti, direzione fluente e impetuosa al tempo stesso. Da segnalare che sono registrazioni dei primi anni '90, le ultime fatte per finire l'integrale, iniziata negli anni '70 (di cui però non ho ricordi indelebili per le sinfonie più complesse).

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10 ore fa, Ives dice:

Approvo senza indugio queste prime quattro sinfonie (compresa la 0 che sto ascoltando proprio ora) bruckneriane dirette da George Solti. Benissimo registrate, orchestra ottima, tempi rapidi, begli'archi guizzanti, legni tersi e ottoni lucenti, direzione fluente e impetuosa al tempo stesso. Da segnalare che sono registrazioni dei primi anni '90, le ultime fatte per finire l'integrale, iniziata negli anni '70 (di cui però non ho ricordi indelebili per le sinfonie più complesse).

Sono ben registrate e ben suonate di sicuro; per quanto riguarda la Quarta, per rimanere fra le compagini americane, preferisco Dohnanyi con la Cleveland Orchestra e Honeck con la Pittsburgh Symphony, perché mi pare che questi due direttori, pur nella differenza dei loro approcci, complessivamente abbiano capito meglio il linguaggio e lo spirito di questo lavoro rispetto a Solti. Le altre sinfonie dell'integrale di quest'ultimo a cui facevi accenno non condividono né i tempi rapidi né altro con le prime quattro: ricordo anzi una Quinta con un Adagio fra i più lunghi della discografia. Per la Terza, non amo la versione del 1877 di quest'opera, con o senza la coda dello scherzo (un unicum nella produzione bruckneriana); preferisco la versione più stringata del 1889, quindi né Solti né Dohnanyi, ma Jansons con la Bayerische Rundfunks. Per le prime tre sinfonie (cosiddetta numero 0 compresa) condivido il tuo apprezzamento per Solti.

 

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6 ore fa, Florestan dice:

Sono ben registrate e ben suonate di sicuro; per quanto riguarda la Quarta, per rimanere fra le compagini americane, preferisco Dohnanyi con la Cleveland Orchestra e Honeck con la Pittsburgh Symphony, perché mi pare che questi due direttori, pur nella differenza dei loro approcci, complessivamente abbiano capito meglio il linguaggio e lo spirito di questo lavoro rispetto a Solti. Le altre sinfonie dell'integrale di quest'ultimo a cui facevi accenno non condividono né i tempi rapidi né altro con le prime quattro: ricordo anzi una Quinta con un Adagio fra i più lunghi della discografia. Per la Terza, non amo la versione del 1877 di quest'opera, con o senza la coda dello scherzo (un unicum nella produzione bruckneriana); preferisco la versione più stringata del 1889, quindi né Solti né Dohnanyi, ma Jansons con la Bayerische Rundfunks. Per le prime tre sinfonie (cosiddetta numero 0 compresa) condivido il tuo apprezzamento per Solti.

E' vero, quella coda nello Scherzo sembra un pò posticcia. Vediamo se riuscirò a sentire le altre sinfonie.

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2 ore fa, Ives dice:

E' vero, quella coda nello Scherzo sembra un pò posticcia. Vediamo se riuscirò a sentire le altre sinfonie.

Però la versione del 1877 è la vera revisione di Bruckner, quella più tarda del 1889 è stata piuttosto influenzata da Schalk. Io non la trovo molto coerente nelle proporzioni, ma vabbé, non mi perdo troppo in questi problemi e me le faccio andare bene entrambe. Fortunatamente per la Quarta si è quasi sempre preferita la versione mista 1878/1880 e non la versione più tarda, in cui sembra che la mano di Loewe abbia interferito parecchio.

A me piace molto LUI, ma so di essere in netta minoranza:

 

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3 ore fa, Snorlax dice:

Però la versione del 1877 è la vera revisione di Bruckner, quella più tarda del 1889 è stata piuttosto influenzata da Schalk. Io non la trovo molto coerente nelle proporzioni, ma vabbé, non mi perdo troppo in questi problemi e me le faccio andare bene entrambe. Fortunatamente per la Quarta si è quasi sempre preferita la versione mista 1878/1880 e non la versione più tarda, in cui sembra che la mano di Loewe abbia interferito parecchio.

A me piace molto LUI, ma so di essere in netta minoranza:

 

La revisione della Terza del 1877 e quella del 1889 (che corrisponde a quella pubblicata da Nowak nel 1959) sono entrambe di mano di Bruckner: penso semplicemente che nel 1889 abbia raggiunto una maturità artistica che nel 1877 non aveva ancora, come testimonia proprio la revisione della Quarta del 1880, che riscrive quella che era in pratica un'altra sinfonia. La versione della Terza interpolata da Schalk è quella cosiddetta del 1890 e la ha eseguita Knappertsbusch. Non ho nulla contro il Maazel delle prime sinfonie, anzi credo le abbia interpretate benissimo e le ascolto volentieri da questo cofanetto: 

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1 ora fa, Florestan dice:

La revisione della Terza del 1877 e quella del 1889 (che corrisponde a quella pubblicata da Nowak nel 1959) sono entrambe di mano di Bruckner: penso semplicemente che nel 1889 abbia raggiunto una maturità artistica che nel 1877 non aveva ancora, come testimonia proprio la revisione della Quarta del 1880, che riscrive quella che era in pratica un'altra sinfonia. La versione della Terza interpolata da Schalk è quella cosiddetta del 1890 e la ha eseguita Knappertsbusch. 

Boh, io la sapevo diversa. Schalk interviene nell'ultima revisione del 1888/1889 che poi fa pubblicare, con ulteriori cambiamenti, nel 1890 per l'editore Rattig (ed è questa quella comunemente conosciuta come l'edizione Schalk, eseguita anche da Kna). Comunque volevo semplicemente dire che, ultimamente, si sta ritornando alla versione del 1877 perché si ritiene che sia stata l'ultima pensata pressoché in autonomia da Bruckner. Poi, lungi da me fare lo scholar bruckneriano, ognuno si ascolta quello che vuole, figuriamoci.

Per quel che riguarda la Quarta fortunatamente ci limitiamo a una mixture  1878/1880, perché le revisioni successive - quella del 1880 non è l'ultima - sono ancora assai discusse, e, sinceramente, possono continuare a discutere finché vogliono.

 

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2 ore fa, Snorlax dice:

Boh, io la sapevo diversa. Schalk interviene nell'ultima revisione del 1888/1889 che poi fa pubblicare, con ulteriori cambiamenti, nel 1890 per l'editore Rattig (ed è questa quella comunemente conosciuta come l'edizione Schalk, eseguita anche da Kna). Comunque volevo semplicemente dire che, ultimamente, si sta ritornando alla versione del 1877 perché si ritiene che sia stata l'ultima pensata pressoché in autonomia da Bruckner. Poi, lungi da me fare lo scholar bruckneriano, ognuno si ascolta quello che vuole, figuriamoci.

Per quel che riguarda la Quarta fortunatamente ci limitiamo a una mixture  1878/1880, perché le revisioni successive - quella del 1880 non è l'ultima - sono ancora assai discusse, e, sinceramente, possono continuare a discutere finché vogliono.

 

L'edizione della Terza che Nowak pubblicò nel 1959 è proprio l'ultima versione autografa di Bruckner del 1889, la Schalk è quella successiva. L'edizione 1880 non è l'ultima della Quarta, ma è quella che più differisce dalle precedenti: ha infatti uno Scherzo nuovo e tutti gli altri movimenti completamente riscritti.

A proposito, adesso ascolto una delle mie Seconde preferite:

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Si tratta della versione del 1877 che pubblicò Nowak nel 1965, mentre nella più recente registrazione con i Bamberger Symphoniker Eschenbach segue gli ulteriori tagli operati recentemente da Carragan.

 

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2 minuti fa, Florestan dice:

L'edizione della Terza che Nowak pubblicò nel 1959 è proprio la versione autografa di Bruckner del 1889, la Schalk è quella successiva. L'edizione 1880 non è l'ultima della Quarta, ma è quella che più differisce dalle precedenti: ha infatti uno Scherzo nuovo e tutti gli altri movimenti completamente riscritti.

Non ci stiamo capendo, non so se per colpa mia a questo punto. La revisione della Terza del 1889 è stata scritta con l'aiuto - chiamaimolo in questo modo - di Schalk (almeno così sostengono molti scholars). Esiste una prima pubblicazione del 1890 (Rattig, ed è quella comunemente conosciuta come Schalk, in quanto ulteriormente rivista dal direttore austriaco) e poi nell'edizione critica da Nowak nel 1959. Il progressivo ritorno all'edizione del 1877 è dovuto al fatto che si ritiene - ma è chiaro che su questo si può comunque opinare - questa più "verace" in quanto rivista senza alcuna sollecitazione esterna.

Per quel che riguarda la Quarta sono chiare le differenze con le versioni precedenti (praticamente stiamo parlando di un'altra sinfonia), mi limitavo semplicemente a constatare che, invece, in tal caso, si è sempre preferita la revisione 1878/1880 - anche in questo caso comunque ci sono delle differenze percepibili tra Haas e Nowak, in quanto il secondo tiene da conto di alcune modifiche successive - e non di quella del 1889, in cui sembra che Loewe ci abbia messo lo zampino, anche se non pochi continuano a considerarla come "integralmente" bruckneriana.

Insomma, quando si tratta di Bruckner è il solito ginepraio. A me ormai va bene tutto, basta che sia persuasivo alle mie orecchie. :rolleyes:;)

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55 minuti fa, Snorlax dice:

Non ci stiamo capendo, non so se per colpa mia a questo punto. La revisione della Terza del 1889 è stata scritta con l'aiuto - chiamaimolo in questo modo - di Schalk (almeno così sostengono molti scholars). Esiste una prima pubblicazione del 1890 (Rattig, ed è quella comunemente conosciuta come Schalk, in quanto ulteriormente rivista dal direttore austriaco) e poi nell'edizione critica da Nowak nel 1959. Il progressivo ritorno all'edizione del 1877 è dovuto al fatto che si ritiene - ma è chiaro che su questo si può comunque opinare - questa più "verace" in quanto rivista senza alcuna sollecitazione esterna.

Per quel che riguarda la Quarta sono chiare le differenze con le versioni precedenti (praticamente stiamo parlando di un'altra sinfonia), mi limitavo semplicemente a constatare che, invece, in tal caso, si è sempre preferita la revisione 1878/1880 - anche in questo caso comunque ci sono delle differenze percepibili tra Haas e Nowak, in quanto il secondo tiene da conto di alcune modifiche successive - e non di quella del 1889, in cui sembra che Loewe ci abbia messo lo zampino, anche se non pochi continuano a considerarla come "integralmente" bruckneriana.

Insomma, quando si tratta di Bruckner è il solito ginepraio. A me ormai va bene tutto, basta che sia persuasivo alle mie orecchie. :rolleyes:;)

Per completezza vorrei citare un utente di pregio di questo Forum, che ormai non scrive più da molto tempo, @Bogen. Studioso di vaglia del compositore austriaco, in un post di parecchio tempo fa scrisse:

Quanto alla volontà di Bruckner, non è sempre possibile avere certezze: le sinfonie da lui conservate (con la propria grafia) e lasciate in legato, non sempre corrispondono all'ultima versione. E precisamente: 1 (ultima versione), 2 (prima versione del 72), 3 (seconda versione del 1876-77), 4 (II versione 1880), 5, 6, 7 e 9 (originali e su queste non abbiamo problemi), 8 (II versione del 1890). Mancano alcune revisioni (piccolo differenze orchestrali) fatte strada facendo (ossia in sede di esecuzioni) della IV e della VII e che però oggi vengono accettate ed eseguite.

Stando a questo, pare che nel vero e proprio testamento bruckneriano, per quel che riguarda la Terza, la versione che il compositore ha voluto lasciare "in eredità" è proprio quella del 1877, sintomo - con tutti i dubbi del caso - dell'attaccamento  di Bruckner a questa particolare revisione.

Comunque ora mi taccio, sono argomenti che alla fine trovo noiosi e ammorbanti per la maggior parte degli utenti. Per me ognuno di noi si può ascoltare la versione che vuole e trarne sommo diletto... ;):boast:

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2 ore fa, Snorlax dice:

Per completezza vorrei citare un utente di pregio di questo Forum, che ormai non scrive più da molto tempo, @Bogen. Studioso di vaglia del compositore austriaco, in un post di parecchio tempo fa scrisse:

Quanto alla volontà di Bruckner, non è sempre possibile avere certezze: le sinfonie da lui conservate (con la propria grafia) e lasciate in legato, non sempre corrispondono all'ultima versione. E precisamente: 1 (ultima versione), 2 (prima versione del 72), 3 (seconda versione del 1876-77), 4 (II versione 1880), 5, 6, 7 e 9 (originali e su queste non abbiamo problemi), 8 (II versione del 1890). Mancano alcune revisioni (piccolo differenze orchestrali) fatte strada facendo (ossia in sede di esecuzioni) della IV e della VII e che però oggi vengono accettate ed eseguite.

Stando a questo, pare che nel vero e proprio testamento bruckneriano, per quel che riguarda la Terza, la versione che il compositore ha voluto lasciare "in eredità" è proprio quella del 1877, sintomo - con tutti i dubbi del caso - dell'attaccamento  di Bruckner a questa particolare revisione.

Ricordo questo intervento, in pratica sono le versioni che Bruckner nel testamento lasciò alla Biblioteca Imperiale di Vienna. Il mio unico appunto è che non è un argomento decisivo per ritenere spurie tutte le altre edizioni circolanti: della Terza in particolare la filologia bruckneriana ritiene autentica anche la versione del 1889, mentre chiama "versione di Schalk" quella successiva, in cui le interpolazioni sono provate. D'altronde la teoria che Schalk o altri abbiano "suggerito" a Bruckner tagli o correzioni, e lui le abbia accolte senza discutere, non è affatto nuova e oggi viene abbastanza ridimensionata. Ma sono d'accordo, in realtà sono discussioni da addetti ai lavori molto specialistiche: io per esempio non me la sentirei di condannare al rogo registrazioni memorabili - e che anch'io considero di riferimento - come l'Ottava di Karajan a Vienna o di Wand nella cattedrale di Lubecca, solo perché non rispecchiano la versione lasciata in legato.

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3 minuti fa, Florestan dice:

Ricordo questo intervento, in pratica sono le versioni che Bruckner nel testamento lasciò alla Biblioteca Imperiale di Vienna. Il mio unico appunto è che non è un argomento decisivo per ritenere spurie tutte le altre edizioni circolanti: della Terza in particolare la filologia bruckneriana ritiene autentica anche la versione del 1889, mentre chiama "versione di Schalk" quella successiva, in cui le interpolazioni sono provate. D'altronde la teoria che Schalk o altri abbiano "suggerito" a Bruckner tagli o correzioni, e lui le abbia accolte senza discutere, non è affatto nuova e oggi viene abbastanza ridimensionata. Ma sono d'accordo, in realtà sono discussioni da addetti ai lavori molto specialistiche: io per esempio non me la sentirei di condannare al rogo registrazioni memorabili come l'Ottava di Karajan a Vienna o di Wand nella cattedrale di Lubecca, solo perché non rispecchiano la versione lasciata in legato.

 Beh, lungi da me definire come spuria la versione del 1889, ma in qualche modo lo zampino di Schalk c'è stato, lo scriveva già Deryck Cooke nel 1975:

This is a partly cut and partly recomposed transformation of the 1877 score, carried out by Bruckner in collaboration with Franz Schalk.

A proposito dell'edizione Rattig del 1890 (quella che comunemente viene definita come "Schalk") invece annota:

This must be considered unauthentic, since it differs in many small details from Nowak edition of the score. These differences [...] are due to further editing by Schalk.

Ripeto, credo che oggi stia tornando in auge l'edizione del 1877 in quanto ritenuta più "autonoma" rispetto alla successiva. Ma, ecco, non sono mai stato un filologo e di certo  non comincerò a diventarlo con Bruckner, basti pensare che ancora oggi continuo a preferire l'edizione Haas dell'Ottava, che, come sappiamo, reca inserti tutt'altro che autentici... :rolleyes:;)

 

 

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13 minuti fa, Snorlax dice:

 Beh, lungi da me definire come spuria la versione del 1889, ma in qualche modo lo zampino di Schalk c'è stato, lo scriveva già Deryck Cooke nel 1975:

This is a partly cut and partly recomposed transformation of the 1877 score, carried out by Bruckner in collaboration with Franz Schalk.

A proposito dell'edizione Rattig del 1890 (quella che comunemente viene definita come "Schalk") invece annota:

This must be considered unauthentic, since it differs in many small details from Nowak edition of the score. These differences [...] are due to further editing by Schalk.

Ripeto, credo che oggi stia tornando in auge l'edizione del 1877 in quanto ritenuta più "autonoma" rispetto alla successiva. Ma, ecco, non sono mai stato un filologo e di certo  non comincerò a diventarlo con Bruckner, basti pensare che ancora oggi continuo a preferire l'edizione Haas dell'Ottava, che, come sappiamo, reca inserti tutt'altro che autentici... :rolleyes:;)

Neanch'io sono un filologo bruckneriano, per carità, e la prova è che mi sbagliavo: ho appena consultato il sito dedicato alla discografia di Bruckner e ho avuto la sorpresa di leggervi che anche Maazel, insieme a tanti altri, della Terza ha sempre eseguito la versione del 1889 (quella che preferisco io), mentre la versione del 1877 (con o senza la coda dello scherzo) la hanno registrata Dohnanyi, Haitink, Barenboim, Solti e Matacic. Se @Bogen mi avesse letto, mi avrebbe tirato gli orecchi... :P 

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...e infatti mi piace:

Non lo so perché davo per scontato che eseguisse la versione del 1877 come Dohnanyi. Che errore madornale 😮 

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Il primo ascolto completo dell'anno è stato il concerto per clarinetto di Copland, seguito ieri dalla quarta di Schumann diretta da Knappertsbusch. E con questo buon anno e buona Befana!

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A quanto ho letto on line, l'impossibile Opus Archimagicum di Sorabji è stato appena inciso integralmente! ^_^

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