il viandante del sud Posted December 25, 2025 Report Posted December 25, 2025 On 23/12/2025 at 02:23, Madiel dice: Un post brahmsiano con una leggera doratura straussiana, quando gli andava di lusso. Mai capito l'interesse da parte del pubblico per la sua musica, così derivativa e tutto sommato antiquata, negli ultimi anni si sono moltiplicate le incisioni come se ci fosse un mercato. Invece, Braunfels, nonostante sia anch'egli derivativo e abbia preso una piega decisamente reazionaria in vecchiaia, è un compositore di ben altra levatura. Aveva la passione per la polifonia e le forme barocche, quando si metteva d'impegno, come nel Concerto per organo, faceva musica di gran pregio in un misto assai strano di Bach e Bruckner condito di sincero misticismo. Per lo meno, aveva mano sapiente e sapeva confezionare bene i suoi pezzi. Questa descrizione che dai di Braunfels stuzzica. Non vedo l'ora che arrivi il cd? buon Natale!
Ives Posted December 26, 2025 Report Posted December 26, 2025 Vaughan Williams Hodie - A Christmas Cantata Baker - Lewis - Shirley-Quirk Choristers of Westminster Abbey The London Bach Choir London Symphony Orchestra Sir David Willcocks
giobar Posted December 26, 2025 Report Posted December 26, 2025 Johann David HEINICHEN Concerto per flauto e violino in miminore S.218 Laurence Dean, flauto - Thomas Albert, violino Fiori Musicali - Barockorchester Bremen Thomas Albert
Madiel Posted December 26, 2025 Author Report Posted December 26, 2025 20 ore fa, il viandante del sud dice: Questa descrizione che dai di Braunfels stuzzica. Non vedo l'ora che arrivi il cd? Secondo me ti dovrebbe piacere. Braunfels non era un genio, ma almeno come bravo artigiano dava le sue soddisfazioni a chi non chiede musica rivoluzionaria. Il cd che hai comprato è ben eseguito e ben registrato, almeno sulla qualità non c'è niente da ridire.
Ives Posted December 27, 2025 Report Posted December 27, 2025 Walton Belshazzar's Feast Gwynne Howell - bass The London Bach Choir Philharmonia Orchestra Sir David Willcocks
Pollini Posted December 27, 2025 Report Posted December 27, 2025 Josef Seger (1716-1782), Preludio in Do maggiore.
superburp Posted December 27, 2025 Report Posted December 27, 2025 Stimolato da un parziale ascolto radiofonico, l'altro giorno ho riascoltato la sonata per 2 pianoforti e percussioni di Bartok dopo tanto tempo (nella famosa registrazione dei fratelli Kontarsky). Veramente un gran pezzo, poco da dire. La cosa che mi ha spinto a riascoltarla è stato soprattutto il movimento centrale (era lì quando ho acceso la radio), con una linea melodica semplicissima, pulitissima, ma non fredda; neoclassicismo inteso in senso architettonico e non come rimando ideale al '700.
Florestan Posted December 28, 2025 Report Posted December 28, 2025 Handel Messiah Les Arts Florissants William Christie Stessa versione con il controtenore eseguita da Jacobs, sono molto indeciso su quale delle due preferire: sono magnifiche entrambe.
Ives Posted December 29, 2025 Report Posted December 29, 2025 14 ore fa, Florestan dice: Handel Messiah Les Arts Florissants William Christie Stessa versione con il controtenore eseguita da Jacobs, sono molto indeciso su quale delle due preferire: sono magnifiche entrambe. Credo siano differenti, seppur non di moltissimo, nell'assegnazione delle arie e in talune articolazioni. Christie adotta la versione del 1742 con due soprani e controtenore. Jacobs quella diretta da Handel nel 1750 con soprano, mezzosoprano e controtenore. Bellissime entrambe, concordo.
Madiel Posted December 29, 2025 Author Report Posted December 29, 2025 On 27/12/2025 at 11:29, Ives dice: Walton Belshazzar's Feast Gwynne Howell - bass The London Bach Choir Philharmonia Orchestra Sir David Willcocks Edizione gloriosissima! °°°° Rihm: Sub-Kontur, per orchestra (1974/1975) Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks diretta da Sian Edwards
Snorlax Posted December 29, 2025 Report Posted December 29, 2025 Dmitrij Shostakovich, Concerto per violoncello e orchestra n.2 op. 126, Natalia Gutman, Royal Philharmonic Orchestra, Yuri Temirkanov La seconda metà di questo 2025 non è stata molto fortunata, un sacco di lavoro, tante spese, molte rotture (in tutti i sensi), poche soddisfazioni. Quale miglior specchio di questa situazione dello Shostakovich terminale e ultranichilista? Bel disco questo, anche se ai tempi passato un po' in sordina. La Gutman è molto meno strabordante rispetto alla sé di qualche decennio prima e il gesto - ma anche il suono - si fa meno reboante e d'impatto, ripiegandosi su sé stesso, trasfigurandosi in una riflessività mai esibita, che tuttavia mantiene una sorta di enfasi tutta sotterranea e innervata di una mesta inquietudine. Temirkanov accompagna - si fa per dire - benissimo e il suono della Royal Philharmonic è stupendo, con una bella evidenziazione delle sezioni gravi dell'orchestra (controfagotto, contrabbassi). La registrazione è ottima, ma bisogna alzare il volume un po' più del solito per godersela fino in fondo. ...in dedica a @Majaniello, @Ives, @Madiel, @Wittelsbach, @superburp, @il viandante del sud e a chiunque gradisca...
Florestan Posted December 29, 2025 Report Posted December 29, 2025 9 ore fa, Ives dice: Credo siano differenti, seppur non di moltissimo, nell'assegnazione delle arie e in talune articolazioni. Christie adotta la versione del 1742 con due soprani e controtenore. Jacobs quella diretta da Handel nel 1750 con soprano, mezzosoprano e controtenore. Bellissime entrambe, concordo. Hai ragione tu, sono due versioni un po' diverse: allora le teniamo entrambe come le migliori fra quelle a loro simili. Comunque, la filologia handeliana è una materia spinosissima: recentemente Rademann con la Gaechinger Kantorei ha registrato per Accentus la versione del 1742 con il controtenore e un solo soprano, peraltro bel disco (non all'altezza di Christie, però)
il viandante del sud Posted December 29, 2025 Report Posted December 29, 2025 On 26/12/2025 at 19:33, Madiel dice: Secondo me ti dovrebbe piacere. Braunfels non era un genio, ma almeno come bravo artigiano dava le sue soddisfazioni a chi non chiede musica rivoluzionaria. Il cd che hai comprato è ben eseguito e ben registrato, almeno sulla qualità non c'è niente da ridire. Si, quello che ho sinora ascoltato è stato d'interesse, tant'è che ne ho acquistato un altro. 2 ore fa, Snorlax dice: Dmitrij Shostakovich, Concerto per violoncello e orchestra n.2 op. 126, Natalia Gutman, Royal Philharmonic Orchestra, Yuri Temirkanov La seconda metà di questo 2025 non è stata molto fortunata, un sacco di lavoro, tante spese, molte rotture (in tutti i sensi), poche soddisfazioni. Quale miglior specchio di questa situazione dello Shostakovich terminale e ultranichilista? Bel disco questo, anche se ai tempi passato un po' in sordina. La Gutman è molto meno strabordante rispetto alla sé di qualche decennio prima e il gesto - ma anche il suono - si fa meno reboante e d'impatto, ripiegandosi su sé stesso, trasfigurandosi in una riflessività mai esibita, che tuttavia mantiene una sorta di enfasi tutta sotterranea e innervata di una mesta inquietudine. Temirkanov accompagna - si fa per dire - benissimo e il suono della Royal Philharmonic è stupendo, con una bella evidenziazione delle sezioni gravi dell'orchestra (controfagotto, contrabbassi). La registrazione è ottima, ma bisogna alzare il volume un po' più del solito per godersela fino in fondo. ...in dedica a @Majaniello, @Ives, @Madiel, @Wittelsbach, @superburp, @il viandante del sud e a chiunque gradisca... Grazie Snorlax. A te e a chi gradisce:
Ives Posted December 30, 2025 Report Posted December 30, 2025 13 ore fa, Snorlax dice: Dmitrij Shostakovich, Concerto per violoncello e orchestra n.2 op. 126, Natalia Gutman, Royal Philharmonic Orchestra, Yuri Temirkanov La seconda metà di questo 2025 non è stata molto fortunata, un sacco di lavoro, tante spese, molte rotture (in tutti i sensi), poche soddisfazioni. Quale miglior specchio di questa situazione dello Shostakovich terminale e ultranichilista? Bel disco questo, anche se ai tempi passato un po' in sordina. La Gutman è molto meno strabordante rispetto alla sé di qualche decennio prima e il gesto - ma anche il suono - si fa meno reboante e d'impatto, ripiegandosi su sé stesso, trasfigurandosi in una riflessività mai esibita, che tuttavia mantiene una sorta di enfasi tutta sotterranea e innervata di una mesta inquietudine. Temirkanov accompagna - si fa per dire - benissimo e il suono della Royal Philharmonic è stupendo, con una bella evidenziazione delle sezioni gravi dell'orchestra (controfagotto, contrabbassi). La registrazione è ottima, ma bisogna alzare il volume un po' più del solito per godersela fino in fondo. ...in dedica a @Majaniello, @Ives, @Madiel, @Wittelsbach, @superburp, @il viandante del sud e a chiunque gradisca... Difetto, quello del volume basso o della ripresa audio "lontana", riscontranbile in diversi dischi RCA più o meno di quel periodo (ricordo il Werther di Jurowski o l'integrale bruckneriana di Masur). Sentita anni fa su spotify, la ricordo come una buonissima edizione. Temirkanov direttore da recuperare, in alcune cose era strepitoso, e dal vivo ancora meglio. In disco ho il classico Schiff con Shosta figlio sul podio. Ricambio con: Pagine per me abbastanza dimenticabili, questi 4 poemi sinfonici per grande orchestra (Hakon Jarl, Wallenstein's Camp, Richard III, Prague Festival) che si collocano al di fuori del famoso ciclo Ma Vlast, e che risentono troppo e male del modello lisztiano. Passi il tentativo di perorare la causa nazionalista ceka, ma qui musicalmente non c'è nessun tema davvero memorabile, l'orchestrazione è fracassona anzichenò e la forma è quella di un patchwork indistinto con momenti ben poco entusiasmanti (all'ennesimo squillo di tromba o fanfara o ritmo di polka, sale la noia). Neanche un Kubelik in gran spolvero (ma che magnifica orchestra che era ed è quella della Radio Bavarese!) riesce a donare smalto a pagine davvero stracche e prive di personalità.
Ives Posted December 30, 2025 Report Posted December 30, 2025 17 ore fa, Madiel dice: Edizione gloriosissima! Concordo. Probabilmente, l'incisione "perfetta" di questo lavoro non esiste, ma questa di Willcocks è quella che ci va più vicino. Le altre, quasi tutte, che ho sentito, si collocano molte spanne sotto per qualtà di registrazione, concezione-comprensione dell'opera, solista, orchestra e soprattutto coro...
Madiel Posted December 30, 2025 Author Report Posted December 30, 2025 2 ore fa, Ives dice: Concordo. Probabilmente, l'incisione "perfetta" di questo lavoro non esiste, ma questa di Willcocks è quella che ci va più vicino. Le altre, quasi tutte, che ho sentito, si collocano molte spanne sotto per qualtà di registrazione, concezione-comprensione dell'opera, solista, orchestra e soprattutto coro... Io ho avuto la fortuna di scoprire Belshazzar's Feast proprio con questa edizione! In seguito, ne ho sentite molte altre, in cd e in video, ma nessuna è mai riuscita a raggiungere il traguardo di Willcocks. Tra l'altro, il cd contiene anche l'edizione di riferimento del Gloria, un capolavoro ormai dimenticato di Walton che ha sempre suscitato incomprensione nella critica inglese.
Madiel Posted December 30, 2025 Author Report Posted December 30, 2025 23 ore fa, Snorlax dice: Dmitrij Shostakovich, Concerto per violoncello e orchestra n.2 op. 126, Natalia Gutman, Royal Philharmonic Orchestra, Yuri Temirkanov La seconda metà di questo 2025 non è stata molto fortunata, un sacco di lavoro, tante spese, molte rotture (in tutti i sensi), poche soddisfazioni. Quale miglior specchio di questa situazione dello Shostakovich terminale e ultranichilista? Bel disco questo, anche se ai tempi passato un po' in sordina. La Gutman è molto meno strabordante rispetto alla sé di qualche decennio prima e il gesto - ma anche il suono - si fa meno reboante e d'impatto, ripiegandosi su sé stesso, trasfigurandosi in una riflessività mai esibita, che tuttavia mantiene una sorta di enfasi tutta sotterranea e innervata di una mesta inquietudine. Temirkanov accompagna - si fa per dire - benissimo e il suono della Royal Philharmonic è stupendo, con una bella evidenziazione delle sezioni gravi dell'orchestra (controfagotto, contrabbassi). La registrazione è ottima, ma bisogna alzare il volume un po' più del solito per godersela fino in fondo. ...in dedica a @Majaniello, @Ives, @Madiel, @Wittelsbach, @superburp, @il viandante del sud e a chiunque gradisca... Non conosco, ma almeno sulla carta sembra una edizione interessante. Ricambio con Rihm: Ins Offene... (seconda versione) (1990/1991) Filarmonica Céca diretta da Gerd Albrecht (prima mondiale) Rihm, come sapete, è un compositore che mi suscita amore e odio. Considerato un autore prodigio, fece i primi passi verso il successo ad appena vent'anni, quando un paio di suoi lavori eseguiti dalla SWF sotto l'auspicio di illustri direttori (Bour) fecero sensazione. In effetti, la sua musica, nata in un arido contesto post serialista (Rihm fu allievo per breve tempo sia di Stockhausen che di Boulez a Darmstadt) sembrava riallacciarsi alle fonti dell'espressionismo, a Berg in particolare, e rinnegava di fatto gli esiti postweberniani cui era arrivata la musica tedesca attorno al 1970. La sua musica è un continuo ondeggiare tra rigori intellettuali tipicamente germanici e appassionata visceralità, spesso frammentaria e irrisolta, in una fuga verso le terre dell'inconscio e dell'irrazionale. Alcuni critici parlano proprio di una dialettica dell'anima, in un continuo contrasto tra forma e materia, e credo stia in questo lo strano fascino che suscita la sua musica. Scrisse tantissimo, troppo, tra i compositori contemporanei più impegnati e impegnativi a causa degli infiniti significati che toccava nella sua opera. A volte appare pretestuoso, prolisso e perfino esaltato. Si caratterizza per una continua riscrittura di molti suoi lavori, come se fossero aggiornati all'evoluzione intellettuale dell'autore. Eccellente orchestratore, le tessiture della sua musica sono sempre trasparenti e chiare, anche nei pezzi più incomprensibili e difficili. Spesso spadroneggiano le percussioni, con sonorità aggressive e apocalittiche, aspetto che si nota proprio nel pezzo in questione. Ins Offene... si caratterizza da sonorità terse, procede a blocchi e lentamente, ricorda un oscuro cerimoniale arcaico. Il titolo (All'aperto...) sembra avere una allusione metafisica, il pezzo sarebbe a tutti gli effetti una meditazione sul mistero dell'universo: l'autore, dall'io pieno di impulsi intellettuali incontrollati, rimane affascinato dall'indifferente immobilità del creato, così che la musica è un continuo trasalire e vibrare, una fuga in avanti che viene costantemente delusa dal contesto. E' una lotta impari, alla fine il compositore è sconfitto nei suoi vaneggiamenti e non gli rimane che il silenzio.
Ives Posted December 31, 2025 Report Posted December 31, 2025 Dvořák Symphonies 6-9 The Cleveland Orchestra Christoph von Dohnányi Chiudo il mio 2025 degli ascolti con queste ultime quattro grandi sinfonie...
Recommended Posts