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Beh, già che l'algoritmo mi propone anche, sempre di Bach, la Cantata per l'Epifania "Sie werden alles aus Saba kommen" (BWV65), perché non ascoltarla :D :D ?

 

 

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Franz SCHUBERT
Sei Lieder da Schwanengesang D.957

Dietrich Fischer-Dieskau, baritono
Gerald Moore, pianoforte

Live dal recital al festival di Salisburgo del 13.8.1956.

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15 ore fa, il viandante del sud dice:

Questo mi è saltato all'occhio qualche tempo fa. Lo consigli? Mi hanno sempre interessato quegli impasti timbrici variegati.

Come non consigliarlo! Jolivet è un compositore particolarissimo, riesce ad essere esoterico partendo da una scrittura tutto sommato neoclassica, e questa qualità emerge, seppur in misura minore rispetto alla produzione sinfonica, anche in queste piccole pagine cameristiche, tanto nitide nella forma quanto elusive nel contenuto. La Serenata ad esempio ha un avvio che ricorda quello del Sacre stravinskiano. A me anche piacciono tantissimo queste combinazioni di fiati, nella musica francese in particolare ce n'è tanti di esempi (che ben conoscerai). 

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Radio3 Suite - Il Cartellone 15 gennaio 2025 20:30
in diretta dal Parco della Musica di Roma

Accademia Nazionale di Santa Cecilia - Stagione da Camera
Quartetto Indaco
Michele Campanella, pianoforte


[1] Johannes Brahms : Quartetto per archi n. 3 op. 67
- Vivace
- Andante
- Agitato (Allegretto non troppo)
- Poco allegretto con variazioni

[2] Giuseppe Martucci : Quintetto con pianoforte op. 45
- Allegro giusto
- Andante con moto
- Scherzo: Allegro vivace
- Finale: Allegro con brio

-

[1] Non lo chiameremo necessità ma un bisogno, proprio forse solo di chi archiviato lo astonishing (lo stordente sorprendente) di cotanta, come eccessiva, necessità, può prendere a ascoltare un dettato ricercante entro un ordinamento civico (etimo: potervi risiedere quel tanto) e è certo questa la cifra sofferta (sottotraccia sofferta) quanto entusiasta (sottotraccia entusiasta) di un esito scritto di J. Brahms... come fosse una prospettiva, e in prospettiva, di giocosamente saldi, nel senso della disciplina, di sponde o vie, né troppo importanti come sponde né troppo definitorie come vie, appoggi e laboratori e incessare di incedenze ma anche con tutta la soave e imbarazzante polposità (le dita grassoccie di J. Brahms) e l'estro dell'offerta all'altrui più indefinito e altro 🙃 

[2] Se come dire può già meritare anzi che cosa cioè intanto che bel porgere 🙂

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7 ore fa, Majaniello dice:

Come non consigliarlo! Jolivet è un compositore particolarissimo, riesce ad essere esoterico partendo da una scrittura tutto sommato neoclassica, e questa qualità emerge, seppur in misura minore rispetto alla produzione sinfonica, anche in queste piccole pagine cameristiche, tanto nitide nella forma quanto elusive nel contenuto. La Serenata ad esempio ha un avvio che ricorda quello del Sacre stravinskiano. A me anche piacciono tantissimo queste combinazioni di fiati, nella musica francese in particolare ce n'è tanti di esempi (che ben conoscerai). 

Mi hai convinto, grazie!

Jolivet lo conosco poco, ma quel poco non ha mai mancato di affascinarmi.

Ecco, a proposito di fiati francesi, un pezzo molto suggestivo del "mistico" Koechlin:

 

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Moran: Arias and Inventions from "Desert of Roses" (1992)

J. West, soprano; Piano Circus Band diretta da C. Smith

Arias And Inventions From Desert Of Roses / Ten Miles High Over Albania / Open Veins, principale, 1 di 1

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Raphael: Sinfonia n.2 op.34 (1932)

MDR Sinfonieorchester diretta da Christoph Altstaedt

 

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