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Cosa state ascoltando ? Anno 2024


Madiel

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Sergei PROKOFIEV
Sonata per pianoforte n. 2 in re minore op. 14

Sviatoslav Richter

Esecuzione impressionante per la capacità di mettere in luce e coordinare le mille sfumature senza perdere di vista l'impianto complessivo.

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Sono alle prese con la 5a di Mahler diretta da Solti. Edizione a dir poco sconclusionata :mellow: Il direttore ha il piede tenuto costantemente sull'acceleratore, con esiti movimento per movimento che oscillano tra il puro caos e il ridicolo. 

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4 ore fa, Madiel dice:

Sono alle prese con la 5a di Mahler diretta da Solti. Edizione a dir poco sconclusionata :mellow: Il direttore ha il piede tenuto costantemente sull'acceleratore, con esiti movimento per movimento che oscillano tra il puro caos e il ridicolo. 

Dai è divertentissima, non ti diverti perchè la prendi sul serio, invece la devi prendere come una parodia... ma tu immagina uno come Solti, serafico, brillante, divertente, sicuro di sè, ottimista, amante della vita, cosa poteva pensare di Mahler :cat_lol: 

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io sono fan della sesta col pentolone infernale, praticamente una sinfonia di Berlioz o di Liszt se fossero vissuti cento anni:

ovviamente è un guilty pleasure un po' perverso che non costituisce riferimento alcuno e non rappresenta alcuno zeitgeist. 

°°°°

Modalità Corriere della Grisi:

beh bellissima, non dirmi di no... @Pinkerton

 

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57 minuti fa, Majaniello dice:

Dai è divertentissima, non ti diverti perchè la prendi sul serio, invece la devi prendere come una parodia... ma tu immagina uno come Solti, serafico, brillante, divertente, sicuro di sè, ottimista, amante della vita, cosa poteva pensare di Mahler :cat_lol: 

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:cat_lol: A dirla tutta, la 5a è la sinfonia mahleriana che mi piace di meno. L'ascolto poco, e in genere mi limito per lo più allo Scherzo. L'Adagetto è stomacante, gli altri tre movimenti mi sono sempre parsi atteggiati e un tantino fasulli. Difficile prenderla sul serio, specie se diretta in quel modo. Sembra una corsa a tutta velocità per le vie di Montecarlo, c'è sempre il pericolo di sbattersi da qualche parte. 

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11 ore fa, Majaniello dice:

Dai è divertentissima, non ti diverti perchè la prendi sul serio, invece la devi prendere come una parodia... ma tu immagina uno come Solti, serafico, brillante, divertente, sicuro di sè, ottimista, amante della vita, cosa poteva pensare di Mahler :cat_lol:

Può essere un raro caso interpretativo di "umorismo volontario" :D Solti riesce nella Prima (ma meglio la versione anni '60 con la LSO), la Quarta è buona con la Kiri e ottimamente in quel bislacco monumento che è l'Ottava. Menzione speciale e personale per la Nona arroventatissima ed edonistica, sempre anni '60/LSO. Il resto del suo Mahler scade spesso nel ridicolo o nel vuoto.

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Haydn

Symphony No. 55 "The Schoolmaster"

Boston Symphony Orchestra

William Steinberg

Live Recording: Boston, 3 October 1969

Al basso continuo, anche se si percepisce poco, c'è Michael Tilson Thomas...

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9 ore fa, Ives dice:

Può essere un raro caso interpretativo di "umorismo volontario" :D Solti riesce nella Prima (ma meglio la versione anni '60 con la LSO), la Quarta è buona con la Kiri e...

In effetti, ma gode inspiegabilmente di cattiva stampa. Mai capito bene il motivo, i critici sono tutti concordi nell'affermare che è una edizione superficiale. Boh! Per una volta che il direttore si tiene a freno... tra l'altro la Chicago SO ha un suono magnifico.

 

 

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22 ore fa, Majaniello dice:

 

 

Modalità Corriere della Grisi:

beh bellissima, non dirmi di no... @Pinkerton

 

Sicuramente Maja questa è l'esecuzione di riferimento dell'aria di Santuzza. La Muzio non aveva una dizione chiara e negli acuti a pieno regime la voce si induriva. Però sapeva modulare e smorzare con sicurezza e poi fraseggiava con un vigore straordinario, la sua voce ti entra nell'anima.

Come accenta qui "Quell'invida d'ogni delizia mia" e seg. resta nella memoria.

 

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12 ore fa, Madiel dice:

In effetti, ma gode inspiegabilmente di cattiva stampa. Mai capito bene il motivo, i critici sono tutti concordi nell'affermare che è una edizione superficiale. Boh! Per una volta che il direttore si tiene a freno... tra l'altro la Chicago SO ha un suono magnifico.

Per la precisione, c'è anche questa versione anteriore del 1961 (sempre Decca) col Concertgebouw e il soprano americano Sylvia Stahlman. Ma mai sentita...

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7 ore fa, Ives dice:

Per la precisione, c'è anche questa versione anteriore del 1961 (sempre Decca) col Concertgebouw e il soprano americano Sylvia Stahlman. Ma mai sentita...

Infatti, la 1a incisa a Londra è ancora considerata un riferimento (per me tra le migliori senz'altro). Non conosco il video in questione. L'edizione completa con la Chicago, purtroppo, è piena di alti e bassi. Certe sinfonie proprio ha difficoltà a inquadrarle e adotta soluzioni diverse non solo tra i vari movimenti, ma è episodico perfino all'interno di uno stesso movimento. Penso, per esempio all'inizio della Settima, che ho ascoltato ieri notte, tra i meno granitici mai sentiti. Adesso passo allo Scherzo, che più che demonico oscilla tra l'ansia e la nevrosi, mentre il trio è troppo dolce, quasi infantile

In ogni caso, ne fa una caricatura.

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On 08/07/2024 at 16:04, Majaniello dice:

@Snorlax avevi fatto un bellissimo intervento su questo pezzo, peccato che non lo trovo più.

Ah si? Pensa che non ricordo nemmeno, grazie mille! :rolleyes::thank_you2:

Musicista trattato con fin troppa sufficienza, Pretre. Per conto mio, lo trovo assai più originale rispetto a molti altri direttori - portati sempre sugli scudi da molta critica - nati tra gli anni '20 e i '30. Troppo spesso ridotto semplicisticamente a spalla della Callas, quando, se aveva la giornata buona - un difetto, per l'appunto, era una certa erraticità nella resa - sapeva eccellere sia nel repertorio operistico che in quello sinfonico. Riguardo a quest'ultimo due dischi memorabili:

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Il secondo, prodotto da Charles Gerhardt, è eccezionale anche dal punto di vista fonico, nonostante sia un digitale risalente ai primi anni '80, quando la maggior parte dei dischi con questa nuova tecnologia scartavetravano le orecchie!

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2 ore fa, Snorlax dice:

Ah si? Pensa che non ricordo nemmeno, grazie mille! :rolleyes::thank_you2:

Era un discorso sulla musica per le grandi masse nella Francia del primo '800, ora non mi sta neanche funzionando la ricerca del sito purtroppo.

Io piuttosto, facendo ascolti a caso di Claudia Muzio, ho raccolto un suggerimento di youtube. Trattasi, che ci crediate o no, di questo disco:

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Ovviamente è il nome di De Sabata che mi ha attratto (non ricordavo neanche esistesse uno Chenier di De Sabata!). L'audio fa schifo, la registrazione non è integrale, insomma un disastro, eppure non ho mai ascoltato niente di simile, De Sabata è vitalissimo nelle sezioni brillanti e concitate, quasi volatile, mentre nelle parti liriche è largo, anzi larghissimo, in una maniera che non gli ho mai sentito fare in altre opere italiane. Non solo questo stratagemma toglie un po' di insopportabile faciloneria alla musica, ma alle mie orecchie la illumina di un carattere a cui avevo pensato solo razionalmente ma che di fatto non avevo mai apprezzato da nessuno, e cioè quello dell'opera decadentista.

Insomma, gli elementi sono tutti lì, il moralismo, i buoni sentimenti, la nostalgia, il martirio, la figura centrale del poeta, la Rivoluzione come inizio della fine di un mondo dorato, la disillusione borghese e la distruzione dei veri valori, lo Chenier così diretto è una vera opera del crepuscolo, qualcosa di molto diverso da Puccini ma anche dalle esperienze veriste, qualcosa che si colloca più sul binario morto di Catalani. Pur non essendoci influenze dirette di Wagner come si potevano trovare in Montemezzi, Smareglia ecc. c'è proprio quell'atmosfera lì, di glorificazione del binomio amore-morte. E voglio collegarmi al discorso Karajan-Giovane Scuola che si faceva altrove, mi sono appena convinto che se c'è un'opera dell'epoca dove Karajan sarebbe stato grandissimo questa è Chenier, con la sua grandiosità retorica e stanca, col suo commiato ad un'epoca che non esiste più. 

Andando ai cantanti, Marione ha le briglie, si sente che asseconda de Sebata con difficoltà, vuole scalpitare ma è costretto a fare mezze voci che non gli escono neanche granchè, anche il buon Silveri, ottimo baritono dal timbro discutibile oggi dimenticato, ha un temperamento che appare trattenuto, mentre la Tebaldi, al netto dei singhiozzetti che pagano un po' pegno alla tradizione, è più incline a seguire il maestro nella narrazione di quest'horror vacui di fine secolo. Penso sempre più che avrebbe dovuto evitare un po' di Tosche e di Butterfly (ma anche di Traviate e Aide), ma solo ora ne ho colto la grandezza in Chenier, perchè il ruolo si inseriva idealmente nel suo humus, ossia quello dei ruoli lirici di matrice francese (Spontini, Rossini ultimo, Wagner giovanile) e derivati, come quelli del tardo ottocento di Boito e dintorni (Gioconda, Mefistofele, Otello, Simone, Wally). Chissà come si sarebbe comportata con Francesca, Parisina o addirittura con la classicità di Cassandra e Fedra, l'opera decadentista sarebbe stata il suo sbocco naturale nel '900, come del resto dimostra la sua grandissima Adriana.

Lascio il racconto di Maddalena diretto da De Sabata:

Ovviamente uno Chenier diretto così che si senta decentemente scommetto che non esiste.

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5 ore fa, Snorlax dice:

Musicista trattato con fin troppa sufficienza, Pretre. Per conto mio, lo trovo assai più originale rispetto a molti altri direttori - portati sempre sugli scudi da molta critica - nati tra gli anni '20 e i '30. Troppo spesso ridotto semplicisticamente a spalla della Callas, quando, se aveva la giornata buona - un difetto, per l'appunto, era una certa erraticità nella resa - sapeva eccellere sia nel repertorio operistico che in quello sinfonico. Riaguardo a quest'ultimo due dischi memorabili

Grazie per i consigli discografici. Probabile che la sua associazione con la Callas e quel tipo di repertorio operistico, considerato sempre "minore" o comunque meno "impegnativo" per il direttore, non abbiano favorito la sua carriera discografica (in Poulenc è ancora valido ma c'è molta concorrenza anche moderna). Io invece l'ho sentito diverse volte in concerto (Strauss, Stravinsky, Berlioz) ma parliamo già di anni '90 e riusciva una volta su dieci a rendere interessante quel che dirigeva, scadendo per il resto nel mediocre (altro che tecnica! Quel Berlioz postato da Maja è raffazzonatissimo) o proprio nel volgare andante. Del primo concerto andai pure alle prove (un mio amico suonava in orchestra). Ne ho un ricordo di totale piattume interpretativo, vuota esibizione di mossette, zero colori, schizofrenia architettonica, noia assortita...

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16 minuti fa, Majaniello dice:

Ho notato anch'io, non una grande esecuzione, funestata da un audio che rende tutto ancor meno comprensibile. 

Secondo me, non è un'opera proprio facilissima, nè da ascoltare nè tantomeno da eseguire, perchè pone numerosi problemi logistici non di poco conto (infatti non si fa MAI), e perchè abbisogna di un grande spazio per accogliere i cori e l'orchestra (è concepita proprio nello spazio, insomma Berlioz se le va a cercare!), e il grande organo, o una cattedrale o una sala enorme. Farla cosi in un teatro di provincia non le rende merito, poi per carità si può far tutto nella vita...

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2 ore fa, Ives dice:

Secondo me, non è un'opera proprio facilissima, nè da ascoltare nè tantomeno da eseguire, perchè pone numerosi problemi logistici non di poco conto (infatti non si fa MAI), e perchè abbisogna di un grande spazio per accogliere i cori e l'orchestra (è concepita proprio nello spazio, insomma Berlioz se le va a cercare!), e il grande organo, o una cattedrale o una sala enorme. Farla cosi in un teatro di provincia non le rende merito, poi per carità si può far tutto nella vita...

Eppure discograficamente c'è scelta... ora sto ascoltando questo:

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On 8/7/2024 at 16:04, Majaniello dice:

@Snorlax avevi fatto un bellissimo intervento su questo pezzo, peccato che non lo trovo più.

Ah, ora ricordo! Troppa grazia Maja...:rolleyes::thank_you2:

Comunque, a mio discapito, sembra quasi un concerto parrocchiale. L'organo è terribile e pure l'organico è ridotto...

3 ore fa, Ives dice:

Secondo me, non è un'opera proprio facilissima, nè da ascoltare nè tantomeno da eseguire, perchè pone numerosi problemi logistici non di poco conto (infatti non si fa MAI), e perchè abbisogna di un grande spazio per accogliere i cori e l'orchestra (è concepita proprio nello spazio, insomma Berlioz se le va a cercare!), e il grande organo, o una cattedrale o una sala enorme. Farla cosi in un teatro di provincia non le rende merito, poi per carità si può far tutto nella vita...

Dai Ives, per una volta che  puoi vincere facile: ;):P

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...mai avrei pensato che Abbado si fosse trovato a proprio agio con un lavoro monumentale del genere, che ha riproposto più volte nell'ambito della sua carriera. Evidente c'era un affezione di qualche tipo. La sua Fantastica con i Chicago (DGG) al contrario mi aveva lasciato piuttosto perplesso.

Questo invece il mio ascolto serale, che vi dedico con piacere:

W. A. Mozart, La clemenza di Tito, T. Berganza, W. Krenn, L. Popp, M. Casula, B. Fassbaender, Wiener Saatopernorchester, Istvan Kertesz

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15 ore fa, Majaniello dice:

Eppure discograficamente c'è scelta... ora sto ascoltando questo:

Si, il mio intervento si riferiva a questioni generali e alla presenza dell'opera nei programmi concertistici. Quel disco di Barenboim credo sia una ripresa live a Notre Dame (forse c'era un vecchio vhs). Era nel suo periodo "berlioziano", in parte captato dalla DG. Da sentire anche Davis in studio.

15 ore fa, Snorlax dice:

Dai Ives, per una volta che  puoi vincere facile: ;):P

...mai avrei pensato che Abbado si fosse trovato a proprio agio con un lavoro monumentale del genere, che ha riproposto più volte nell'ambito della sua carriera. Evidente c'era un affezione di qualche tipo. La sua Fantastica con i Chicago (DGG) al contrario mi aveva lasciato piuttosto perplesso.

Si-si, concordo con Abbado (DG), c'è anche il video di quel famoso concerto nella Cattedrale di St. Albans. Dicevo solamente che non si fa perchè la dislocazione di fonti sonore è un problema non di poco conto. Abbado aveva una enorme predilezione per quest'opera monumentale, se non ricordo male la ricollegava a Wagner e Mahler, e l'ha proposta praticamente sempre dagli anni '70 ai 2000: Milano (Scala), Londra, Vienna (video con Carreras in tournée), Berlino (mi pare addirittura 2 volte), Bologna (ultimi anni). La sua Fantastica di Chicago è tecnicamente impressionante, certo un pò asettica, di quei dischi che si fanno per contratto senza troppa passione, volando via non appena terminata la sessione.

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48 minuti fa, Ives dice:

Abbado aveva una enorme predilezione per quest'opera monumentale, se non ricordo male la ricollegava a Wagner e Mahler

A Wagner non lo so, di certo Wagner aveva in Berlioz un riferimento. L'esecuzione di Barenboim non è male e guarda proprio in quella direzione (analogamente al suo Liszt sinfonico).

Mahler... a me è sempre venuto in testa questo:

non so se c'è un debito diretto, ma l'atmosfera è un po' quella. Che poi è grosso modo la stessa della Solemnis di Beethoven, coeva della Solemnis del giovane Berlioz che pare contenesse i germi del Te Deum. 

°°°°

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Atto I

 

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1 ora fa, Majaniello dice:

Che poi è grosso modo la stessa della Solemnis di Beethoven, coeva della Solemnis del giovane Berlioz che pare contenesse i germi del Te Deum.

...e non solo! La Messe solennelle contiene anche i germi della Fantastica, del Requiem...

E' un bel lavoro giovanile, c'è gia tutto Berlioz in nuce!

Purtroppo di questo lavoro le incisioni sono ben poche. A mia conoscenza c'è Gardiner - che perlomeno si fa ascoltare - e il recente Niquet, veramente terribile, quasi parodistico. Se non erro l'aveva in programma pure Muti, ma non credo esista in disco, forse la ripresa video...

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