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Cosa state ascoltando ? Anno 2024


Madiel

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2 ore fa, Pinkerton dice:

Capisco le tue obiezioni, Madiel, sul Karajan pucciniano: in una partitura  profondamente tragica, rilevare l'eccesso di edonismo sonoro non è fuori luogo. E se la Tosca e la Turandot con la Ricciarelli fanno acqua anche dal punto di vista vocale ( un discorso a sé merita la Tosca del '63 con la Price) non altrettanto si può dire sul cast di Bohème e di Butterfly con le voci della Freni e di Pavarotti colte al loro apogeo.

Concordo, aspetto che avevo notato anche io nelle edizioni del primo periodo. D'altronde sono famosissime! Ho sentito la Tosca con la Price, ma solo delle parti sparse, non mi aveva convinto, subito cassata. Bruttissime le edizioni con la Ricciarelli, sentite entrambe e sempre con poco profitto: degli inutili carrozzoni, ancor prima che per i gravi difetti dei cantanti. Non posso dire di essere pucciniano e tanto meno un esperto del repertorio, ma noto che approfondendo questo autore le brutture del canto e della direzione risaltano subito e le trovo inaccettabili. Soffro anche per una dizione poco rispettosa.

2 ore fa, Pinkerton dice:

In particolare è di assoluto riferimento il Pinkerton di Pavarotti che, al netto  della fascino timbrico, non è mai forzato, è sempre naturale, ma soprattutto è straordinario per la spontaneità e la comunicativa nelle frasi di conversazione. Qui è con la Freni, nel I°Atto, in una pagina memorabile:

 

Confesso che l'ho tenuta in considerazione fino all'ultimo per un eventuale acquisto. Poi, a causa degli altri ascolti poco fruttuosi, nel dubbio mi sono astenuto. L'unica con von K. che ho trovato interessante. Adesso mi tocca rivedere tutta la faccenda, anche perché il nodo Butterfly sta venendo al pettine.

4 ore fa, Ives dice:

Ma infatti andrebbe preso quello anni '60/primi '70 (tutto Decca, registrato con una spazialità impressionante), tutt'altro che pesante, molto plastico, rotante e "carnale". Certo, tutto è giocato sullo spessore di suono, come spesso in Karajan, solenne, opulento, sensuale e ricchissimo di colori. Su Boheme non ci sono molte alternative, giusto il recente Pappano. Gli altri grandi che si sono interessati a questo titolo (parlo di registrazioni ufficiali in studio o live consentiti, non recite pirata) hanno sempre proposto visioni vecchie o carenti in molti punti, da Solti a Bernstein, da Leinsdorf a Levine...forse Schippers aveva fatto qualcosa di interessante, ma non so come si sentano le sue registrazioni.

Infatti, il migliore è quello del primo periodo, anche se non sempre mi convince proprio per via della concezione generale del suono. A me piace sensuale, ma sobria, ed è per questo motivo che preferisco edizioni con una concezione contemporanea. Bohème per adesso resta in sospeso, anche perché non mi sento di fare il grande passo. 

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4 ore fa, Pinkerton dice:

In particolare è di assoluto riferimento il Pinkerton di Pavarotti che, al netto  della fascino timbrico, non è mai forzato, è sempre naturale, ma soprattutto è straordinario per la spontaneità e la comunicativa nelle frasi di conversazione. Qui è con la Freni, nel I°Atto, in una pagina memorabile:

 

Stiamo parlando di giganti, ma sai che io continuo a preferirgli il Bergonzi dell'incisione Barbirolli? Specifico questa famosa registrazione, perché altrove non mi è parso mai così persuasivo (p.e. nell'edizione Decca Tebaldi/Serafin). Il Pinkerton di Bergonzi è un mix inimitabile di afflato amoroso e gagliardia, tant'è che nel finale del primo atto coadiuvato dalla Scotto e dalla splendida direzione di Barbirolli plasma un capolavoro:

 

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E il concerto di capodanno più divertente l'hanno fatto i francesi:

https://www.arte.tv/en/videos/114846-008-A/new-year-concert-with-the-orchestre-national-de-france/

Leonard Bernstein - Candide, ouverture

Georges Bizet - L’Arlésienne (extraits)

Jacques Offenbach, Manuel Rosenthal - La Gaîté parisienne, extraits

George Gershwin - Rhapsody in Blue

George Gershwin - Un Américain à Paris

George Gershwin - Girl Crazy, ouverture (bis)

Orchestre National de France conducted by Stéphane Denève, pianist Lise de la Salle

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4 ore fa, Snorlax dice:

Stiamo parlando di giganti, ma sai che io continuo a preferirgli il Bergonzi dell'incisione Barbirolli? Specifico questa famosa registrazione, perché altrove non mi è parso mai così persuasivo (p.e. nell'edizione Decca Tebaldi/Serafin). Il Pinkerton di Bergonzi è un mix inimitabile di afflato amoroso e gagliardia, tant'è che nel finale del primo atto coadiuvato dalla Scotto e dalla splendida direzione di Barbirolli plasma un capolavoro:

 

Il Pinkerton di Bergonzi, Snorlax, rifinito ed espressivo, è notevolissimo per l'eloquenza del fraseggio e l'espansione dei cantabili.

Pavarotti però lo supera, per naturalezza d'emissione e d'accento, nei momenti di conversazione che in Puccini, come notava Maja, hanno un notevole risalto.

 

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Vabbè, a furia di parlare di Turandot, mi sto guardando l'allestimento dell'anno, e non mi riferisco alla delirante Turandot di Napoli (pure disponibile su Raiplay), ma all'interessante nuovo allestimento di Guth per la Staatsoper, che vede il debutto scenico del Calaf del Divino Kaufmann e il debutto assoluto della Turandot della Grigorian. Nonostante i viennesi siano il pubblico più conservatore del mondo (dopo i newyorkesi e i milanesi, beninteso), sembrano aver accolto con grande entusiasmo questo spettacolo, che fa a meno delle cinesate e in generale dei grandi tableaux, e che, per ora (ho visto il primo atto) mi sta piacendo molto, anche se l'ambientazione non è proprio inedita (uno stanzone infestato di burocrati). Sembra un paradosso, ma la modernità della musica viene in qualche modo valorizzata, quasi che il soggetto esotico sia stata una scusa di Puccini per cimentarsi in armonie e ritmi per lui inusuali (non era forse così anche per Debussy e Stravinsky?). Ho letto che nel finale la regia peggiora, con qualche gratuità di troppo, vedremo.

Kaufmann è, a mio gusto, un Calaf maiuscolo, almeno nel primo atto: benchè l'effetto heldentenor imprestato al repertorio italiano sia sempre dietro l'angolo (e la cosa un po' mi infastidisce) possiede ancora quella capacità di chiaroscurare le frasi che lo rende mediamente superiore ai Calaf "sparaminpetto" della tradizione post-bellica. Non era detto per niente, sia per la scrittura "laurivolpiana" della parte, sia per i 54 anni suonati. Rassicuro che le note ci sono tutte (e, a quanto ho letto, ci sarà pure il do della "principessa altera"). Prima volta che sento Kristina Mkhitaryan (Liù), bella ragazza, capace anche di qualche nota smorzata molto d'effetto, la sua prima aria però non mi è tanto piaciuta. Grande aspettativa per Asmik. Dirige Armiliato, chiamato all'ultimo momento per sostituire Welser-Möst. Non so chi sia peggio sinceramente :cat_lol:. Welser-Möst è uno Jochum dei giorni nostri, sentiti brani del Trittico direi che con Puccini non c'entra obiettivamente nulla. Armiliato diciamo che è ok dai (è stato pure contestato poveraccio :P ), la verità è che non c'è nessuna vera idea dietro il suo gesto, una regia così si sarebbe meritata una direzione magari non preziosa ma più gelida e claustrofobica. Se vi va, poi vi racconto l'altro pezzo.

Turandot7_0.jpg

https://vk.com/video397380959_456240646 

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9 ore fa, Snorlax dice:

Abatantuono-Cuncentramento-Base-GIF-Anim

😁

Ma la Boheme in versione cinematografica andata in onda su RaiTre (o Rai5) con la regia di Mario Martone (incantevole e inusitata in molti punti) e la direzione di Mariotti, è proprio da cestinare? Io l'ho ammirato moltissimo: grande personalità, suono pieno ma "tagliente", ottimo passo narrativo, pieno possesso dello stile pucciniano con rubati e ritenuti di vera gran classe. Bravi pure i cantanti, giovani e belli. Ottima produzione della Rai e del Teatro dell'Opera di Roma che si affianca ai già splendidi Gianni Schicchi e Barbiere. Si può vedere su Rai Play...

https://www.raiplay.it/programmi/labohemedimariomartone

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11 ore fa, Snorlax dice:

Abatantuono-Cuncentramento-Base-GIF-Anim

A te pensavo quando l'ho scritta :D 

Non ho detto "a livello di Jochum" eh, mi pare solo che si ispiri... non sono un esperto ma ascoltando questa a me viene in mente proprio Mr Magoo:

640x640.jpg

1 ora fa, Ives dice:

😁

Ma la Boheme in versione cinematografica andata in onda su RaiTre (o Rai5) con la regia di Mario Martone (incantevole e inusitata in molti punti) e la direzione di Mariotti, è proprio da cestinare? Io l'ho ammirato moltissimo: grande personalità, suono pieno ma "tagliente", ottimo passo narrativo, pieno possesso dello stile pucciniano con rubati e ritenuti di vera gran classe. Bravi pure i cantanti, giovani e belli. Ottima produzione della Rai e del Teatro dell'Opera di Roma che si affianca ai già splendidi Gianni Schicchi e Barbiere. Si può vedere su Rai Play...

https://www.raiplay.it/programmi/labohemedimariomartone

Ce l'ho in cantiere... mi interessa molto la regia di Martone, ambientata nei laboratori di scenografia del teatro, un set industrial per una Boheme contemporanea, giusto per non dimenticare che lo smantellamento del sistema sanitario nazionale è un problema all'ordine del giorno. Sto provando ad aggiornarmi ma serve il tempo.

Ives dici che mi devo comprare il lettore blu-ray o trovo sempre la versione dvd? ovviamente parlo della lirica...

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1 ora fa, Majaniello dice:

A te pensavo quando l'ho scritta :D 

Non ho detto "a livello di Jochum" eh, mi pare solo che si ispiri... non sono un esperto ma ascoltando questa a me viene in mente proprio Mr Magoo:

640x640.jpg

 

Immaginavo, e infatti è l'unica cosa che trovo interessante di Welser-Most... Il resto che ho avuto occasione di sentire mi sembra di un grigiore diffuso... Ti dirò che se proprio dobbiamo risalire alle radici, io ci sento ancor più Furtone di Jochum:

 

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21 ore fa, Majaniello dice:

E il concerto di capodanno più divertente l'hanno fatto i francesi:

https://www.arte.tv/en/videos/114846-008-A/new-year-concert-with-the-orchestre-national-de-france/

Leonard Bernstein - Candide, ouverture

Georges Bizet - L’Arlésienne (extraits)

Jacques Offenbach, Manuel Rosenthal - La Gaîté parisienne, extraits

George Gershwin - Rhapsody in Blue

George Gershwin - Un Américain à Paris

George Gershwin - Girl Crazy, ouverture (bis)

Orchestre National de France conducted by Stéphane Denève, pianist Lise de la Salle

Ma vincono a mani basse proprio...🥰

2 ore fa, Majaniello dice:

Ives dici che mi devo comprare il lettore blu-ray o trovo sempre la versione dvd? ovviamente parlo della lirica...

Io sono per il classico DVD, ho qualche raro blu-ray ma non mi cambia assolutamente nulla. In generale, ormai questi supporti stanno andando gradualmente in pensione, tutto è in streaming (parlo di roba legale eh) su varie piattaforme o canali tematici e la tv si collega alla rete e si vede tutto da li. L'edizione in questione è sulla piattaforma RaiPlay, basta un buon televisore, magari con altoparlanti ottimi (o cuffie, come faccio io, anche perchè la sera in condominio di anziani non è possibile sparare Puccini o Strauss a manetta, ecco...).

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52 minuti fa, Ives dice:

Io sono per il classico DVD, ho qualche raro blu-ray ma non mi cambia assolutamente nulla. In generale, ormai questi supporti stanno andando gradualmente in pensione, tutto è in streaming (parlo di roba legale eh) su varie piattaforme o canali tematici e la tv si collega alla rete e si vede tutto da li. L'edizione in questione è sulla piattaforma RaiPlay, basta un buon televisore, magari con altoparlanti ottimi (o cuffie, come faccio io, anche perchè la sera in condominio di anziani non è possibile sparare Puccini o Strauss a manetta, ecco...).

Sì come sai anche io sono per lo streaming, solo che un conto è l'audio e un altro è il video. Con l'audio hai tutto su Spotify (e dove non arriva lui arriva Youtube), e sei più o meno certo che il giorno dopo la roba la ritrovi tutta lì. Col video è più un casino, alcune piattaforme sono a pagamento, in altre ti tolgono i file dopo un po', nei siti simil-Youtube la qualità audio-video non è costante (il Trittico di Pappano su Yt è in pessima qualità). Ad esempio lo spettacolo che ho appena finito di vedere (e che finirò presto di recensire) mi è piaciuto moltissimo e mi piacerebbe se ne facessero un dvd in modo da conservarlo. E poi nei dvd ci sono i sottotitoli (anche se a volte in tutte le lingue tranne che in italiano 😅). Avevo cominciato la Medea di Charpentier (stupenda!) con la Kozena, ma mi son dovuto fermare perchè, nonostante conosca la vicenda, non ci stavo a capire niente (ora ho rimediato un libretto online che mi dovrò tradurre con google, dato che non conosco il francese). 

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1 ora fa, Vigione dice:

 

 

Bravo Vigione! ❤️ ora ascoltati l'opera completa, se ne vuoi una che si senta anche bene ti consiglio questa:

1200x1200bf-60.jpg

il_570xN.4257659844_p68v.jpg

 

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39 minuti fa, Majaniello dice:

Sì come sai anche io sono per lo streaming, solo che un conto è l'audio e un altro è il video. Con l'audio hai tutto su Spotify (e dove non arriva lui arriva Youtube), e sei più o meno certo che il giorno dopo la roba la ritrovi tutta lì. Col video è più un casino, alcune piattaforme sono a pagamento, in altre ti tolgono i file dopo un po', nei siti simil-Youtube la qualità audio-video non è costante (il Trittico di Pappano su Yt è in pessima qualità). Ad esempio lo spettacolo che ho appena finito di vedere (e che finirò presto di recensire) mi è piaciuto moltissimo e mi piacerebbe se ne facessero un dvd in modo da conservarlo. E poi nei dvd ci sono i sottotitoli (anche se a volte in tutte le lingue tranne che in italiano 😅). Avevo cominciato la Medea di Charpentier (stupenda!) con la Kozena, ma mi son dovuto fermare perchè, nonostante conosca la vicenda, non ci stavo a capire niente (ora ho rimediato un libretto online che mi dovrò tradurre con google, dato che non conosco il francese). 

Certo, alcuni sono a pagamento. Però già che fai un abbonamento al canale dei Berliner, per dire, c'è a disposizione un archivio musicale non indifferente. Poi ci sono Arte, Mezzo (con TvSat è forse accessibile, comunque attualmente c'è Arianna di Dukas da Lione), Classica HD (nel pacchetto Sky)...su YT infatti scarseggiano i canali con spettacoli interi dedicati all'Opera o mancano di sottotitoli o qualità video/audio.

https://www.tivu.tv/schedasat-mezzo.html

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4 minuti fa, Majaniello dice:

Bravo Vigione! ❤️ ora ascoltati l'opera completa, se ne vuoi una che si senta anche bene ti consiglio questa:

1200x1200bf-60.jpg

il_570xN.4257659844_p68v.jpg

 

Sì, mi ero promesso di farlo, spero in giornata. Ascolterò l'edizione che tu mi consigli e ti farò sapere il mio parere. Grazie del suggerimento.

 

Per il momento sto proseguendo con l'ascolto della musica da camera da me prediletta: Shostakovich, string quartets n.5, 11, 12 (Rubio Quartet, Brilliant Classics)

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6 ore fa, Ives dice:

😁

Ma la Boheme in versione cinematografica andata in onda su RaiTre (o Rai5) con la regia di Mario Martone (incantevole e inusitata in molti punti) e la direzione di Mariotti, è proprio da cestinare? Io l'ho ammirato moltissimo: grande personalità, suono pieno ma "tagliente", ottimo passo narrativo, pieno possesso dello stile pucciniano con rubati e ritenuti di vera gran classe. Bravi pure i cantanti, giovani e belli. Ottima produzione della Rai e del Teatro dell'Opera di Roma che si affianca ai già splendidi Gianni Schicchi e Barbiere. Si può vedere su Rai Play...

https://www.raiplay.it/programmi/labohemedimariomartone

Concordo Ives. Geniale la regia, ottimo il direttore, tutti bravi i ragazzi del cast.

 

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3 ore fa, Ives dice:

Io sono per il classico DVD, ho qualche raro blu-ray ma non mi cambia assolutamente nulla. In generale, ormai questi supporti stanno andando gradualmente in pensione, tutto è in streaming (parlo di roba legale eh) su varie piattaforme o canali tematici e la tv si collega alla rete e si vede tutto da li. L'edizione in questione è sulla piattaforma RaiPlay, basta un buon televisore, magari con altoparlanti ottimi

 

2 ore fa, Majaniello dice:

Sì come sai anche io sono per lo streaming, solo che un conto è l'audio e un altro è il video. Con l'audio hai tutto su Spotify (e dove non arriva lui arriva Youtube), e sei più o meno certo che il giorno dopo la roba la ritrovi tutta lì. Col video è più un casino, alcune piattaforme sono a pagamento, in altre ti tolgono i file dopo un po', nei siti simil-Youtube la qualità audio-video non è costante (il Trittico di Pappano su Yt è in pessima qualità). Ad esempio lo spettacolo che ho appena finito di vedere (e che finirò presto di recensire) mi è piaciuto moltissimo e mi piacerebbe se ne facessero un dvd in modo da conservarlo. E poi nei dvd ci sono i sottotitoli

 

2 ore fa, Ives dice:

Certo, alcuni sono a pagamento. Però già che fai un abbonamento al canale dei Berliner, per dire, c'è a disposizione un archivio musicale non indifferente. Poi ci sono Arte, Mezzo (con TvSat è forse accessibile, comunque attualmente c'è Arianna di Dukas da Lione), Classica HD (nel pacchetto Sky)...su YT infatti scarseggiano i canali con spettacoli interi dedicati all'Opera o mancano di sottotitoli o qualità video/audio.

Riflettevo su questi temi negli ultimi giorni, spinto, da un lato, dalla considerazione "fisica" che la casa non è elastica e che, se continuo ad acquistare CD, fra un po' non avrò più spazio per i libri, i maglioni, i detersivi, i pacchi di rigatoni e il formaggio; dall'altro, dalle ormai abituali e insopportabili prese in giro di moglie e figli che mi scherniscono chiedendo se è proprio imprescindibile l'ennesima edizione delle sinfonie di Tizio o di Caio. E proprio ieri mi è capitato di leggere un interessante articolo che affronta di petto il problema nei suoi riflessi filosofici, economici e politici. Qualche giorno fa volevo far vedere ai miei figli un vecchio film che non ho in DVD e che sapevo essere disponibile su Raiplay. Ebbene, non c'era più e da una ricerca in rete ho appreso che la disponibilità era scaduta da tempo. Che il collezionismo e l'archiviazione fisica dei supporti sia davvero un fatto politico?

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Ragazzacci, ci sono ancora!

1-5.jpg

 

Ne parlerò qui, nelle mie recensioni.
L'opera nella "versione originale" contempla alcuni brani un po' più lunghi (l'entrata di Alfio ha un finale un po' divagante e inefficace, per dirne una).
L'edizione è molto interessante perché Carolina López Moreno è una Santuzza notevolissima!

@Snorlax @Majaniello

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25 minuti fa, Wittelsbach dice:

Ragazzacci, ci sono ancora!

1-5.jpg

 

Ne parlerò qui, nelle mie recensioni.
L'opera nella "versione originale" contempla alcuni brani un po' più lunghi (l'entrata di Alfio ha un finale un po' divagante e inefficace, per dirne una).
L'edizione è molto interessante perché Carolina López Moreno è una Santuzza notevolissima!

@Snorlax @Majaniello

Grande Wittel, ben ritrovato ❤️ sarà interessante anche perché, come ci dicevamo qualche giorno fa, il direttore è un big in un repertorio ben lontano da questo. 

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5 minuti fa, Vigione dice:

@Majaniello ho ascoltato mezz'ora dell'opera che mi hai suggerito. Musica molto bella ma sinceramente parlano troppo per i miei gusti.

:D c'è anche una versione italiana che io avevo, pubblicata su Amadeus.. La storia per me è significativa, ma si può anche optare per la suite. 

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On 7/1/2024 at 15:00, Majaniello dice:

Tendezialmente, Callas non amava Puccini. E in particolar modo non amava Tosca (a cui viene associata). In una intervista racconta: l'incisione con De Sabata ha avuto un tale successo commerciale che, all'estero, non fanno che chiedermela, e mi tocca cantarla. L'unico ruolo pucciniano che davvero l'ha intrigata è Cio cio san, sia a livello psicologico, sia anche per la costante presenza sulla scena (maledetto primadonnismo :D ). Laddove al Met le proponevano le solite cose, a Chicago e a Dallas Callas poteva affrontare i ruoli che voleva e che la Scala affibbiava ad altre. Tra questi arrivò Butterfly. Curiosità: la Callas assottigliava la voce per rendere credibili certe eroine giovani e fragili (Amina, Gilda ecc), e così fece con Cio cio san, è questo il motivo per cui trovava tremendamente faticosa quest'opera, che al contrario delle opere del repertorio classico-romantico aveva sotto un'orchestra di ben altro peso. Se ne lamentò in più occasioni, e penso che la escluse subito dal repertorio perchè la ritenne troppo usurante. Negli anni '60 ripropose più volte in concerto l'aria finale "Con onor muore", una scelta abbastanza inconsueta che confermava il suo interesse per questo personaggio. 

Diciamo anche che con quel finale poteva mettere in risalto tutte le proprie doti tecniche ed attoriali. Nonostante lo scarso interesse in general per l'autore, quello pare un brano praticamente "cucito" su di lei.

On 7/1/2024 at 15:02, Madiel dice:

Confesso che l'ho tenuta in considerazione fino all'ultimo per un eventuale acquisto. Poi, a causa degli altri ascolti poco fruttuosi, nel dubbio mi sono astenuto. L'unica con von K. che ho trovato interessante. Adesso mi tocca rivedere tutta la faccenda, anche perché il nodo Butterfly sta venendo al pettine.

Dottore, "sient'a mme", si conceda la "Butterfly" con la Callas - Almeno per l'anno pucciniano uno strappo alla regola ci sta :D :D .

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1 ora fa, Pollini dice:

Diciamo anche che con quel finale poteva mettere in risalto tutte le proprie doti tecniche ed attoriali. Nonostante lo scarso interesse in general per l'autore, quello pare un brano praticamente "cucito" su di lei.

Dottore, "sient'a mme", si conceda la "Butterfly" con la Callas - Almeno per l'anno pucciniano uno strappo alla regola ci sta :D :D .

Le confesso sottovoce una cosa, caro Maestro Pollini: sarà strano, ma sono sempre rimasto insensibile al mito della Callas. Grandissima, quello che vuole, ma non mi ha mai "preso".

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