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Madiel

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18 ore fa, giobar dice:

Se il nocciolo di quel video è che Sinopoli era un semi-dilettante, non perderò tempo a vederlo. Come se qualcuno volesse sostenere, sperando di essere seguito, che Verstappen guida maluccio. E poi, semi-dilettante perché? Perché aveva un gesto non precisissimo? Guardiamo alla storia della direzione d'orchestra e verranno fuori un sacco di grandi direttori con gesti altrettanto, se non più, problematici. ecc

giobar io ti stimo, sul serio, anche quando non siamo d'accordo, però converrai che hai scritto un pistolotto su un video che non hai neanche visto :D Io non ho trovato nessun riferimento al dilettantismo, l'autore del video, che è un direttore d'orchestra mi pare di capire, con un garbo per me anche eccessivo (io al posto suo me ne sarei fregato), fa semplicemente notare in un punto, commentando il video di una prova di Sinopoli, che il maestro spiega la faccenda agli orchestrali in un modo ma il suo gesto esprime qualcos'altro; e Lo Re osserva che gli orchestrali alla fine seguono il gesto e non il pippone. Per il resto mi pare esprima il suo punto di vista, sottolineando che è il suo punto di vista. Si parlava altrove del fatto che non esistono solo divi del podio ma anche artigiani della musica, e quando un artigiano della musica dice la sua poi ce la meniamo? Preciso che non mi interessa difendere Lo Re, col quale posso essere d'accordo ma anche no (ha fatto pure un video dal titolo "Karajan uber alles", laddove Karajan per me è il male assoluto in musica).

16 ore fa, Snorlax dice:

Il fatto è che ascrivere un direttore del genere a una supposta tradizione teutonica lo trovo oltremodo riduttivo e ingiusto.

Riduttivo? ti dirò di più, Sinopoli è l'unico direttore italiano che si sia specializzato con successo in quel repertorio tedesco (Liszt, Wagner, Bruckner, Mahler, Strauss, Schoenberg, Berg, Webern e derivati contemporanei), l'unico che abbia avuto qualcosa da dire in maniera convincente nel repertorio (post-)wagneriano/ (post-)espressionista/ (post-)weberniano, che per sua ammissione rimase il centro del suo interesse musicale e il repertorio dove era più a suo agio. Era molto più tedesco di molti direttori tedeschi che piacciono a me! :D E anche come compositore, almeno nella maturità, aveva quei riferimenti (penso a Lou Salomè). 

Ho specificato quel repertorio perchè tedesco in sé non vuol dire niente, Sinopoli non aveva grande affinità col classicismo, e quindi con Mozart, Beethoven, Mendelssohn, Brahms, certo li ha diretti ma non lo si ricorda certo per quegli autori. A me sembra proprio l'antitesi del direttore di scuola italiana, sia per le modalità di lavoro, che per la sensibilità che per gli esiti della sua direzione. E credo che della musica italiana non gliene fregasse neanche niente, nella misura in cui non poteva "ridurla" alla sua visione mitteleuropea o ad influenze mitteleuropee; infatti, al netto di Puccini e Verdi (quest'ultimo tutto sbagliato, per me), l'ha frequentata pochissimo. Anche tra i moderni, io ricordo solo compositori che avevano una connessione con la Germania (Maderna, Manzoni, Bussotti, e Petrassi ma solo quello della maturità, credo che Donatoni lo avesse rinnegato). Insomma, non so che altro serve per definire Sinopoli "il più tedesco tra i direttori italiani". 

16 ore fa, Snorlax dice:

Detto questo, non volevo dire che Lo Re sia stato offensivo, anzi. Solo che da un direttore d'orchestra mi aspettavo una riflessione più ponderata rispetto a un musicista del genere e invece mi sono sentito riproporre i soliti luoghi comuni - sebbene, in qualche modo, edulcorati - che spesso serpeggiano intorno al magistero di Sinopoli. Il video è divulgativo e ognuno può avere le posizioni che vuole, ma un po' più di approfondimento non avrebbe guastato.

Scusa Snorly, ma quando un'opinione ci piace è valida e quando non ci piace è un luogo comune? Questo signore fa video divulgativi appunto, mi pare che il suo target è di semplici appassionati, magari meno maniaci di noi, ha detto in due parole semplici quello che pensava, ha pure premesso che il video gli è stato chiesto più volte dai suoi followers e che lui era restio a farlo, secondo me perchè sapeva che avrebbe avuto rotture di balle :D 

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La suite da qui:

NX4533.jpg

1. Notte adriatica 2. Echi dell'Appennino 3. Al chiostro abbandonato 4. Natale campano

Il linguaggio è romantico e vagamente post-impressionista (1906), affine a tante opere del periodo, ma la vena melodica è felice, i toni sono vari e gestiti con una certa levità, un ascolto gradevolissimo per la domenica mattina. E' bello sentire che esisteva un folclorismo anche da noi in Italia, del resto abbiamo suoni e colori non meno caratteristici di altri paesi. edit: anche l'esecuzione mi sembra molto buona!

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20 ore fa, Majaniello dice:

Sinopoli era mitteleuropeo nell'adesione ad un certo modo di fare speculazione attraverso la musica (diciamo che guardava a quelli tipo Furt, perchè c'erano tanti tedeschi molto più pragmatici), Abbado era tedesco in maniera molto più superficiale, per me il suo Bruckner e il suo Mahler sono assolutamente ininfluenti, diciamo che sono un'osservazione esterna di quella musica, non ne colgono mai il carattere intimo. Abbado dell'intellettuale aveva solo la posa, alla fine era un direttore leggero, direi decorativo. In questo però era quasi imbattibile. Se penso ad Abbado penso a Mozart, Schubert, Brahms, e alla musica francese.

Ti conosco dal tono dei tuoi interventi sul forum e capisco lo spirito in cui fai certe affermazioni, che altrimenti mi lascerebbero molto perplesso. Ad esempio, in Bruckner sarebbe molto istruttivo ascoltare in cieco gli esiti (perché alla fine è da quelli che giudichiamo un direttore e un'orchestra...) di Furtwangler e quelli di Jochum, magari sporcando il suono delle registrazioni di quest'ultimo, e vedere quanti in realtà sono capaci di distinguerli, e di fronte ai risultati fare un discorso molto serio sulla cosiddetta tradizione germanica. Vogliamo parlare del Bruckner di Sinopoli e di quello di Abbado, limitatamente alle sinfonie che hanno registrato entrambi ? Beh, sfido tutti a dimostrare che il più "tedesco" dei due non sembri Abbado. Altrettanto istruttivo in altro senso sarebbe prendere una partitura di una sinfonia qualsiasi di Mahler e confrontare fra una qualsiasi registrazione di Bernstein, Tennstedt, Kubelik, Haitink e Abbado, per stabilire chi complessivamente abbia più rispettato quello che c'era effettivamente scritto... ho nominato questi direttori perché i vari Gielen, Bertini, Inbal, Chailly e Tilson-Thomas sono venuti dopo.

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1 ora fa, Majaniello dice:

Riduttivo? ti dirò di più, Sinopoli è l'unico direttore italiano che si sia specializzato con successo in quel repertorio tedesco (Liszt, Wagner, Bruckner, Mahler, Strauss, Schoenberg, Berg, Webern e derivati contemporanei), l'unico che abbia avuto qualcosa da dire in maniera convincente nel repertorio (post-)wagneriano/ (post-)espressionista/ (post-)weberniano, che per sua ammissione rimase il centro del suo interesse musicale e il repertorio dove era più a suo agio. Era molto più tedesco di molti direttori tedeschi che piacciono a me! :D E anche come compositore, almeno nella maturità, aveva quei riferimenti (penso a Lou Salomè). 

Ho specificato quel repertorio perchè tedesco in sé non vuol dire niente, Sinopoli non aveva grande affinità col classicismo, e quindi con Mozart, Beethoven, Mendelssohn, Brahms, certo li ha diretti ma non lo si ricorda certo per quegli autori. A me sembra proprio l'antitesi del direttore di scuola italiana, sia per le modalità di lavoro, che per la sensibilità che per gli esiti della sua direzione. E credo che della musica italiana non gliene fregasse neanche niente, nella misura in cui non poteva "ridurla" alla sua visione mitteleuropea o ad influenze mitteleuropee; infatti, al netto di Puccini e Verdi (quest'ultimo tutto sbagliato, per me), l'ha frequentata pochissimo. Anche tra i moderni, io ricordo solo compositori che avevano una connessione con la Germania (Maderna, Manzoni, Bussotti, e Petrassi ma solo quello della maturità, credo che Donatoni lo avesse rinnegato). Insomma, non so che altro serve per definire Sinopoli "il più tedesco tra i direttori italiani". 

Scusa Snorly, ma quando un'opinione ci piace è valida e quando non ci piace è un luogo comune? Questo signore fa video divulgativi appunto, mi pare che il suo target è di semplici appassionati, magari meno maniaci di noi, ha detto in due parole semplici quello che pensava, ha pure premesso che il video gli è stato chiesto più volte dai suoi followers e che lui era restio a farlo, secondo me perchè sapeva che avrebbe avuto rotture di balle :D 

Continuiamo a non capirci. Il mio intervento riguardava strettamente il video, non le tue opinioni che sono sempre molto ben ragionate e motivate. Il video l'ho trovato piuttosto generico e pressapochista e non perché diverga dal mio pensiero, figuriamoci.

Sinceramente mi sembra una mezza cavolata fare vedere due minuti di estratti di prova e trenta secondi di concerto per poi costruire un discorso che mette in fila quattro banalità. Il fatto poi che i cosidetti pipponi di Sinopoli fossero in qualche modo deleteri in fase di prova di orchestrale mi pare il solito pregiudizio comune a non pochi musicisti: mi ricorda i tempi in cui ero iscritto al conservatorio e frequantavo il corso di storia della musica e la gran parte dei miei compagni si lamentava dell'inutilità della disciplina, discutendo esclusivamente di ance o incrinature. Sinopoli aveva molto da dire e le sue non erano certo masturbazioni intellettuali, ma anzi considerazioni che volevano rendere partecipe gli orchestrali di un mondo che andava condiviso affinché ogni esecuzione si potesse rivelare al meglio.

Poi basta con sta storia del gesto, non tutti sono Monteux o Maazel e il gesto non è tutto (soprattutto anche per Karajan, che evidentemente Lo Re ama molto).

P.s. Ma per parlare di un approccio teutonico si mostra il cofanetto DGG del Nabucco? Mi sembra l'esempio peggiore possibile, visto tutto quello che si poteva esibire...-_-:huh:

 

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29 minuti fa, Snorlax dice:

Il fatto poi che i cosidetti pipponi di Sinopoli fossero in qualche modo deleteri in fase di prova di orchestrale mi pare il solito pregiudizio comune a non pochi musicisti: mi ricorda i tempi in cui ero iscritto al conservatorio e frequantavo il corso di storia della musica e la gran parte dei miei compagni si lamentava dell'inutilità della disciplina, discutendo esclusivamente di ance o incrinature.

A riprova di quanto dici, sono disponibili in rete tantissime prove orchestrali di Bernstein, in cui Lenny non si limitava certo alla tecnica, ma discuteva, anche animatamente, di come intendeva che dovesse suonare una pagina facendo esempi molto immaginifici: ricordo anzi che proprio sul Sacre Lenny era prodigo di indicazioni sul senso poetico della musica che avrebbero fatto inorridire l'autore 😅

La mia impressione è che il rapporto con le orchestre di Bernstein dipendesse moltissimo dalle sue doti umane e dal suo carisma personale, due doni che a Sinopoli forse non erano stati concessi in egual misura.

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2 ore fa, Majaniello dice:

giobar io ti stimo, sul serio, anche quando non siamo d'accordo, però converrai che hai scritto un pistolotto su un video che non hai neanche visto :D

 

Touché :ph34r::lol:
Che poi più tardi è provvidenzialmente saltato un impegno antipatico e ho avuto la possibilità di guardare il video e anche altri di Lo Re. Effettivamente è molto cauto, sottolinea che molti sono gusti suoi e che certi approcci e certi repertori gli garbano poco ma non li maledice a prescindere. Oltre tutto ha fatto anche video simpatici e interessanti e ci ritornerò. Spassoso il suo aneddoto di un Nabucco che dirigeva all'aperto e del fumo di un braciere che improvvisamente, complice un cambio di vento, si diresse nella gola di una cantante impedendole di proseguire. 
Resta il fatto che il giudizio su Sinopoli è sempre un po' appeso a questioni che poco c'entrano con l'esito effettivo. Per dire, è noto il suo rapporto problematico con alcune orchestre. Ebbene, io lo vidi due volte con la Philharmonia, orchestra con la quale non ci furono mai rose e fiori, e gli esiti furono comunque formidabili (Schumann e Brahms in un caso, Ottava di Bruckner nell'altro). 

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51 minuti fa, giobar dice:

Resta il fatto che il giudizio su Sinopoli è sempre un po' appeso a questioni che poco c'entrano con l'esito effettivo.

Ecco, questo mi pare un punto fondamentale, se non il punto. :thank_you2::thank_you2:

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Vivaldi, concerti per violino RV206, 275, 339, 377, 227 e 381 (Ensemble Guidantus / Marco Pedrona, violino e direttore).

CD registrato nel 2006, che presentava al pubblico sei concerti fino ad allora mai incisi su disco. A quanti debba controdediche.

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2 ore fa, giobar dice:

Resta il fatto che il giudizio su Sinopoli è sempre un po' appeso a questioni che poco c'entrano con l'esito effettivo. Per dire, è noto il suo rapporto problematico con alcune orchestre. Ebbene, io lo vidi due volte con la Philharmonia, orchestra con la quale non ci furono mai rose e fiori, e gli esiti furono comunque formidabili (Schumann e Brahms in un caso, Ottava di Bruckner nell'altro). 

Mettiamoci pure parecchio Mahler, fra gli esiti formidabili.

P.S.: l'Ottava Sinopoli non la ha diretta con la Staatskapelle Dresden, come del resto tutto il suo Bruckner?

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Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 28 aprile 2024 20:30
registrato il 14 aprile 2024 nell'Auditorium RAI "Arturo Toscanini" di Torino

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Le domeniche dell'Auditorium 4
La Mole Armonica dell'OSN Rai

Giovanni Antonio Giay : Sinfonia in do maggiore per archi e basso continuo

Giovanni Battista Somis : Concerto in sol maggiore per violino, archi e basso continuo

Gaetano Pugnani : Sinfonia in si maggiore per archi e basso continuo

Antonio Vivaldi : Concerto per due violini, archi e basso continuo RV 517

Jean-Marie Leclair : Suite [d'invenzione] dall'opera Scylla et Glaucus op. 11

-

Decisamente interessante questo mondo di italianizzazione (stilisticamente con irruzione del campestre e del virtuosismo personale) della corte savoiarda. 

Tutto suonato molto sapidamente, di buon animo, senza leziosità-concettualità cortigiana alla francese, seppure mantenendo il tratto infingitore...

(per l'occasione mi sono riletto al volo la vicenda benemerita, d'altri tempi, del salvataggio torinese dei fondi vivaldiani)

Acquisito di concerto:

71o8m37DvNL.jpg

G. Pugnani, Q. Gasparini, G.B. Viotti, G.A. Giay, B. Ottani, L. Somis 
Orchestre des pays de Savoie, Reinhard Goebel
CD 1997 Calliope 794881622528

 

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On 28/4/2024 at 10:34, Majaniello dice:

(ha fatto pure un video dal titolo "Karajan uber alles",

Va beh ma allora non capisce niente...😁😁

°°°°°°

Bruckner

Symphony No. 2

Wiener Philharmoniker

Horst Stein

ab67616d00001e0206f9b1c679eb8b10705465a8

Elettrizzante lettura della Seconda! I pochi dischi Decca di Stein (anni '70) sono davvero tutti belli. Questo è stato doverosamente ristampato dalla Decca australiana, aggiungendo due ouvertures di Weber sempre con i Wiener captate pochi anni dopo, ma parimenti ricche di colori e suggestioni (un vero capolavoro l'orchestrazione di Berlioz dell'Invito alla Danza, trasformato in un poderoso valzer francese di fine impero). Sicuramente tra le mie 2-3 versioni preferite di quest'opera...

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2 ore fa, Ives dice:

Va beh ma allora non capisce niente...😁😁

Ha pubblicato una breve analisi di Lucifer Rising di Anger, merita rispetto! I suoi video sulle colonne sonore sono, in genere, veramente ottimi.

------

Adams: Naive And Sentimental Music: Amazon.co.uk: CDs & Vinyl

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8 minuti fa, Madiel dice:

Ha pubblicato una breve analisi di Lucifer Rising di Anger, merita rispetto! I suoi video sulle colonne sonore sono, in genere, veramente ottimi.

Ma si, era una battuta sulla sua predilezione per Karajan, cosi almeno pare dal titolo del video. Non so chi sia, ho visto solo il video su Sinopoli perchè postato da @Majaniello peraltro l'ho pure parzialmente apprezzato nella sostanza e nella forma.

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7 minuti fa, Ives dice:

Ma si, era una battuta sulla sua predilezione per Karajan. Non so chi sia, ho visto solo il video su Sinopoli.

Ho visto ieri il video su Karajan, fa una attenta analisi del modo di dirigere e concertare la 4a di Schumann. Non ho visto tutti i video in cui ne parla, ma da quel che ho capito dal video "K uber alles" direi che ne ammira la capacità tecnica, artigianale.

Molto interessante il video sulla colonna sonora di Basic Instinct (di un grande Goldsmith), conferma alcune idee che mi ero fatto di recente sulla sua musica dopo aver visto il film.

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27 minuti fa, Madiel dice:

Ho visto ieri il video su Karajan, fa una attenta analisi del modo di dirigere e concertare la 4a di Schumann. Non ho visto tutti i video in cui ne parla, ma da quel che ho capito dal video "K uber alles" direi che ne ammira la capacità tecnica, artigianale.

Allora cosi può starci, a dispetto del titolo roboante che è una prassi consolidata degli youtuber. Indubbiamente l'aspetto tecnico-artigianale, diciamo da grande gourmet del suono, era ed è ancora impressionante. Fermo restando che, applicato a certo repertorio, mi risulta oggi posticcio, ecco perchè nel tempo l'ho parecchio ridimensionato come direttore. Comunque, lo vedrò...su Basic mi tocca rivedere invece tutto il film, giacchè lo ricordo poco e niente, a parte la mitica "accavallata" di Sharon 😁

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1 ora fa, Ives dice:

Allora cosi può starci, a dispetto del titolo roboante che è una prassi consolidata degli youtuber. Indubbiamente l'aspetto tecnico-artigianale, diciamo da grande gourmet del suono, era ed è ancora impressionante. Fermo restando che, applicato a certo repertorio, mi risulta oggi posticcio, ecco perchè nel tempo l'ho parecchio ridimensionato come direttore. Comunque, lo vedrò...su Basic mi tocca rivedere invece tutto il film, giacchè lo ricordo poco e niente, a parte la mitica "accavallata" di Sharon 😁

Io lo volevo (ri)vedere proprio per la mitica accavallata :crazy:  L'avevo visto taaaanti taaaanti anni fa, forse una ventina e più, ma non avevo mai approfondito perché il soggetto non è nelle mie corde. Praticamente questa nuova è stata una visione critica vera e propria. Rivedendolo oggi con orecchio diverso, diciamo così, sono rimasto ammirato dalla colonna sonora di Goldsmith, mi ha "preso" fin dal tema introduttivo, al punto che nel corso della visione mi sono concentrato soprattutto sulla musica. Non la ricordavo proprio così avvolgente ed efficace. Il video di Lo Re mette in luce proprio certi particolari che mi avevano colpito, in particolare i contrasti. C'è anche una citazione nascosta (ma letterale) del primo movimento del Concerto per piano e archi di Shostakovich! :o Non è una questione solo di gambe.... 🤣

Basic Instinct stasera in tv: Sharon Stone schiaffeggiò il regista -  Corriere.it

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7 ore fa, Ives dice:

Bruckner

Symphony No. 2

Wiener Philharmoniker

Horst Stein

ab67616d00001e0206f9b1c679eb8b10705465a8

Elettrizzante lettura della Seconda! I pochi dischi Decca di Stein (anni '70) sono davvero tutti belli. Questo è stato doverosamente ristampato dalla Decca australiana, aggiungendo due ouvertures di Weber sempre con i Wiener captate pochi anni dopo, ma parimenti ricche di colori e suggestioni (un vero capolavoro l'orchestrazione di Berlioz dell'Invito alla Danza, trasformato in un poderoso valzer francese di fine impero). Sicuramente tra le mie 2-3 versioni preferite di quest'opera...

A mio parere Stein fece ancora meglio con la Sesta di Bruckner, ma anche la Seconda è notevole; per la questione relativa alle versioni in questa pagina preferisco Skrowaczewski, mentre invece Eschenbach, che di solito in Bruckner mi piace, nella Seconda registrata a Houston è troppo statico.

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6 ore fa, Florestan dice:

A mio parere Stein fece ancora meglio con la Sesta di Bruckner, ma anche la Seconda è notevole; per la questione relativa alle versioni in questa pagina preferisco Skrowaczewski, mentre invece Eschenbach, che di solito in Bruckner mi piace, nella Seconda registrata a Houston è troppo statico.

A me piace anche nella Sinfonia delle Alpi ristampata qui:

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°°°°

eyJidWNrZXQiOiJwcmVzdG8tY292ZXItaW1hZ2Vz

Grande registrazione questa uscita quest'anno dedicata a Ziani (la prima in assoluto?), compositore d'alta scuola, avventuroso dal punto di vista armonico, con grande padronanza dei processi imitativi, inusuale ricchezza strumentale e spiccata capacità drammatica. Artisticamente figlio di Monteverdi e Cavalli, fu l'ultimo grande protagonista dell'operismo veneziano del XVII secolo, salvo trasferirsi a Vienna all'inizio del secolo successivo, riscuotendo pure lì grandi successi. Questa Morte mi sembra un mezzo capolavoro, e forse non è neanche la sua opera più importante, quindi non chiamatelo minore solo perchè ignorato (almeno fino ad ora) dalla discografia. Due estratti:

 

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Mi sono imbattuto in questo video dove José Cura dirige e duetta il Samson con una mezzosoprano alquanto coinvolta ( anche perché "Dalila" diventa "Eleni"...)

È una cosa fuori ordinanza, un po' eccentrica ma tutto sommato venuta neanche male:

 

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Volevate un tenore bravo?

E' in tedesco, ma chissene... Dixon a mio avviso se la cava benone, un direttore fra i più misconosciuti, con un repertorio enorme e una resa sempre elevata. Purtroppo fece pochi dischi. Un po' di cose - come questa - sono state riprese dagli archivi delle radio tedesche, dove fu attivissimo.
Ripresa dal vivo, mono, di buon livello tecnico, a parte il coro che risulta un po' ovattato.

Sto ascoltando dal disco Audite:

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3 ore fa, Pinkerton dice:

Mi sono imbattuto in questo video dove José Cura dirige e duetta il Samson con una mezzosoprano alquanto coinvolta ( anche perché "Dalila" diventa "Eleni"...)

È una cosa fuori ordinanza, un po' eccentrica ma tutto sommato venuta neanche male:

 

Un confronto con quest'altra? (peraltro mi chiedo come farebbe Cura se il nome della mezzosoprano non fosse un trisillabo...)

 

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A dispetto del titolo, e comunque della scoperta predilezione dell'autore per il grande direttore austriaco, è un bel video incentrato soprattutto sull'aspetto tecnico di alcuni segmenti di una prova (Quarta di Schumann coi Wiener Symphoniker) per ricavarne aspetti generali, e indubbiamentee veri e costanti, sulla concertazione di Karajan. In Karajan, la sollecitazione a vivere l’istante era massima e derivava, secondo me, da qualcosa che nessuno ha mai avuto forte come lui (tranne Toscanini), cioè la concezione drammaturgica della sonorità. Karajan era un fantastico drammaturgo del suono, e questo donava una plasticità impareggiabile alle sue esecuzioni, riuscite o meno. E l'analisi dettagliata ma non pedante, la bellezza del timbro orchestrale sempre nella direzione di colori caldi e bruni, emerge al massimo grado da questa famosa prova (che poi questo seducente armamentario possa essere applicato indistintamente da Bach a Mahler, è un altro discorso...). Buon Primo Maggio a tutti!

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