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Don Carlo alla Scala 7 dicembre 2023


Pinkerton

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Premesso che Chailly è stato eccellente, solo una breve nota sui cantanti: Pertusi con faringite comunque ne viene fuori, Meli corretto ma impersonale, Netrebko e Garanca in declino. Quanto a Salsi rimane il dubbio se sia un baritono "lungo" o un tenore "corto".

 

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23 ore fa, Pinkerton dice:

Premesso che Chailly è stato eccellente, solo una breve nota sui cantanti: Pertusi con faringite comunque ne viene fuori, Meli corretto ma impersonale, Netrebko e Garanca in declino. Quanto a Salsi rimane il dubbio se sia un baritono "lungo" o un tenore "corto".

 

Per fare solo un esempio, restiamo su Luca Salsi, che attualmente è il baritono italiano più accreditato.

Ora, Verdi in un'opera la cui scrittura è alterna e contrastata ( mi si conceda l'eufemismo) scrive comunque qualche pagina memorabile per intensità melodica. Una di queste è l'"Andante mosso" del Marchese di Posa "Carlo ch'è sol il nostro amore". Purtroppo non è ancora disponibile sul tubo la registrazione di Salsi, che canta l'aria con poca espressione, in modo sbrigativo e monocorde. Ora io mi domando: possibile che Salsi non abbia ascoltato e tratto partito da questa esecuzione? ( il fatto che Gobbi, in chiusa  faccia un acuto non bello come quello che fa Salsi in questo caso non ha molta importanza).

 

  

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On 8/12/2023 at 11:39, Pinkerton dice:

Premesso che Chailly è stato eccellente, solo una breve nota sui cantanti: Pertusi con faringite comunque ne viene fuori, Meli corretto ma impersonale, Netrebko e Garanca in declino. Quanto a Salsi rimane il dubbio se sia un baritono "lungo" o un tenore "corto".

Premetto, sono arrivato tardi alla diretta, diciamo alla Canzone di Eboli, e ho seguito quasi fino alla fine. Scene, costumi, regia: noia totale, davvero imbarazzante, quasi a livello del MET, sicuramente gli altri teatri europei ci mangiano in testa. Non è questione di fare una regia moderna, si può fare anche la regia "classica" con qualche straccio di idea, che qua non c'era. Poi questo clichè invecchiato malissimo del palco molto buio, mi ha ricordato certi broadcast di mutiana memoria. Chailly corretto, è un grande direttore ed è uno che le partiture le studia sul serio (non tipo Abbado), ma mi è mancata una visione inconfondibile (che Abbado aveva, ma pure Muti), mi sono mancati i momenti inquietanti o travolgenti, l'ultimo Chailly ha molta attenzione filologica ma ho sempre la sensazione che l'800 non sia il suo. Per diana è un'opera monumentale dove il direttore può fare tante cose. Comunque rimane meglio di molti altri, anche del passato, quindi bene alla fine. 

Cantanti: Garanca in difficoltà "nel giardin del bello", peccato, ma molti mezzo pasticciano quel numero a dire il vero... sì, sta invecchiando pure lei, me ne sono accorto anche io, però che interprete ragazzi! Per me uno dei grandi mezzosoprani degli ultimi 50 anni, probabilmente anche la più interessante sulla scena l'altra sera, diciamo che era anche mortificata dal contesto. Ascoltiamola solo pochi anni fa, quando in Eboli buttava giù i teatri:

Salsi, non capisco Pink se la tua considerazione si riferisce all'estensione o al colore della voce, perchè lo stesso Salsi dichiara di avere una prima ottava così comoda che potrebbe affrontare Lombardi e Oberto, quindi ruoli da basso addirittura. Secondo me è che Salsi non è un baritono tonante, a tale proposito, più che Gobbi forse Salsi avrebbe dovuto ascoltare un po' di più Fischer Dieskau, ho la sensazione che per quello che vorrebbe far lui sarebbe un modello più efficace. Sicuramente è lontano dal naturale spessore umano che aveva Gobbi, e quindi dovrebbe cercare altre strade.

Netrebko, ho da poco recuperato la sua Giovanna D'Arco scaligera, e 8 anni fa era ancora raggiante. Oggi bah, è una consumata professionista ultracinquantenne, con note un po' oscillanti, qualche vizio specie quando scende, ma mi pare addirittura il meno questo (ci siamo sorbiti dive ben più a pezzi)... c'era molto mestiere su un ruolo che forse non sente neanche suo, ecco. La verità? La prima Netrebko era molto efficace nei ruoli di fanciulla innamorata e smarrita, anche chi la scritturava sapeva che lì l'interprete avrebbe dato il meglio, di questa ultima invece non vedo la chiave, dovrebbe elaborare una cifra della maturità se non vuole fare la solita figura del vecchio soprano intrombonito. Sei la Netrebko, inventati qualcosa che non sia fare la Lady Macbeth incazzosa. 

Pertusi se l'è cavata alla grande, considerando l'annuncio dell'indisposizione. Non indimenticabile però sufficientemente comunicativo. Non posso dire la stessa cosa di Meli... il problema di Meli è che secondo me ha già cantato troppo e troppe cose diverse, io l'ho trovato davvero stanco (ed è il più giovane della truppa!), come eccessivamente preoccupato dell'intonazione e del fraseggio, insomma concentrato sul controllo e poco sul personaggio, a momenti mi è sembrato Carreras ma senza la sua spontanea generosità, e secondo me è (o era) più interessante di Carreras, anche solo come intenzioni nel fraseggio. C'è da dire pure che non ha la grandeur interiore che il personaggio richiede (per me non ce l'avevano neanche Bergonzi e Domingo, figuriamoci), l'ho trovato più adatto a certi stereotipi del primo ottocento che magari richiedono meno complessità psicologiche. 

Insomma, non orrido ma complessivamente una gran palla, come tutti i Don Carlo che hanno inaugurato la Scala dagli anni '60 ad oggi, ognuno per motivi differenti direi che non me ne piace nessuno. Dovrebbero finirla di allestire ciclicamente quest'opera (alla Scala almeno), tanto è chiaro che nessuno sa farla come Peppino comanda, il repertorio è grande (oggi più di ieri) e si possono fare tante belle cose con le risorse oggi a disposizione. 

Grande Vizzardelli (per chi ha bazzicato forum operistici un nome conosciuto).

A margine, i miei Don Carlo del cuore... come cast direi questo di Bartoletti a Chicago, anche se si sente abbastanza di merda:

Agli amanti del Verdi alla tedesca direi di dimenticare Karajan e prendere questo qui, che in compenso si sente bene:

Come video sono rimasto abbastanza indietro, da ragazzo mi piaceva questo qui:

0809478013402_0_424_0_75.jpg

In studio Solti, con molti se e ma, per quel che mi riguarda, sul piano della resa dei personaggi (sulla bellezza delle voci niente da dire).

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18 ore fa, Majaniello dice:

 

Salsi, non capisco Pink se la tua considerazione si riferisce all'estensione o al colore della voce, perchè lo stesso Salsi dichiara di avere una prima ottava così comoda che potrebbe affrontare Lombardi e Oberto, quindi ruoli da basso addirittura. Secondo me è che Salsi non è un baritono tonante, a tale proposito, più che Gobbi forse Salsi avrebbe dovuto ascoltare un po' di più Fischer Dieskau, ho la sensazione che per quello che vorrebbe far lui sarebbe un modello più efficace. Sicuramente è lontano dal naturale spessore umano che aveva Gobbi, e quindi dovrebbe cercare altre strade.

 

 

 

Riguardo l'assetto vocale di Salsi, Maja, volevo dire che un vero baritono deve avere il colore baritonale anche nei Fa e nei Sol acuti, note che Salsi fa benissimo: nitide, squillanti, ma di colore tenorile.

Tornando poi all'"Andante mosso", rimprovero a Salsi una certa rozzezza interpretativa. Guardiamo bene Maja: l'aria è una sorta di informativa sullo stato psicologico-affettivo di Carlo, che Posa trasmette a Elisabetta, presente Eboli. Il migliore amico di don Carlo parla di lui alla presenza delle due donne che lo amano.Si è creato un clima affettivo intenso, carico di tensione. Guardiamo anche la struttura metrico-prosodica. Sono due strofe di novenari a rima alternata di eccellente fattura: intense, commosse, esaustive dello stato emotivo di Carlo. Premesso tutto ciò, il brano non può non essere cantato in modo commosso, aderente al testo. Prima ho citato Gobbi che, in discografia, è di riferimento. Ma bravo è anche Piero Cappuccilli che in questa registrazione live sa trovare il giusto colore:

 

 

 

 

 

 

 

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Sulla parte musicale, nulla ho sentito (mai piaciuto questo titolo verdiano, onestamente, e da un pò di anni mi tengo lontano da questo assai stucchevole rituale ormai logoro della prima scaligera). Sulla parte registica, ho visto qualcosa nei momenti clou e posso concordare nel complesso con @Majaniello: regia anonima, mal realizzata, fissa, asfaltata, tetra, buia (ma le hanno pagate le bollette?🙃), pedissequa nel suo seguire la tradizione e non svicolare per altri lidi, ma totalmente inerte e parecchio provinciale, non ci siamo proprio...

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On 11/12/2023 at 09:47, Ives dice:

mai piaciuto questo titolo verdiano

Premetto che la fonte è wikipedia (prendere con le pinze please), sembra che il prossimo anno sia prevista Forza del Destino, e l'anno dopo un'opera che non conosco:

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Bohemian_Girl_(opera)

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22 ore fa, Majaniello dice:

Premetto che la fonte è wikipedia (prendere con le pinze please), sembra che il prossimo anno sia prevista Forza del Destino, e l'anno dopo un'opera che non conosco:

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Bohemian_Girl_(opera)

Beh se la notizia si rivelerà vera, a suo tempo si imporrà il confronto con la versione di riferimento:

 

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