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Majaniello
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Solti non è poi cambiato molto negli anni, il suo "oggettivismo" musicale è rimasto costante, anzi si è acuito con l'età diventando fastidioso cliché (negli ultimi anni tediava musicisti e cantanti con il metronomo elettronico per rispettare pedissequamente i tempi corretti). La morte arrivò quasi inaspettatamente, nel pieno della sua attività concertistica; se non ricordo male la Quinta di Mahler a Zurigo con la locale orchestra del Tonhalle, fu la sua ultima incisione live, invero assai bruttina. Si interessò in vecchiaia a Shostakovich e Stravinsky, non con grandi risultati. Orripilante il suo ultimo Falstaff coi Berliner, rifece pure il Mozart italiano, decentemente. Interessanti alcune prove beethoveniane, più che i concerti. Qui nel 1995 coi Wiener nella sua Hungarian Connection con brani tutti ispirati alla sua terra natia (qui il Berlioz della Marcia Rakoczy, c'erano Bartok, Kodaly, Brahms e il suo vecchio maestro Leo Weiner):

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4 ore fa, Ives dice:

Si interessò in vecchiaia a Shostakovich e Stravinsky, non con grandi risultati. 

Direi anche pessimi, a giudicare dalle registrazioni (nettamente peggiore in Stravinsky). Anche la sua fissa da anziano con Bartok non ha dato buoni frutti (che ne dicano).

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Un pianista che ho amato molto, e che oggi sembra... ehm... posseduto:

per essere satanico è satanico....

Qui un Bach "riscoperto" su pianoforte d'epoca suonato ad una velocità incomprensibile:

 

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3 ore fa, Ives dice:

Wand, invece, più invecchiava e più migliorava. Sarà che per decenni non se lo è filato nessuno ed è stato riscoperto solo quando erà già maturo...

In generale in Bruckner paga la vecchiaia, penso al Celi, Karajan, Maazel e forse molti altri... 

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On 12/1/2023 at 18:23, Majaniello dice:

In generale in Bruckner paga la vecchiaia, penso al Celi, Karajan, Maazel e forse molti altri... 

Vero, si pensi proprio all'ultimo Karajan già malato che risorgeva nelle sinfonie di Bruckner (soprattutto Settima e Ottava) mentre si inabissava nell'ennesimo pesantissimo Requiem di Brahms o nel plumbeo Ballo verdiano. Oltre a una serie ininterrotta di fallimenti discografici tipica degli ultimi anni, con una concezione direttoriale priva ormai di qualsiasi interesse. Forse, oggi non vale più questo teorema, nel senso che i giovani fanno tutto subito. Ultima registrazione live di Colin Davis:

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Mehta invece come è invecchiato? C'è qualcosa di notevole nella sua fase matura o è tutto pilota automatico? 

edit: forse per ottenere una risposta avrei dovuto taggare @Snorlax, grande fan di Zubino.

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On 10/1/2023 at 22:42, Majaniello dice:

Secondo me Madiel ne ha tanti, si diceva di Penderecki qualche giorno fà. 

Per Penderecki direi valga il discorso fatto su Pärt (aggiungerei alla categoria anche Gorecki): più una svolta "New-Ageish" motivata da consapevoli finalità commerciali che non perdita di capacità.

Carter l'ho comunque sempre visto ludico nonostante l'età, non lo metterei comunque nel novero.

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On 19/1/2023 at 17:21, Pollini dice:

Per Penderecki direi valga il discorso fatto su Pärt (aggiungerei alla categoria anche Gorecki): più una svolta "New-Ageish" motivata da consapevoli finalità commerciali che non perdita di capacità.

Carter l'ho comunque sempre visto ludico nonostante l'età, non lo metterei comunque nel novero.

Penderecki era un buon direttore d'orchestra, forse in questo campo andrà rivalutato.

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On 14/1/2023 at 12:25, Majaniello dice:

Mehta invece come è invecchiato? C'è qualcosa di notevole nella sua fase matura o è tutto pilota automatico? 

edit: forse per ottenere una risposta avrei dovuto taggare @Snorlax, grande fan di Zubino.

A malincuore, mi tocca propendere per la seconda ipotesi. Soprattutto negli tarda maturità, le prove del Maestro Mehta, quando va bene, si aggirano sul tenore di un'ordinaria amministrazione. I remakes di incisioni più antiche, vanno dal mediocre all'imbarazzante (ricordo una Quarta  di Bruckner allegata con Amadeus francamente terribile). Sembra che questo direttore abbia perso gran parte dell'interesse nel proprio lavoro, limitandosi a portare a casa la pagnotta. A me spiace molto, visto l'affetto artistico che nutro nei confronti per questo grande professionista del podio, ma il Mehta degli ultimissimi anni non è che la pallida e sbiadita copia di sé stesso...

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