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Cosa state ascoltando ? Anno 2023


Madiel

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12 ore fa, Madiel dice:

Mai sentita questa Sonata, in effetti la parte pianistica del grande Szymanowski non l'ho mai indagata (se si esclude la 4a Sinfonia). Dalla descrizione direi che il pezzo sia nello stile della coeva 2a Sinfonia, con i suoi sviluppi pesanti e l'orchestrazione enfatica.

Esatto, è del periodo "tedesco", chiamiamolo così.

12 ore fa, Madiel dice:

Ho ancora parcheggiata la corposa e magnifica biografia di van Moere da leggere, con le sue precise analisi di tutta la produzione del grande polacco, prima o poi dovrò decidermi a leggerla e a occuparmi della musica pianistica.

Scommetto che non è in italiano... :(

12 ore fa, Madiel dice:

Ottimo il 6° Concerto, se non ricordo male lo incise proprio l'autore con la Weber per DG. Dovrebbe esserci il cd in qualche raccolta. 

Ho trovato solo questo:

DG-139379SLPM_BIG.jpg

ristampato in una raccolta dedicata a Kubelik: 

s-l500.jpg

Quasi quasi poi me l'ascolto.

PS: la Weber per DG ha inciso le Bagatelle op. 5. 

 

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31 minuti fa, Majaniello dice:

Esatto, è del periodo "tedesco", chiamiamolo così.

Scommetto che non è in italiano... :(

No, è in francese! Fa parte della magnifica collezione di Fayard dedicata ai compositori classici. Avevo in progetto di comprarla quasi tutta, ci sono parecchie monografie dedicate al '900, ma diversi volumi costano parecchio. Prossimo obiettivo quella monumentale di Halbreich! :o

31 minuti fa, Majaniello dice:

Ho trovato solo questo:

DG-139379SLPM_BIG.jpg

ristampato in una raccolta dedicata a Kubelik: 

s-l500.jpg

Quasi quasi poi me l'ascolto.

PS: la Weber per DG ha inciso le Bagatelle op. 5. 

 

Eh, infatti ricordavo male! Comunque, Tcherepnin era un ottimo pianista e avrà suonato benissimo i suoi concerti.

----

Passo alla Frescobalda, tutta bona e tutta calda :cat_goofy:

A tutti!

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1 ora fa, Madiel dice:

Eh, infatti ricordavo male! Comunque, Tcherepnin era un ottimo pianista e avrà suonato benissimo i suoi concerti.

E invece non ricordi male, ne parla Hurwitz:

The Sixth Piano Concerto was written for the Swiss pianist Margrit Weber who recorded the work for Deutsche Grammophon with Rafael Kubelik and the Bavarian Radio Symphony Orchestra. Needless to say, that performance has been unavailable since the 1970s...

Il fatto è che, cercando sul web, questo disco sembra non esistere. La Weber ha registrato con Kubelik la Fantasia concertante di Martinu (altro pezzo dedicato a lei), mentre le Bagatelle per piano e orchestra di Tcherepnin le ha incise con Fricsay. Forse a confondersi è stato Urvizzo. 

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3 ore fa, Majaniello dice:

E invece non ricordi male, ne parla Hurwitz:

The Sixth Piano Concerto was written for the Swiss pianist Margrit Weber who recorded the work for Deutsche Grammophon with Rafael Kubelik and the Bavarian Radio Symphony Orchestra. Needless to say, that performance has been unavailable since the 1970s...

Il fatto è che, cercando sul web, questo disco sembra non esistere. La Weber ha registrato con Kubelik la Fantasia concertante di Martinu (altro pezzo dedicato a lei), mentre le Bagatelle per piano e orchestra di Tcherepnin le ha incise con Fricsay. Forse a confondersi è stato Urvizzo. 

Ero certo di averlo visto quel disco, non sapevo nulla dell'intervento di Urvizzo! :huh: Se questa incisione non esiste, allora forse io e Urvizzo siamo vittime di qualche misterioso "effetto Mandela" :blink:

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10 ore fa, Madiel dice:

Ero certo di averlo visto quel disco, non sapevo nulla dell'intervento di Urvizzo! :huh: Se questa incisione non esiste, allora forse io e Urvizzo siamo vittime di qualche misterioso "effetto Mandela" :blink:

Allora magari sono io che non so cercare :D

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jaquette-CD-6-redecoupe.jpg

Disco piuttosto fresco uscito qualche mese fa, ci regala l'integrale delle canzoni (nell'ultima revisione del 1634), già incise in diverse occasioni ma poche volte nella loro completezza. Trattasi di brani strumentali di breve durata e dai caratteri più disparati, per uno/quattro voci e continuo, caratterizzati dal classico contrappunto frescobaldiano. Gli arrangiamenti, come accade in questo repertorio, cambiano moltissimo da un'interpretazione all'altra. Sicuramente La Guilde des Mercenaries offre una tavolozza ricca di colori, che cerca un equilibrio tra i toni caldi e scuri (dulciana, viola, trombone) e quelli più alti e cristallini (violino, cornetto, flauto). L'esecuzione pende verso uno stile francese dal fraseggio smussato e un po' malinconico, grande attenzione all'impasto timbrico e ritmo relegato al fondo (il continuo a volte è piuttosto indietro, e quando è avanti è molto liquido/schitarrante). Il risultato è simile al disco di Cocset su Alpha. Non necessariamente un male, ma a momenti sembra più musica di Marin Marais :D 

Benchè sia meno aggiornata sul piano filologico (pur essendo hip!) alla fine preferisco la vecchia esecuzione (anni '90) de Il Viaggio Musicale, più austera e confidenziale negli arrangiamenti, dal fraseggio più lineare che privilegia la chiarezza, e con un continuo più protagonista e meno ripieno, a segnare il passo della musica. Peccato che il vol. 1 sia oop (e introvabile pure in streaming). Non conosco l'edizione Brilliant, anche se a me quella serie tendenzialmente non convince e quindi manco c'ho provato. Come selezioni, conosco pure Musica Fiata, vecchio disco anni '90 su DHM caratterizzato da arrangiamenti molto orientati verso gli ottoni, stile Gabrieli, e quella graziosa e medievaleggiante dell'Ensamble Hypothesis su Tactus, caratterizzata dal suono del flauto dolce.  

NjAtNzkzMS5qcGVn.jpeg

 

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Molto bella questa recentissima Fantastica hip (c'è l'oficleide, le trombe senza valvole e tutta una serie di accorgimenti tecnici desunti dalla prassi esecutiva dell'poca) di Gardiner, luminosa, materica, ricca di dettagli ma anche piena di poesia e nostalgia (la Scena nei campi). A parte la stramberia che a 6:10 l'orchestra (gli archi) grida: Allez! Allez!!! 🤨

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Rai Radio3 Suite - Il Cartellone, 2 febbraio 2023 20:30
In diretta dall'Auditorium Rai "Arturo Toscanini" di Torino

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Concerto n. 11

Fabio Luisi, direttore
Alessandro Taverna, pianoforte

[1] Richard Strauss :
Burleske in re minore
per pianoforte e orchestra

[2] Richard Strauss :
Eine Alpensinfonie, op. 64
poema sinfonico

-

Sempre speciali in qualità le trasmissioni da Torino 🙂

[1] Curiosa la resa insieme composta e gioiosa, così acuta, nel senso, strano, di spigolosa ma certo anche di intellettiva, della burlesca straussiana.

[2] Splendida intervista... L'immersione nella Natura e ...come uscirne ("come uscire da questa esperienza" (Fabio Luisi)) [e io ho inteso: intellettivamente]: wow 🙂 Grande attesa per la direzione di questa meravigliosa, quel tanto sperduta e invocante, pagina.

[la resa] Rapida, ricolma di presenze autonome ma non offensive, anzi affascinanti: gli strumenti ricchi e saldi, e distaccati meravigliosamente: direi una riproposizione di tratto festoso, di dato classico, più d'eleganza che di stemperarsi (tardo)romantico: sì, un poco avventurosa, ma non ermetica (come pure la si può normalmente ben insistere): il quadro ne viene a colori saturi, vintage nel senso di polaroid... e il discorso quindi aperto e familiare seppure nella sua integra incertezza dall'inizio alla fine 🙂 ...se dicevo che mi sono andato molto divertendo, nella misura olimpica comunque garantita, facevo prima 🙂

 

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13 ore fa, Majaniello dice:

Pure io in Sudamerica:

 

Bella esecuzione con il pianista che ne curò la prima mondiale nel 1961! Controllando i dati di questa, però, notavo il nome del dimenticato direttore americano Howard Mitchell e cercando on line qualcosa di questo signore trovo una sfolgorante 5a di Shostakovich ! Incisione del 1959 in technicolor :o

 

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9 ore fa, Madiel dice:

Bella esecuzione con il pianista che ne curò la prima mondiale nel 1961!

L'ho scelto apposta per andare sul sicuro! 

Mi è venuta voglia di riascoltare la Concord, devo dire che non immaginavo ci fossero così tante incisioni! Sui soliti siti ci sono degli approfondimenti in cui se ne recensiscono un po', ma su charlesives.org ne sono elencate un mucchio. Alla fine ho ascoltato le improvvisazioni su Emerson registrate da Ives stesso, per la prima volta con la dovuta attenzione e non come mera curiosità, ed è interessante perchè suonano molto... come dire... in uno stile "cosmico" alla Scriabin. L'edizione che ho ascoltato di più, tra le poche che conosco, è invece quella di Lubimov (l'ultima live non la prima), molto beethoveniana, o comunque di una certa solidità (e solennità) europea. Mi toccherà cercare qualcosa di "ivesiano", perchè anche Kirkpatrick, grandissimo e dallo swing più propriamente americano, mi sembra ancora troppo cristallino ed estroverso. Qui però voglio sentire anche @Ives

Hamelin, oltre ad essere interprete, è anche un collezionista di Concord: 

This is one piece where I used to collect every single recording that I could get my hands on. I had a large majority of what was done. There have been at least two dozen recordings of it, you know that? Some of them were never reissued on CD. Like Tom Plaunt, who was a faculty member at McGill, a man named George Pappastavrou, that’s an early CRI recording. Who else… Aloys Kontarsky was never reissued, either. A short time after I got the Kirkpatrick, I salivated over getting that recording. A friend of my father’s who lived in New York got it for me while it was still in print in the mid ’70s and sent it to me. So it was one of the first recordings of it I ever got. But it’s very German. Germans tend to treat Ives like this ferocious avant-gardist, you know. But Ives was a poet, for godsakes. He was a lover of nature.

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10 ore fa, Majaniello dice:

Qui però voglio sentire anche @Ives

La Concord è un monumento pianistico inarrivabile, che sfocia in un materismo sonoro che si plasma tutto intero fuori della tradizione pianistica. Musica solo apparentemente familiare e tuttavia altra e diversa allo stesso tempo. Le incisioni dello stesso Ives sono molto interessanti perchè restituiscono proprio questo tipo di approccio ma anche come di qualcosa di "improvvisato". Kirkpatrick va sentito, universalmente noto come uno degli interpreti maggiori della musica pianistica di Ives. Gilbert Kalish pure è validissimo e storico (Nonesuch). Per dischi più recenti in studio e più sonicamente curati, direi Hamelin (New World, poi incisa pure per Hyperion, ma meglio la prima) e Aimard (Erato abinata con alcune songs). Molto apprezzata anche la versione del compositore Easley Blackwood (Cedille), recentemente scomparso, ma mai sentita (con la sonata coplandiana).

Marc-Andre Hamelin

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14 minuti fa, Ives dice:

Kirkpatrick va sentito, universalmente noto come uno degli interpreti maggiori della musica pianistica di Ives. Per dischi più recenti in studio e più sonicamente curati, direi Hamelin (New World, poi incisa pure per Hyperion, ma meglio la prima) e Aimard (Erato abinata con alcune songs).

Di Kirk conosco la prima storica, che è molto spontanea e un po' jazzata, molto bella. C'è anche una seconda incisione degli anni '60. Conosco Hamelin-Hyperion, lo apprezzo come pianista e credo sia ben più che un megavirtuoso, però mi pare sempre un po' freddo, sarà anche colpa del suono brillante che produce e del suo essere molto attento al dettaglio. Aimard proprio no, se lo conosco farà la solita cosa gelida e iperestetizzata, mi vorrei allontanare da quell'idea e provare qualcosa di più romantico e meno europeo, di trascendente in senso ivesiano.

Pareri contrastanti ho letto su tale Philip Mead, Gramophone e musicweb lo consigliano, Distler di classicstoday lo stronca (ma ammette che la sua preferita è quella di Kontarsky, di gusto sicuramente modernista). Si parla bene dell'edizione Naxos. Easley Blackwood è in effetti un altro nome ricorrente, e sembra un buon suggerimento. Insomma, c'è da perderci la testa! 

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23 minuti fa, Majaniello dice:

Di Kirk conosco la prima storica, che è molto spontanea e un po' jazzata, molto bella. C'è anche una seconda incisione degli anni '60. Conosco Hamelin-Hyperion, lo apprezzo come pianista e credo sia ben più che un megavirtuoso, però mi pare sempre un po' freddo, sarà anche colpa del suono brillante che produce e del suo essere molto attento al dettaglio. Aimard proprio no, se lo conosco farà la solita cosa gelida e iperestetizzata, mi vorrei allontanare da quell'idea e provare qualcosa di più romantico e meno europeo, di trascendente in senso ivesiano.

Pareri contrastanti ho letto su tale Philip Mead, Gramophone e musicweb lo consigliano, Distler di classicstoday lo stronca (ma ammette che la sua preferita è quella di Kontarsky, di gusto sicuramente modernista). Si parla bene dell'edizione Naxos. Easley Blackwood è in effetti un altro nome ricorrente, e sembra un buon suggerimento. Insomma, c'è da perderci la testa! 

Vedi pure cosa riesci a trovare su Spotify. Kontarsky mai sentito e forse neanche riversato in CD. Philip Mead onestamente non so chi sia. La DG l'aveva in catalogo suonata da Roberto Szidon.

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12 ore fa, Majaniello dice:

Di Kirk conosco la prima storica, che è molto spontanea e un po' jazzata, molto bella. C'è anche una seconda incisione degli anni '60. Conosco Hamelin-Hyperion, lo apprezzo come pianista e credo sia ben più che un megavirtuoso, però mi pare sempre un po' freddo, sarà anche colpa del suono brillante che produce e del suo essere molto attento al dettaglio. Aimard proprio no, se lo conosco farà la solita cosa gelida e iperestetizzata, mi vorrei allontanare da quell'idea e provare qualcosa di più romantico e meno europeo, di trascendente in senso ivesiano.

Pareri contrastanti ho letto su tale Philip Mead, Gramophone e musicweb lo consigliano, Distler di classicstoday lo stronca (ma ammette che la sua preferita è quella di Kontarsky, di gusto sicuramente modernista). Si parla bene dell'edizione Naxos. Easley Blackwood è in effetti un altro nome ricorrente, e sembra un buon suggerimento. Insomma, c'è da perderci la testa! 

Ho conosciuto la Sonata attraverso l'incisione storica di Kirkpatrick, bellissima e ostica: ispirata, entusiasta e senza compromessi. Bella quella di Hamelin e pure quella di Blackwood, diversissime tra loro. Ho letto cose molto belle sull'esecuzione di Donna Coleman. Bella, a mio parere, pure l'esecuzione di Drury presente sul tubo, piena di fede e "guadagnata" con disciplina.  La musica della Concord trovo che ispiri e ammetta scelte personali molto forti e diversificate. Conosco pochi pezzi in grado di mutare completamente faccia in tale misura sotto le dita di pianisti diversi, ma ammetto che per me il pianoforte rimane un oggetto misterioso (faccio fatica ad elaborare molti commenti informati sulle esecuzioni pianistiche e vado un po' ad istinto). Quando ero ragazzo la Concord in conservatorio era un oggetto mitico e mistico, grazie anche a Massimiliano Damerini che allora la portava in giro per il mondo e che ne alimentava il mito. E' materia sovrabbondante e cangiante, forse inesprimibile attraverso l'ambizione a qualche tipo di completezza. Impone scelte e non si lascia ridurre all'inserimento pacifico nel repertorio da valigia (come ogni brano di grande musica, d'altronde). Ammetto, amo questo pezzo e lo ascolto sempre con la curiosità del primo ascolto: un brano che si ascolta sempre come nuovo ed eternamente contemporaneo.

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10 ore fa, Pollini dice:

Ravel, L'enfant et les sortilèges.

A quanti debba controdediche.

a me non le devi ma me la prendo, una delle mie opere preferite e uno dei miei lavori di Ravel preferiti 🥰

io su radio classica ascolto la Tragica di Schubert con la Chamber Orchestra of Europe diretta da Abbado. Lenta come la deriva dei continenti. Mi sa che spengo prima del secondo movimento....:cat_shocked:

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Schönberg in the third of his piano pieces has probably come nearer than anyone to treating the piano in a new way with the exception of the very remarkable Dutchman, Bernard van Dieren. [...] An artistic figure of complete independence, proudly yet naturally aloof, it was impossible to label him with the Impressionists, Neo-Impressionists, atonal, Schönbergian, linearcontrapuntal labels […]. He was thus a source of constant irritation and annoyance to those who regard the existence of any independent artistic personality whom they cannot pigeonhole and label, as a personal affront. [He was] one of the most remarkable artistic personalities of this or of any other age […], so vast the scope and grasp of his prodigious intellect, so profound his knowledge in the most widely diversified and disparate fields, that to find others of his order one has to go to such superhuman men of the Renaissance as Leonardo da Vinci or Michelangelo Buonarotti. 

@Madiel vediamo se indovini chi lo disse.

 

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4 ore fa, Majaniello dice:

Schönberg in the third of his piano pieces has probably come nearer than anyone to treating the piano in a new way with the exception of the very remarkable Dutchman, Bernard van Dieren. [...] An artistic figure of complete independence, proudly yet naturally aloof, it was impossible to label him with the Impressionists, Neo-Impressionists, atonal, Schönbergian, linearcontrapuntal labels […]. He was thus a source of constant irritation and annoyance to those who regard the existence of any independent artistic personality whom they cannot pigeonhole and label, as a personal affront. [He was] one of the most remarkable artistic personalities of this or of any other age […], so vast the scope and grasp of his prodigious intellect, so profound his knowledge in the most widely diversified and disparate fields, that to find others of his order one has to go to such superhuman men of the Renaissance as Leonardo da Vinci or Michelangelo Buonarotti. 

@Madiel vediamo se indovini chi lo disse.

 

Conoscendoti, forse il grande Igor, ma non ricordo abbia scritto qualcosa del genere tradotto in italiano :cat_lol:

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Appena arrivato il triplo Wergo dedicato a Zimmermann, e si inizia male: tanti euro spesi per un cofanetto in cartone plasticato e copertine di cartone! Inutile mania, quella odierna, del "green" se poi il prezzo è identico a quello di un cofanetto in plastica (che io preferisco). Della serie: quando le etichette prendono per il c*** i propri clienti (Bis in primis, tanto per citarne una). Nel caso specifico, solo il libretto è congruo, come tradizione della Wergo. Per le incisioni vedremo che dire, quando le avrò sentite tutte. Per adesso, questo primo assaggio è ottimo, ma la concorrenza riguardante la Sinfonie in einem Satz è forte: la stessa Wergo ne ha in catalogo un'altra incisione eccellente della versione originale, pubblicata pochi anni fa.

Zimmermann: Sinfonia in un movimento (2 versione, 1953)

WDR Sinfoniorchester, Holliger

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