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Cosa state ascoltando ? Anno 2023


Madiel

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Rai Radio3 in collaborazione con la Presidenza della Repubblica e con Rai Quirinale
I Concerti del Quirinale, 19 novembre 2023 11.50
in diretta dalla Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale, Roma

Quintetto Reger dell'OSN Rai
(Enrico Maria Baroni, Matteo Ruffo, Elisa Schack, Federico Maria Fabbris, Eduardo Dell’Oglio)

Elliott Carter : Quintetto per clarinetto e quartetto d'archi (2007)

Wolfgang Amadeus Mozart : Quintetto per clarinetto e quartetto d’archi KV 581 (1789)
- Allegro
- Larghetto
- Minuetto e trio
- Allegretto con variazioni

-

E. Carter a Palazzo Quirinale: d'accordo l'emozione ma secondo me troppo nuda (carente d'espressione) l'interpretazione da parte dell'ensemble Reger di una sonata così umorosa ma anche nel gusto della profondità e non solo timbrica, ma almeno timbrica, per una pagina così coinvolgente, laddove il clarinetto moderno si è evoluto purtroppo in sghignazzo egotico: da dirla proprio scritta in contrasto a tale deriva.

Da cui l'apprezzamento anche per un KV 581 di evidente ricerca 1789 di collocazione espressiva di una voce originale per vaghezza, e non trivialità, nell'estensione eccezionale. Ne avrei preferito un approccio interpretativo più vivaldiano nel creare ambiente anzi ricreare, cioè di brillantezza e presenza di ciascun elemento.

In ogni caso un programma di ideazione molto felice.

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Leggerezza, brillantezza, virtuosismo, c'è un pò di tutto in questa ottima esecuzione targata HM su strumenti d'epoca (piano d'epoca, quasi un fortepiano; corde di budello e quant'altro); peccato che i lavori in sè siano davvero poca roba. Un Mendelssohn ancora troppo derivativo e in cerca di se stesso...del doppio concerto celebre la registrazione con Kremer e la Argerich (e la COE) targata DG.

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On 20/11/2023 at 11:39, Ives dice:

Un Mendelssohn ancora troppo derivativo e in cerca di se stesso...del doppio concerto celebre la registrazione con Kremer e la Argerich (e la COE) targata DG.

Ma non era con la Orpheus? E' un cd che ho a casa, ma se l'ho ascoltato una volta è anche tanto, visto il mio amore per Mendelssohn...:wacko::wacko:

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Olivier MESSIAEN
Vingt Regards sur l'Enfant Jésus

Jean-Rodolphe Kars, pianoforte

Esecuzione live straordinaria per intensità, comprensione architettonica del ciclo, dominio tecnico. Uno dei più bei dischi per pianoforte sentiti negli ultimi tempi. Lo stesso Kars, onestamente, dà conto nelle note di una piccola défaillance mnemonica nel n. 6, con l'omissione di alcune battute. 

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E dopo l'epico oratorio Nagasaki di Schnittke (primo ascolto), lavoro giovanile tutto sommato ben fatto e pure poco retorico per essere del 1958, passo a 

Bussotti: La Passion selon Sade, extraits de concert (1979)

varii solisti diretti da Marcello Panni

Trenta minuti di scricchiolii, fruscii, sospiri, orgasmi e vocalizzi senza senso, frammenti vari per voci e strumenti sparsi ad cazzum, il tutto immerso (quando va bene) in un prezioso tappeto sonoro allucinato, direi surreale. I rimandi sacri sono ridicoli, più che altro riguardano la rappresentazione scenica. Alla fine, ci si chiede il perché di tanto agitarsi. La materia sonora è quasi assente, il tutto è praticamente privo di qualsiasi razionalità costruttiva, emotiva, psicologica. Trovata sempre incredibile la fama musicale, per altro relativa, di Bussotti. Niente a che fare, neanche di lontano, con lo sperimentalismo con le palle di Maderna, Berio o Ligeti. Alea totale, note in libertà, anarchia completa anche nella comprensione del pezzo. Boh :cigar: Forse la partitura non va ascoltata ma solo  appesa alla parete, per lo meno l'autore era un discreto grafico :cat_lol:

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20 minuti fa, il viandante del sud dice:

 

 

@Madiel

Ottimo acquisto, viandante! Disco poco comune, e pure tra i meno noti della serie Entartete Musik, ce l'ho anche io in collezione. Tra l'altro, la 1a Sinfonia, seppure non originalissima, è la migliore delle tre o quattro scritte da Rathaus. La più radicale ed espressionista, quando ancora il povero compositore, prima di finire esule in USA senza un soldo, poteva permettersi di scrivere come voleva. Anche più bello il balletto L'ultimo Pierrot. Dopo il 1934 lo stile di Rathaus divenne più lineare e classicheggiante, ma anche più povero di contenuti e non sempre convincente, per motivi contingenti fu costretto ad adattarsi ai gusti del pubblico americano e dei committenti. Resta, comunque, un buon autore per lo più dimenticato in tutte le sue fasi stilistiche, le incisioni della sua musica sono rare.

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11 minuti fa, Madiel dice:

Ottimo acquisto, viandante! Disco poco comune, e pure tra i meno noti della serie Entartete Musik, ce l'ho anche io in collezione. Tra l'altro, la 1a Sinfonia, seppure non originalissima, è la migliore delle tre o quattro scritte da Rathaus. La più radicale ed espressionista, quando ancora il povero compositore, prima di finire esule in USA senza un soldo, poteva permettersi di scrivere come voleva. Anche più bello il balletto L'ultimo Pierrot. Dopo il 1934 lo stile di Rathaus divenne più lineare e classicheggiante, ma anche più povero di contenuti e non sempre convincente, per motivi contingenti fu costretto ad adattarsi ai gusti del pubblico americano e dei committenti. Resta, comunque, un buon autore per lo più dimenticato in tutte le sue fasi stilistiche, le incisioni della sua musica sono rare.

La sinfonia mi è piaciuta parecchio, con quel suo clima decadente, ma non morboso come Schreker o disperato come Mahler. Mi è sembrata quasi una colonna sonora (e si che poi in America lui ha scritto anche colonne sonore).

Ho altri lavori di questo compositore e voglio continuare l'approfondimento. La Dux sta pubblicando diversi cd di opere da camera, se può interessarti.

La serie Entartete Musik è strepitosa, peccato si sia interrotta (come tante altre, del resto).

P.S: conosci la musica di Gottfried von Einem? 

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2 ore fa, il viandante del sud dice:

La sinfonia mi è piaciuta parecchio, con quel suo clima decadente, ma non morboso come Schreker o disperato come Mahler. Mi è sembrata quasi una colonna sonora (e si che poi in America lui ha scritto anche colonne sonore).

Ho altri lavori di questo compositore e voglio continuare l'approfondimento. La Dux sta pubblicando diversi cd di opere da camera, se può interessarti.

La serie Entartete Musik è strepitosa, peccato si sia interrotta (come tante altre, del resto).

P.S: conosci la musica di Gottfried von Einem? 

Sì, anche piuttosto bene. Rispetto a Rathaus esistono diversi dischi, almeno tre opere liriche principali della sua abbondante produzione teatrale. La migliore in assoluto è Dantons Tod (1947), il suo primo successo. Per il resto, si trovano in cd diversi lavori sinfonici, quartetti, lieder e pezzi pianistici, c'è quasi l'imbarazzo della scelta e rispetto alla sua poca importanza storica è veramente troppo. Un neoclassico con qualche momento neoromantico molto viennese (si ispirò a Schubert, J. Strauss e Bruckner). Rispetto ai primi lavori degli anni quaranta-cinquanta che erano abbastanza avventurosi sulla scia dell'oggettivismo e la tonalità allargata del suo maestro Blacher, poi è andato peggiorando con uno stile sempre più arido, ripetitivo, semplificato e reazionario (per sua deliberata scelta, non per mancanza di talento, aveva idee estetiche assai discutibili). A parte un paio di opere liriche (Dantons Tod e Der Prozess) che ai loro tempi furono molto apprezzate ed eseguite nel circuito tedesco, non vale la pena perderci tempo.

Ricambio con

Sorabji:  Rapsodie espagnole di Ravel trascritta per pianoforte (1945)

M. Habermann, pianoforte

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Johann Samuel ENDLER
Ouverture in re maggiore per tre trombe, timpani, oboe, violino e archi

Reinhold Friedrich, Yosemeh Adjei, Laura Vukobratovich, trombe
Cappella Istropolitana
Holger Speck

Uno dei tanti bravi compositori che nel 700 popolavano le cappelle musicali delle corti tedesche. Nello specifico, Endler lavorò molto presso la ricca corte di Darmstadt e successe a Graupner (il musicista meglio retribuito della prima metà del 700, almeno in Germania) come maestro di cappella quando quest'ultimo dovette lasciare l'incarico per motivi di salute. La sua musica si contraddistingue per la ricchezza dei colori e dei timbri, con grande risalto dei fiati, e per la fantasia strutturale delle sue composizioni strumentali.

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Eccellente versione (MTT, di cui urge un box onnicomprensivo del periodo RCA ma pure DG, la registrò ben due volte!) di un lavoro giovanile mahleriano ancora fragile e confuso, che mai ho digerito benissimo. Qui viene proposta la prima versione, quella integrale, a cui seguì poi una scrupolosa revisione vent'anni dopo (è fuor di dubbio che le parti prolisse siano davvero molte e anche i lieder ben poca cosa rispetto ai successivi), incisa live da Boulez. Registrazione praticamente perfetta, orchestra e coro survoltati, direttore totalmente in controllo della abnorme massa sinfonica, solido quartetto di cantanti molto ben assemblato. @Snorlax

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12 ore fa, Endymion dice:

 

Bellissime. Sulla carta, almeno nelle intenzioni dell'autore, dovrebbero essere riflessioni sul mondo pianistico di Schumann. Meno male che lo dice l'autore, perchè all'ascolto, in realtà, di Schumann non c'è niente di niente. Più che fantasie, sono incubi notturni allucinati, molto urbani, anzi molto "newyorkesi", come tutta la musica di Carter: silenzi, sospiri, grida, rumori, auto, sirene, treni. Resta un pezzo molto difficile e composizione tra le più significative del repertorio americano (ma non solo) per il pianoforte.

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30 minuti fa, Vigione dice:

mi sono imbattuto in questo compositore turco di nome Saygun, qualcuno lo conosce?

 

Se n'è parlato più volte nel forum. Prova con la capricciosissima funzione "cerca": se ne ha voglia, magari ti restituisce qualche risultato. Ad ogni modo è il maggiore compositore turco. Molto sensibile ad influenze modernistiche e agli autori (come Bartok o Kodaly) attenti alla valorizzazione del patrimonio musicale etnico. Un autore importante. Anche Hurwitz, in un suo video di pochi giorni fa, inserisce le sue sinfonie fra i cicli importanti di autori non notissimi. 

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