Jump to content

Cosa state ascoltando ? Anno 2023


Madiel

Recommended Posts

1 minuto fa, Florestan dice:

Su Amazon Italia ho trovato questa:

71BjiwaD0xL._SL1400_.jpg

Il finale scelto da Chailly qui è quello di Berio, ma tra i melomani (che sono per la stragrande maggioranza dei tradizionalisti) molti preferiscono quello di Alfano.

Questa sarebbe interessante, ma è solo in dvd o in video, e io non seguo il genere. Tra l'altro, è la stessa messa in scena ripresa nella brutta copertina dell'ultimo cd che ho preso. Già fa schifo così, figurarsi due ore di orrenda scenografia :cat_sad:

Link to comment
Share on other sites

  • Replies 1.3k
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

Chailly, come già scrivevo sopra, sta facendo un lavoro filologico con Puccini che è molto interessante e che è inedito per un grande teatro quale dovrebbe essere la Scala (quest'anno credo tocchi a La Rondine). L'approccio di Sinopoli, Maazel e dello stesso Karajan era il solito, ossia molto arbitrario. E' stato utilissimo per scrollare da quest'autore quella patina di sciatteria romantica da reazionariato di primo novecento, però bisogna sempre tener presente che abbiamo a che fare con visioni molto personali della musica di Puccini (che a volte "non sembra neanche Puccini" come ha detto qualcuno). Oggi gente come Chailly e Pappano credo provi ad unire analisi, modernità e slancio; io - che conosco già le interpretazioni storiche - acquisterei loro, se mai mi venisse l'idea di ricomprarmi un lettore dvd :D 

7 ore fa, Florestan dice:

i melomani (che sono per la stragrande maggioranza dei tradizionalisti)

Torno sull'argomento perchè mi interessa la questione sociologica. Il pubblico dell'opera è oggi molto eterogeneo, fino a poco tempo fa, sul web, c'era un riferimento fortemente conservatore (Corriere della Grisi), uno fortemente progressista (Operadisc), e uno più vario e generalista (Operaclick, la madre di tutte le piattaforme d'opera). Oggi i forum non tirano tanto più, ma ci sono diversi siti italiani che seguono la lirica in maniera assai poco preconcetta (Gbopera, Operalibera, Connessi all'opera ecc). Per dire che il melomane dell'era di internet (cioè quello degli ultimi vent'anni) ha già un profilo diverso da quello di cinquant'anni fa, che collezionava i vinili della Tebaldi. L'idea che mi sono fatto è che quel genere di melomane che citate tu e Madiel si stia estinguendo (nel senso letterale, man mano che invecchiano muoiono), è un processo inevitabile che in Italia è solo più lento perchè noi italiani siamo a maggioranza conservatrice. E poi siamo pieni di anziani! Chi vorrà vedere ancora, tra qualche anno, la Boheme di Zeffirelli? chi si comprerà "Il teatro d'opera in disco" di Celletti? credo nessuno. 

Link to comment
Share on other sites

46 minuti fa, Majaniello dice:

Torno sull'argomento perchè mi interessa la questione sociologica. Il pubblico dell'opera è oggi molto eterogeneo, fino a poco tempo fa, sul web, c'era un riferimento fortemente conservatore (Corriere della Grisi), uno fortemente progressista (Operadisc), e uno più vario e generalista (Operaclick, la madre di tutte le piattaforme d'opera). Oggi i forum non tirano tanto più, ma ci sono diversi siti italiani che seguono la lirica in maniera assai poco preconcetta (Gbopera, Operalibera, Connessi all'opera ecc). Per dire che il melomane dell'era di internet (cioè quello degli ultimi vent'anni) ha già un profilo diverso da quello di cinquant'anni fa, che collezionava i vinili della Tebaldi. L'idea che mi sono fatto è che quel genere di melomane che citate tu e Madiel si stia estinguendo (nel senso letterale, man mano che invecchiano muoiono), è un processo inevitabile che in Italia è solo più lento perchè noi italiani siamo a maggioranza conservatrice. E poi siamo pieni di anziani! Chi vorrà vedere ancora, tra qualche anno, la Boheme di Zeffirelli? chi si comprerà "Il teatro d'opera in disco" di Celletti? credo nessuno. 

Se così fosse, allora le 50mila visualizzazioni senza "like" di quel video indicano un pubblico odierno ignorante e insensibile! :cat_doh:

Link to comment
Share on other sites

9 ore fa, Madiel dice:

E' famosissima! :o Vabbeh, me la segno :cigar:

Massì è quella istituzionale, ottimo suono, ottime voci. E basta aggiungo io. Nel senso che è un grande e scintillante tableau, ma non ci sono grandi intenzioni interpretative (per non dire che non ce ne sono affatto :D ). Le alternative? Karajan (anni '80), pregi e difetti di tutte le incisioni operistiche di Karajan, e me la cavo così. Le precedenti non ti piacerebbero come suono (Leinsdorf in particolare si sente abbastanza male, per essere una registrazione in studio di quell'epoca). Il Maazel comprato da Snorlino non lo conosco, però è live e i cantanti a me non piacciono, quindi è un po' per fan di Maazel. 

Link to comment
Share on other sites

16 minuti fa, Majaniello dice:

Il Maazel comprato da Snorlino non lo conosco, però è live e i cantanti a me non piacciono, quindi è un po' per fan di Maazel. 

La sconvolgente lettura di Maazel - così grandiosamente nichilista, quasi apocalittica mi verrebbe da dire - avrebbe meritato non solo altre voci, ma soprattutto ben altre condizioni di registrazione: è un live non troppo godibile, pieno di rumori di scena e con una ripresa del suono così così, che non rende giustizia alla miriade di inedite sfaccettature strumentali che il direttore franco-americano riesce a far emergere. Se può interessare, esiste anche una ripresa video della medesima serata:

 

Link to comment
Share on other sites

Holst, Betelgeuse (dalle "Twelve Wolfe Songs").

Chi come me sia appassionato sia di musica che di astronomia ogni tanto trova qualcosa d'interessante, dalle composizioni di Herschel a quelle d'ispirazione "cosmica" di Holst.

A quanti debba controdediche.

Link to comment
Share on other sites

37 minuti fa, Madiel dice:

Se così fosse, allora le 50mila visualizzazioni senza "like" di quel video indicano un pubblico odierno ignorante e insensibile! :cat_doh:

Perdonami Mad, ma tu stai traendo una conclusione sulla base del numero di like su un singolo video di youtube (che è già una cosa da boomer mettere i like su youtube :D ). Io ad esempio non esprimo mai preferenze coi pulsanti. 

Ti faccio notare che il finale di Berio, oltre ad essere stato usato con successo da Chailly alla Scala, è finito anche in contesti "conservatori" come il festival Puccini di Torre del Lago. In un caso e nell'altro nessuno si è lamentato. 

https://www.rainews.it/archivio-rainews/articoli/Expo-Turandot-trionfa-alla-Scala-sullo-sfondo-di-una-Milano-blindata-962fd6b2-613a-4161-9c34-4cfd058c413d.html

https://www.thedotcultura.it/turandot-con-il-finale-di-berio-trionfa-a-torre-del-lago/

In Europa mi pare venga usato anche più frequentemente (fonte lucianoberio.org). Io personalmente non conosco il finale di Berio per un motivo semplice, essendo relativamente recente, tutte le edizioni discografiche che mi sono capitate sotto mano avevano il finale di Alfano. Come dire, non è neanche colpa mia, alle volte si tratta di questioni di carattere pratico. Detto ciò, il vero melomane di una volta ti direbbe che la Turandot finisce con la morte di Liù, come volle Toscanini :cat_lol:

 

Link to comment
Share on other sites

25 minuti fa, Majaniello dice:

Perdonami Mad, ma tu stai traendo una conclusione sulla base del numero di like su un singolo video di youtube (che è già una cosa da boomer mettere i like su youtube :D ). Io ad esempio non esprimo mai preferenze coi pulsanti. 

e vabbeh, però ti ricordo che la statistica non è una opinione e prima o poi qualcuno deve un like pro o contro :D 49mila visualizzazioni sono tantissime per quella musica, non avere alcuna opinione in merito è piuttosto singolare!

Link to comment
Share on other sites

11 ore fa, Madiel dice:

Se così fosse, allora le 50mila visualizzazioni senza "like" di quel video indicano un pubblico odierno ignorante e insensibile! :cat_doh:

Dici? Personalmente non metto praticamente mai police su o verso ai video di YouTube, almeno a quelli di musica. L'apprezzamento o meno lo tengo per me.

P.S. Ecco, anche Kovskij fa come me. Non so se sia bene o male... :lol:

Link to comment
Share on other sites

On 3/11/2023 at 21:10, Majaniello dice:

Butterfly no, fatta all'antica è una palla melensa, ma in realtà è un'opera di psicologismo sottile (con un sottotesto politico neanche tanto velato), certo ci vogliono gli interpreti giusti.

 

Col tempo, complice la possibilità di ascolti e visioni dal vivo (che per l'opera sono imprescindibili), ho rivalutato Puccini. Anche Butterfly sarebbe interessante, specie per le manifeste connotazioni politiche e anticolonialiste che innervano la storia, ma fino ad oggi non sono ancora riuscito a digerire il fastidioso cicaleccio in cui galleggiano i pezzi più celebri sul piano melodico e drammaturgico.

Link to comment
Share on other sites

3 ore fa, superburp dice:

Dici? Personalmente non metto praticamente mai police su o verso ai video di YouTube, almeno a quelli di musica. L'apprezzamento o meno lo tengo per me.

P.S. Ecco, anche Kovskij fa come me. Non so se sia bene o male... :lol:

Anche io faccio così. I pulsanti coi pollici manco li vedo :lol: Ho una visione, come dire, molto selettiva e concentrata soltanto sul video, spesso non guardo nemmeno se i commenti sono abilitati o meno. Al limite, se voglio segnalare che qualcosa mi è piaciuto, giro il link alle persone cui può interessare.

Link to comment
Share on other sites

4 ore fa, superburp dice:

P.S. Ecco, anche Kovskij fa come me. Non so se sia bene o male... :lol:

Poi lo chiediamo a miasko e ci regoliamo... :cat_lol:

1 ora fa, giobar dice:

Col tempo, complice la possibilità di ascolti e visioni dal vivo (che per l'opera sono imprescindibili), ho rivalutato Puccini. Anche Butterfly sarebbe interessante, specie per le manifeste connotazioni politiche e anticolonialiste che innervano la storia, ma fino ad oggi non sono ancora riuscito a digerire il fastidioso cicaleccio in cui galleggiano i pezzi più celebri sul piano melodico e drammaturgico.

Quando Webern ascoltò Butterfly disse più o meno "Ma che è sta cafonata?!" :lol: Ne lodò l'orchestrazione e la messa in scena, ma ritenne l'opera di gusto troppo triviale... gli piacque tantissimo Fanciulla, che invece apprezzò incondizionatamente ritenendola un capolavoro. Quindi sei in buona compagnia!

Link to comment
Share on other sites

4 ore fa, superburp dice:

Dici? Personalmente non metto praticamente mai police su o verso ai video di YouTube, almeno a quelli di musica. L'apprezzamento o meno lo tengo per me.

Meglio non consumarselo ! :cat_lol:

Linus Van Pelt - Wikipedia

Link to comment
Share on other sites

10134691855_84642fe5ff_z.jpg

Peccato che John Sheppard sia ancora oggi considerato un "minore" tra i "tudoriani". E' autore invece raffinatissimo e cesellatore di pagine di indiscutibile qualità musicale, come queste, ancora più rare della gigantesca antifona Media Vita incisa dalla HM diversi anni fa (disco che ebbe un certo successo tra gli appassionati del genere). Soprattutto The Lord's Prayer, che poi è il Padre Nostro, è un brano di 4 minuti che è un piccolo capolavoro di equilibrio e ispirazione. Registrazione perfetta, coro encomiabile e cura editoriale d'altri tempi. Buona domenica...

Link to comment
Share on other sites

On 3/11/2023 at 19:24, Madiel dice:

L'inizio di questo secolo è caratterizzato dall'eclettismo, non esiste più una "scuola" o una "tendenza". Spesso si fa un miscuglio di tanti elementi assolutamente distanti tra loro, a volte il pasticcio riesce, più spesso il risultato resta un pasticcio. Credo che esclusi pochi nomi storici, compositori che vanno per la settantina (se non oltre) nati e sviluppati in un'altra epoca storica, oggi ci sia ben poco di interessante o duraturo. Quando non ci sono più estetiche, o filosofie, e si è liberi di far qualsiasi cosa, nel più libero e totalizzante egocentrismo privo di entroterra culturale e tradizionale, ne consegue un appiattimento: tutto è lecito e tutto è a suo modo "bello". La musica classica di adesso è quasi tutta così, come la religiosità moderna: generica, buona e positiva, pressoché priva di messaggio spirituale, legata a tematiche dell'attualità che spariscono dall'oggi al domani ma che fanno tanto fico nell'immediato, impegnata a farsi capire anche dal volgo (anzi, insegue di proposito il volgo venendo a patti con la banalità), senza particolari significati intrinseci. Alla fine non tratta più dei massimi sistemi, se l'uomo è al centro di tutto perché cercare chissà dove ? La musica classica di oggi è superficiale come la società in cui viviamo, epidermica, per lo più innocua, ma in definitiva inutile, se non addirittura dannosa, al progresso spirituale delle persone.

Come vedi, sono assolutamente pessimista! :D

 

On 3/11/2023 at 22:44, glenngould dice:

Sostanzialmente concordo con te, soprattutto sull'ultima parte del discorso.

Prendendo spunto dai miei ascolti e da quanto ho potuto un po' saggiare, potrei in modo molto grossolano azzardare che vanno per la maggiore da una parte i compositori legati al minimalismo americano e dall'altra quelli legati al mondo sonoro di Sciarrino, ma anche Ferneyhough e Lachenmann dove la ricerca di nuove sonorità e di tecniche strumentali estese risulta essere una delle caratteristiche fondamentali. Nel mezzo stanno tutti gli altri: quelli che utilizzano ancora il sistema tonale, i neoromantici, mi pare che ci siano anche i neobarocchi (giusto per non farci mancare nulla), la musica elettronica e, come dicevi, quelli che prendono un po' di qua e un po' di là cercando di creare un mix di stili.

L'idea che mi sono fatto della musica di oggi è sostanzialmente questa: fai un po' quello che ti pare :D 

Scherzi a parte, sarebbe bella una produzione musicale che pur non rinnegando la tradizione, tenga conto delle possibilità sonore che negli ultimi anni, diciamo 70, sono state proposte per creare qualcosa di valido ed edificante. Insomma, non una produzione che sia fine a se stessa, ma che sia portatrice di una narrazione.

 

On 3/11/2023 at 23:05, Madiel dice:

Sono facili da imitare e hanno molti allievi, per questo certi linguaggi hanno un discreto successo accademico al di là della validità intrinseca (se c'è). Comunque, se si guarda la situazione con realismo, anche i celebri signori che citi ormai sono in disarmo. Il minimalismo oggi ha perso completamente la sua carica rinnovatrice ed eversiva che ha mantenuto, all'incirca, fino alla fine degli anni Ottanta. A forza di girare sempre i soliti accordi, si sono esaurite le possibilità espressive e, infatti, i grandi minimalisti oggi fanno altro. Sciarrino è un'altra ombra di sé stesso, ripropone da alcuni decenni sempre la solita frittura, a forza di tratteggiare soffi, scricchiolii e ombre si è totalmente mimetizzato con il panorama circostante da diventare un fenomeno sonoro dell'ambiente :cat_lol: Stendiamo un velo pietoso su Lachenmann, una delle fregature più incredibili dell'avanguardia - ma oggi chi lo ascolta uno così ? Più interessante Ferneyhough, ma ormai anche lui è entrato nella sua fase accademica. Trovo più eccitante la novantenne Gubaidulina rispetto a tutti costoro, ma credo non scriva più nulla da anni. Oggi vanno per la maggiore Rihm, Dun, Daugherty, Lindberg, ossia la metamorfosi continua unita alla pippa intellettuale.

Vi ringrazio entrambi per le risposte. Fortunatamente ho ancora tanto da ascoltare anche tra i maggiori, era giusto una curiosità.

Link to comment
Share on other sites

On 5/11/2023 at 11:07, giobar dice:

Anche io faccio così. I pulsanti coi pollici manco li vedo :lol: Ho una visione, come dire, molto selettiva e concentrata soltanto sul video, spesso non guardo nemmeno se i commenti sono abilitati o meno. Al limite, se voglio segnalare che qualcosa mi è piaciuto, giro il link alle persone cui può interessare.

I commenti li vedo per divertimento, per ogni video di classica trovi quello che dice che è la miglior esecuzione di sempre di quel pezzo :lol:.

Comunque tutto questo parlare di Puccini mi invoglierebbe ad approfondirlo, cosa che ho in programma da tanto ma che al momento non riesco a fare causa tempo. Sicuramente Sinopoli sarà per me d'obbligo, per la musica di quel periodo ce lo vedo benissimo (senza arrivare a Strauss, ascoltate cosa riesce a fare con Cavalleria!).

Al momento ho ereditato da mio padre la celebre Bohème di Karajan (a naso troppo edonista per i miei gusti) e la Turandot di Mehta, poi ho la Tosca di De Sabato con Callas e Di Stefano presa usata. Insomma, il materiale di base ce l'ho, manca il tempo.

Fanciulla mi incuriosisce molto anche, non sapevo del giudizio positivo di Webern, sapevo solo di quello di Schönberg. A parte lo storico Mitropoulos c'è qualcun altro?

Link to comment
Share on other sites

14 minuti fa, superburp dice:

Al momento ho ereditato da mio padre la celebre Bohème di Karajan (a naso troppo edonista per i miei gusti) e la Turandot di Mehta, poi ho la Tosca di De Sabato con Callas e Di Stefano presa usata. Insomma, il materiale di base ce l'ho, manca il tempo.

Fanciulla mi incuriosisce molto anche, non sapevo del giudizio positivo di Webern, sapevo solo di quello di Schönberg. A parte lo storico Mitropoulos c'è qualcun altro?

La Tosca di De Sabata è una registrazione che è diventata storica già quando è uscita! 

Per Fanciulla c'è questa:

81wSv0eKk2L._UF1000,1000_QL80_.jpg

Link to comment
Share on other sites

Tosca "storicissima" e secondo molti critici tra le grandi riuscite discografiche di sempre. Vale tantissimo per De Sabata e la Callas. Ma anche per Gobbi, di splendido accento. Di Stefano, invece, mi appare molte spanne sotto i colleghi, sia per concezione interpretativa sommaria, che per prosaicità d'approccio al canto. Ma ancora peggio fece con un Karajan lussureggiante anni dopo: anche in quella occasione abbassando il livello generale della registrazione che annoverava una Price spettacolare (ma un Taddei parecchio periclitante nei suoni). Fu la mia prima Tosca, comunque, che risuonava in casa ogni domenica...

5186mUPWnoL._UX358_FMwebp_QL85_.jpg

Link to comment
Share on other sites

3 ore fa, Ives dice:

Tosca "storicissima" e secondo molti critici tra le grandi riuscite discografiche di sempre. Vale tantissimo per De Sabata e la Callas. Ma anche per Gobbi, di splendido accento. Di Stefano, invece, mi appare molte spanne sotto i colleghi, sia per concezione interpretativa sommaria, che per prosaicità d'approccio al canto. Ma ancora peggio fece con un Karajan lussureggiante anni dopo: anche in quella occasione abbassando il livello generale della registrazione che annoverava una Price spettacolare (ma un Taddei parecchio periclitante nei suoni). Fu la mia prima Tosca, comunque, che risuonava in casa ogni domenica...

5186mUPWnoL._UX358_FMwebp_QL85_.jpg

Karajan adorava Di Stefano, penso per le ragioni per cui lo adoravano tutti: il timbro, la dizione, la generosità nel canto. Non c'era poi molto altro, era uno che non studiava molto, risolveva tutto con impeto e cuore in mano (anche quando filava i do, a maggior ragione dopo). Da notare che l'ossessione di HvK continuo' con Carreras, che di Pippo era la brutta copia. 

Link to comment
Share on other sites

  • Madiel locked this topic
Guest
This topic is now closed to further replies.
  • Recently Browsing   0 members

    • No registered users viewing this page.

×
×
  • Create New...

Important Information

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy