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Cosa state ascoltando ? Anno 2023


Madiel
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21 ore fa, Persephone dice:

Ciao ragazzi! Come butta? 

Un saluto a tutti voi prima che pensiate che sia morta 😉

 

Grandissima Persy! e grande ascolto. 

beccati quest'altro Beethoven:

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Le Nozze edizione 1919, con pianola, harmonium e cimbalom. Forse il mio arrangiamento preferito, peccato che Igor non l'abbia completato (qui si esegue il completamento di Theo Verbey). Bizzarro l'inserimento del Bolero di Ravel arrangiato per lo stesso ensamble! 

Adesso, Roger Sessions da qui:

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Negli ultimi giorni ho approcciato la seconda sinfonia di Ives (primi due movimenti). Curiosa l'esibizione di contrappunto, sembra un saggio di esame per quanto è sbattuto in faccia. Comunque il primo impatto è positivo.

Su YouTube ho trovato solo Bernstein, che è una registrazione storica per quanto ho letto che lo stesso Ives non abbia apprezzato le modifiche apportate allo spartito.

P.S. Ho letto su flaminioonline che l'Ives sperimentatore nasce qualche anno dopo, ecco il perché di questo "accademismo" anche in questa sinfonia.

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6 ore fa, superburp dice:

Su YouTube ho trovato solo Bernstein, che è una registrazione storica per quanto ho letto che lo stesso Ives non abbia apprezzato le modifiche apportate allo spartito.

P.S. Ho letto su flaminioonline che l'Ives sperimentatore nasce qualche anno dopo, ecco il perché di questo "accademismo" anche in questa sinfonia.

Sulle reazioni di Ives alla prima esecuzione mondiale della sua Seconda sinfonia da parte di Bernstein, ci sono diverse versioni, pare che l'abbia ascoltata alla radio e non ne sia stato molto persuaso dal punto di vista interpretativo. Alcuni sostengono sia rimasto proprio interdetto e sbigottito per i molti ritocchi di Bernstein alla partitura (che poi diventarono prassi), altri riportano sia stato comunque soddisfatto dell'impegno. Era anziano e ormai si dedicava ad altro. Di Bernstein, ce ne sono 3 su YT. Quella DG è la migliore in disco (m anche la Sony è molto buona), ma c'è anche il video con spiegazione (inglese e sottotitoli in spagnolo) prima di un concerto con l'orchestra della Radio Bavarese:

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Provo a risvegliare il latitante @Madiel con quest'ultimo saggio della rubrica "Ascolti astrusi di Wittelsbach"

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Questa fatica è da ascriversi a Timothy Hamilton, compositore britannico di 50 anni (da compiere), devoto principalmente alla musica corale. Musica accademica, costruita secondo le buone maniere della musica sacra ambiziosa.
Per noi, tutto questo sembra una banalità in bilico tra neotonalismo romantico e tradizione ecclesiastica inglese, ma se fosse eseguito in una funzione religiosa supererebbe di slancio qualunque cosa faccia parte dei più consunti repertori liturgici attuali. Mi piace pensarla come musica d'uso, malgrado al nostro occhio di intenditori di musica classica ci sia ben poco di memorabile. La struttura è quella della Missa da Requiem romana, intervallata da numerosi salmi in lingua inglese.

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59 minuti fa, Wittelsbach dice:

Provo a risvegliare il latitante @Madiel con quest'ultimo saggio della rubrica "Ascolti astrusi di Wittelsbach"

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Questa fatica è da ascriversi a Timothy Hamilton, compositore britannico di 50 anni (da compiere), devoto principalmente alla musica corale. Musica accademica, costruita secondo le buone maniere della musica sacra ambiziosa.
Per noi, tutto questo sembra una banalità in bilico tra neotonalismo romantico e tradizione ecclesiastica inglese, ma se fosse eseguito in una funzione religiosa supererebbe di slancio qualunque cosa faccia parte dei più consunti repertori liturgici attuali. Mi piace pensarla come musica d'uso, malgrado al nostro occhio di intenditori di musica classica ci sia ben poco di memorabile. La struttura è quella della Missa da Requiem romana, intervallata da numerosi salmi in lingua inglese.

No, latitante no, è che ogni tanto vi lascio pascolare :cat_lol: Mai sentito nominare questo tizio e non mi stupisco, perché il  britannico vivente accademico è il genere che proprio evito a priori. Roba sempre uguale e mentalmente retrograda, raramente si trova qualche pagina fuori dalla norma. Poi, il fatto che Hamilton pasticcia con la liturgia romana e inglese, sono molto reazionario sotto questo aspetto (ognuno si fa la religione che vuole a casa propria, ma detesto le commistioni impossibili), mi urta ancor di più.

Questa settimana mi sono dedicato praticamente solo alla musica brasiliana studiando i vari dischi Naxos ricevuti negli ultimi tempi. Uno più bello dell'altro, anche quelli di Guarnieri (già ampiamente citato nelle scorse settimane), e l'altro meraviglioso di Guerra-Paixe. Esecuzioni perfette, incisioni eccellenti. Alcune pagine di Guerra-Paixe a dir poco sfolgoranti come l'inizio della 1a Suite, nella vena migliore di Villa-Lobos! Due Suites piene di estro, colore e musica piacevole.

Qualche nota su Claudio Santoro: lo conoscevo esclusivamente per i pezzi giovanili (per esempio la ben nota Sinfonia n.5), risalenti agli anni cinquanta, quando era diventato noto e non avevo mai avuto particolare inclinazione per tale autore. In effetti, ha il limite di non uscire da certi schemi classicisti e di evitare il folklore in qualsiasi sua forma, ma pare che almeno la tendenza accademica si sia indebolita negli ultimi anni. In questo cd ci sono un po' di lavori che testimoniano la volontà di confrontarsi con ambiti espressivi nuovi, anche se rimane sostanzialmente ancorato a modelli accademici:

Santoro: Symphonies Nos. 11 & 12 - 8.574406 | Discover more releases from  Naxos

Il pezzo migliore mi pare la Sinfonia n.11 (1984), piuttosto breve (appena 17 minuti) quanto intensa, con un finale drammatico come pochi. Ogni movimenti è ricco di contrasti, che arrivano al punto di rottura nel terzo movimento, con una conclusione sospesa e improvvisa. Stavolta si è tolto da dosso quella fastidiosa patina artigianale e beneducata che un po' limita l'espressività di Santoro, la brevità e il cromatismo sembra gli facciano bene. Bella anche la Sinfonia n.12 (1987), uno stravagante lavoro con diversi strumenti a fiato solisti, che continua la linea di piena libertà espressiva della n.11. Non allo stesso livello con qualità complessiva, ma ci sono dei momenti interessanti, come il finale con il trombone concertante trattato in modo assai originale, a tratti sembra quasi un concerto barocco in termini moderni. Insignificanti i Tre Frammenti su Bach (1985), scritto per il trecentesimo della nascita del grande compositore. Sviluppa alcuni incisi bachiani, ma lo fa mettendo in evidenza solo gli aspetti tecnici di Bach (fugati, inversioni, armonie particolari ecc.), mentre l'espressività latita - anche appesantita da un colore grigiastro complessivo che dà alla massa d'archi, nel complesso un lavoro abbastanza noioso. Tutt'altra musica il Concerto Grosso per quartetto d'archi e orchestra d'archi (1982), dove dosa con sapienza elementi aleatori in una impalcatura neobarocca. Forse il pezzo più modernista che ho mai sentito di Santoro finora. Il primo movimenti inizia come un pugno nello stomaco tra dissonanze taglienti e una violenta espressività, che un po' anticipa quella della di poco successiva Sinfonia n.11.  Nel complesso un lavoro di ottima fattura, senza una nota fuori posto, si denota un continuo e sempre serrato dialogo tra i solisti e il resto degli archi. Da notare che tutti i lavori sono moderatamente dissonanti e che tali dissonanze sono il frutto di un avvicinamento all'espressionismo, fatto di per sé abbastanza curioso in un autore pacato, direi monocorde, come Santoro. Esecuzioni eccellenti, registrazione, invece, da migliorare nei dettagli. Nel complesso un cd che merita, con composizioni per lo più originali.

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3 ore fa, Ives dice:

Sulle reazioni di Ives alla prima esecuzione mondiale della sua Seconda sinfonia da parte di Bernstein, ci sono diverse versioni, pare che l'abbia ascoltata alla radio e non ne sia stato molto persuaso dal punto di vista interpretativo. Alcuni sostengono sia rimasto proprio interdetto e sbigottito per i molti ritocchi di Bernstein alla partitura (che poi diventarono prassi)

Tipo? che modifiche fa? ora mi toccherà cercare una registrazione dell'autografo....

°°°

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Una rara registrazione della versione originale del concerto per violoncello di Prokofiev. Vedo che la versione "sinfonia concertante" continua ad essere la più diffusa. Di incisioni recenti di quest'opera 58 mi viene in testa solo Isserlis con Paavo.

edit: non meno noioso della revisione tarda... passo a qualcosa di diverso...

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13 ore fa, Majaniello dice:

Tipo? che modifiche fa? ora mi toccherà cercare una registrazione dell'autografo....

Tecnicamente, non so dirtelo e non le ricordo. Di sicuro l'edizione critica curata da Jonathan Elkus venne dopo forse negli anni '90 (quindi Bernstein probabile fosse già morto). E' incisa da Schermerhorn:

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On 22/1/2023 at 19:04, Madiel dice:

No, latitante no, è che ogni tanto vi lascio pascolare :cat_lol: Mai sentito nominare questo tizio e non mi stupisco, perché il  britannico vivente accademico è il genere che proprio evito a priori. Roba sempre uguale e mentalmente retrograda, raramente si trova qualche pagina fuori dalla norma. Poi, il fatto che Hamilton pasticcia con la liturgia romana e inglese, sono molto reazionario sotto questo aspetto (ognuno si fa la religione che vuole a casa propria, ma detesto le commistioni impossibili), mi urta ancor di più.

Hai abbastanza analizzato quello che c'è. Mi sembra tuttavia meno melenso e affettato di un Rutter.

On 22/1/2023 at 19:04, Madiel dice:

Questa settimana mi sono dedicato praticamente solo alla musica brasiliana studiando i vari dischi Naxos ricevuti negli ultimi tempi. Uno più bello dell'altro, anche quelli di Guarnieri (già ampiamente citato nelle scorse settimane), e l'altro meraviglioso di Guerra-Paixe. Esecuzioni perfette, incisioni eccellenti. Alcune pagine di Guerra-Paixe a dir poco sfolgoranti come l'inizio della 1a Suite, nella vena migliore di Villa-Lobos! Due Suites piene di estro, colore e musica piacevole.

Ho playlistato su Spotify tutta la serie... Preparati a commenti. Nella playlist ci ho messo anche altro, tipo le sinfonie di Santoro registrate da Bis e quelle di Guarneri (o Guarnieri, non ricordo mai), e anche un tale Francisco Mignone.

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12 ore fa, Ives dice:

Tecnicamente, non so dirtelo e non le ricordo. Di sicuro l'edizione critica curata da Jonathan Elkus venne dopo forse negli anni '90 (quindi Bernstein probabile fosse già morto). E' incisa da Schermerhorn:

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Hurwitz a tale proposito:

This new score supplants the previous “critical edition” edited by Malcolm Goldstein for inclusion in Michael Tilson Thomas’ complete symphony cycle. The Society’s president James B. Sinclair explained to me recently that Goldstein’s score represented an interim version of the work created in response to a practical need for a comparatively clean score and performance materials. The real musicological job of eliminating thousands of errors, collating and evaluating sources, and deciphering Ives’ text has only just been completed, with impressive results that you can hear for yourself.

The principal corrections not surprisingly concern tempo, but also pertain to dynamics and orchestration. In the second movement, the second subject (based on the tune “Where Oh Where are the Pea-green Freshmen?”) now trips along in tempo, and the exposition repeat has been restored... it also seems that a lot of woodwind detail has been clarified and rhythmic definition sharpened... The finale also benefits from a longer, slower build to the final wacky appearance of “Columbia the Gem of the Ocean”, and it has acquired a triangle part alongside some other modifications in instrumentation. In general, the entire score sounds cleaner and clearer, closer to the Ives of the Third Symphony–more continuous, and therefore funnier because its discontinuities appear more purposeful.

Immagino che tutte le incisioni posteriori a questa si riferiscano all'edizione critica. Sto ascoltando questa esecuzione, e il risultato è più dvorakiano che mahleriano, se è questo ciò che voleva dire Hurwitz. A questo punto, più che Dudamel, sarebbe da ascoltare Andrew Davis!

PS: non capisco perchè su musicweb-international e pure su wikipedia sia indicata la prima sinfonia di Brahms tra le "quotations" quando io sento chiaramente la terza (primo tema del primo movimento, ancor più seconda parte del secondo tema, con l'inconfondibile discesa cromatica). 

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3 ore fa, Wittelsbach dice:

Hai abbastanza analizzato quello che c'è. Mi sembra tuttavia meno melenso e affettato di un Rutter.

Ho playlistato su Spotify tutta la serie... Preparati a commenti. Nella playlist ci ho messo anche altro, tipo le sinfonie di Santoro registrate da Bis e quelle di Guarneri (o Guarnieri, non ricordo mai), e anche un tale Francisco Mignone.

sentirai che bella musica! Le sinfonie sono quelle di Guarnieri per Bis, per quel che ne so Santoro è inciso finora solo da Naxos. Mignone è un compositore abbastanza reazionario, lo chiamavano il "Respighi brasiliano", figurati che roba scriveva... (e comunque con Respighi c'entra un piffero). Accademico e post romantico con un po' di colore sudamericano moooolto generico, piacevole ma anche assai superficiale. Guarnieri e Santoro, che erano più giovani, erano più avanzati ma anche nettamente più bravi. La serie Bis di Mignone è eccellente, se ti piace...

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5 ore fa, Majaniello dice:

PS: non capisco perchè su musicweb-international e pure su wikipedia sia indicata la prima sinfonia di Brahms tra le "quotations" quando io sento chiaramente la terza (primo tema del primo movimento, ancor più seconda parte del secondo tema, con l'inconfondibile discesa cromatica). 

Perché on line scrivono, per lo più (non voglio generalizzare), recensioni ad cazzum frutto di gente con una cultura musicale (e storica musicale) scarsa o superficiale. Questo è un caso. Figurati che una volta vi lessi una recensione che trattava di Casella e Malipiero tirando in mezzo Vaughan-Williams come paragone (forse ne accennai anche in forum).... :cat_goofy:

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12 ore fa, Majaniello dice:

PS: non capisco perchè su musicweb-international e pure su wikipedia sia indicata la prima sinfonia di Brahms tra le "quotations" quando io sento chiaramente la terza (primo tema del primo movimento, ancor più seconda parte del secondo tema, con l'inconfondibile discesa cromatica). 

Vero, ma mai considerato attendibilissimo questo sito, molto meglio Hurwitz e soci, va detto.

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10 ore fa, Ives dice:

Vero, ma mai considerato attendibilissimo questo sito, molto meglio Hurwitz e soci, va detto.

Idem, anche se ha degli spunti interessanti ogni tanto.

Hurvizzo è un ex musicista, conosce la materia. Spesso denota anche un'ottima cultura e fa paragoni competenti. I suoi giudizi possono essere inficiati da simpatia o debolezze per un artista o un compositore, ma alla fine ci sta, tutti abbiamo le nostre fisime.

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9 ore fa, Vigione dice:


colgo l'occasione per chiedere il nome di compositori italiani di cantate (più sacre che profane) e oratori, principalmente periodo barocco ma anche i periodi successivi.
Grazie

Per gli oratori i miei nomi sono Carissimi, Stradella, Caldara e Alessandro Scarlatti. 

Se poi estendiamo alla musica sacra in generale ne dobbiamo aggiungere tanti altri, Monteverdi, Frescobaldi, Lotti, Durante ecc.... solo per rimanere al barocco. 

°°°

A proposito, ho messo su questo, registrazione vintage (anni '80 credo) ma musica top:

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Ascolto la Sinfonia "Haffner" di Mozart diretta nientemeno che da....Celibidache, con l'Orchestra della Radio di Stoccarda 😮

non so se sia un errore del titolo su Spotify o se questa incisione è proprio sua, fatto sta che non sembra neanche lui. Velocissima (!!), piena di spirito, frizzante. Un Mozart di altissimo livello. Una sorpresa veramente inaspettata (almeno per me che sono ignorante, poi magari è un disco famosissimo che conoscono tutti :D ).

Dopo questa botta di vita torniamo a dorm....ehm, a meditare con la Nona di Bruckner, stessi esecutori.

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