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Cosa state ascoltando ? Anno 2023


Madiel

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On 22/10/2023 at 18:54, Majaniello dice:

Se metti quel faccino allora è qualcuno che mi sta sulle balle :cat_lol: Il Miserere di Leo era nelle biblioteche di Wagner (se è a lui che alludi) e di Verdi. E' stato ottimamente inciso da Rousset molti anni fa, ma non è certo un lavoro emblematico.

Purtroppo di Leo, che era uno dei principali operisti della sua epoca, non esistono ancora registrazioni ufficiali di opere fatte come si deve (qualcosina gira ripresa dai teatri di provincia, per le solite Bongiovanni e Dynamic). La sua "fama" discografica è dovuta essenzialmente ad un pugno di cantate, ai graziosi concerti per violoncello e a poco altro. Non molto per farsi una vera idea del talento di questo compositore. E' frustrante perchè è un po' come farsi un'idea di Beethoven dai concerti e dalla sacra (generi marginali nella produzione dell'artista), ignorando sinfonie, sonate e quartetti. 

Per quel che si capisce e che si legge, Leo è il vero erede di Alessandro Scarlatti, da cui acquisisce la sapienza contrappuntistica e l'attitudine al cromatismo espressivo, a cui aggiunge una inedita dimensione psicologica dei personaggi e un'orchestra più dinamica e moderna... chi ama Bach e Handel dovrebbe sommamente apprezzare pure questi autori italiani tutt'altro che facili. Non è un caso che negli ultimi 10 anni si siano riscoperti Vinci e Hasse, più lineari e immediati, oggi sembra stia toccando all'edonista Porpora, mentre le opere di Scarlatti e di Leo pare che saranno le ultime. C'è da dire che la riscoperta musicologica di Leo è partita già alla fine dei '90 quindi, come dire, "con le carte" siamo pronti, serve solo l'interesse di qualche grosso interprete capace di attirare qualche produttore importante. 

Sì, mi riferivo proprio a lui.

Comunque del Miserere ho un buon ricordo, mentre i concerti per violoncello li ricordo un po' vuoti. Li riascolterò per verificare se il giudizio è sempre quello.

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Periodo questo dedicato alla "musica brutta", ovvero quella di oggi.

Ho iniziato a seguire questo canale YouTube e mi sono imbattuto in questa resa sonora del "Cantico delle creature" di San Francesco del compositore Filidei, che già conosco da anni.

Il brano mi ha piacevolmente sorpreso e mi ha ricordato, per vari motivi, il Salmo XIX di Castiglioni.

@Madiel molla un secondo Puccini e ascoltati questo.

Tra l'altro diretto in modo superbo dal grande George Benjamin

 

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2 ore fa, glenngould dice:

Periodo questo dedicato alla "musica brutta", ovvero quella di oggi.

Ho iniziato a seguire questo canale YouTube e mi sono imbattuto in questa resa sonora del "Cantico delle creature" di San Francesco del compositore Filidei, che già conosco da anni.

Il brano mi ha piacevolmente sorpreso e mi ha ricordato, per vari motivi, il Salmo XIX di Castiglioni.

@Madiel molla un secondo Puccini e ascoltati questo.

Tra l'altro diretto in modo superbo dal grande George Benjamin

 

Forse non lo sai, ma pare che a Filidei piaccia un sacco Puccini.... ^_^

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A proposito di Peppino, tutti pronti per il sant'Ambroeus?

Squadra che vince non si cambia, e quindi quest'anno il nostro super-maestro Chailly, con grande originalità ( <_< ), ha pensato al Don Carlo (capolavoro in ogni caso) con Netrebko, Garanca, Meli, Salsi, Pape.

Ogni 10/15 anni la Scala apre con Don Carlo, e fino ad ora non è che sia andata benissimo, a riprova del fatto che è un'opera difficile costruita sulla dimensione dell'interiorità, non più impegnativa di altre sul piano vocale ma sicuramente molto complessa sul piano interpretativo. Vedremo. L'importante è amare Verdi, chè se non lo amate siete proprio delle capre!

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Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 26 ottobre 2023 20:30
in diretta Euroradio dall’Auditorium RAI "Arturo Toscanini" di Torino

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Concerto di inaugurazione
Fabio Luisi, direttore
Martha Argerich, pianoforte

[1] Ludwig van Beethoven : Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra Op. 15 (1800)
- Allegro con brio
- Largo
- Rondò. Allegro scherzando

[2] Pëtr Il'ič Čajkovskij : 
Sinfonia n. 5 Op. 64 (1888)
- Andante - Allegro con anima
- Andante cantabile con alcuna licenza
- Valse - Allegro moderato
- Finale - Andante maestoso - Allegro vivace

-

[1] M. Argerich staglia il pianoforte come momento di personalità garantito giustificato per ognuno, e quindi mai gratuito irrispettoso, quanto anche però ...detto chiaro e tondo 🙂 : di una monumentalità d'eroe cittadino, abile di suo ma per tutti, come nelle fiabe insomma 🙂 

Una maestria di una artigianalità capace di una astrazione e una relazione così intima con le vene possibili della materia ecc.

[il bis, bachiano] Ma di che sostanza vien fatto estratto còlto un pianoforte per le mani di questo pianista, facendolo come riconoscere come una pianta rara, una consistenza a sé e un invito a una libertà coltivatissima.

 

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Trailer ufficiale di Maestro, qui nella versione doppiata in italiano. Il Finale della Seconda di Mahler, direbbe @Majaniello, è sempre una gran "trombonata" funzionalissima ed emozionantissima al cinema...🙂 notare come hanno feticisticamente ricostrutito la celebre versione video da concerto (ma all'epoca era forse senza pubblico) nella cattedrale di Ely con la LSO 😮

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49 minuti fa, Ives dice:

Trailer ufficiale di Maestro, qui nella versione doppiata in italiano. Il Finale della Seconda di Mahler, direbbe @Majaniello, è sempre una gran "trombonata" funzionalissima ed emozionantissima al cinema...🙂 notare come hanno feticisticamente ricostrutito la celebre versione video da concerto (ma all'epoca era forse senza pubblico) nella cattedrale di Ely con la LSO 😮

eheheh comunque quel video, parlo dell'originale, è un'emozione ancora oggi, lo dice uno che ormai si sente distante da quel genere di musica... Lenny aveva la capacità di far sembrare la retorica qualcosa di autentico. 

 

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2 ore fa, Majaniello dice:

eheheh comunque quel video, parlo dell'originale, è un'emozione ancora oggi, lo dice uno che ormai si sente distante da quel genere di musica... Lenny aveva la capacità di far sembrare la retorica qualcosa di autentico. 

 

Dopo decine di Seconde, io sono tuttora emozionato dall'audio di quella registrazione, con un riverbero che non so quanto sia artificiale o dovuto proprio al luogo dell'esecuzione, che però ha la capacità di trasferire la musica in una dimensione quasi mitica.

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Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 28 ottobre 2023 20:00
in diretta Euroradio dal Teatro alla Scala di Milano

Teatro alla Scala - Stagione Lirica
L'amore dei tre Re
poema tragico in tre atti su libretto di Sem Benelli
musica di Italo Montemezzi
nuova produzione Teatro alla Scala
Archibaldo: Evgeny Stavinsky
Manfredo: Roman Burdenko
Avito: Giorgio Berrugi
Flaminio: Giorgio Misseri
un giovanetto: Andrea Tanzillo
Fiora: Chiara Isotton
Ancella: Fan Zhou
Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
Pinchas Steinberg, direttore
Alberto Malazzi, maestro del Coro
Alex Ollé (La fura dels baus), regia
Alfons Flores, scene
Lluc Castells, costumi

-

Sem Benelli: un interessante dramma teatrale: cosa vede e non vede un umano la cui regalità di possanza possibile è sempre messa in discussione dalla difficoltà di trovare chi accolga i suoi sentimenti.

La musica di Italo Montemezzi è diretta, gioca di onestà cioè asciutta consistenza didascalica, la direi da riscoprire come stile (per esempio nel cinema) per il senso di solidità trasmissiva di un racconto che può così esprimere la sua propria forza come definizione, il turbamento è lasciato alla rielaborazione del pubblico non alla supponenza dell'artista.

Quella femminile una chiave di inciampo esistenziale tutto da elaborare: per (i) lui e per lei qui l'obiettività di motivi di ripensamento.

Una medievalità wagneriana né fiabesca né ancestrale ma psicoanalitica per certi versi surrealista, direi niente d'estenuato estetizzante, e insomma cornice e quinta, ma non simbolistica:

lo strumento musicale, nelle sue acquisizioni più recenti (si gusta qui uno certo stato dell'arte ammodernato) come possibilità d'eleganza narrativa, appena patinata, ma appunto per non contrastare adulterare ma anzi favorire il terreno per una autocoscienza necessaria: beh complimenti, un invito a ridisvelare una dirittura entro la propria ricerca della felicità,

e una indicazione di mezzi dell'artificialità tecnologica come strumenti, appunto, per un vissuto di narrazioni tutto proprio, nient'altro che umano, tutto da frequentare, oh perfetto a riproporlo oggi 🙂

Pulizia e solidità, in una scansione di calibrazione ritmica per certi versi entusiasmante, che direi coltivata da questa direzione con questa orchestra e credo di riflesso anche dai cantanti: ogni presenza è offerta così distintamente.

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14 minuti fa, Snorlax dice:

André Jolivet, Suite en Concert, Manuela Wiesler, Kroumata Percussion Ensemble

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Questo va in dedica soprattutto a @Majaniello e @Madiel, ma estendo anche a tutti gli amici del Forum...:drinks:

eeehhhh, che capolavoro di cd! Uno dei mitici primi digitali della Bis inizio anni ottanta, e anche uno dei primi che comprai a suoi tempo di questa etichetta. Registrazione strepitosa! Il celebre Kroumata Ensemble con l'ancor più brava Wiesler, precocemente scomparsa dopo una carriera sfolgorante, in un programma interessantissimo e tutto eseguito alla perfezione. Credo che non ci sia concorrenza adeguata nella discografia. Grazie a questo cd ascoltai per la prima volta in vita mia lavori di Jolivet, Harrison e Cage.

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Shostakovich: Sinfonia n.12

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Uno sconosciuto direttore sovietico-armeno sul podio di una grandissima orchestra nel 1967, et voilà... capolavoro! La più bella 12a mai sentita, meglio perfino di quell'altra già eccellente di Kondrashin incisa a ridosso della première. Ci sono più dettagli, l'orchestra ha un suono spettacolare, la retorica è al massimo dei suoi giri e la sinfonia va al meglio, riesce perfino ad essere credibile nella sua assurdità. Ottima anche l'incisione. Completa la cantata Stepan Razin con il sempre eccellente Kegel, che scopro bravo anche in Shostakovich.

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