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Cosa state ascoltando ? Anno 2023


Madiel

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2 ore fa, Madiel dice:

 

Sotto certi aspetti ne anticipa la morbosità, ma alla fine non ci vedo poi chissà quale contatto ideologico tra i due. Potrebbe, al più, aver ispirato, certi aspetti esteriori della femminilità indifferente, crudele, di Lulu. I personaggi di Schreker hanno tutti più di una sfumatura negativa, per un verso o per l'altro, sono pieni di contraddizioni irrisolte, aspirano senza mai riuscirci alla luce. Tale aspetto, a volte, cade nello stucchevole per l'accumulo di situazioni estreme, ed è forse il punto debole della psicologia schrekeriana. Non li si può mai amare fino in fondo, sono votati all'autodistruzione. Anche quando si sacrificano, per amore o per idealismo, non producono autentica immedesimazione o pietà. 

@Madiel

Posto che non ho ancora ascoltato le opere di Schreker, questo elemento di decadenza spinta, se così si può chiamare, lo si ritrova anche nelle opere di Zemlinsky oppure è un tratto proprio di quest'autore?

28 minuti fa, giobar dice:

Brett DEAN
The Lost Art of Letter Writing - Concerto per violino e orchestra

Frank Peter Zimmermann
Sidney Symphony
Jonathan Nott

Il concerto di Dean è del 2009 e ha ricevuto diversi premi. La sua scrittura, già testata in altre composizioni, è affascinante e, pur proiettata sull'oggi, non recide i ponti col passato.  Qui lo spunto è una riflessione sul genere letterario della lettera, a partire da alcune lettere specifiche, nel primo movimento di Brahms (con citazioni anche dalla quarta sinfonia e dalle variazioni op. 9), nel secondo di Van Gogh, nel terzo di hugo Wolf e nel quarto du un fuorilegge australiano che proclama la sua innocenza e e la sua sete di giustizia. Palese la maestria di Dean nel trattare la parte solistica (egli stesso del resto è un famoso violista). 

@giobar 

Il fuorilegge australiano è Ned Kelly per caso?

 

 

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Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 11 ottobre 2023 20:00
in diretta Euroradio dal Teatro alla Scala di Milano

Teatro alla Scala - Stagione Sinfonica
Filarmonica della Scala
Simone Young, direttore
Yuja Wang, pianoforte
Cécile Lartigau, onde Martenot

[1] Wolfgang Amadeus Mozart : Sinfonia n. 38 in re maggiore K 504 "Praga"
- Adagio - Allegro
- Andante
- Finale. Presto

[2] Olivier Messiaen : Turangalîla-Symphonie
per pianoforte, onde Martenot e orchestra
- Introduction
- Chant d'Amour I
- Turangalîle I
- Chant d'Amour II
- Joie du Sand des Étoiles
- Jardin du Sommeil d'Amour
- Turangalîla II
- Développement d'Amour
- Turangalîla III
- Finale

-

[2] Turangalila: mah, un'interpretazione che sembra restare, ricadere, in un Messiaen come pochezza: ogni suo possibile additare, certo smagrito, per certi versi decostruito, manca qui di un respiro, un arcano, e quindi un ritmo legato da un qualche spirito, che sarebbe ben potuto rendersi, tra l'inesorabile, il personalista, lo sguardo, le presenze altre: zero chant, zero jardin, zero amour qui, persino scarsa verve stravinskijana ad avercela voluta giocare. La dimensione e la poliedricità comunque salvano l'esperienza, ma è mancata secondo me una forza, meditativa, interiore che, seppure in quella, secondo me, sostanziale incertezza propria di O. Messiaen, va sempre sottintesa nelle sue opere.

Per carità, sto ascoltando per radio, il tessuto sonoro ne viene certamente ridotto, sgranato, ma non credo sia solo questo che mi faccia dire di un gesto anzitutto mancato.

 

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On 9/10/2023 at 15:55, Madiel dice:

Il vecchio Skrowaczewski avrà reso le tessiture brahmsiane luminose e leggere

è così. in ogni caso il compito è reso meno difficile qui, anche grazie alla forma scelta, che proibisce quelle frasi prolungate all'estremo tipiche di brahms (che comunque a me spesso non dispiacciono, penso a certi lavori per clarinetto). anche le soluzioni armoniche sono più snelle e sciolte, ad es il contrappunto nella variazione 29, elogiato da schoenberg. interrompo qua e là l’ascolto di brahms con cose del novecento tipo: 

martin.png

 

Buona serata!

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3 ore fa, Madiel dice:

Così facendo, però, lo stai categorizzando in senso borghese. Secondo me, l'erotismo pucciniano ha qualcosa di più sottile, ma non posso dirlo con precisione perché non sono cultore di questo autore. Dico che è una sensazione.

Beh dai era borghesissimo, anche se mi duole dirlo! il ritratto che fa dei poveri in Boheme per me è ormai intollerabile, davvero ad uso e consumo della borghesia (mi ricorda il ministro Lollobrigida quando dice che i poveri mangiano meglio dei ricchi perchè si riforniscono dai contadini :D ).

Poi sull'erotismo pucciniano possiamo anche discuterne in chiave psicanalitica, ma mi pare che esista quasi sempre questo rapporto tra l'elemento maschile, che incarna il piacere o la tentazione, in maniera più o meno sana, più o meno torbida, più o meno candida o cinica, e l'elemento femminile in continua oscillazione tra difesa e resa, tra "raccontarsela" e "viversela". Ma visto che tu conosci poco Puccini e io poco (anzi niente) Schreker al momento mi pare una discussione impossibile. 😅

Rispondo seriamente a @Wittelsbach. A parte che si parlava di opere di Puccini e non di Salome :D, non mi interessava entrare nel merito dei nomi e dei loro meriti e demeriti artistici (tanto sappiamo che la pensiamo diversamente), mi interessava notare un fatto, che in Italia Puccini è sempre stato visto come l'ultimo dei romantici, e di conseguenza affidato agli stessi interpreti che facevano Giordano, Cilea ecc, all'estero non era un tabù che interpreti che si occupavano normalmente di Berg, Weill, Debussy, Shostakovich, Poulenc ecc. potessero cantare anche Puccini, del resto Puccini era contemporaneo pure di questi qui (soprattutto di questi, aggiungo io). Poi mi verrete a dire che non è una regola, perchè avevamo l'Olivero che faceva molto repertorio moderno, e la Tebaldi al Met scritturata per Fanciulla (ad un'età ormai improponibile), ma insomma, parlo di tendenze. 

 

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1 ora fa, il viandante del sud dice:

@Madiel

Posto che non ho ancora ascoltato le opere di Schreker, questo elemento di decadenza spinta, se così si può chiamare, lo si ritrova anche nelle opere di Zemlinsky oppure è un tratto proprio di quest'autore?

Schreker è proprio morboso, i suoi personaggi hanno sempre vizi segreti, sensi di colpa, fatalismo, inibizioni psicologiche e sessuali. A volte vivono in uno stato di allucinazione (per esempio Christophorus e Der Ferne klang). Zemlinsky, che pure in qualche caso aveva affrontato tali temi (in Der Zwerg, il tema della bruttezza e dell'inibizione; in Una tragedia fiorentina, il tema del tradimento coniugale e della gelosia), non arriva mai a estremizzare la sua materia. Rispetto a Zemlinsky, Schreker è un eccellente psicologo musicale, diciamo così, definisce bene i caratteri e le situazioni, era un infallibile uomo di teatro. I limiti è che, a volte, queste tematiche si riversano con una certa insistenza e fanno diventare i personaggi un po' stucchevoli. Il fascino delle sue opere, però, alla fine è dovuto a una musica quasi sempre bellissima, caratterizzata da magnifici temi, e da una orchestrazione florida, lussureggiante e assai mobile. Sicuramente derivata da Wagner e Debussy, nie momenti migliori i timbri più che agglutinati come nei modelli citati, sono argentei e brillanti, simili a un caleidoscopio o un fascio di luci colorate (per esempio, l'inizio di Die Gezeichneten, il balenare dei suoni sembra descrivere il mare che brilla sotto la luce della luna presso l'isola del piacere, soggetto dell'opera). Nelle opere più tarde della fine anni venti-inizio anni trenta, il suono diventa più asciutto e quasi neoclassico. La linea vocale presenta spesso evidenti inflessioni pucciniane, a volte è anche enfatica, di carattere neoromantico.

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Shostakovich: Sinfonia n.9

Marinsky Orchestra, Gergiev (2012)

Chissà cosa è passato per la testa dei responsabili di Alto, quando hanno assemblato il cd che sto ascoltando con due sinfonie e due pezzi minori di Shostakovich. La 15a con Kondrashin (1974) è eccezionale e di riferimento, come ho scritto ieri; Scherzo op.1 e Ouverture Festiva con Rozhestvensky (1983) sono pezzi minori ma diretti e suonati al top; infine il merdone, una autentica schifezza, cioè la 9a di Gergiev. Veramente brutta, priva di umorismo, di qualsiasi allure neoclassica, proprio povera di idee. Diretta di malavoglia, con tempi soporiferi e di una noia mortale! :cat_doh: Non voglio esagerare, ma forse la peggiore 9a mai sentita finora.

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On 7/10/2023 at 18:30, Madiel dice:

Meno male!

Ottimo il concerto di Casella, bellissimo anche nella versione originale per quartetto. La trascrizione per archi è stata del tutto occasionale: suggerita dall'editore, ma siccome l'autore non aveva tempo e voglia, fu affidata a un impiegato-musicista della Universal Edition che si occupava di tali operazioni :D Casella apprezzò molto il lavoro fatto e diede l'assenso alla stampa!

Alla faccia dell'impiegato, complimenti! 😮

 

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Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 12 ottobre 2023 19:30
in diretta dal Parco della Musica, Roma

Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Concerto di inaugurazione della Stagione sinfonica
in collaborazione con Festa del Cinema di Roma

Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Ivan Fisher, direttore
Andrea Secchi, maestro del Coro
Yuri Ancarani, proiezione cinematografica

Ottorino Respighi : Pini di Roma, poema sinfonico, P 141 (1924)
- I pini di villa Borghese - Allegretto vivace – Più vivo – Vivace
- I pini presso una catacomba. Lento – Più mosso – Ancora più mosso – Poco meno – Più lento
- I pini del Gianicolo. Lento – Poco animato
- I pini della Via Appia. Tempo di marcia

Franz Liszt : O Roma Nobilis S. 54

Ottorino Respighi : Fontane di Roma, poema sinfonico,P 106 (1916)
- La fontana di valle Giulia all’alba. Andante mosso
- La fontana del tritone al mattino. Vivo – Un poco meno (allegretto) – Più vivo (gaiamente)
- La fontana di Trevi al meriggio. Allegro moderato – Allegro vivace – Più vivace – Largamente – Calmo
- La fontana di vita Medici al tramonto. Andante – Meno mosso – Andante come prima

Franz Liszt : Dall’Alma Roma S. 36

Ottorino Respighi : Feste romane, poema sinfonico, P 157 (1928)
- Circenses. Moderato, Molto allegro, Moderato, Allegro molto, Moderato, Molto allegro, Pesante, Andante, Più mosso, Ancora più mosso, Precipitando, Allegro, Allegro vivo, Largo
- Il Giubileo. Doloroso e stanco, Poco più mosso, Allegro moderato, Allegro festoso, Più calmo, Allegro
- L'ottobrata. Allegro gioioso, Allegretto vivace, Meno mosso, Andante sostenuto, Più Lento, Andante lento ed espressivo
- La Befana. Vivo, Vivacissimo, Vivo, Tempo di Saltarello, Tempo pesante di Valzer, Tempo più moderato di Saltarello, Molto vivo, Meno vivo, Vivacissimo, Molto vivo, Sostenuto, Presto, Prestissimo

-

Trilogia inaugurale romana ...o beh, finalmente qualcuno che non le manda a dire a nessuno, neppure al compositore: quest'orchestra con questa direzione su queste opere è presenza di grande consistenza, e non una questione di personalità, anzi: corale, ma non di domande ma di proprietà: qui c'è un mondo un tuo mondo, fratello, compagno, compaesano all'ascolto...

Non riesco a capacitarmi che I. Fischer non abbia diretto anzitutto opere nordiche...! non c'è niente di obbligato rissoso ma neppure di tanto concettuale (seppure nel rigore accademico) in questo spirito romantico così poco individualistico, viene in mente un Walt Whitman fosse mai stato capace d'affrescare.

P.S. 1: trasmissione radiofonica all'altezza.

P.S. 2 : produzione (audiovisuale, mi dicono) meritevole di confezionamento per riproduzione in sale cinematografiche e TV mondiali prima ancora che in DVD: perché un qualcosa d'arricchente, punto, e di questi tempi meriterebbe, di non archiviarlo in un incasso di serata.

Disponendo della sola diretta audio, un grazie per il reportage volante da parte dell'inviato di Radio3: davvero uno splendido valore aggiunto ogni sua parola.

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11 ore fa, Endymion dice:

Alla faccia dell'impiegato, complimenti! 😮

 

Per essere preciso, direi piuttosto un arrangiatore professionista, ma pur sempre impiegato rimane! :cat_lol:

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1 ora fa, Madiel dice:

Appena arrivato e passo all'ascolto, ancora a bocca aperta per la confezione del disco che non immaginavo così lussuosa

Puccini: Il Tabarro

Giacomo Puccini – Il Trittico (1994, CD) - Discogs

Eh robe d'altri tempi...:rolleyes::cray:Madiel, per curiosità cosa ne pensi de Il Trittico di Pappano? Perché dal punto di vista orchestrale personalmente lo trovo incredibile...

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1 ora fa, Snorlax dice:

Eh robe d'altri tempi...:rolleyes::cray:

Veramente un affarone! Io pensavo che fosse qualcosa di più spartano e senza libretto, anche perché per cinque euro mica mi aspettavo la Luna da uno sconosciuto rivenditore di ebay. Invece, librettone, cd perfetti, confezione priva di qualsiasi forma d'uso, praticamente nuovo! :blink:

1 ora fa, Snorlax dice:

Madiel, per curiosità cosa ne pensi de Il Trittico di Pappano? Perché dal punto di vista orchestrale personalmente lo trovo incredibile...

Non l'ho mai sentito (almeno credo)! Conosco poco Puccini, escluse un paio di opere ascoltate occasionalmente, non ho mai approfondito (e mi chiedo ora perché :D ) Ogni volta, confesso, è un compositore che mi stupisce. Tralasciando dettagli tecnici sull'esecuzione (c'è solo qualche indebolimento della Freni in un paio di passaggi dove deve darci dentro di polmone :D ), sono rimasto colpito di nuovo dall'orchestrazione dell'opera. Ha per buona parte un tono ambiguo fintamente innocente e allusivo, mai malizioso, a volte perfino nostalgico, poi poco alla volta diventa plumbea. Sembra di finire in un abisso, in ogni senso. Il gioco dei timbri è magistrale, si sente qualsiasi dettaglio dell'orchestra, ha un suono "novecentesco". Nella conclusione, poi, è incredibile l'acquosità paludosa che ne cava. Avrei qualche riserva sulla concezione drammaturgica, ma si sa che la donna pucciniana è passiva, vittima delle circostanze, degli uomini sbagliati e di scelte sventate. E' una donna borghese  e provinciale d'inizio secolo, che deve pagare in qualche modo le sue libertà, non può e non deve fare concorrenza alla "potenza" maschile. Quando sentivo Giorgietta che ingannava il marito con artificio debolissimo da donnetta infoiata e illusa, ho ripensato in automatico, per chissà quale salto mentale, alla donna standard di Schreker: onnipotente, prevaricatrice, peccaminosa, demoniaca e devastatrice :cat_lol:

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1 ora fa, Madiel dice:

Avrei qualche riserva sulla concezione drammaturgica, ma si sa che la donna pucciniana è passiva, vittima delle circostanze, degli uomini sbagliati e di scelte sventate. E' una donna borghese  e provinciale d'inizio secolo, che deve pagare in qualche modo le sue libertà, non può e non deve fare concorrenza alla "potenza" maschile.

Sono donne che aspirano ad essere più intelligenti e furbe degli uomini, di cui subiscono immancabilmente il fascino... e finisce sempre che si mettono nei casini e poi cercano dagli uomini la soluzione, o se la augurano :D Alla fine nel bene o nel male soccombono (alle situazioni e all'amore stesso), anche a costo di umiliazioni. Poi ci sono quelle che hanno fatto la cazzata all'inizio della vicenda e tentano improbabili autosuggestioni o espiazioni. Anche quando l'opera è a lieto fine, come Fanciulla del West, la donna cede all'amore, scappa con l'uomo, e abbandona la sua "famiglia" (di minatori in quel caso) lasciando uno strascico di dolore e sconforto negli altri. Nella vita doveva essere un gran figlio di.... il nostro Maestro, impossibile resistergli:

Acculturarsi_-Michele-Placido-d%C3%A0-vo

2 ore fa, Snorlax dice:

Eh robe d'altri tempi...:rolleyes::cray:Madiel, per curiosità cosa ne pensi de Il Trittico di Pappano? Perché dal punto di vista orchestrale personalmente lo trovo incredibile...

Snorlino sei peggio del mago Binarelli! 

Con tutto sto parlare di Trittici, mi ero fatto un giro online perchè avevo visto questo dvd di una diecina di anni fa:

71dH52ORbbL._AC_UF1000,1000_QL80_.jpg

Copertina trashissima, ma cast femminile che mi sembra davvero azzeccato, praticamente con le fuoriclasse dell'epoca in ambito drammatico (Westbroek), lirico (Jaho), e leggero (Siurina). E dire che dal Trittico in cd di Pappano (quello EMI) mi sono sempre tenuto lontano perchè il cast mi pareva loffio (ma si sa come funziona, scelte d'etichetta). Unico che non mi convincerebbe, Lucio Gallo, che mi è sempre parso un po' leggerino (e non certo di personalità travolgente). Ci faccio un pensiero serio, vedo se magari c'è qualcosa sul web da vedere. Pappano è un grande pucciniano secondo me, perchè è analitico come i direttori moderni, ma anche molto viscerale e "de core". 

PS: nota sulla Freni, aveva già 50 anni credo all'epoca di questo Trittico e, per essere la Freni, se la cava alla grande (attenzione, l'ha fatto solo in studio però, furbetta!). Io ho sempre preferito la Scotto, in Puccini specialmente ma in generale, però devo ammettere che la Freni "sfatta" degli anni '80 e '90 cercava soluzioni interpretative nuove, che nella Freni giovane non sento. Il binomio Karajan-Freni ad esempio per me è il male assoluto, tutto ciò che non voglio sentire in quest'autore.

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2 ore fa, Majaniello dice:

Sono donne che aspirano ad essere più intelligenti e furbe degli uomini, di cui subiscono immancabilmente il fascino... e finisce sempre che si mettono nei casini e poi cercano dagli uomini la soluzione, o se la augurano :D Alla fine nel bene o nel male soccombono (alle situazioni e all'amore stesso), anche a costo di umiliazioni. Poi ci sono quelle che hanno fatto la cazzata all'inizio della vicenda e tentano improbabili autosuggestioni o espiazioni. Anche quando l'opera è a lieto fine, come Fanciulla del West, la donna cede all'amore, scappa con l'uomo, e abbandona la sua "famiglia" (di minatori in quel caso) lasciando uno strascico di dolore e sconforto negli altri. Nella vita doveva essere un gran figlio di.... il nostro Maestro, impossibile resistergli:

mi prude il mouse! :cat_lol::cat_lol::cat_lol::cat_lol:

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Krenek: Sinfonia Pallas Athene weint op.137 (1954)

Deutsche Staatphilharmonie Rheinland-Pfalz, KH Steffens

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4 ore fa, Madiel dice:

Veramente un affarone! Io pensavo che fosse qualcosa di più spartano e senza libretto, anche perché per cinque euro mica mi aspettavo la Luna da uno sconosciuto rivenditore di ebay. Invece, librettone, cd perfetti, confezione priva di qualsiasi forma d'uso, praticamente nuovo! :blink:

Non l'ho mai sentito (almeno credo)! Conosco poco Puccini, escluse un paio di opere ascoltate occasionalmente, non ho mai approfondito (e mi chiedo ora perché :D ) Ogni volta, confesso, è un compositore che mi stupisce. Tralasciando dettagli tecnici sull'esecuzione (c'è solo qualche indebolimento della Freni in un paio di passaggi dove deve darci dentro di polmone :D ), sono rimasto colpito di nuovo dall'orchestrazione dell'opera. Ha per buona parte un tono ambiguo fintamente innocente e allusivo, mai malizioso, a volte perfino nostalgico, poi poco alla volta diventa plumbea. Sembra di finire in un abisso, in ogni senso. Il gioco dei timbri è magistrale, si sente qualsiasi dettaglio dell'orchestra, ha un suono "novecentesco". Nella conclusione, poi, è incredibile l'acquosità paludosa che ne cava.

Cavolo, e io che pensavo di aver fatto l'affare a ben il triplo del prezzo! :o:blink:

Pappano te lo consigliavo perché dal punto di vista orchestrale lo trovo un must per questo capolavoro pucciniano, avendo anche per le mani due gioiose macchine da guerra come London Symphony e Philharmonia. Per me imprescindibile.

Se vuoi un Tabarro il più plumbeo e abissale possibile - per riprendere le tue aggettivazioni che calzano a pennello - allora Maazel (CBS) è il tuo uomo. Trovo la sua direzione potentissima dal punto di vista espressivo, checché ne dica Giudici, il quale in tal caso mi trova in grande disaccordo.

 

3 ore fa, Majaniello dice:

Snorlino sei peggio del mago Binarelli! 

Con tutto sto parlare di Trittici, mi ero fatto un giro online perchè avevo visto questo dvd di una diecina di anni fa:

71dH52ORbbL._AC_UF1000,1000_QL80_.jpg

Copertina trashissima, ma cast femminile che mi sembra davvero azzeccato, praticamente con le fuoriclasse dell'epoca in ambito drammatico (Westbroek), lirico (Jaho), e leggero (Siurina). E dire che dal Trittico in cd di Pappano (quello EMI) mi sono sempre tenuto lontano perchè il cast mi pareva loffio (ma si sa come funziona, scelte d'etichetta). Unico che non mi convincerebbe, Lucio Gallo, che mi è sempre parso un po' leggerino (e non certo di personalità travolgente). Ci faccio un pensiero serio, vedo se magari c'è qualcosa sul web da vedere. Pappano è un grande pucciniano secondo me, perchè è analitico come i direttori moderni, ma anche molto viscerale e "de core".

Non conosco l'edizione video, ma ti do ragione su quella EMI, in quanto il cast va dal buono (Gianni Schicchi), al decente (Il Tabarro), al dir poco mediocre (Suor Angelica, con una protagonista alquanto disastrosa). Peccato, perché vista l'ottima direzione e le grandi orchestre impiegati, poteva diventare una bella reference.

Per restare in tema, vi informo che oggi ho cominciato ad approcciare questa:

OS02OTgxLmpwZWc.jpeg

E' un po' uno strazio, in quanto un'esecuzione del genere meritava una registrazione in studio - o, perlomeno, un live più "controllato" - che una testimonianza piena zeppa di rumori di scena, fracasso del pubblico e applausi che interrompono spesso il flusso musicale. Anche l'orchestra non è ripresa benissimo, si perdono un bel po' di dettagli. Diciamo che la direzione di Maazel è talmente grande che si sopportano anche le precarietà del caso, però che peccato! :huh:-_- Apprezzabile anche la nostra Katia, più in forma di quello che pensavo.

Conto di potervene parlare al più presto, sperando di averne i mezzi...

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1 ora fa, Snorlax dice:

Cavolo, e io che pensavo di aver fatto l'affare a ben il triplo del prezzo! :o:blink:

9,84 sterline in tutto con le spese di spedizione. Forse il proprietario l'ha dato via super scontato giusto per toglierselo dai piedi, forse non gli piaceva l'edizione, chi lo sa... 

1 ora fa, Snorlax dice:

Pappano te lo consigliavo perché dal punto di vista orchestrale lo trovo un must per questo capolavoro pucciniano, avendo anche per le mani due gioiose macchine da guerra come London Symphony e Philharmonia. Per me imprescindibile.

Non sono mai stato attratto da Pappano, per cui... boh!

1 ora fa, Snorlax dice:

Se vuoi un Tabarro il più plumbeo e abissale possibile - per riprendere le tue aggettivazioni che calzano a pennello - allora Maazel (CBS) è il tuo uomo. Trovo la sua direzione potentissima dal punto di vista espressivo, checché ne dica Giudici, il quale in tal caso mi trova in grande disaccordo.

Me lo vedo bene Maazel in questo repertorio, poi ignoro cosa dica Giudici. Il suo cd l'avevo incrociato a due soldi, ma poi, essendo poco pratico del repertorio discografico pucciniano, l'avevo lasciato perdere e sono andato sul sicuro seguendo i commenti sul forum (mi pare che anche Pinkerton avesse consigliato a suo tempo il box Decca). Tutto sommato è andata bene. Adesso devo concentrarmi sull'ascolto di Suor Angelica, l'unica delle tre opere che conoscevo già da tempo. Ho sempre avuto dei sentimenti contrastanti verso questo lavoro, ma confesso di non essermi mai applicato a dovere.

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2 ore fa, Madiel dice:

mi prude il mouse!

Maddai, e perché? 😆 Si chiama verismo perché è opera-verità :cat_lol:

2 ore fa, Snorlax dice:

Non conosco l'edizione video, ma ti do ragione su quella EMI, in quanto il cast va dal buono (Gianni Schicchi), al decente (Il Tabarro), al dir poco mediocre (Suor Angelica, con una protagonista alquanto disastrosa). Peccato, perché vista l'ottima direzione e le grandi orchestre impiegati, poteva diventare una bella reference.

Si quello Schicchi Emi ha il lusso di Jose va Dam, che non ce lo vedo ma è così un grande che qualcosa avrà tirato fuori. E poi le orchestre indubbiamente. Il cast del dvd mi sembra però molto più interessante e a fuoco, più aderente a scelte musicali che editoriali, e davvero potrebbe essere l'edizione (mia) definitiva. E da quel che ho sbirciato mi potrebbe piacere pure la regia di Jones. 

Alla fine, tolti i Trittici anni 50, le edizioni in disco sono quelle (almeno per chi lo vuole completo) e cioè Maazel per una lettura più modernista (pure con un grande cast) e Bartoletti per una visione più tradizionale, all'italiana. Per i video, io conosco il vecchio Levine dal Met, solita baracconata senza regia, ma con la Scotto (che canta tutti e tre i ruoli e non solo due come con Maazel) e il nuovissimo con Asmik Grigorian, figlia d'arte ma molto talentuosa e giustamente sulla cresta dell'onda, che varrebbe da sola il prezzo del biglietto, giacché non mi persuade né la regia né la direzione un po' troppo sinfonica di Welser-most. Comunque ho deciso di recuperare un po' di video, @Ivesdirebbe, non a torto, che l'opera in cd è una roba un po' old-fashion. 

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9 ore fa, Majaniello dice:

Comunque ho deciso di recuperare un po' di video, @Ivesdirebbe, non a torto, che l'opera in cd è una roba un po' old-fashion. 

Dati alla mano, lo è, poi anch'io la ascolto spesso in CD e più di sovente smadonno per certe regie. Di contro ci sono spettacoli ancora notevoli. A tal proposito, ma forse da collocare nella categoria "film d'opera", mi viene in mente il Gianni Schicchi di Michieletto/Montanari, che ritengo sia un capolavoro musicale e registico. Forse lo trovi sui Raiplay...

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2 ore fa, Majaniello dice:

@Madiel ho appena cominciato la Lucrezia di Respighi e ho già trovato una perla di saggezza:

"Due soltanto sono i giorni più soavi, quello che la sposi, e quello del trasporto funebre!". 🤣

Meglio non commentare! :cat_lol:

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Puccini: Suor Angelica

la solita edizione

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Mi spiace che anche quest'opera non mi abbia trasmesso alcuna emozione. A partire dal soggetto "classico", attorno al quale, sarà un limite mio, non riesco ad imbastire alcuna riflessione interessante (in pratica Lucrezia vendica una violenza sessuale uccidendosi). Ultima opera scritta da Respighi, lasciata incompiuta e completata dalla vedova del maestro e da Porrino (non so in che percentuale), si libera del ricco colorismo orchestrale che avevo ascoltato in Belfagor (limite ma anche motivo di un qualche interesse) e punta ad un più essenziale neoclassicismo, anche se in verità si ascoltano un sacco di tentazioni post-romantiche che proprio classiche non sono. Il limite secondo me è un po' quello, da un lato c'è una de-drammatizzazione talvolta un po' forzata (bizzarra la presenza di un personaggio, La Voce, che di fatto è un narratore fuori campo), dall'altro ci sono scene, come l'incontro tra Lucrezia e Tarquinio - che richiama molto l'incontro tra Tosca e Scarpia di pucciniana memoria - che aspirano ad essere altamente drammatiche ma, come dire, non graffiano come dovrebbero. Ecco, per me Respighi non sa essere fino in fondo nè scabro e tragico nè violento e drammatico, quel suo rimanere a metà che nella musica strumentale mi avvince, in un frangente come questo mi trasmette solo incompiutezza. Per paradosso, uno dei pochi momenti emozionanti è nel finale, dove la nenia di Lucrezia prende forza grazie ad un abbandono straussiano che riscalda un po' l'ambiente. 

Scritta per Maria Caniglia, la parte della protagonista è cantata in maniera abbastanza persuasiva ed accurata da tale Michela Remor, ed anche la Kaluza come Voce è soddisfacente. Peggio fanno i maschietti, anche se fortunatamente sono ruoli di contorno. Affidabile come sempre il maestro Adriano.

Ed ora un pezzo che invece ritengo stupendo, qui sì che ha il coraggio di portare l'arcaismo fino in fondo, con notevoli richiami al folclore popolare nostrano:

 

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