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Cosa state ascoltando ? Anno 2023


Madiel

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On 17/8/2023 at 08:59, Madiel dice:

Non ne sapevo nulla, in effetti non seguo l'attualità cinematografica. Mi accorgo di un bel film dopo tre o quattro anni dalla sua uscita nei cinema :D

Finora si parla molto del naso finto messo a Bradley Cooper :lol: (esagerato secondo alcuni attori ebrei, approvato dai figli di Bernstein)...

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ih, si preannuncia generosamente musicale il Promenade Concert di stasera 🙂

Per me personalmente sarà ghiotto recuperare l'opera di S. Moussa, di cui all'epoca mi fidai di acquisire negli ascolti il suo
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Samy Moussa : "Cyclus"
CD 60:27 DDD 2014 Col legno 9120031341079

-

Rai Radio3 Suite - Il Festival dei festival 18 agosto 2023 20:30

in diretta Euroradio da Londra, Royal Albert Hall


PROM 44 2023
BBC Scottish Symphony Orchestra
Gemma New, direttore
Pavel Kolesnikov, pianoforte

[1] Samy Moussa : Sinfonia n. 2
prima europea
co-commissione BBC

[2] Dmítrij Šostakóvič : Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 Op. 102
- Allegro
- Andante
- Allegro

[3] Igor Stravinskij : L'Oiseau de feu,
balletto fantastico in due quadri

-

[1] Mah... classicheggiante nel senso della vulgata (anglosassone?) di questo termine. E quindi anche qualcosa anni '60 '70? un delicato gusto per, come dire, dei giocattoli musicali (e fortunatamente senza indulgere nel minimalismo, al più nell'epica da ...Cronache di  Narnia 😁 ).

[2] Direi anche bell'esercizio stasera di direzione, con gesto appena troppo studiato: il brio galop prima e dopo la tentata vaghezza, in quest'Op. 102, l'effetto è insieme d'amorevolezza ma anche di una certa distanza dall'inquietudine compositiva, l'eterno dubbio sull'ironia del mitico Compositore, che comunque ne esce popolare 🙂.

[3] Con Gemma New la Scottish Symphony stempera le fascinose opzioni di "wagnerismo del Nord" per mantenere quelle di un'amabilità cioè curiosità lieta nel ricreare atmosfere di fatto riflessive in un momento di gioco intelligente. Insomma mi piacciono queste moderazione e eleganza che colgo, nella tensiva progressione-nella-variazione propria di questa pagina, in fondo non così spesso adottate con I. Stravinskij. Viene ricreata una curiosa pulita freschezza nella classicità, direi congeniale al progetto Proms. "A quiet force" così leggo ha detto di recente una M.-H. Bernard, CEO St. Louis Symph. Orch., di Gemma New: appena un pizzico americana, nel momento del colore, va' 🙂 aggiungo io.

-

 

Addendum: e l'indomani mi vado perché no a rileggere la fiaba ripescata dall'Überschriftsteller (epiteto coniato da me per quest'occasione 🙂) Djagilev e sodali... e allora ecco qua cosa ci ho visto e sentito ...al volo 🙂:

L'Uccello di fuoco nelle mani del giovane erede della grande potenza della sua specie, così emergente sulla Terra, esprime un principio vitale non affatto estraneo ma eccedente lo sguardo più immediato, e il Principe nel rinunciare a sottometterlo si scopre un nuovo sguardo: tutte le diverse presenze di lì vengono trattate con una pari deferenza, compresi tra le presenze gli stessi avvenimenti, ogni agire altrui. E sono avventure anche sorprendenti, specie all'irruzione del quanto di meno comprensibile, la negatività l'oppressione da impietrire d'angoscia, ma entro lo sguardo fatto estatico vengono risolte via via in fluida danza, secondo un principio di giocosità possibile condivisa, in forma di gesto teatrale, di drammaturgia artificiosa, più barocca che neoclassica, la fiaba ammiccata tra adulti ...orgogliosamente mobili e perplessi insieme: l'uovo non può essere inteso come principio primo d'assoluto inciampo, ma come gesto fecondo del vivere il volitivo divenire, e beh sì mica da soli 🙂

 

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3 ore fa, superburp dice:

Finora si parla molto del naso finto messo a Bradley Cooper :lol: (esagerato secondo alcuni attori ebrei, approvato dai figli di Bernstein)...

Ho letto delle stupide polemiche, però ho visto con attenzione le foto di Bernstein e l'attore è assolutamente perfetto. Insomma, le solite cazz*e politicamente corrette che vanno tanto di moda in questo momento storico. Ma noi ce ne freghiamo e mandiamo giù dove sappiamo certa roba :cat_lol:

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8 ore fa, Madiel dice:

Ho letto delle stupide polemiche, però ho visto con attenzione le foto di Bernstein e l'attore è assolutamente perfetto. Insomma, le solite cazz*e politicamente corrette che vanno tanto di moda in questo momento storico. Ma noi ce ne freghiamo e mandiamo giù dove sappiamo certa roba :cat_lol:

Piuttosto penso che per gli amanti della classica sarà relativamente interessante dato che si concentrerà sul rapporto con la moglie. Comunque cercherò di vederlo.

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13 ore fa, superburp dice:

Finora si parla molto del naso finto messo a Bradley Cooper :lol: (esagerato secondo alcuni attori ebrei, approvato dai figli di Bernstein)...

Che penosa assurdità, fortunatamente gli eredi hanno spento sul nascere una polemica ridicola a dir poco. Anzi, dalle foto di scena e dal brevissimo teaser di Netflix, si nota proprio il gran lavoro dei truccatori per far assomigliare l'attore al Bernstein giovane. E ancora più impressionante la somiglianza fisiognomica con il Bernstein anziano (producono Spielberg e Scorsese). Poi sui contenuti e la qualità del film, vedremo...

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2 ore fa, superburp dice:

Piuttosto penso che per gli amanti della classica sarà relativamente interessante dato che si concentrerà sul rapporto con la moglie. Comunque cercherò di vederlo.

Il rapporto con la moglie è probabile che si sia riversato sul suo lavoro, considerato che divenne alcolizzato per i sensi di colpa. La moglie, inoltre, collaborò anche con il marito e ne indirizzò certe idee politiche (a questo proposito leggersi il celebre saggio di Tom Wolfe sui radical chic).

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53 minuti fa, Madiel dice:

Il rapporto con la moglie è probabile che si sia riversato sul suo lavoro, considerato che divenne alcolizzato per i sensi di colpa. La moglie, inoltre, collaborò anche con il marito e ne indirizzò certe idee politiche (a questo proposito leggersi il celebre saggio di Tom Wolfe sui radical chic).

Da quel che ho letto, Bernstein si auto-accusava della grave malattia della moglie, sopraggiunta subito dopo la fine della loro relazione, e che la spense in modo molto tragico e aggressivo (anche se negli ultimi mesi di vita i due si riappacificarono a quanto raccontano i figli). Da li aumentò le quantità di alcol e fumo, diventandone totalmente dipendente. Famosa la dedica alla moglie della registrazione del Requiem mozartiano con in copertina una bellissima foto di Felicia nei panni di Giovanna d'Arco di Honegger/Claudel. Le idee politiche di Bernstein erano ben note e sempre state "liberal" anche con svarioni ed eccessi, come era nella sua complessa personalità. Non credo che la moglie abbia indirizzato granché, Wolfe era un pure un gran chiacchierone, forse non ne seppe limitare certe ingenuità. Che Bernstein avesse simpatie di sinistra, idee pacifiste e in appoggio al movimento per i diritti civili e non sopportasse Edgar J. Hoover, risulta dai racconti di chi lo frequentò. Cosi come risulta accertata la sorveglianza dell'FBI (c'è un bel saggio di Barry Seldes sul Bernstein politico) almeno fino ad inizi '60, ma eravamo in epoca di delirio maccartista, per cui chi la pensava diversamente era etichettato come "comunista", persino icone come Marilyn ed Elvis...

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8 ore fa, Madiel dice:

Il rapporto con la moglie è probabile che si sia riversato sul suo lavoro, considerato che divenne alcolizzato per i sensi di colpa. La moglie, inoltre, collaborò anche con il marito e ne indirizzò certe idee politiche (a questo proposito leggersi il celebre saggio di Tom Wolfe sui radical chic).

Sì, ma speriamo non abbiano ridotto il tutto ad una storia sentimentale.

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10 ore fa, Majaniello dice:

newyork.png

mitico.

Lenny era un casinista sinistroso, ma non al punto da suscitare censure maccartiste, infatti rimase sempre un artista dell'ufficialità americana. Non fu mai simpatizzante comunista. Si era radicalizzato sul finire dei '60 e i primi '70, almeno sui diritti civili, per poi darsi una calmata dopo la pubblicazione di questa inchiesta giornalistica. In fondo in fondo era un liberal tipicamente americano, a cui tutto sommato importava di più la carriera e l'immagine pubblica della sostanza. 

La moglie che serve le tartine alle Pantere Nere nel duplex di Manhattan è deliziosissima ! Lenny non sarebbe mai arrivato a vette tanto sublimi senza una donna così eccezionale, raffinata e attenta ai dettagli :cat_lol:

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59 minuti fa, superburp dice:

Sì, ma speriamo non abbiano ridotto il tutto ad una storia sentimentale.

Non saprei. E, comunque, non sono quel genere di film che m'interessano. Del vecchio Bernstein preferisco i suoi dischi o i suoi video.

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22 ore fa, superburp dice:

Piuttosto penso che per gli amanti della classica sarà relativamente interessante dato che si concentrerà sul rapporto con la moglie. Comunque cercherò di vederlo.

Credo sia complesso fare un film su un qualunque direttore d'orchestra/compositore/pianista/divulgatore, c'è sempre il rischio di scadere nel mero documentario o nel concerto fine a stesso; e poi tutti hanno avuto un pò vite pallosissime e ordinarie. Bernstein cinematograficamente può funzionare perchè rispetto ai suoi colleghi ebbe una vita privata movimentata e scombinata, mantenendo rigorosissima quella musicale, ed è un personaggio conosciuto sia dall'appassionato (non puoi fare un film solo per cultori della classica, chi lo vedrebbe?) sia dal più vasto pubblico. Ci vuole una materia plastica che sia anche tragica e tocchi aspetti più vari della natura umana. Poi ovviamente va scritto bene e girato e recitato meglio. Piuttosto mi chiedo cosa stiano tirando fuori da quello su Celibidache con John Malkovitch....:lazy:

7 ore fa, Wittelsbach dice:

Ci sono sempre eh!

:bye:

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Debussy

Jeux

Strauss

Tod und Verklärung

Haydn

Symphony No. 60

Concertgebouw Orchestra, Amsterdam

Bernard Haitink

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Piacerà poco, e spesso forse delude per troppo perfetto professionismo di marca olandese, ma in questi tre diversi brani c'è forse il miglior Haitink (ma in tutto questo box del 2013 il livello è davvero alto, io lo consiglio tutto): una direzione che dimostra come si possa raggiungere alti livelli senza alzare la voce e gonfiare i muscoli, lavorando in maniera cesellatissima su ritmo e fraseggio. Un Debussy tra i più intricati risolto con scavatissime nonchalance contrappuntistiche, uno Strauss terribilmente oscuro e di straordinaria progressione drammatica e, sopresa, un Distratto spedito e fluido come non mai. Favolosa l'orchestra del Concertgebouw, davvero non somma di elementi ma corpo sonoro unitario che si muove pilotato dal bravo Bernard.

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5 ore fa, Ives dice:

Poi ovviamente va scritto bene e girato e recitato meglio. Piuttosto mi chiedo cosa stiano tirando fuori da quello su Celibidache con John Malkovitch....:lazy:

E fa la parte di Celibidone ? :o

----

 

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3 ore fa, Ives dice:

Debussy

Jeux

Strauss

Tod und Verklärung

Haydn

Symphony No. 60

Concertgebouw Orchestra, Amsterdam

Bernard Haitink

51F6-IBqc1L._UX358_FMwebp_QL85_.jpg

Piacerà poco, e spesso forse delude per troppo perfetto professionismo di marca olandese, ma in questi tre diversi brani c'è forse il miglior Haitink (ma in tutto questo box del 2013 il livello è davvero alto, io lo consiglio tutto): una direzione che dimostra come si possa raggiungere alti livelli senza alzare la voce e gonfiare i muscoli, lavorando in maniera cesellatissima su ritmo e fraseggio. Un Debussy tra i più intricati risolto con scavatissime nonchalance contrappuntistiche, uno Strauss terribilmente oscuro e di straordinaria progressione drammatica e, sopresa, un Distratto spedito e fluido come non mai. Favolosa l'orchestra del Concertgebouw, davvero non somma di elementi ma corpo sonoro unitario che si muove pilotato dal bravo Bernard.

Bel box: c'è il Bruckner della Terza con i Wiener e delle ultime due sinfonie con il Concertgebouw (seconda registrazione, quella fuori dal box bruckneriano) - ma di quel periodo (a cui risalgono anche Quarta, Quinta e Te Deum con i Wiener e una splendida Settima con il Concertgebouw) va recuperato tutto perché è una delle alternative più rigorose (e di qualità...) alle letture "tradizionali" di Jochum e a quelle "oggettive" di Wand; ma c'è anche il Mahler della Nona (che ha riscosso consensi critici quasi unanimi) e quello forse più discusso della Sesta.

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38 minuti fa, Florestan dice:

Bel box: c'è il Bruckner della Terza con i Wiener e delle ultime due sinfonie con il Concertgebouw (seconda registrazione, quella fuori dal box bruckneriano) - ma di quel periodo (a cui risalgono anche Quarta, Quinta e Te Deum con i Wiener e una splendida Settima con il Concertgebouw) va recuperato tutto perché è una delle alternative più rigorose (e di qualità...) alle letture "tradizionali" di Jochum e a quelle "oggettive" di Wand; ma c'è anche il Mahler della Nona (che ha riscosso consensi critici quasi unanimi) e quello forse più discusso della Sesta.

Concordo, le cose più trascurabili per me sono le sinfonie di Beethoven, di stracca routine (meglio il ciclo quasi-hip con la LSO fatto nei primi 2000) e un Brahms un pò spento e pedante. E la Sesta mahleriana, ma c'è un ottima Nona. Per il resto, bellissime incisioni.

2 ore fa, Madiel dice:

E fa la parte di Celibidone ?

Si. Film scritto e diretto dal figlio di Celibidache, già autore del noto documentario "Il Giardino...":

https://www.imdb.com/title/tt5335774/?ref_=hm_rvi_tt_i_1

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16 ore fa, Ives dice:

Credo sia complesso fare un film su un qualunque direttore d'orchestra/compositore/pianista/divulgatore, c'è sempre il rischio di scadere nel mero documentario o nel concerto fine a stesso; e poi tutti hanno avuto un pò vite pallosissime e ordinarie. Bernstein cinematograficamente può funzionare perchè rispetto ai suoi colleghi ebbe una vita privata movimentata e scombinata, mantenendo rigorosissima quella musicale, ed è un personaggio conosciuto sia dall'appassionato (non puoi fare un film solo per cultori della classica, chi lo vedrebbe?) sia dal più vasto pubblico. Ci vuole una materia plastica che sia anche tragica e tocchi aspetti più vari della natura umana. Poi ovviamente va scritto bene e girato e recitato meglio. Piuttosto mi chiedo cosa stiano tirando fuori da quello su Celibidache con John Malkovitch....:lazy:

Dipende molto dal regista ovviamente. Secondo me non è male il film sul processo di denazificazione di Furt.

Il mio timore è che facciano passare Bernstein come "quello di West Side Story e basta".

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Harris: Concerto per violino e orchestra (1949)

G. Fulkerson, violino - The Louisville Orchestra diretta da LL Smith

Ne avevo ascoltato un paio di movimenti e sembrava bello, ascoltato completo conferma le ottime impressioni. Pieno di temi evocativi e lirici tipici di Harris, stilisticamente non aggiunge nulla a quanto aveva già composto questo autore prima del 1949.

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On 18/8/2023 at 14:52, Pollini dice:

Ieri sera: "Tosca" di Puccini, in diretta dall'Arena di Verona su RAI3. A me è parsa una buona rappresentazione, comunque voglio dare un segnale e quando passano qualcosa in TV (anche se invero l'ho ascoltata in streaming da PC) ascoltarlo.

A quanti debba controdediche ed a @Pinkerton.

Io ho ascoltato qualcosa del primo atto, Pollini, ma mi è piaciuto solo il baritono.  Alagna per me è sommario e trasandato, forse perché ho nelle orecchie questo Cavaradossi:

 

Imparate da lui, tenorini di oggi.

La voce sempre avanti!

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Rai Radio3 Suite - Il Festival dei festival 22 agosto 2023
in diretta Euroradio da Londra, Royal Albert Hall

BBC Prom 49 2023

Robert Schumann : Das Paradies und die Peri, Op. 50
Oratorio profano per soli, coro e orchestra
Parte I, II, III
testo proprio, tratto da Lallah Rookh di Thomas Moore
musica di Robert Schumann

London Symphony Orchestra and Chorus
[nientemenoche] Simon Rattle, direttore
Lionel Sow, maestro del coro
con Lucy Crowe, Jeanine De Bique, Magdalena Kožená, Andrew Staples, Linard Vrielink, Florian Boesch

-

Quella di R. Schumann, tutto il dedicarsi di R. Schumann, è un'operazione accademica: la metacoscienza è la delizia e la croce, il paradiso e l'inferno di R. Schumann, il suo iniziare e il suo concludersi... Tutto sta in piedi quasi sublimisticamente (alla caccia del sublime) e insieme dubitativamente! cioè perché mai...? dov'è la ragion d'essere schumanniana? F. Schubert, e l'orribile magnifico ascriversi di L. van Beethoven, non erano riduttivamente "romantici" (cioè ideologicamente) ma brucianti di ecce homo qui, siamo e facciamolo l'uomo, immediatamente, senza mediazioni: R. Schumann crede e offre la gigantesca dignità della mediazione nel senso dello studio e la consapevolezza d'ogni gesto, cioè come condivisione. E condividere trascende: lo è anche per i (pre- o meglio ur-)romantici, ma per R. Schumann è programma ...disciplinare (il cosa accogliere ed è vedi mo' la Peri), talora ascesi, ma sempre quel tanto artificiale ...ma oh, sempre in una capacità d'originalità nient'affatto marginale: il fatto è che era in gamba, e quindi lo si ascolta sempre con grande guadagno di pace (suggestione controllata) interiore per così dire subito.

Proposta da dirla eccezionale questa della serata BBC Prom 49: en manque (di spaziotempo) d'un Wagner ecc.

(PS: orchestra un po' troppo sullo sfondo [ma potrebbe essere un mero problema di prese audio]: tutto il gioco - play - ne esce indebolito, seppure riflessivo)

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