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Cosa state ascoltando ? Anno 2023


Madiel

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Oggi sono stato ad Acquaviva, a pochi kilometri da casa mia, a fare delle commissioni. E chi se ne frega direte voi... no, perchè lì nella piazza principale si trova questa monumentale cassarmonica del 1930 sulla quale si possono ammirare scolpiti alcuni compositori pugliesi del XVIII e del XIX secolo:  Leonardo (de) Leo, Umberto Giordano, Saverio Mercadante, Giovanni Paisiello, Niccolò Piccini, Tommaso Traetta, Niccolò Van Westerhout e Giuseppe Millico.

Di questi l'ultimo indubbiamente è il meno noto, eppure nel '700 era un nome celeberrimo, essendo stato, tra le altre cose, il castrato preferito da Gluck, e l'artefice di Orfeo, Admeto, Paride in giro per l'Europa. Millico fu pure compositore di opere "riformate", tra le quali una su libretto proprio di Calzabigi dal titolo Ipermestra, sullo stesso soggetto delle Danaidi di Salieri (che per questo motivo ne avversò, a quanto pare, la rappresentazione). Millico era insomma un vero alfiere della riforma che oggi chiamiamo gluckiana a Napoli, peccato che non sia stata registrata nè incisa nessuna delle sue opere, nell'estratto che sto ascoltando si apprezza un linguaggio interessante a metà tra scuola napoletana e viennesità gluckiana (ma anche mozartiana, così mi pare), non troppo diverso da quello che si ascolta nei capolavori di Traetta e nelle ultime opere di Piccinni.

Se però Traetta operava prevalentemente nelle corti illuminate di Parma e San Pietroburgo, mentre Piccinni era diventato l'ennesimo italiano eroe dei francesi, Millico aveva l'ardire di proporre la sua musica essenziale e raffinata proprio nella città simbolo dell'edonismo vocale, come solo successivamente oseranno Manfroce e Mercadante. La sua fama come compositore si limitò quindi ai circoli degli intellettuali napoletani, gli unici capaci di apprezzare la modernità della sua proposta. Possibile aggiungo io che questa scelta, assai impopolare, abbia condizionato la diffusione della sua musica fino ai giorni nostri. Nella storia dell'arte bisogna sempre essere al posto giusto nel momento giusto.

 

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Un pezzo bellissimo di Josef Suk, il poema sinfonico "Racconto d'estate", uno di quei grandi affreschi atmosferici di fine Ottocento che preannunciano il "Pelleas" di Schoenberg ma sono più romantici e meno espressionistici: ce ne sono tanti nella musica inglese, belga, olandese (Bax, Delius, Elgar, Lekeu, Franck, Diepenbrock), e questa ne è una declinazione boema, spettacolare e geniale, con molti soli dei fiati (tra cui uno di due corni inglesi) in cui la mitica CPO, sensibilmente guidata dallo specialista Mackerras, da qui il meglio di sè... @il viandante del sud in controdedica.

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I due concerti di Poulenc da qui. In primis, una nota sulla qualità di registrazione. Incisione a tutt'oggi meravigliosa di metà anni '70, spazialissima, limpida e naturale (l'organo è quello mastodontico della Royal Albert Hall, captato a regola d'arte, con suono potente e delicato al tempo stesso; equilibrate le sonorità delicate del cembalo e non è facile ottenerle in disco con orchestra). Simon Preston si disimpegna alla grande nei due strumenti, impazzando cantabilmente nel Concert e impostando un tono fortemente tragico e "liturgico" nel Concerto con Organo. Ma sottilissimo è l'accompagnamento di Previn con la LSO.

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il Preludio e Fuga in Mi minore di Nikolaus Bruhns
geniale artista tedesco volato nelle Celesti Cantorie a soli 31 anni (Schwabstedt, avvento 1665 – Husum, 29 marzo 1697)
https://www.youtube.com/watch?v=7u5nrV1IRdo&list=RD7u5nrV1IRdo&start_radio=1nsa

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16 minuti fa, glenngould dice:

Lo sto ascoltando da un paio di giorni...Ravel non è mai stato nelle mie corde, però ci riprovo

Mi leggi nella mente! Ascolto lo stesso video in questo momento! :blink:

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20 ore fa, glenngould dice:

Poteri paranormali :cat_lol:

Ma no, ne parlavamo l'altro giorno e praticamente sto ascoltando solo quello... è più statistica che mentalismo! :D

Accidenti, per un attimo mi ero illuso di avere un amico Superman! :cat_lol:

Continuo con il bel disco di Boulez con i concerti per pianoforte di Ravel

 

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La disamina di @Florestan era così accurata che ho pensato che il suo suggerimento fosse vicino ai miei gusti:

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da non bruckneriano mi piacciono le sinfonie più sfigate. Che bello quando entra questo tema:

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Ora pesko a caso:

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tanto per provare delle letture diverse dalle solite che conosco.

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Koechlin: The Seven Star's Symphony

Charles Koechlin - Ariane Matiakh, Sinfonieorchester Basel

Edizione molto bella, non mi attendevo niente di particolare e invece... ^_^ Magnifiche le tessiture del primo movimento, di una raffinatezza estrema, rese adeguatamente dalla direttrice francese.

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7 ore fa, Madiel dice:

Koechlin: The Seven Star's Symphony

Charles Koechlin - Ariane Matiakh, Sinfonieorchester Basel

Edizione molto bella, non mi attendevo niente di particolare e invece... ^_^ Magnifiche le tessiture del primo movimento, di una raffinatezza estrema, rese adeguatamente dalla direttrice francese.

Confermo, edizione eccellente! Mi ha fatto apprezzare questa sinfonia ispirata ad alcuni celebri personaggi del cinema internazionale degli anni venti. In particolare interessanti le variazioni sul nome di Emil Jennings, ricordo dell'Angelo blu.

E ora, un inedito che è tutto un programma, la penultima fatica orchestrale di Sibelius che è anche una specie di opera (o sinfonia) mancata. Mai sentita neanche la suite, figurarsi i 66 minuti di partitura completa!

BISCD581 - SCHNITTKE - Sibelius: the Tempest (Complete Incidental Music) -  CD EUR 21,52 - PicClick IT

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On 6/7/2023 at 18:45, Majaniello dice:

La disamina di @Florestan era così accurata che ho pensato che il suo suggerimento fosse vicino ai miei gusti:

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da non bruckneriano mi piacciono le sinfonie più sfigate. Che bello quando entra questo tema:

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La Seconda è una gran bella sinfonia, altro che! Solo che Wand l'ha incisa solo una volta, questa: lui considerava Bruckner "il più grande sinfonista dopo Beethoven", il che non significa che disprezzasse Brahms, tutt'altro (tra parentesi, quella di Wand con la NDR, la sua orchestra, è una delle migliori integrali sinfoniche di Brahms, degna di Klemperer e Walter...); significa che lui pensava che la "Decima di Beethoven" non l'avesse scritta Brahms (con la Prima), ma appunto Bruckner (con la Terza), e di seguito con le sinfonie maggiori avesse continuato la numerazione; questa visione non considera Bruckner l'inizio di un discorso che poi si sviluppa con Mahler, ma al contrario la fine più logica del discorso che parte dal Beethoven della Nona. Questa è la forza, ma anche il limite, dell'interpretazione bruckneriana di Wand.

P.S.: Caro @Majaniello, i secondi temi dei primi movimenti sono tutti bellissimi nelle sinfonie di Bruckner: la sua scrittura per gli archi e per i legni la trovo spesso più ispirata delle sue magnifiche frasi affidate agli ottoni.

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