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Cosa state ascoltando ? Anno 2023


Madiel

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35 minuti fa, ChrisEpoque dice:

Ciao ragazzi, sto svolgendo una ricerca sulle abitudini di ascolto delle persone. Vi chiedo 2 minuti del vostro tempo per compilare questo questionario, grazie a tutti!

Ancora ? Puntualmente tornate all'attacco, ma qua non c'è trippa per gatti... :cat_lol:

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Francis Poulenc (1899-1963) & Jean Cocteau (1889-1963) :

La Dame de Monte Carlo, monologue pour chant et orchestre

Mady Mesplé, soprano

Orchestre Philharmonique de Monte Carlo, dir. Georges Prêtre

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Nel fine settimana ho ascoltato dopo molti anni l'Enrico VIII di Saint-Saens ed è davvero un'opera molto bella, degnissima di apparire nei maggiori teatri del mondo (tanti anni fa esisteva solo un live vhs con la Caballé ed Estes). Qui viene vivificata al massimo grado dal direttore franco-truco Alain Altinoglu (live di qualche anno settimana fa a Bruxelles, regia di Olivier Py) che impone un passo fluido, morbido, di regale portamento, con un timbro setoso che garantiva il paradigma eufonico che tutta la musica di Saint-Saens contiene; con uno splendore di colori inimmaginabile in orchestra (e qui ottimo è anche il coro, impegnatissimo). Una meraviglia assoluta: quelle scene storiche sontuose, quell'incarnato di perla, quel bagliore a foglia d'oro, che rimandano alle pitture pompier francesi di metà-fine '800, di cui Saint-Saens è il gran cerimoniere. Purtroppo il cast di cantanti non sempre è all'altezza del compito, soprattutto nel reparto femminile, ma di contro c'è un grande protagonista nel ruolo eponimo, il baritono Lionel Lothe.

https://www.giornaledellamusica.it/recensioni/alla-monnaie-rinasce-henry-viii-di-camille-saint-saens

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6 ore fa, glenngould dice:

La Sinfonia di Wilson mi piace parecchio, così come quella di Harbison.

Sì, è un'ottima composizione quella di Wilson, è piena di ombre e tenebrosa, forse anche troppo. Harbison mi piace a metà: primo movimento faticoso, l'incipit quasi banale (perfino ripetuto dopo pochi secondi), sembra che l'opera sia scritta di malavoglia e proceda a stento, poi si illumina poco alla volta e brilla veramente negli ultimi due movimenti (secondo me i migliori). Le esecuzioni e la registrazioni sono da dieci e lode, il cd è eccellente.

Passando di palo in frasca, Philipp Jarnach un compositore che intuivo essere importante, almeno dal pochissimo che conoscevo, e infatti ne ho conferma in questo pezzo magnifico

Sonate II per pianoforte (1952)

K. Lessing, pianoforte

L'autore cammina su una corda tesa, non vuole cadere sotto nel vuoto avanguardistico, ma neanche tornare indietro e guardare al passato. Classico, più che neoclassico, svuota la modernità e ne lascia un bellissimo guscio vuoto. Pare un rilievo di Fidia, di una eleganza sopraffina (specie nelle proporzioni, tutto calcolato al millimetro) e frutto di una cultura musicale raffinata. Forse un Busoni campato dieci di più e finalmente arrivato nel suo Olimpo, senza più chimere. Jarnach è pronto a riattaccare il filo rotto negli anni trenta e dalla guerra, ma è troppo tardi perché i weberniani incombono e non fanno prigionieri. Impossibile passare al nemico, non ci rimane che ricreare un passato che in realtà non è mai esistito, senz'altro un sogno, ma bisogna crederci fermamente. E alla fine, commosso, mi viene spontaneo pensare "grazie di essere esistito Jarnach, ci ho creduto anch'io!" 

 

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6 ore fa, Wittelsbach dice:

Ragazzi non sono scomparso, sono solo in un momento introspettivo!

L'importante è non guardare troppo in basso, perché si rischia di cadere! :cat_lol:

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Appena rientrato da un bel concerto con doppia, graditissima sorpresa.

Il giovanissimo violoncellista romano Ettore Pagano (2003): un fenomeno di capacità tecnica e di personalità. Si è bevuto come un bicchier d'acqua l'assai arduo Concerto-Rapsodia di Kaciaturian. Se la giovane età non lo tradisce, sarà uno dei grandi musicisti dei prossimi anni.

La direttrice russa Alevtina Ioffe: anche lei personalità e capacità tecnica da vendere. Soprattutto un'esecuzione perfetta del Concerto per orchestra di Bartok, oltre che una rigorosa tenuta della partitura di Kaciaturian che sennò sbraca da tutte le parti. Al termine, una scena clamorosa che raramente si vede: tutta l'orchestra a farle festa in modo entusiastico con applausi, urla, pestoni coi piedi. E' bello vedere la riconoscenza di chi si sente valorizzato e guidato a dare il massimo.

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Honegger: Rugby

New York Philharmonic, Bernstein

Di questo direttore conoscevo già il suo Pacific 231, ipercinetico, ma qua il buon Lenny esagera proprio! I giocatori di Honegger si sono imbottiti di anfetamine :cat_lol:

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On 13/6/2023 at 22:27, il viandante del sud dice:

La roboante e coloratissima 1° Sinfonia di Khachaturian:

a chi gradisce!

Ieri, per colpa tua, mi sono riascoltato la sua 2a ! :cat_sad:

---

Honegger: Suite per La Tempesta (da Shakespeare) (1923)

Mariette Kemmer, soprano; Orchestre Symphonque de RTL, Hager

Meno conosciuta del tellurico Preludio, inciso per ogni dove, è stata rispolverata in occasione del centenario honeggeriano del 1992 e registrata. Suite breve, delicata e trasparente, di compostezza classicheggiante e con due interventi cantati, ma non credo valga la pena occuparsene più di tanto. Un pezzo ben fatto quanto minore, che a tratti non sembra neanche di Honegger! 

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Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 15 giugno 2023 20:30
in diretta dall'Auditorium RAI "Arturo Toscanini" di Torino

Rai Orchestra Pops n. 2
Orchestra Nazionale della Rai 
John Axelrod, direttore
Nicolas Namoradze, pianoforte

[1] Leonard Bernstein: Candide. Ouverture

[2] George Gershwin: Concerto in fa
per pianoforte e orchestra
- Allegro
- Adagio - Andante con moto
- Allegro agitato

[3] Aaron Copland: Appalachian Spring. Suite (1943-1944)
- Molto lentamente
- Veloce - Allegro
- Moderato
- Abbastanza veloce
- Ancora più veloce - Subito Allegro
- Molto lentamente
- Calmo e scorrevole - Doppio Movimento
- Moderato – Coda

[4] Leonard Bernstein: Divertimento per orchestra (1937- versione per orchestra 1938)
- Sennets and Tuckets
- Waltz
- Mazurka
- Samba
- Turkey Trot
- Sphinxes
- Blues
- In Memoriam – March: The BSO Forever

-

[1] Talvolta sarebbe più facile farlo, e quante volte mi sono chiesto perché nessuno mai si permette... ma a volte certe offerte andrebbero (di slancio o di curiosità) ...ripetute! sul momento! da capo e via! 😀

[2] Nel mio piccolo io mi dico fortunato per l'aver ascoltato un G. Gershwin solo dopo tanti classici che l'avevano preceduto, quindi condividendo - in modo storicamente informato... - un certo naturale... alzare del sopracciglio se non proprio l'arricciamento del naso a tanto gioco di "varietà" con quel non poco di sfacciato... (d'altra parte anche un Prokofiev allora, epperò...!). E classico-leggera credo si sia (in parte anche definitivamente) detto (se non proprio come per i valzer straussiani ma così via). A un riascolto più analitico però, che bello, oltre all'interesse per le mirabili ricerche di vocalità strumentali all'indomani del loro consistere tecnologico sempre piu formidabile, rinvenirvi anche tante attenzioni così squisite, per esempio al sapore popolaresco del trasalire, penso mutuato dal cinematografo, e un, molto anglosassone, gusto per il teatro dei caratteri sul palcoscenico eccetera...!

[3] Un rispetto per la Natura, così come si può ...inarrestabilmente? conseguire dallo sguardo a quel paesaggio, quel giorno, da dirlo come fosse per ciascuno. Ne viene una delicatezza compostezza di tratto facilmente costumato, decoroso anche nella esuberanza dei colori. Ma in una consapevolezza anche di ...sedere su vulcani d'universo, mica divani definitivi: per un domani, un domani, tutto qui-e-orizzonti... 🙂 

[4] Giorni fa mi aveva colpito, sorpreso, quel tratto di spessa soavità da quella banda di paese (credo La Banda di Ruvo di Puglia, dir. Pino Minafra) in diretta dalla spianata della Cattedrale di Trani per la festa di Rai Radio3... e così di converso sento qui ora, in questo delicatamente espresso, ma anche di polpa, L. Bernstein ...la banda di paese! 🙂

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10 minuti fa, il viandante del sud dice:

Tutta salute, no? :D

E certo, salto pure come un grillo! :cat_goofy:

1 ora fa, Virgin dice:

Buon 2023, Madiel!

Tua Virgin.

 

Un po' in ritardo, ma con il Ginastera sacro si perdona tutto! :cat_lol: Mi porto avanti con il lavoro e ricambio con un buon natale 2023! :D

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https://www.digitalconcerthall.com/en/concert/54509

Dal canale dei Berliner, avendo qualche ora di silenzio e libertà in casa, ascolto questo concerto diretto recentemente da Daniel Barenboim. Il direttore argentino ebbe una lunga fase di approccio e approfondimento del repertorio francese diciamo da Berlioz in poi, soprattutto negli anni 70-80 alla testa dell'Orchestre de Paris. Con risultati discografici talvolta interessanti e personali (apice la Terza di Saint-Saens e il suo Samson). Già tendeva ad allargare il fraseggio ma qui in vecchiaia siamo all'Apocalisse o quasi: soprattutto la sinfonia (ma anche Fauré è intriso di morte) è totalmente wagneriana, sontuosa nelle sonorità, lentissima e spaventosamente grandiosa e tragica. Mai sentito nulla di simile, a chi piace questo genere di interpretazioni è un bel sentire...io ho qualche dubbio che la lente di Wagner possa funzionare per tutto e tutti.

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Un po' di Sets for Chamber Orchestra da questo bellissimo disco

Charles Ives Complete Sets for Chamber Orchestra | Discover now at Naxos

Questa è la prova che quando si è grandi compositori non si butta via nulla, neanche i rimasugli! :o Mi riservo di scrivere due righe appena li ho ascoltati tutti, ma finora ce ho sentiti almeno un paio magnifici (Set for Theatre Orchestra e Set n.2).

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Rai Rai1 Radio3 16 giugno 2023 21:00
in diretta dall'Arena di Verona

100° Opera Festival
spettacolo inaugurale

Giuseppe Verdi: Aida

Orchestra, Coro, ballo e Tecnici della Fondazione Arena di Verona
Marco Armiliato, direttore
Roberto Gabbiani, maestro del coro
Stefano Poda, regia scene costumi luci coreografie 

con Simon Lim, Anna Netrebko, Olesya Petrova, Michele Pertusi, Yusif Eyvazov, Roman Burdenko, Riccardo Rados, Francesca Maionchi

-

...ehm non avrei mai pensato, in tanti anni, di "sentire addosso" così tanto (nei suoi contenuti, che ho l'impressione che stiano scuotendo, in una loro ehm qual attualità, i cantanti stessi, al recitarli, suggestionati certo dall'allestimento più concettuale che fiabesco) una vicenda teatrale, volendo, feuilleton ...in tempo di pace, cioè, ma mica adesso...

Si sa poco della consistenza musicale del teatro greco antico, ma certamente nel teatro d'opera moderno la ricerca musicale assurge a una spinta, o distrazione, in chiave trascendente, come rifugio in chiave poetica di minor confronto razionale e più esoterico quanto sempre sfidosamente drammatico cioè sanguigno vibratile, di continuo adombrante inciampi veritativi o quantomeno inscansabili...

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