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Cosa state ascoltando ? Anno 2023


Madiel

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Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 19 maggio 2023 20:00
in diretta dall'Auditorium RAI "Arturo Toscanini" di Torino

Stagione 2022/23, concerto n. 21

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Alessandro Bonato, direttore
Mao Fujita, pianoforte

Wolfgang Amadeus Mozart : Ouverture da La Clemenza di Tito, K 621 (1791)

Wolfgang Amadeus Mozart : Concerto per pianoforte e orchestra n. 23 in la maggiore, K 488 (1786)
- Allegro
- Adagio
- Allegro assai

Pëtr Il'ič Čajkovskij : Sinfonia n. 1 in sol minore op. 13 "Sogni d'inverno"
- "Visioni di un viaggio d'inverno" Allegro tranquillo
- "Terra desolata" Adagio cantabile, ma non tanto
- Scherzo. Allegro scherzando, giocoso
- Finale. Andante lugubre. Allegro maestoso

-

Mammamia (sentita l'intervista) che bel tipo questo Alessandro Bonato: nella sua semplicità ripercorre moltissimo dell'interesse possibile per le imprese musicali del passato.

Taccio del Mozart, forse un po' troppo esposto a quella tastiera, asciutto e rigido, ma io non ne sono estimatore e quindi.

L'esordiente sinfonia a programma ciaikovskiana non viene resa svenevolmente (che pure ne sarebbe potuta essere una cifra) ma drammaticamente nel senso della luminosità aperta, e diciamo pure di definizione, ma quindi nutriente, da curiosa déjeuner sur l'herbe quel tanto metafisica nella sua frequentazione mitologica del folclore in asse sud-nord, in forma d'inverno solstiziale (sol invictus) come emergenza di modernità (quasi beethoveniana modulata di naturalismo romantico ma anche di un curioso scientismo chissà se dalla direzione così còlto e proposto) su racconti di colore. Simpatico il finale reso à La Grande porta di Kiev.

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On 19/5/2023 at 22:51, zippie dice:

Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 19 maggio 2023 20:00
in diretta dall'Auditorium RAI "Arturo Toscanini" di Torino

Dovresti spostare la citazione che hai messo nel profilo in "interessi" nella firma in basso, è troppo lunga! Ogni volta che si aprono i tuoi post ci sono venti cm di troppo sullo schermo! :lol:

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Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 20 maggio 2023 22:30

Traiettorie 32 terza serata

registrato il 3 maggio 2022 a Parma, Casa della Musica

Quartetto Maurice
Georgia Privitera, violino
Laura Bertolino, violino
Francesco Vernero, viola
Aline Privitera, violoncello
Carlo Laurenzi, live electronics

Giacinto Scelsi : Quartetto n. 4 (1964)

Marco Stroppa :  Un segno nello spazio (1992)
- L’apogeo dei segni
- La sublimazione dello spazio. Scarno, come un automa

Jonathan Harvey : String Quartet No. 4 (2003)
per quartetto d’archi con live electronics

-

E per me stasera tra i tre vince Stroppa 🙂

Cioè anche sul siderale Scelsi intendo: questo #4 da dirlo per un lato - fatto aggio della tibetaneria, e cioè più ancora che da contestualizzarlo e datarlo - da goderselo come esercizio linguistico musicale significativamente "altro", ma d'altro canto anche quel po' così riduttivo?

Mentre per Marco Stroppa ...acquisizione immediata della "versione KNM Berlin" 🙂

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"Space"
CD 64:54 DDD 2018 Wergo 4010228737226

riferirò.

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On 20/5/2023 at 16:29, Madiel dice:

Dovresti spostare la citazione che hai messo nel profilo in "interessi" nella firma in basso, è troppo lunga! Ogni volta che si aprono i tuoi post ci sono venti cm di troppo sullo schermo! :lol:

Se è una richiesta in veste di Forum Admin andrei anche ad adeguarmi ovvio (il tempo di organizzarmi) ma se è un de gustibus di lettore, boh per ora lascerei: le derive commerciali Lo-Fi a me hanno talmente rovinato la vita di ascoltatore di registrazioni che ci tengo a non sostenere altro, anche fastidiosamente, nel mio angolino di profilo di User di un Forum sui massimi livelli di ricerca musicale.

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42 minuti fa, zippie dice:

Se è una richiesta in veste di Forum Admin andrei anche ad adeguarmi ovvio (il tempo di organizzarmi) ma se è un de gustibus di lettore, boh per ora lascerei: le derive commerciali Lo-Fi a me hanno talmente rovinato la vita di ascoltatore di registrazioni che ci tengo a non sostenere altro, anche fastidiosamente, nel mio angolino di profilo di User di un Forum sui massimi livelli di ricerca musicale.

Mmh, allora:

noto adesso che il mio lungo papiro di interessi viene riportato sotto l'avatar a fianco di ogni intervento, ma all'aprire il Forum da browser su PC desktop; da cellulare invece:

noto adesso che visualizzando da smartphone in modalità mobile non vengono da me visti né gli interessi né la firma in calce; da smartphone in modalità desktop (che però non sarebbe la sua) io vedo entrambi (interessi e firma) da un certo browser, solo gli interessi da un altro...

Mmh è sempre stato così?

In ogni caso a breve accorcerò gli interessi, garantito.

EDIT: fatto. Restano i boh interessi-firma da smartphone in modalità mobile / desktop.

 

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34 minuti fa, zippie dice:

Mmh, allora:

noto adesso che il mio lungo papiro di interessi viene riportato sotto l'avatar a fianco di ogni intervento, ma all'aprire il Forum da browser su PC desktop; da cellulare invece:

noto adesso che visualizzando da smartphone in modalità mobile non vengono da me visti né gli interessi né la firma in calce; da smartphone in modalità desktop (che però non sarebbe la sua) io vedo entrambi (interessi e firma) da un certo browser, solo gli interessi da un altro...

Mmh è sempre stato così?

In ogni caso a breve accorcerò gli interessi, garantito.

EDIT: fatto. Restano i boh interessi-firma da smartphone in modalità mobile / desktop.

 

Adesso è meglio! ^_^

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Stamattina leggevo questo:

Combattere il vino è un po’ come disconoscere la nostra storia, le basi della nostra cultura artistica, letteraria, musicale perfino.

E' Palù che parla, il presidente dell'Aifa, entrando a gamba tesa nella querelle sul vino che vede protagonisti alcuni noti medici dell'era Covid. 

Mi è così venuto in testa che il mondo dell'opera è pieno di vino e di brindisi, non ci avevo mai fatto caso consciamente...

@Pinkerton dì la tua, da esperto in tutti e due i settori :D 

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18 ore fa, Majaniello dice:

Stamattina leggevo questo:

Combattere il vino è un po’ come disconoscere la nostra storia, le basi della nostra cultura artistica, letteraria, musicale perfino.

E' Palù che parla, il presidente dell'Aifa, entrando a gamba tesa nella querelle sul vino che vede protagonisti alcuni noti medici dell'era Covid. 

Mi è così venuto in testa che il mondo dell'opera è pieno di vino e di brindisi, non ci avevo mai fatto caso consciamente...

@Pinkerton dì la tua, da esperto in tutti e due i settori :D 

 

 

 

 

 

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8 ore fa, Majaniello dice:

Verdi era figlio di un oste! E lui credo avesse un vigneto nella sua tenuta... Un vero sovversivo :D

Tradizione di famiglia.

Puccini invece si limita a un drink fra Pinkerton e Sharpless nel primo atto di Butterfly.

 

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Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 26 maggio 2023 20:30

Accademia Nazionale di Santa Cecilia - Stagione Sinfonica
in diretta dal Parco della Musica, Roma

Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Jakub Hrůša, direttore
Antoine Tamestit, viola

[1] Richard Strauss : Don Juan, poema sinfonico op. 20
- Allegro molto con brio
- Molto vivace

[2] Bohuslav Martinů : Rapsodia Concerto, per viola e orchestra
- Moderato
- Molto adagio - Poco allegro - Andante molto tranquillo

[3] Bohuslav Martinů : Memorial to Lidice
- Adagio

[4] Richard Strauss :  Morte e trasfigurazione, poema sinfonico op. 24

-

[1] Che splendida nitidezza questi orchestrali! come volessero, segnando il tempo, pronunciare speranze. In una grata dissimulazione antiretorica dei temi, al limitare della decostruzione, in una cura come di eleganza di abiti di tratto "secolo d'oro", perché no fiammingo, cioè dando per scontata la civiltà (quest'oggi un qualcosa di improbabilissimo) in questo caso dell'ascolto... Beh intanto grazie 🙂

[2] Mah, in parte la viola insieme asciutta e sognante di A. Tamestit aiuta a distogliere dall'esame di contesto storico, degli elementi compositivi, e di possibile drammatizzazione della pagina, per offrirla come tessuto di entertainment rispettoso ma anche di profitto tranquillo dei folclori (questi "prendono il tè in giardino parlando bene del governo" chiosa in un SMS un ascoltatore 😁).

[3] Irruzione inscansabile invece delle attualità, per portata pretesa da parte degli stessi aggressori della Storia, nel percorso compositivo, all'epoca sinfonico, di B. Martinů, che qui sembra intendere di contrapporre a tante nefandezze una monumentalità del rispetto dei sentimenti umani come ovvia, persistentemente sensata.

[4] (all'intervista) Bellissima l'idea di accostare la Tod und Verklärung straussiana in controluce con l'Asrael di J. Suk! 
(all'esecuzione) Una direzione nel riprodurre - un tale grande "olio su tela" serenamente (candidamente) visionario - che sembra voler invitare a (seriamente) prendersi tutto il tempo necessario, all'interpretare personalmente il volgere delle stagioni, luci e ombre in tralice, con anche una confidenza in una presenza (spirituale ma forse anche romantica in senso ...harmony) che sorregge, e beh le ...nuove albe straussiane sono un riferimento 🙂

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On 26/5/2023 at 08:50, Vigione dice:

Grande Dusapin! Ho gradito molto due suoi quartetti che ho ascoltato. Ho sentito questa composizione velocemente e sembra molto gradevole per il suo genere

Ci sono tornato casualmente, in quanto è un autore che non seguo. Leggevo la biografia di Halbreich su Honegger e a un certo punto, nella introduzione, l'autore accenna a Dusapin come il più "honeggeriano" dei compositori francesi contemporanei! Nello specifico si riferiva all'opera Roméo et Juliette (1988). Così sono andato a verificare una affermazione così incredibile, e in effetti ascoltando alcuni pezzi orchestrali direi che ci sia qualche fondamento.

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On 24/5/2023 at 13:24, Majaniello dice:

Stamattina leggevo questo:

Combattere il vino è un po’ come disconoscere la nostra storia, le basi della nostra cultura artistica, letteraria, musicale perfino.

E' Palù che parla, il presidente dell'Aifa, entrando a gamba tesa nella querelle sul vino che vede protagonisti alcuni noti medici dell'era Covid. 

Mi è così venuto in testa che il mondo dell'opera è pieno di vino e di brindisi, non ci avevo mai fatto caso consciamente...

@Pinkerton dì la tua, da esperto in tutti e due i settori :D 

Ce ne sono parecchi di omaggi al vino nell'Opera, dal barocco al 900...e pure i francesi hanno le loro chansons a boire. E questa arietta di Handel?...l'acqua rende ipocondriaco...😀

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Bel disco, molto curato editorialmente, come da tradizione della scozzese Linn, e dedicato a due grandi maestri del mottetto tardo-rinascimentale inglese; più famoso e celebrato Philips, totalmente sconosciuto se non agli appassionati del genere, Dering. Entrambi ferventi cattolici, furono esiliati al tempo della Riforma e viaggiarono moltissimo in Europa, tra Roma, Antwerp, Germania e Fiandre. E infatti si sentono numerose influenze religiose e musicali, captate in questo periodo di turbolenze artistiche e religiose. Martin e suoi cori di ragazzi danno a queste pagine la giusta dose di intensità e colore. Curiosa la somiglianza di repertorio con un vecchio disco anni '90 di Cleobury:

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Anche se i capolavori di Philips sono qua dentro:

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Sto piluccando brani di questa Vestale. Rousset è perfetto per tempi e fraseggi, forse mi aspettavo un po' più volume, più pienezza di suono, trattandosi di Spontini, l'uomo a metà tra Gluck e il romanticismo. Dettagli, in ogni caso. Mi sembra di poter dire che anche la protagonista sigla una prova più convincente di molte sue colleghe del recente passato. Registrazione necessaria da ascoltare attentamente.

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3 ore fa, Majaniello dice:

Sto piluccando brani di questa Vestale. Rousset è perfetto per tempi e fraseggi, forse mi aspettavo un po' più volume, più pienezza di suono, trattandosi di Spontini, l'uomo a metà tra Gluck e il romanticismo. Dettagli, in ogni caso. Mi sembra di poter dire che anche la protagonista sigla una prova più convincente di molte sue colleghe del recente passato. Registrazione necessaria da ascoltare attentamente.

Concordo, quantomeno a un ascolto, anche nel mio caso, parzialissimo. Incisione comunque meritoria come tutta la collana Bru Zane e con ottimi cantanti giovani e francofoni (un altro direttore forse ancor più adatto sarebbe stato Roth). A me questa musica piace assai, è un ponte verso Berlioz, forse l'unico erede della tradizione della tragedie-lyrique riscontrabile nell'800 (l'amava anche Wagner, ma che va per altri lidi); ascoltare certi passi de Les Troyens non fa che riportare alla mente le severe linee neoclassiche e marmoree di Spontini. Anche lo stile di canto è simile.

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