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Cosa state ascoltando ? Anno 2023


Madiel

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1 ora fa, Madiel dice:

Proviamo la 2a Sinfonia per archi del 1961

Niente male, ma lo stile è vecchiotto per quel periodo, sembra di una generazione precedente a quella di Boulez e Dutilleux. Un Honegger accademico. Sancan forse faceva parte della "terza via" seguita dal Martinon compositore o da Sauguet, che in Francia rimase stritolata tra vecchio e nuovo a cavallo degli anni cinquanta-sessanta e che alla fine non diede nulla di memorabile alla storia.

Tutto sommato un pezzo dignitoso. Invece, il Concerto per pianoforte non mi è piaciuto. Direi anche mediocre, stile anacronistico per l'epoca e neanche particolarmente brillante. Se lo si paragona ai grandi vecchi allora ancora viventi (Milhaud, Poulenc per esempio), è una pallida imitazione classicista. Sa di stantio e di muffa

 

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Haydn

Symphony No. 88

Chicago Symphony Orchestra

Fritz Reiner

Forse non ha le nuances ironiche o il brio sottile imposti da altri direttori, ma è una versione molto solida, ben squadrata ma appagante. La giustezza di Reiner colpisce ancora una volta. Inappuntabile.

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On 26/4/2023 at 12:25, Majaniello dice:

Mai sentito prima, notevole! ma Fauré era uno dei migliori della sua epoca, non mi stupisce che anche i pezzi minori siano validi. 

Lo si trova in qualche antologia per banda e poco altro. E in questo storico disco:

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Ma associato anche a Berlioz, la cui esaltazione dell'evento commemorativo irripetibile portava ad esiti colossali e certamente ben diversi dalle soffuse meditazioni di Fauré:

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Shostakovich

Symphony No. 3 "First of May", Op. 20

Chor und Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks

Mariss Jansons

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Al netto degli intenti celebrativi (l'ode finale semplifica il discorso ma possiede un suo nobile vigore), è un pezzo interessante e dimenticato del primo Shosta, compatto e ben squadrato, sottile soprattutto per la scrittura strumentale a volte molto complessa e la grande ricchezza polifonica di talune pagine. Bella la lettura di Jansons (conosco poi solo quella di Haitink, altrettanto valida): qui il direttore lettone funziona, è spigoloso e diretto come deve essere questa musica. Ottima l'orchestra bavarese e potente il coro. Buon Primo Maggio a tutti!

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21 ore fa, Ives dice:

Lo si trova in qualche antologia per banda e poco altro. E in questo storico disco:

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Ma associato anche a Berlioz, la cui esaltazione dell'evento commemorativo irripetibile portava ad esiti colossali e certamente ben diversi dalle soffuse meditazioni di Fauré:

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Disco che volevo comprare tempo fa, ma è molto raro e costa tantissimo! L'ho trovato in giro anche a 100 euro!!! :blink:

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Comincio a pensare che non sia solo la musica italiana del '700 ad essere sottovalutata dalla discografia ma, in generale, il mondo dell'opera e in particolare degli autori che attorno all'opera italiana hanno gravitato o che ad essa si sono abbeverati (Mozart escluso, ovviamente). Fino a pochissimi anni fa, ad esempio, la rilevanza di compositori all'epoca famosissimi come Hasse (già allievo di Porpora) e Graun (già allievo di Lotti) era assai trascurata, eppure sfogliando qualche documento dell'epoca le proporzioni di quel che furono questi personaggi vengon fuori senza tanta fatica. Un esempio "ad effetto" che mi ha colpito:

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Non sarà la Bibbia questa pubblicazione del 1799, ma fornisce quantomeno un punto di vista in diretta. Bach padre è già considerato il più grande compositore tedesco di tutti i tempi, così come Handel alla sua destra. Haydn è, tra i viventi, quello prescelto di stare al fianco di questi giganti (non un mistero che all'epoca fosse ben più stimato - e pagato! - di Mozart) mentre, udite udite, a completare la trinità c'è proprio Graun! Benchè oggi Hasse sia leggermente più popolare, Graun è per certi versi un compositore più raffinato, nel senso della scrittura vocale ma anche della trama strumentale, e deve stupire relativamente che potesse essere considerato da alcuni il più importante compositore nell'epoca di transizione tra Handel e Haydn. 

La selezione che sto ascoltando è un disco del 1967. Avevo curiosità di sentire come se la cavasse Bonynge in questo repertorio (in quel periodo registrerà anche Bononcini) e devo dire che è sempre stato avanti a tutti. Provate a sentire Scimone negli anni '80 e ditemi se questa non vi sembra una registrazione invecchiata meglio:

ovviamente grandissima Joan:

 

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On 28/4/2023 at 20:00, Rockmaninov dice:

 

Le versioni del film sono sempre le migliori..

In dedica a @Madiel  @Majaniello @Ives @miaskovsky@Pollini

curioso, in questo periodo mi sto vedendo tutti i film di Spielberg, circa la metà non li avevo mai visti, e mi sto soffermando proprio sulle colonne sonore di Williams.

18 ore fa, glenngould dice:

 

@Madiel

Eeehhhh, che meraviglia! :o  Credo l'abbiano riversata anche in disco, e dovrei averlo da qualche parte.

Io sono alle prese con questo, un pezzo molto sottovalutato e raramente eseguito di Honegger, che dedico a entrambi

Gran bel "remaster", suono spazioso e pulito, con un ottimo Munch sul podio. Un Honegger poco più che ventenne, già fa sentire di che pasta è fatto. Muscoli, dramma, orchestrazione pungente, narrazione impeccabile, e il tutto concentrato in pochi minuti.

Un po' di ossigeno, dopo il mediocre Sancan dell'altro giorno.

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20 ore fa, Majaniello dice:

Benchè oggi Hasse sia leggermente più popolare, Graun è per certi versi un compositore più raffinato, nel senso della scrittura vocale ma anche della trama strumentale, e deve stupire relativamente che potesse essere considerato da alcuni il più importante compositore nell'epoca di transizione tra Handel e Haydn. 

La selezione che sto ascoltando è un disco del 1967. Avevo curiosità di sentire come se la cavasse Bonynge in questo repertorio (in quel periodo registrerà anche Bononcini) e devo dire che è sempre stato avanti a tutti. Provate a sentire Scimone negli anni '80 e ditemi se questa non vi sembra una registrazione invecchiata meglio:

ovviamente grandissima Joan:

Mai visto questo disco di Bonynge! E ignoro Graun totalmente. Sapevo però dell'incisione integrale del Montezuma con Goritzki per Capriccio. Hasse invece è un autore molto alterno, alcune volte lo trovo valido (Cleofide di Christe), tante altre solo routinario benché divertente (La Serva, La Contadina). Sicuramente, per me, non geniale come qualche musicologo vorrebbe spacciarlo. Ottima sapienza strumentale, visione anche immaginosa e precisa di certo teatro, ma figlia più di solido artigianato che del vero colpo di genio. Mozart lo stimava, ma forse esagerava. E' stato comunque un grande nome tra Telemann/Bach e Mozart/Haydn.

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57 minuti fa, Ives dice:

Mai visto questo disco di Bonynge! E ignoro Graun totalmente. Sapevo però dell'incisione integrale del Montezuma con Goritzki per Capriccio. Hasse invece è un autore molto alterno, alcune volte lo trovo valido (Cleofide di Christe), tante altre solo routinario benché divertente (La Serva, La Contadina). Sicuramente, per me, non geniale come qualche musicologo vorrebbe spacciarlo. Ottima sapienza strumentale, visione anche immaginosa e precisa di certo teatro, ma figlia più di solido artigianato che del vero colpo di genio. Mozart lo stimava, ma forse esagerava. E' stato comunque un grande nome tra Telemann/Bach e Mozart/Haydn.

Per quel che conosco Hasse, nel suo momento d'oro aveva uno stile simile a quello di Vinci, quindi molto semplice ma di sicuro effetto. Hasse ha avuto un rilancio recente anche grazie alla fama di certi contraltisti. Ci sono però delle cose ultime che sono interessanti, ad esempio Piramo e Tisbe, che in parte risente dell'influenza "riformista" e la cosidetta Missa Ultima, che ho pure recensito da qualche parte. Sono autori che sto scoprendo adesso anche io, era per sottolineare che pure gli operisti tedeschi del XVIII secolo sono piuttosto malcagati (pensiamo anche alla generazione precedente di Keiser, Schurmann...). Di Graun esiste il Montezuma integrale della Capriccio, certo, anni '90, ed è da poco uscito il Silla diretto da De Marchi... e ovviamente un bel po' di dischi di musica sacra (di quella, non ho capito perchè, se ne incide sempre una fracca). 

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On 1/5/2023 at 13:19, Madiel dice:

Disco che volevo comprare tempo fa, ma è molto raro e costa tantissimo! L'ho trovato in giro anche a 100 euro!!! :blink:

Verissimo, anche io volevo comprarlo tempo fa in CD, ma mai trovato a prezzi umani, nemmeno usato :o

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11 ore fa, Ives dice:

Verissimo, anche io volevo comprarlo tempo fa in CD, ma mai trovato a prezzi umani, nemmeno usato :o

Vero, una follia, fuori mercato un po' come tutti i cd di quella antica etichetta, ormai da museo del disco!

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Intanto, scopro che ben otto anni fa qualcuno ha caricato una sinfonia di Mahler diretta da Barenboim

 

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6 ore fa, Madiel dice:

Intanto, scopro che ben otto anni fa qualcuno ha caricato una sinfonia di Mahler diretta da Barenboim

 

La Nona è forse quella che ha fatto più spesso, ci sono almeno due video e altrettante incisioni ufficiali tratte dagli stessi, di cui uno alla Scala:

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Poi credo ci siano 5 e 7...

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Ascoltatevi le quattro stagioni di Vivaldi... e pure quelle di Milhaud! Pur non essendo state concepite come un ciclo unitario, è l'autore a presentarcele insieme in disco, come se fossero i suoi concerti brandeburghesi. Musica deliziosa, che ve lo dico a fare.

Concertino De Printemps Pour Violon Et Orchestre De Chambre

Violin – Szymon Goldberg

Concertino D'été Pour Alto Solo Et Neuf Instruments

Viola – Ernst Wallfisch

Concertino D'automne Pour Deux Pianos Et Huit Instruments

Piano – Genevieve Joy, Jacqueline Bonneau

Concertino D'hiver Pour Trombone Et Orchestre À Cordes 

Trombone – Maurice Suzan

***

Ensemble De Solistes Des Concerts Lamoureux

Conductor – Darius Milhaud

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Diciamo subito che, a mio gusto, è un grandissimo disco, per essere sintetici. E il Concerto di Ligeti fa la parte del leone, essendo tra i più importanti del '900 assieme a quello di Berg. La violinista moldava è tanto strampalata, "fulminata" e "cigolante" in Beethoven e Mozart, quanto assolutamente fantastica e idiomatica in questo differente repertorio. Unica per virtuosismo ed energia, appare una vera furia, una fantasia caleidoscopica di colori e di accenti, una fantasmagoria ai limiti della possessione diabolica. Anche in Bartok è stepitosa per pacato lirismo, distaccata trasparenza della materia sonora e gestione del carattere improvvisativo e popolareggiante. Sul pezzo di Eotvos nulla da dire, non avendo riferimenti, ma si conferma validissimo direttore del '900 inoltrato.

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7 ore fa, Ives dice:

Sul pezzo di Eotvos nulla da dire, non avendo riferimenti, ma si conferma validissimo direttore del '900 inoltrato.

Eotvos è anche un compositore niente male! conosco bene solo questo cd ma lo trovo bellissimo (ed io con le avanguardie ho un rapporto controverso, diciamo puramente emotivo):

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Sul sito del compositore sono spiegate bene le sue intenzioni circa queste ed altre composizioni.

L'album che menzioni è affascinante nel suo complesso, è una bella operazione editoriale quella di mettere tre generazioni di ungheresi a confronto. Dopo tanti ascolti del concerto di Bartok però, mi sono reso conto che il mio preferito rimane Szekely (il dedicatario dell'opera, per chi non lo sapesse), col suo violinismo pulito, serafico e un po' svagato, è come se desse al concerto un tono involontariamente ironico e sinistro al tempo stesso. Non ho trovato più nessuno che lo suona così. Qui nel suo concerto d'addio:

Sugli altri non so dire, non ho tanti termini di confronto (di quello di Ligeti conosco solo l'edizione Zimmermann/de Leeuw). Comunque Patricia mi sta simpatica a prescindere dagli esiti molto alterni delle sue interpretazioni, fa parte di quella minoranza di personaggi che provano ad essere mainstream con mezzi inconsueti rispetto al mondo patinato delle major. Sarà una maniera anche questa, non metto in dubbio, ma almeno non è la solita zuppa. Di recente ho ascoltato questo: 

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perfetta nella scatenata sonata di Antheil, tremenda in quella di Beethoven, ma l'idea che questi dischi facciano indignare una fetta di pubblico ottuso e borghesotto mi fa gongolare in ogni caso :lol:

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Rai Radio3 Suite - Il Cartellone, 5 maggio 2023 20:30
in diretta dall'Auditorium Rai "Arturo Toscanini" di Torino

Rai Nuova Musica n. 4
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Michele Gamba, direttore
Francesco D'Orazio, violino

Bernd Alois Zimmermann : Photoptosis, preludio per grande orchestra (1968)

Enno Poppe : Schnur, per violino e orchestra (2019)

Bernd Alois Zimmermann : Stille und Umkehr, sketches orchestrali (1970)

Iannis Xenakis : Jonchaies per grande orchestra (1977)

-

Certo ascoltare a maggio a un accalorarsi di luna piena, difficile non kamizzare (shintoizzare) le tante espressioni musicali, piacevolmente disobbligate da una loro stessa espressività, ma ricondotte a disegno d'azulejos sfuggenti.

E. Poppe: certamente un concerto di grandi possibilità espressive per gli strumentisti; e certamente suggestivo il punto di vista del musicista che modella la corda parlante (tra il Golem e il GPT ...): ricorda l'ipnosi del carillon che non dismette mai l'affetto che vi si è racchiuso, una contrapposizione al vaso di Pandora. Ma questi movimenti spigolosi sottraggono superficie di rappresentazione, di fatto provocano a sospensione dei gradi di libertà del sogno ...educano senza aver detto.

Dopodiché alla meditazione tibetana sul vuoto pneumatico che B.A. Zimmermann direi conduce con senso serenamente (più ancora che non fatalisticamente) polemico, la giuncaglia ipertrofica (ma per radio non s'è potuto cogliere quanto) xenakissiana viene congiunta ripopolando tanto più fraternamente (nel suo squisito distinguersi dall'amichevole), o almeno così, con stilismo di gusto musicale, hanno, come con un sorriso, offerto i 109 e uno maestri dal vivo.

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Un pò di celebrazioni musicali da Londra, ascolto e vedo Gardiner dirigere alcuni mottetti bachiani e bruckneriani. Tra il pubblico, attento ascoltatore, scorgo Lionel Richie 😁 Poi attaccherà Pappano con gli inglesi e la musica celebrativa...

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@Ives che ne pensi di questo nuovo Solomon? ho beccato per caso il link dell'ouverture, che mi sembra diretta stupendamente, con un piglio drammatico nuovo rispetto alle vecchie edizioni. Bisogna vedere il resto com'è...

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9 ore fa, Majaniello dice:

@Ives che ne pensi di questo nuovo Solomon? ho beccato per caso il link dell'ouverture, che mi sembra diretta stupendamente, con un piglio drammatico nuovo rispetto alle vecchie edizioni. Bisogna vedere il resto com'è...

Non lo conosco, vedrò di sentire qualcosa in più. So che sta incidendo tutti i maggiori oratori handeliani per la Ricercar. Ho sentito bene il suo Samson e non mi convince. In primo luogo, è tagliatissimo, cassando più di un'ora di musica, assurdo poi per un'etichetta filologica come quella belga (tolte 3 arie del protagonista). Poi è un live con gli scaracchi del pubblico, per me oggi non si può sentire. Il cast è poca cosa, mi piaceva solo Zazzo. Mi convince invece la sua concertazione nervosa e altamente drammatica (viene dalla scuola di Garrido ed è bravissimo in Lully e Monteverdi o in autori spagnoli), che assicura ad alcune pagine una carica di energia davvero impressionante.

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