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Cosa state ascoltando ? Anno 2023


Madiel
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London Symphony Orchestra

Bel disco, lavori interessanti e godibili, direttore non trascendentale ma solido artigiano e buon gourmet del suono. Peccato solamente per la sinfonia di Samuel Jones (Palo Duro 😑) che non c'entra nulla ed è una ciofeca immane (registrata pure da Slatkin per Naxos!). Auguro a tutti un 2023 di pace e salute.

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Buon anno a voi!

@Wittelsbach @Madiel

Beh dai questo almeno non è il re della salsa, c'è qualche armonia un po' esotica ma non è ridicolo... certo è musica che tende alla monotonia, ad arrotolarsi su sè stessa senza una direzione... ma di costui non ne avevamo già parlato a proposito del Concerto Grosso?!

Youtube mi suggerisce questo video di tal Perpessas, erroneamente attribuito alla bacchetta di Mitropoulos (si tratta invece di Ormandy):

abbastanza pletorico ed inutile per i miei gusti.

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7 ore fa, Majaniello dice:

Buon anno a voi!

@Wittelsbach @Madiel

Beh dai questo almeno non è il re della salsa, c'è qualche armonia un po' esotica ma non è ridicolo... certo è musica che tende alla monotonia, ad arrotolarsi su sè stessa senza una direzione... ma di costui non ne avevamo già parlato a proposito del Concerto Grosso?!

Youtube mi suggerisce questo video di tal Perpessas, erroneamente attribuito alla bacchetta di Mitropoulos (si tratta invece di Ormandy):

Esatto, si parlava proprio del Concerto Grosso e della Sinfonia. Le armonie esotiche provengono dalla tradizione liturgica ortodossa, il Requiem è impregnato di quelle armonie e tende a recuperare la parte nobile della musica popolare ellenica. Tutto sommato del doppio cd Naxos il pezzo migliore è la Sinfonia n.3, scritta da anziano e nonostante tutto ancorata a modelli post-romantici. Però che stanchezza, arrivare a ottant'anni per scrivere qualcosa di decente e senza il guizzo del genio neppure a quell'età... :cat_lol: :unsure: L'aspetto curioso della vita di Petridis è che studiò con Roussel e visse anni a Parigi tra il 1920 e il 1940, per cui era al corrente delle ultime novità del mondo musicale europeo (almeno di quello francese). Niente da fare, è tutta musica che gli scivola via senza influenzarlo neanche un po'.

Mai sentito nominare il carneade Perpessas!

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18 ore fa, Wittelsbach dice:

Naxos oltre che coi giapponesi ci dà sotto coi coreani...

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Finisco di ascoltare domani e poi vi dico... @Madiel @Majaniello

Ascoltato solo il primo movimento della Sinfonia (è stata caricata on line in un pessimo video). Leggo che è stato allievo di Penderecki, ma mi pare che del celebre maestro abbia preso solo gli aspetti retrogradi. Intendiamoci, scrive molto bene e si vede che è capace, però lo stile nasce vecchio e vuoto. Sembra una galleria di ruderi post romantici, o un museo delle cere (dipende da come lo si vuole considerare). Anzi, ancora meglio, nella sua indifferenza stilistica mi pare un tipico esempio di compositore post moderno, che solo l'accademia asiatica poteva partorire.

Del Concerto ho sentito solo l'incipit di sfuggita, mi pare molto bello il tema e l'impostazione dell'inizio, ma valgono gli stessi appunti della Sinfonia. Dev'essere un pezzo fortunato in patria, perché esistono una paio di video dal vivo.

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Camomillo!

La fuga lenta degli archi sembra una di quelle fughe ipnotiche di Koechlin stile Dott. Farbicius... vabbè poi c'è la sviolinata, comunque pezzo gradevole. Peccato che l'oratorio (nell'unica edizione in studio ci canta la Dessay) sia una gran palla.

 

1 ora fa, Madiel dice:

Sembra una galleria di ruderi post romantici

Vabbè allora passo. 

Proprio ieri o ieri l'altro ascoltavo questo di Penderecki, nella speranza che fosse stravinskiano:

Trattasi di Penderecki - Sextet (Rostropovich, Bashmet, Alexeev, Paul Meyer) | World Premiere Performance (l'integrazione è stata disattivata). 

Grande cast per un'opera che boh... ho la sensazione che non scorra, e credo per due motivi, uno scarso e/o rudimentale uso del contrappunto in favore di un discorso più dialogico, e un uso per me monotono dell'ostinato. So che lo usava anche Stravinsky, ma lo faceva con una tale varietà ritmica (tutti quegli accenti spostati ❤️ )... io devo avere un problema con le ripetizioni. Ci sono però dei singoli momenti interessanti, come un frammento shostakovichiano nel primo movimento, o i momenti lirici nel secondo, che coinvolgono un corno fuori scena.

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11 minuti fa, Majaniello dice:

Vabbè allora passo. 

Non credo proprio sia nei tuoi gusti, troppo "wagneriano" o "mahleriano", vedi quale ritieni peggio ! :D

11 minuti fa, Majaniello dice:

Proprio ieri o ieri l'altro ascoltavo questo di Penderecki, nella speranza che fosse stravinskiano:

Trattasi di Penderecki - Sextet (Rostropovich, Bashmet, Alexeev, Paul Meyer) | World Premiere Performance (l'integrazione è stata disattivata). 

Grande cast per un'opera che boh... ho la sensazione che non scorra, e credo per due motivi, uno scarso e/o rudimentale uso del contrappunto in favore di un discorso più dialogico, e un uso per me monotono dell'ostinato. So che lo usava anche Stravinsky, ma lo faceva con una tale varietà ritmica (tutti quegli accenti spostati ❤️ )... io devo avere un problema con le ripetizioni. Ci sono però dei singoli momenti interessanti, come un frammento shostakovichiano nel primo movimento, o i momenti lirici nel secondo, che coinvolgono un corno fuori scena.

Niente di strano, l'ultimo Penderecki è tutto così, un ridicolo simil-minimalismo post wagneriano. Attorno al 1976 iniziò ad allontanarsi dall'avanguardia e riprese tecniche e armonie tipiche della tradizione tedesca post romantica. L'aspetto più incredibile è che tese tutti i suoi sforzi a disseccare la musica, proprio ridusse la sua ricerca a un gruppo di accordi e di ritmi ostinati che riappaiono di continuo fino alla morte, allo sfinimento. Pare che ci vedesse delle simbologie e certi accordi avessero una valenza metafisica. In poche parole, trasportava la lotta del bene e del male nelle partiture, almeno così diceva. Va anche detto che questi limiti intellettuali in qualche modo erano già presenti anche nella produzione giovanile, Penderecki non era mai stato un "costruttore" (v. la Passio per esempio), solo che nascondeva le pecche in lavori brevi o attraverso una originale ricerca timbrica (anche questa è venuta meno nella maturità, usava i gruppi strumentali come mattoni). Aggiungiamoci che con il tempo è anche l'ispirazione ha iniziato a latitare e... la frittata è fatta!

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Buon anno a tutti!

Il mio primo ascolto dell'anno è la quinta di Beethoven diretta da Scherchen. Qui devo dire che sono rimasto deluso, manca quel fuoco delle prime sinfonie (nel frattempo ho ascoltato anche terza e quarta), ma, allo stesso tempo, non c'è neppure l'epicità dell' "altra" scuola tedesca.

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12 ore fa, Madiel dice:

Non credo proprio sia nei tuoi gusti, troppo "wagneriano" o "mahleriano", vedi quale ritieni peggio ! :D

😆 Tra i due non c'è gara, Mahler era un grande contrappuntista, scriveva melodie perfette, aveva una gestione cameristica dell'orchestra, e soprattutto di base era un neoclassico, tutte cose che adoro. Il mio problema con Mahler è l'atteggiamento psicologico insopportabile, che oggi mi impedisce di amarlo davvero. Wagner è proprio l'antitesi di quello che mi piace. 

°°°°

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Mai sentito questo compositore del tardo barocco romano, che la scheda che accompagna questa pubblicazione definisce "il compositore per violoncello più prolifico di tutti i tempi". Musica piacevolissima di sommo mestiere, peraltro è la prima volta che ascolto delle sonate per tre violoncelli (e continuo, ovviamente). Disco piuttosto fresco che ha vinto anche un paio di premi. 

 

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17 ore fa, Majaniello dice:

Camomillo!

La fuga lenta degli archi sembra una di quelle fughe ipnotiche di Koechlin stile Dott. Farbicius... vabbè poi c'è la sviolinata, comunque pezzo gradevole. Peccato che l'oratorio (nell'unica edizione in studio ci canta la Dessay) sia una gran palla.

Sono tutti una gran palla, sebbene guardassero anacronisticamente al grande esempio handeliano. Quello di Natale, che però è opera giovanile, è il più potabile e infatti tutt'oggi eseguito, anche perchè scritto per piccolo organico. Doppio CD EMI memorabile quello con Hoelscher e Dervaux.

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La querelle nell'altro topic attorno a questo disco (di cui evidentemente ho perso dei passaggi) mi ha incuriosito e indotto all'ascolto. Lo sapete che non amo Pollini, ma ho sempre riconosciuto la qualità di alcuni suoi dischi, e il doppio leggendario con le ultime sonate di Beethoven (anni '70) merita la fama che ha, per il controllo e la lucidità nell'approccio, totalmente anti-romantico (come è il pianismo di Pollini del resto). 

Ho ascoltato la 101. Premesso che, inspiegabilmente, questo disco è registrato peggio dell'omologo anni '70 (ragazzi lo scadimento della qualità tecnica DG è davvero impressionante), purtroppo devo registrare il solito modo di suonare approssimativo dell'ultimo Pollini, frettoloso e incerto nella condotta ritmica, confuso in alcuni passaggi (molto pedale inutile, note sbagliate negli accordi, scale farfugliate), insomma non più brillante sotto profilo della tecnica e con nessuna idea veramente nuova sul piano interpretativo. Mi pare la solita storia di questi artisti molto famosi che vogliono ripetere sè stessi all'infinto quando invece potrebbero ancora dire qualcosa di importante nel repertorio giusto: Ives segnalava tempo fa un disco di Debussy molto riuscito, e non fatico a credere che avesse ragione, Debussy è autore intellettuale e nebuloso, dai ritmi molto evanescenti, la sua musica è tendenzialmente fredda e giocata sul controllo delle dinamiche, direi perfetta per Pollini.

E ora mi ascolto il figlio 😆 in questo capolavoro (???) di Sciarrino:

 un quarto d'ora di fantasmi. 

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45 minuti fa, Madiel dice:

Non conoscevo questo pezzo, ma è proprio neoclassicismo ante litteram! :huh:

@Majaniello che scoperta! :o @glenngould eh! :cat_goofy:

Addirittura... l'ho citato in forum negli anni passati almeno un altro paio di volte. Io lo conosco perchè si trova in questa vecchia raccolta EMI più volte ristampata, assieme ai concerti suonati dal Cicco:

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Non siate così severi con Camomillo!

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31 minuti fa, Majaniello dice:

Addirittura... l'ho citato in forum negli anni passati almeno un altro paio di volte. Io lo conosco perchè si trova in questa vecchia raccolta EMI più volte ristampata, assieme ai concerti suonati dal Cicco:

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Non siate così severi con Camomillo!

Questo cofanetto ce l'ho, pensa un po'.

Non ci crederai, ma avendo saputo che Ciccolini era stato un grande interprete dei concerti per pianoforte, avevo deciso l'acquisto. Devo decidermi ad ascoltarlo...forse che Camille sarà la rivelazione di questo 2023? :cat_angelic:

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