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Cosa state ascoltando ? Anno 2022


Madiel
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Massenet

Le Cid / Act 1 - O noble lame éticelante

Ben Heppner - tenor

LSO & Chorus - Chung

Disco bellissimo di arie francesi con un Heppner ancora in gran forma, in special modo nell'alta tessitura di questa splendida aria. Come da tradizione la parte centrale è tutta venata di misticismo sognante, reso alla perfezione dal tenore canadese (grande inteprete anche di tal repertorio, si ascolti la sua Herodiade per EMI). E basta poi sostituire deliberatamente al libretto Espagne con France ed emerge tutto il patriottismo di questa eroica aria. Non a caso, Chung chiude il disco con un'arroventata versione della Marsigliese orchestrata da Berlioz.

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On 22/11/2022 at 14:06, Ives dice:

Handel

The Triumph Of Time And Truth, HWV71 - "Guardian Angels, Oh, Protect Me"

Lea Desandre - The Jupiter Ensemble - Thomas Dunford

Interessante intervista a Lea Desandre sull'ultimo numero di Musica a proposito del disco handeliano da cui è tratto il video promozionale della Warner.

Intanto:
Georg Philipp TELEMANN
Wassermusik

Musica Antiqua Koln
Reinhard Goebel

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Che mortorio ragazzi. Ma 'ndo state?
Vabbè, ci penso io.

0747313352975.jpg

0747313410873.jpg

 

Mi sono appassionato della figura di questo signore, Jeno (Eugene) Zador (1894-1977), perché ho letto un po' la sua storia nel sito web che la sua famiglia gli ha dedicato. E' uno dei molti mitteleuropei andati in America. Ma nella sua biografia potrete trovare le notizie che vi interessano.
Quando alla musica, devo dire che la simpatia umana che costui mi ha ispirato è probabilmente superiore al godimento che ho provato ascoltandone le composizioni. Si va da un buon neoclassicismo (musica per clarinetto e archi, concerto per trombone) a uno stile cinematografico, non del genere pletorico ed effettistico, ma piuttosto sottotraccia. La Sinfonia Technica ha quattro movimenti dedicati ad altrettanti "quadri" dell'industria: il meno che posso dire è che non è assolutamente descrittiva, ma si svolge come se si trattasse delle musiche del Tenente Colombo o de Le Strade di S. Francisco.
Altri cd promettono invece musiche scritte in stile più bartokiano e ungherese... Vedremo...

Qui il primo movimento della Technica

@Madiel, @Ives, @giobar

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Segnalo l'intervento musicale presentato in questo per i tanti aspetti intrigante convegno tedesco in corso questi giorni, di prospettive della critica entro la critica delle prospettive (per dirla con parole mie e per come l'ho inteso io)
("Die Zukunft der Kritik" 18-20 November 2022 Bundeskunsthalle, Bonn; 24-26 November 2022 Akademie der Künste, Berlin : ho inserito il collegamento alla presentazione internazionale in inglese)

al minuto 38:40 la presentazione del pezzo
al minuto 40:50 la performazione
Karin Sander : In höchsten Tönen (Auszug 9' für Flöte Oboe Klarinette Syntetizer Violine Viola Cello)
eseguono dal vivo membri dell'Ensemble Mosaik, 24 Nov 2022 18:30, Akademie der Künste, Berlin

Sostanzialmente viene, molto semplicemente ma quel tanto in simpatia, implementata una sfida a fin dove l'estrema possibilità strumentale è ancora controllabile cioè là dove "sfugge di mano" e allora cos'è e cosa vale.

Va fatto aggio qui ovviamente del degrado introdotto da una registrazione e riproduzione per quanto sofisticate possano essere.

La presenza del sintetizzatore è per un verso certamente imbarazzante: lo scarto tra il suonare somatico di strumenti acustici e quello mediante la messa a punto di stimolazioni elettriche di altoparlanti è tale da configurare classi di incorrelabilità, salvo all'opposto fornire anche giusto una esemplarità del confronto uomo macchina obbligando alla critica dell'uomo fabbricante di metaversi.

-

Colgo l'occasione per partecipare io stesso al convegno con un mio intervento da qui perché no 🙂 :

La frequentazione dell'arte, la musicale come la figurativa eccetera, può ben essere sorretta dalla cura scientifica, con la sua strumentazione nella misura dei suoi traguardi di pratiche e risultati, ma può ben essere, di suo, motivo, avvio stimolo filtro o chiave, di riformulazione scientifica: la percezione estetica può infatti, secondo me, offrire sorprendenti capacità di reimpostazione della tracciatura scientifica dell'esistente, e non solo per l'ordine delle priorità. Un esempio clamoroso il triangolo di Kanizsa. Ma io qui sto anche indirettamente sottintendendo la superiorità della vita istintuale su ogni utopismo tecnologico, del come ci sentiamo sul come meglio padroneggiamo, volitivamente marginalizzando quindi, istintivamente nel senso d'un venir prima, il senso, sensazione e significato, del potere stesso.
Dedico queste due righe a Ann-Linh Ngo e Elke Bippus.

 

 

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Ludwig van BEETHOVEN
Variazioni e fuga in mi bemolle maggiore op. 35

Dino Ciani, pianoforte

Il box di sei dischi della Dynamic dedicato a Dino Ciani è stupendo e pressoché tutte le registrazioni, anche quelle realizzate in modo un po' avventuroso, sono perfettamente godibili e ben sopra la decenza. Peccato invece che la cura editoriale sia pessima. I singoli dischi sono contenuti in bustine di plastica trasparente. Il libretto è ricco di scritti assai interessanti, malgrado il tenore agiografico, perché non banali e provenienti soprattutto da musicisti che ebbero con Ciani stretti rapporti anche di amicizia (Gavazzeni, Abbado, Sciarrino, Muti, Leyla Gencer, Giulini, Magaloff, Muti...). Purtroppo, invece, è molto deficitario il corredo informativo sulle registrazioni: solo per un pezzo (sonata n. 52 di Haydn) si citano con precisione luogo e data; per altri ci sono luogo e anno; per altri ancora soltanto il luogo; per diversi non c'è proprio nulla. Cioè: cara Dynamic, pubblichi una raccolta così importante e non ti degni nemmeno di raccogliere e di dare qualche informazione sulle circostanze delle registrazioni, anche per situarle bene nell'ambito della pur breve carriera di Ciani? Per esempio, nulla si dice sulla seconda sonata di Weber, sebbene si tratti di un pezzo di cui circolano almeno tre registrazioni, tutte molto diverse tra loro.

edit.: scopro ora, da una recensione del box scritta su Amazon da Felice Todde (biografo di Ciani), che il ciclo delle quattro sonate di Weber risale al 1965. Sono dunque registrazioni che precedono di cinque anni sia le quelle delle sonate 2 e 3 incise per la DG (1970) che la registrazione live della n. 2 (febbraio 1970) uscita per Stradivarius. Altra nota interessante: la registrazione dei due cicli si studi di Chopin fu realizzata artigianalmente da Ciani a casa sua col mezza coda che usava per studiare. Evidentemente, queste e altre notizie che Todde offre su Amazon non erano segrete. Cosa costava alla Dynamic inserirle nel libretto del box?

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On 20/11/2022 at 11:06, superburp dice:

Mio padre aveva l'integrale delle sinfonie di Beethoven fatte da Sawallisch con Concertgebouw. Sentiamo come sono, iniziamo dalla seconda.

A chi gradisce.

Ascoltate tutte. Sono esecuzioni sicuramente ben fatte, ma non brillano per personalità. Curioso il fatto che i ritornelli ogni tanto li faccia, ogni tanto no.

Poi ho avuto modo di ascoltare le prime due sonate di Beethoven fatte da Schnabel. Partivo prevenuto in negativo perché avevo il ricordo di una certa frettolosità. Il ricordo non era così sbagliato, ma sicuramente il "difetto" è meno fastidioso di quanto ricordassi: il problema non sono tanto i tempi rapidi che stacca, quanto una sorta di accelerazioni che fa negli abbellimenti e nei trilli. Soprattutto il primo movimento della prima sonata non mi è piaciuto, ma dal secondo movimento la musica è cambiata decisamente in meglio.

Per questi artisti di una volta sarebbero interessanti le registrazioni dal vivo, chissà se ce ne sono del Beethoven di Schnabel.

Comunque in controdedica a chi mi ha dedicato qualcosa e poi a Snorlax e Kovskij.

 

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21 ore fa, Wittelsbach dice:

Che mortorio ragazzi. Ma 'ndo state?
Vabbè, ci penso io.

0747313352975.jpg

0747313410873.jpg

 

Mi sono appassionato della figura di questo signore, Jeno (Eugene) Zador (1894-1977), perché ho letto un po' la sua storia nel sito web che la sua famiglia gli ha dedicato. E' uno dei molti mitteleuropei andati in America. Ma nella sua biografia potrete trovare le notizie che vi interessano.
Quando alla musica, devo dire che la simpatia umana che costui mi ha ispirato è probabilmente superiore al godimento che ho provato ascoltandone le composizioni. Si va da un buon neoclassicismo (musica per clarinetto e archi, concerto per trombone) a uno stile cinematografico, non del genere pletorico ed effettistico, ma piuttosto sottotraccia. La Sinfonia Technica ha quattro movimenti dedicati ad altrettanti "quadri" dell'industria: il meno che posso dire è che non è assolutamente descrittiva, ma si svolge come se si trattasse delle musiche del Tenente Colombo o de Le Strade di S. Francisco.
Altri cd promettono invece musiche scritte in stile più bartokiano e ungherese... Vedremo...

Qui il primo movimento della Technica

@Madiel, @Ives, @giobar

Non vorrei sbagliarmi, ma questo pezzo lo avevi già ascoltato e me lo avevi dedicato. Di sicuro l'ho sentito poco tempo fa... :huh: Credo che Zador fosse ricordato più che altro come arrangiatore e compositore di musiche per i film, è stato il solito compositore immigrato europeo andato a fare fortuna negli USA negli anni trenta e poi ritrovatosi con un pugno di mosche.

Ricambio con la Lulu-Suite da questo cd:

Alban Berg - Pierre Boulez, Judith Blegen, Jessye Norman, The New York  Philharmonic Orchestra - Lulu Suite / Der Wein / Lyric Suite | ArtistInfo

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2 ore fa, Madiel dice:

Non vorrei sbagliarmi, ma questo pezzo lo avevi già ascoltato e me lo avevi dedicato. Di sicuro l'ho sentito poco tempo fa... :huh: Credo che Zador fosse ricordato più che altro come arrangiatore e compositore di musiche per i film, è stato il solito compositore immigrato europeo andato a fare fortuna negli USA negli anni trenta e poi ritrovatosi con un pugno di mosche.

Ricambio con la Lulu-Suite da questo cd:

Alban Berg - Pierre Boulez, Judith Blegen, Jessye Norman, The New York  Philharmonic Orchestra - Lulu Suite / Der Wein / Lyric Suite | ArtistInfo

Molto evocativa questa copertina

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2 ore fa, glenngould dice:

Molto evocativa questa copertina

Direi orrenda, come tutte quelle della serie Boulez-Sony uscite alla fine degli anni novanta-primi duemila.

RAVEL,MAURICE Orchestral Songs (CD) 5099706410720 | eBay   :cigar:

Schoenberg - Pierre Boulez – Gurre-Lieder / 4 Songs, Op. 22 (1993, CD) -  Discogs  Boulez conducts Carter & Varèse - Sony: G010001223163Y - download | Presto  Music

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14 ore fa, superburp dice:

Comunque in controdedica a chi mi ha dedicato qualcosa e poi a Snorlax e Kovskij.

Ricambio burpone con una mia fissa di questi giorni, che estendo al mio amico Snorlino:

ODktOTM1OS5qcGVn.jpeg

Racchio + joie de vivre = concerto di Gershwin

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5 ore fa, Madiel dice:

Non vorrei sbagliarmi, ma questo pezzo lo avevi già ascoltato e me lo avevi dedicato.

In realtà no!
Era quello su Kiev mi pare. Comunque di roba strana ne ho sentita veramente tanta da quando sono andato in America.

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3 ore fa, Wittelsbach dice:

In realtà no!
Era quello su Kiev mi pare. Comunque di roba strana ne ho sentita veramente tanta da quando sono andato in America.

Boh, comunque quel disco Naxos mi pare di averlo ascoltato. In tutta sincerità, per scrupolo ho sentito il pezzo, ma mi pare robaccia. Certo che quelli della Naxos sono incredibili, buttano soldi e tempo a registrare musica di un carneade di nessuna importanza (e che venderà pochissimo visti i presupposti dello stile), quando invece possono chiudere qualche buco del repertorio maggiore. Stasera mi riascoltavo la gran bella 3a Sinfonia del finlandese Englund e notavo che in circolazione esiste solo una incisione, oltre al fatto che questo ottimo compositore è praticamente ignorato dalla discografia. 

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3 ore fa, Wittelsbach dice:

Ho un fracco di dischi in una playlist salvata di questo qua, vale la pena?

Conosco solo la musica orchestrale e direi sia un autore interessante, anche se non originalissimo. Molto influenzato da Shostakovich agli inizi, scrisse sette sinfonie che niente devono a Sibelius - assai singolare per un finlandese di quella generazione! I concerti per pianoforte riecheggiano Prokofiev, non conosco quelli per violino. Si tenne lontano dalle avanguardie, ma la sua musica non suona mai arretrata, un compositore eclettico e moderno per essenza, ma con un piede saldo nel neoromanticismo. Nel complesso fu un isolato impegnato politicamente (le prime sinfonie furono ispirate alla resistenza finlandese durante la 2a guerra mondiale). Scrisse poco!

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Perle per flauto, violino (o oboe), viola, violoncello e arpa:

c'è qualcosa di francese in questo tipo di formazione, tuttavia il risultato in entrambi i casi è molto originale, certamente più vivo e meno estetizzante.

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Recital del Pražák Quartet con Luisa Sello, flauto
"Archi nella contemporaneità"
11 ottobre 2022, Sala Fontana del Museo del Novecento, Milano
(alle finestre: piazza Duomo)

00:15 Erwin Schulhoff : Five pieces, per quartetto d'archi (Viennese Waltz, Serenade, Czech folk music, Tango, Tarantella)
16:26 Silvestre Revueltas : Musica de feria, Quartetto d'archi n. 4 
44:25 Rainer Bischof : Erbarme dich, Siciliano sulla Passione secondo San Matteo, per flauto solo (2009), per Luisa Sello, première
52:25 Alberto E. Ginastera : Impresiones de la puna, per flauto e quartetto d'archi (Quena, Canción, Danza)
1:00:40 Valter Sivilotti : Incantesimo della luna nuova, per flauto e quartetto d'archi (2014), per Luisa Sello

-

Fan - ta - sti - co
Grazie grazie grazie grazie

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