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Cosa state ascoltando ? Anno 2022


Madiel

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7 ore fa, Ives dice:

Si, la scrittura è vertiginosissima e rasenta limiti dell'eseguibile. Ma credo ci sia proprio alla base una sua teoria di utopicità dell'esecuzione. Lo seguo fino a un certo punto, onestamente.

 

Idem. Io sono abbastanza critico verso queste che considero delle eccentricità senza fondamento logico. La scrittura dev'essere in relazione a un preciso effetto o a una specifica architettura, ma prima di tutto bisogna comunicare qualcosa all'ascoltatore, ossia bisogna avere qualcosa da dire. L'ambiguità va lasciata al contenuto non tanto alla sua forma esteriore, che secondo me dev'essere sempre chiara - per quanto complicato sia lo sviluppo del linguaggio in un preciso momento storico. L'esecutore deve essere in grado di riprodurre quel qualcosa che vogliono dirci le partiture, fatti salvi i limiti connessi al fenomeno musicale. Altrimenti c'è il caos o l'auto-referenzialità (le cosiddette pippe mentali).

---

Lewis: Concerto per quattro trombe, pianoforte, arpa e archi

Philharmonia Orchestra diretta dall'Autore.

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RAI Radio3 - Il cartellone 24 gennaio 2022 20:00
 In diretta dal Teatro alla Scala di Milano

Filarmonica della Scala
Riccardo Chailly, direttore

Giorgio Battistelli Toccata
(commissione per la 40a stagione della Filarmonica della Scala, prima esecuzione assoluta)

-

Sarò tranchant: difficile parlare per questo Giorgio Battistelli di spessore, consistenza, per quello che a me è suonato niente più che un esercizio per scuola, a non pensare neppure poi alla tradizione altamente ricercante e seriamente virtuosa riservata a una intestazione di Toccata.

(Orchestra bella pulita, ben tenuta, e sottile - un ossimoro - nella capacità d'insieme).

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11 ore fa, zippie dice:

RAI Radio3 - Il cartellone 24 gennaio 2022 20:00
 In diretta dal Teatro alla Scala di Milano

Filarmonica della Scala
Riccardo Chailly, direttore

Giorgio Battistelli Toccata
(commissione per la 40a stagione della Filarmonica della Scala, prima esecuzione assoluta)

-

Sarò tranchant: difficile parlare per questo Giorgio Battistelli di spessore, consistenza, per quello che a me è suonato niente più che un esercizio per scuola, a non pensare neppure poi alla tradizione altamente ricercante e seriamente virtuosa riservata a una intestazione di Toccata.

(Orchestra bella pulita, ben tenuta, e sottile - un ossimoro - nella capacità d'insieme).

Quindi possiamo dire che più che una Toccata è stata una palpatina :cat_lol:

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su Radio Classica:

Witold Lutoslawski: Sinfonia n. 3

Berliner Philharmoniker diretti dall'autore

che ci crediate o meno, nonostante abbia acceso circa a metà e non sapessi cosa fosse, l'ho riconosciuta dopo poche battute, ricordando che l'ho suonata a una Biennale Musica di ormai quasi 10 anni fa 😅

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15 ore fa, Madiel dice:

Idem. Io sono abbastanza critico verso queste che considero delle eccentricità senza fondamento logico. La scrittura dev'essere in relazione a un preciso effetto o a una specifica architettura, ma prima di tutto bisogna comunicare qualcosa all'ascoltatore, ossia bisogna avere qualcosa da dire. L'ambiguità va lasciata al contenuto non tanto alla sua forma esteriore, che secondo me dev'essere sempre chiara - per quanto complicato sia lo sviluppo del linguaggio in un preciso momento storico. L'esecutore deve essere in grado di riprodurre quel qualcosa che vogliono dirci le partiture, fatti salvi i limiti connessi al fenomeno musicale. Altrimenti c'è il caos o l'auto-referenzialità (le cosiddette pippe mentali).

 

Sottoscrivo anche io questo discorso in quanto, secondo me, questo modo di concepire la musica fa spostare l'attenzione solo su uno degli aspetti della composizione, il fenomeno acustico, a discapito della comunicazione e della direzionalità di un discorso musicale. In questo senso sposo, e tu/voi lo sapete, la concezione che avevano i grandi compositori (prendi un Donatoni, per dire) i quali vedevano nell'atto del comporre un vero e proprio lavoro di sviluppo su un materiale base nelle sue componenti essenziali (timbro, altezza, durata ecc...) che portasse avanti un discorso in senso logico.

D'altra parte mi sento di concordare con quanto dichiara Ferneyhough quando afferma che il "mondo dei suoni" non è stato allargato da lui, ma ristretto dagli altri. Sempre, però, con i dovuti limiti.

Altrimenti tutti quanti potremmo buttare giù qualcosa e spacciarlo per grande musica (e a me pare che negli ultimi anni questo si sia fatto in determinati ambienti...)

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Al di là del "buco" dei tromboni nel climax finale, è una grandissima esecuzione (in un commento su amazon pare che non sia stato un boicottaggio dei trombonisti, ma sarebbe stato dovuto ad un malore di uno spettatore lì vicino che li avrebbe distratti).

Comunque a Madiel, Snorlax, Ives, glenngould redivivo e Kovskij (un Mahler de-trombonizzato ti deve piacere per forza :lol:).

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49 minuti fa, superburp dice:

Al di là del "buco" dei tromboni nel climax finale, è una grandissima esecuzione (in un commento su amazon pare che non sia stato un boicottaggio dei trombonisti, ma sarebbe stato dovuto ad un malore di uno spettatore lì vicino che li avrebbe distratti).

Comunque a Madiel, Snorlax, Ives, glenngould redivivo e Kovskij (un Mahler de-trombonizzato ti deve piacere per forza :lol:).

Grazie, concordo e ti rimando in dedica i video qua sotto. Qualche anno fa, dagli archivi radiofonici israeliani, è spuntata pure questa Nona di Bernstein, pubblicata dalla Helicon. Dal punto di vista interpretativo-espressivo, e sia da quello costruttivo-sintattico, molto similare all'edizione terminale del 1986 captata ad Amsterdam dalla DG, anche'essa dal vivo. Bellissima esperienza d'ascolto e ottimo audio. Estendo anche @Snorlax

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6 ore fa, glenngould dice:

Quindi possiamo dire che più che una Toccata è stata una palpatina :cat_lol:

:cat_lol:

5 ore fa, Keikobad dice:

su Radio Classica:

Witold Lutoslawski: Sinfonia n. 3

Berliner Philharmoniker diretti dall'autore

che ci crediate o meno, nonostante abbia acceso circa a metà e non sapessi cosa fosse, l'ho riconosciuta dopo poche battute, ricordando che l'ho suonata a una Biennale Musica di ormai quasi 10 anni fa 😅

Succede così con i capolavori! :D 

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3 ore fa, superburp dice:

Al di là del "buco" dei tromboni nel climax finale, è una grandissima esecuzione (in un commento su amazon pare che non sia stato un boicottaggio dei trombonisti, ma sarebbe stato dovuto ad un malore di uno spettatore lì vicino che li avrebbe distratti).

Comunque a Madiel, Snorlax, Ives, glenngould redivivo e Kovskij (un Mahler de-trombonizzato ti deve piacere per forza :lol:).

Mahleur ! :cat_lol:

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5 ore fa, superburp dice:

Al di là del "buco" dei tromboni nel climax finale, è una grandissima esecuzione (in un commento su amazon pare che non sia stato un boicottaggio dei trombonisti, ma sarebbe stato dovuto ad un malore di uno spettatore lì vicino che li avrebbe distratti).

Comunque a Madiel, Snorlax, Ives, glenngould redivivo e Kovskij (un Mahler de-trombonizzato ti deve piacere per forza :lol:).

Intanto grazie per il brano che, come tu sai, apprezzo sempre. Purtroppo, è vero, dall'inizio dell'anno ho scritto pochissimo, quasi nulla, ma ai miei impegni lavorativi se ne sono aggiunti altri per i quali spero, a breve, di avere qualche collaboratore.

In controdedica a te e @Snorlax in particolare per tutti gli ascolti dedicatimi, questo:

Giuseppe Verdi

Nabucco

Orchestra e Coro dell'Opera di Berlino

Diretti da Giuseppe Sinopoli

 

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RAI Radio3 Suite - Il cartellone, 25 gennaio 2022 20:00
In diretta dall'Auditorium di Bolzano

Orchestra Haydn di Bolzano e Trento
Michele Mariotti, direttore

...

Franz Joseph Haydn Sinfonia n. 101 in re maggiore Hob. I: 101 "L'orologio"

-

Grandemente concentrato il cimento d'un austriaco a Londra per le mani della dotata e di così importante e determinata pratica orchestra con anche la Fondazione intitolata al grande maestro: la presenza di stile e ascolto della potenza vitale dell'esperienza musicale viene resa con squadrature ritmo e una certa possanza e opportuna sontuosità, insomma se dev'essere bella figura lo sia con un'educazione che presenti l'importanza dell'alta scuola! di palazzo? di palazzo, e sia quel che sia, qui la vitalità è disciplina, che calore di brace...

-

Igor Stravinskij Danses concertantes per orchestra da camera

-

Un tedesco a NY... (sìsì sto proprio intendendo nel contrappasso a quell'americano a Parigi!).
Bravi, serrati, in esercizio di visibilità su una partitura a suo modo sognante.

 

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19 ore fa, Madiel dice:

Mahleur ! :cat_lol:

:lol::lol::lol: Aveva ragione Prokofiev allora!

In questi giorni ho ascoltato le lezioni di musica sulle n. 4, 5, 6 e 9 e mi è tornata la mahlerite acuta. Riproviamo con l'ultima integrale di Bernstein, che complessivamente non mi ha mai detto molto.

A chi apprezza.

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43 minuti fa, superburp dice:

:lol::lol::lol: Aveva ragione Prokofiev allora!

In questi giorni ho ascoltato le lezioni di musica sulle n. 4, 5, 6 e 9 e mi è tornata la mahlerite acuta. Riproviamo con l'ultima integrale di Bernstein, che complessivamente non mi ha mai detto molto.

A chi apprezza.

Che ti dice questo Bernstein?

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RAI Radio3 Il concerto del mattino 12:00

BBC Radio3 Lunchtimes Concerts
Registrato il 1° novembre 2021 alla Wigmore Hall a Londra

Mischa Maisky, violoncello
Lily Maisky pianoforte

Benjamin Britten: Sonata in do maggiore op. 65

-

Splendida volontà, per me, di M. & L. Maisky di imporre cameristicamente l'op. 65 di B. Britten nel senso della prossimità psicofisica: parlano prendendo sottobraccio, leggendo a mezza voce proprie pagine di diario.
Un'eleganza che supera convenienza moda ragioni, per offrire una profondità e trepida libertà nella delicatezza la sostanza e il colore, dell'esprimere autenticità, fin voluttuoso nella condivisione della ricerca e l'autoascolto nel mistero.
Mmh insomma ...complimenti?

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6 ore fa, superburp dice:

Mah, mi sembra sempre troppo pensieroso per la prima.

Questa invece mi inquieta :ninja::

 

Ma lascia stare Pierino.... :ninja:

7 ore fa, superburp dice:

:lol::lol::lol: Aveva ragione Prokofiev allora!

:cat_lol::cat_lol::cat_lol:

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Lazarof: Sinfonia n.2

LAZAROF: Tableaux / Violin Concerto / Symphony No. 2 - 8.559159

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RAI Radio 3 Suite - Il Cartellone - La Stanza della Musica 26 gennaio 2022 20:30
In diretta dalla sede RAI

Olivier Messiaen [varie composizioni]
Ciro Longobardi, pianoforte Fazioli

-

Sì, molto più frequente credo, come per Messiaen stesso, il disagio per le pretese sinestetiche come dettami, di qualcuno - peraltro spesso grandi personalità dell'avventura culturale - visioni amabili solo credo per l'invito a rielaborare psicofisicamente, avventurosamente appunto, la chance musicale.

Ho ascoltato tanti Messiaen... perché questo di Ciro Longobardi nella sua nitidezza quel tanto giocosa me lo rende come provocazione di onestà possibilità e fantasia aperta? come ciottoli con cui godersi un guado (di contro a tante insistenze tanto meno inespresse altrove, ripeto: qui mi gusto un'astrazione così divertita e misurata).

Una grande padronanza della tastiera capace, non indulgendo in svenevolezze timbriche, nel rendere equilibri importanti, la potenza degli accordi resa con sottigliezza e delicatezza, nella creazione sì proprio di visioni, ma non affatto obbligate ma avviate possibili ben indirizzate nel senso della intelligibile natura perché intesa fraternamente incoraggiante il proprio gesto ...giovanile, evvai, grazie!

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On 19/1/2022 at 19:43, Snorlax dice:

Heitor Villa-Lobos, Bachianas Brasileiras n. 7, Tre incisioni a confronto: 1) Orchestra Sinfonica di San Paolo, Roberto Minczuk (BIS); 2) New World Symphony, Michael Tilson-Thomas; 3) Royal Philharmonic Orchestra, Enrique Batiz

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...avendo in discoteca tre incisioni differenti di quest'opera del compositore brasiliano, in queste sere ho fatto un po' di ascolti comparati, spesso con la partitura sotto gli occhi. Ogni esecuzione, com'è ovvio, ha i suoi pro e i suoi contro, qui di seguito, in maniera assai stringata, le mie personalissime impressioni:

  • Minczuk/BIS. Tra le tre, questa è l'esecuzione che mi ha lasciato più perplesso, nonostante gli evidenti pregi. Di prim'ordine la performance dell'orchestra paulista, la quale dimostra un calore di suono e un nitore pari alle compagini più blasonate. Sicuramente è anche la versione più filologica, in quanto, soprattutto nei dettagli strumentali, segue più alla lettera le indicazioni di Villa-Lobos. Tuttavia alla fine il risultato è piuttosto freddino, e la direzione Minczuk non brilla certo per verve e spessore interpretativo. Un buon compitino, che non a caso risulta più persuasivo nella Fuga finale, dove tutto l'estro di Villa-Lobos rimane imbrigliato nella più accademica delle forme musicali.
  • Tilson-Thomas/RCA. Dal punto di vista interpretativo siamo lontano mille miglia dalle rigidità di Minczuk. Il direttore californiano esibisce spesso delle agogiche flessibili - ma sempre ben calcolate - e fraseggia affettuosamente, plasmando con il giusto afflato le mirabili melodie vergate su carta dal compositore sudamericano. L'orchestra giovanile fondata dallo stesso Tilson-Thomas si disimpegna molto bene, anche se certo non brilla per personalità. La nota dolente è il fatto che la parte delle percussioni è spesso totalmente riscritta rispetto all'originale. Chi mi conosce, sa che solitamente questo genere di cose al sottoscritto non fanno né caldo né freddo. Ciò nonostante in questo caso l'aggiunta del glockenspiel in molti punti della partitura è piuttosto fastidiosa, snaturando l'orchestrazione di questa Bachiana, che fa un uso ristretto quanto controllato della percussione.
  • Batiz/EMI. Batiz, il primo in ordine cronologico, dà una lettura ancora differente, equidistante dall'accademismo di Minczuk, quanto da certe raffinetezze tipiche di Tilson-Thomas. Batiz non lavora di cesello, ma sbozza un'esecuzione a tinte forti, esuberante, estroversa e assai coinvolgente. La Royal Philharmonic ha un timbro più rustico rispetto alle altre orchestre qui considerate, a volte quasi grezzo - ad ascoltare bene in qualche punto si ravvisa pure qualche problemino d'assieme - ma che è perfetto per la visione impartita dal direttore messicano. Certo, chi cerca l'evidenza e la cura del dettaglio in questo caso può rimanere deluso, ma qui è la visione d'assieme ad essere convincente. La qualità di registrazione non è proprio il massimo, con quel suono vetroso tipico del digitale EMI anni '80.

...in dedica a @Madiel, @Ives, @Majaniello, @Wittelsbach, @superburp, @il viandante del sud e chiunque gradisca...

@Snorlax grazie a te e @superburp

Ricambio con:

 

 

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Dvořák

Cello Concerto, Op. 104

Mischa Maisky - cello

Israel Philharmonic Orchestra

Leonard Bernstein

Da annoverare, a mio gusto, tra i 10 più brutti dischi di Bernstein. Repertorio, e intendo Dvorak, che probabilmente non interessava più di tanto il grande direttore e forse con la DG si voleva solo coprire una casella vuota nella sua ampia discografia; tempi slentatissimi e mortiferi, clima espressivo di depressione totale; solista lagnonissimo. Anche Bloch non fa sconti a questo trattamento, meravigliose invece le letture che di questo brano fece Bernstein in anni precedenti con Rose e Rostropovich.

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Dopo la 2.a di Prokofiev (Kitaienko, mi sembra buona, ma non al livello di N. Järvi), 3.a e 4.a di Dvorak (Kubelik, la 3.a è decisamente un bell'esempio di sinfonia romantica ben riuscita, anche se dal punto di vista storico non è così importante), ho messo il Barbiere diretto da Abbado con Domingo.

A Wittel (che a suo tempo bisticciò con Lopardo :D) e Pink. Ovviamente chi altro apprezza è il benvenuto (so che non è una registrazione che ottiene consensi unanimi, forse del Rossini buffo di Abbado è la peggiore, ma è stata la prima opera che mi sono fatto regalare).

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