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Cosa state ascoltando ? Anno 2022


Madiel
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On 22/9/2022 at 11:37, Majaniello dice:

Bella, poi me la riciclo quest'espressione... :D In effetti quel Poème vaga nel niente per un quarto d'ora.

Di Chausson mi piacciono poche cose e generalmente poco considerate, ad esempio trovai per caso in un disco di musica corale francese questa Ballata su testi di Dante, che credo sia la cosa più bella che di suo ho ascoltato:

Sono andato alla ricerca dei dieci mottetti per vari organici che ha scritto nella sua vita, ma pare che non siano mai stati registrati. Alcune mélodies sono pure da riscoprire, in quelle giovanili ad esempio c'è meno Franck e più Massenet (che per me non è un male):

(disco DG "da salotto bene", ma molto bello, devo ammettere). 

Ora mi ascolto questo:

s-l500.jpg

Secondo me molto più interessante e raffinato del ben più celebre "Concerto", è l'esempio più evidente di come Chausson si stesse progressivamente liberando delle scorie wagneriane metabolizzandole in uno stile più vicino a Faurè. Peccato che poi è morto.

dedica a @il viandante del sud

@Majaniello Merci!

La musica di Chausson ha un sapore fruttato con retrogusto umbratile, ascolta il suo bellissimo trio per piano, per me uno dei più belli della letteratura musicale di tutti i tempi!

Te lo dedico, così come anche a @giobar e a @Ives

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9 ore fa, giobar dice:

Carl NIELSEN
Suite sinfonica op. 8

Herman Koppel, pianoforte

Composizione di chiara impronta brahmsiana (es. sonata op. 5). A un primo ascolto, ha alcuni momenti affascinanti, altri che paiono un po' irrisolti. Pianista legnoso e dal fraseggio non propriamente fluido. Uno di quei pezzi che forse ha bisogno dell'interprete giusto.  

Toh, stamattina mi sono trovato a sentire alla radio anch'io la nona di Schubert che alla fine ho scoperto essere diretta da Rattle (era già il secondo movimento quando ho acceso). Mi è sembrata veramente bella per la cura del dettaglio, si sentono delle linee che non avevo mai notato prima). Penso manchi un po' di energia (e fare tutti i ritornelli non aiuta in questo caso), ma per me è una gran bella esecuzione.

https://youtu.be/JiKMc9M4cWw

P.S. Mi sono sbagliato, volevo citare Ives!

 

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8 ore fa, superburp dice:

Toh, stamattina mi sono trovato a sentire alla radio anch'io la nona di Schubert che alla fine ho scoperto essere diretta da Rattle (era già il secondo movimento quando ho acceso). Mi è sembrata veramente bella per la cura del dettaglio, si sentono delle linee che non avevo mai notato prima). Penso manchi un po' di energia (e fare tutti i ritornelli non aiuta in questo caso), ma per me è una gran bella esecuzione.

https://youtu.be/JiKMc9M4cWw

P.S. Mi sono sbagliato, volevo citare Ives!

Non la conosco, ma può pure essere benissimo che sia riuscita. Rattle è un direttore molto "strambo" in sala di registrazione. Su dieci dischi, ne fa uno bellissimo e nove flop o inutili. Per esempio, a Berlino seppure live, ha fatto le due Passioni bachiane captate in DVD in modo egregio. Repertorio a cui nessuno mai lo assocerebbe (anche se lui non è totalmente avulso al mondo hip).

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15 ore fa, Wittelsbach dice:

image.jpg
Non lo sto ascoltando (per ora). Lo posto per mostrare come l'insospettabile Roy Goodman sappia materializzarsi nei più impensati contesti...

@Ives @Majaniello

Mai visto, nè tantomeno sentito. Sapevo solo che ha collaborato con orchestre minori svedesi, anche orchestre di teatri lirici come questa, ma utilizzate in repertorio sinfonico. Questo autore svedese gli ha dedicato pure una sinfonia, la numero 9:

vol3.jpg

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RAI Radio3 Suite - Il Cartellone 23 settembre 2022 20:00
in diretta dal Teatro Regio di Parma

Festival Verdi
Giuseppe Verdi : Messa da Requiem
per soli, coro e orchestra
- Requiem e Kyrie
- Dies irae
- Offertorio
- Sanctus
- Agnus Dei
- Lux aeterna
- Libera me, Domine
edizione critica a cura di David Rosen The University of Chicago Press, Chicago e Casa Ricordi, Milano

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Coro del Teatro Regio di Parma
Marina Rebeka, soprano
Varduhi Abrahamyan, mezzosoprano
Stefan Pop, tenore
Riccardo Zanellato, basso
Martino Faggiani, maestro del Coro
Michele Mariotti, direttore

-

Perché G. Verdi è inconfondibile? dallo scandire proprio del salmodiare, con tanto qui di solismi hazzan, a una scansione fiorita, di turbini invero romantici, e teatri d'invenzione, tra prestiti esotici ed esercizi d'arte canora indigena (belcanto), il tutto in un senso di partecipazione vera! ...anche orchestrale: il vestimento sorregge indefettibile mantenendo una persistenza di fiducia che arriva a esaltare confortevolmente. Nel dubbio ...si ricomincia. L'effetto di palazzo di meraviglie patrie è perseguito e garantito: tutto è finto e amorevole: in tal senso non è affatto frequentazione mitologica ma eleganza drammatica a suo modo materialista e di spirito insieme, monumentale insomma, con sapori un poco untuosi un tanto strutturati.

Un'interpretazione che però vorrei dire attardata, non felicemente, e quindi persino meno incisiva che solenne.

...Marina Rebeka ha qualcosa dell'organo a canne: eh, complimenti 🙂  (coincidenza avevo segnalato l'altro giorno un suo recente raffinato recital su disco

 

)

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In questo repertorio celeberrimo e popolare Masur smette i panni paludati che lo contraddistinguono in molte incisioni e dirige una versione idiomatica e viva dei famosi pezzi brahmsiani. Anche la registrazione, comunque dei primi anni Ottanta, mi sembra stavolta rendere più giustizia alla grande orchestra che è la Gewandhaus di Lipsia.

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21 ore fa, il viandante del sud dice:

@Majaniello Merci!

La musica di Chausson ha un sapore fruttato con retrogusto umbratile, ascolta il suo bellissimo trio per piano, per me uno dei più belli della letteratura musicale di tutti i tempi!

Te lo dedico, così come anche a @giobar e a @Ives

Eh, questo è troppo franckiano per i miei gusti... bei temi però.

1 minuto fa, glenngould dice:

L'algoritmo di YouTube mi suggerisce questo "ascolto" che, per ovvie ragioni, dedico @Majaniello

 

Sei il mio eroe!

°°°°

A tal proposito, propongo delle trombonate di nicchia:

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ho ascoltato la fantasia per organo e orchestra su B/A/C/H, un grande classico dai tempi di Liszt. Non so perchè mi aspettavo qualcosa di diverso da quest'autore, pur essendo un brano tardo (1971) mi pare contenga una radice post-romantica, in ogni caso è musica dal mood tetro e apocalittico, senza via di scampo. Inquietante. 

Meno avventurose sul piano armonico, ma dagli umori più vari e se vogliamo esteriori, peraltro non esenti da momenti di cattiveria, queste Metamorfosi per orchestra, che sto ascoltando in quest'edizione:

CH10849.jpg

 @Madiel dicci qualcosa di più e di più sensato!

 

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Ispirato malamente da @Ives che aveva citato questo direttore Macelaru, ho cercato roba fatta da lui. Mi sono imbattuto in questa presunta "sinfonia" e l'ho ascoltata. La vena compositiva del grande trombettiere Marsalis mi era finora ignota, e... E' uno pseudo Gershwin senza alcuna logica. Un frullato di Rapsodia, Cuban Overture, Americano a Parigi...
Impossibile capirci qualcosa.

@Madiel

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On 20/9/2022 at 16:58, Madiel dice:

Milhaud: Sinfonia n.3 "Te Deum"

RSO Basel e Chor des Theaters Basel diretti da A. Francis

Forse la sinfonia peggiore di Milhaud, salvo solo i movimenti puramente orchestrali, anzi solo il primo. Il secondo lento con il coro muto lo trovo abbastanza kitsch, il finale con il Te Deum è retorico, pur basandosi su un bel tema. Lavoro fatto di fretta per una commissione… e si sente!

Mi sono andato a ripescare questo tuo commento per dire che, seppur può essere vero che ci troviamo di fronte ad una sinfonia minore di Milhaud, io trovo della grandezza anche qui. Forse sono io che ho una specie di resa incondizionata di fronte alla musica di quest'uomo (ok senza "forse"), ma per un attimo ho pensato: se fosse la sinfonia di un compositore che ha composto solo questo pezzo e poi è morto direi comunque che è un genio! C'è un po' di trombonata finale tirata più del dovuto, ma vabbè... ci sciroppiamo ben di peggio (seguono nomi di celebri compositori). Per la cronaca ho ascoltato questa edizione:

eyJidWNrZXQiOiJwcmVzdG8tY292ZXItaW1hZ2Vz

In ogni caso merita il nostro amore, quindi amatelo ❤️ 

milhaud.png?resize=420,215&ssl=1

Ripasso ora questi classici:

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2 minuti fa, Majaniello dice:

Mi sono andato a ripescare questo tuo commento per dire che, seppur può essere vero che ci troviamo di fronte ad una sinfonia minore di Milhaud, io trovo della grandezza anche qui. Forse sono io che ho una specie di resa incondizionata di fronte alla musica di quest'uomo (ok senza "forse"), ma per un attimo ho pensato: se fosse la sinfonia di un compositore che ha composto solo questo pezzo e poi è morto direi comunque che è un genio! C'è un po' di trombonata finale tirata più del dovuto, ma vabbè... ci sciroppiamo ben di peggio (seguono nomi di celebri compositori). Per la cronaca ho ascoltato questa edizione:

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In ogni caso merita il nostro amore, quindi amatelo ❤️ 

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Ripasso ora questi classici:

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Curioso, ho ascoltato proprio stasera la 2a! :D No, le trombonate in Milhaud non sono accettabili in nessun caso perché la sua estetica le rifuggiva e le condannava. Non è che se ti ispiri a Berlioz invece che a Wagner le trombonate cambiano, restano trombonate con l'aggravante -_-

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2 ore fa, Wittelsbach dice:

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Ispirato malamente da @Ives che aveva citato questo direttore Macelaru, ho cercato roba fatta da lui. Mi sono imbattuto in questa presunta "sinfonia" e l'ho ascoltata. La vena compositiva del grande trombettiere Marsalis mi era finora ignota, e... E' uno pseudo Gershwin senza alcuna logica. Un frullato di Rapsodia, Cuban Overture, Americano a Parigi...
Impossibile capirci qualcosa.

@Madiel

Non conosco il Marsalis compositore, mi basta il grande trombettista - forse il mio preferito dopo André. Il resto te lo lascio :D Meglio tornare agli armeni :D 

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4 ore fa, Majaniello dice:

Eh, questo è troppo franckiano per i miei gusti... bei temi però.

Sei il mio eroe!

°°°°

A tal proposito, propongo delle trombonate di nicchia:

ab67616d0000b27375385bb7d73c87949633fe88

ho ascoltato la fantasia per organo e orchestra su B/A/C/H, un grande classico dai tempi di Liszt. Non so perchè mi aspettavo qualcosa di diverso da quest'autore, pur essendo un brano tardo (1971) mi pare contenga una radice post-romantica, in ogni caso è musica dal mood tetro e apocalittico, senza via di scampo. Inquietante. 

Meno avventurose sul piano armonico, ma dagli umori più vari e se vogliamo esteriori, peraltro non esenti da momenti di cattiveria, queste Metamorfosi per orchestra, che sto ascoltando in quest'edizione:

 @Madiel dicci qualcosa di più e di più sensato!

 

Suchon compositore maiuscolo, anche se non un genio. Conosciuto poco e nulla fuori dalla natia Slovacchia, in patria era piuttosto celebre! Forse l'unico compositore cecoslovacco di una certo livello nel secondo dopo guerra. Stile post janacekiano, pieno di influenze folkloriche (fortissimo il modello della musica sacra slava) e post romantiche, in un certo senso un po' fuori moda dopo il 1945. Nelle opere liriche guardava anche a Mussorgskij (di gran presa è l'opera nazionalista Svatopluk del 1960, un successone a suo tempo e pure incisa). A partire dalla fine degli anni sessanta attraversò perfino una fase più avventurosa, proprio con la Fantasia per organo, archi e percussioni raggiunse uno dei momenti più alti - secondo me è un vero gioiello (ne parlai di sfuggita in forum tanti anni fa dopo averla sentita in un concerto alla radio). Perfetta commistione tra barocco e post romanticismo, con una spolverata di libera atonalità e dissonanze emancipate ma il tanto da non turbare, opera ricca di pagine altamente drammatiche. Forse il naturale approdo per un compositore vissuto in un ambiente provinciale come quello slovacco. Secondo me, comunque Suchon non aveva intenti avanguardisti o di aggiornamento del linguaggio fine a sé stesso, piuttosto penso abbia continuato la strada di autori isolati sul genere di Ostrcil o del tardo Janacek portando il loro linguaggio alle estreme conseguenze. Un percorso fatto nella tradizione del suo paese, senza cercare avventure. I pezzi del cd Chandos, invece, sono più ligi ai modelli di Suk o Janacek, sono impregnati di folklore slovacco e ben confezionati, ma superficiali. Le Metamorfosi, molto note in patria, furono incise diverse volte.

Qua la Fantasia, in una bella esecuzione:

 

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On 23/9/2022 at 22:03, il viandante del sud dice:

La musica di Chausson ha un sapore fruttato con retrogusto umbratile, ascolta il suo bellissimo trio per piano, per me uno dei più belli della letteratura musicale di tutti i tempi!

 

Condivido ogni parola, anche il giudizio entusiastico sul trio.

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Passati 60 anni questo disco sorprende ancora oggi per la bellezza del suono, la fluidità della concertazione, la purezza e la grazia delle voci che non sconfina mai nell'immagine convenzionale dello stile corale, ma è sempre rivolta a un'idea di fasto e concentrata spiritualità tipico della tradizione inglese. Tra i solisti si segnalano la Baker, Elizabeth Vaughan e Tom Krause. @il viandante del sud @Wittelsbach @Snorlax

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Wilhelm STENHAMMAR
Due romanze sentimentali per violino e orchestra op. 28

Ulf Wallin
Malmo Symfoniorkester
Paavo Jarvi

Due bocconcini zuccherosi salottieri e rétro, disimpegnati ma assai piacevoli. Stupisce la loro scarsa diffusione: è vero che la parte solista è tutt'altro che impressionante e forse non si prestano come bis "di bravura", ma sarebbero un ottimo complemento quando si volesse sottolineare l'interazione con l'orchestra, che ha un ruolo non banale nel costruire l'atmosfera dolce e sognante dei due pezzi. 

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19 ore fa, Madiel dice:

Suchon compositore maiuscolo, anche se non un genio. Conosciuto poco e nulla fuori dalla natia Slovacchia, in patria era piuttosto celebre! Forse l'unico compositore cecoslovacco di una certo livello nel secondo dopo guerra. Stile post janacekiano, pieno di influenze folkloriche (fortissimo il modello della musica sacra slava) e post romantiche, in un certo senso un po' fuori moda dopo il 1945. Nelle opere liriche guardava anche a Mussorgskij (di gran presa è l'opera nazionalista Svatopluk del 1960, un successone a suo tempo e pure incisa). A partire dalla fine degli anni sessanta attraversò perfino una fase più avventurosa, proprio con la Fantasia per organo, archi e percussioni raggiunse uno dei momenti più alti - secondo me è un vero gioiello (ne parlai di sfuggita in forum tanti anni fa dopo averla sentita in un concerto alla radio). Perfetta commistione tra barocco e post romanticismo, con una spolverata di libera atonalità e dissonanze emancipate ma il tanto da non turbare, opera ricca di pagine altamente drammatiche. Forse il naturale approdo per un compositore vissuto in un ambiente provinciale come quello slovacco. Secondo me, comunque Suchon non aveva intenti avanguardisti o di aggiornamento del linguaggio fine a sé stesso, piuttosto penso abbia continuato la strada di autori isolati sul genere di Ostrcil o del tardo Janacek portando il loro linguaggio alle estreme conseguenze. Un percorso fatto nella tradizione del suo paese, senza cercare avventure. I pezzi del cd Chandos, invece, sono più ligi ai modelli di Suk o Janacek, sono impregnati di folklore slovacco e ben confezionati, ma superficiali. Le Metamorfosi, molto note in patria, furono incise diverse volte.

Nella fantasia raggiunge un livello di tensione assurdo, certo l'effetto "castello di Dracula" un po' di regeriana memoria è dietro l'angolo, comunque l'impatto è notevole ed è raggiunto attraverso la scrittura e la struttura più che con gesti musicali a capocchia come fanno alcuni. Le Metamorfosi sembrano più un pezzo da concerto e anche i momenti "feroci" suonano in realtà costruiti a tavolino come un'esibizione retorica. Sono andato a leggermi la rece di Hurwitz che secondo me lo demolisce esageratamente (con tutte le bidonate che ascolta lui....).

A proposito di Janacek sto ascoltando questo, che non è esattissimamente musica classica ma mi piace moltissimo nella sua semplicità:

4634557

Dunque, se ho ben capito sono canti popolari trascritti da Janacek, e qui ulteriormente trascritti per voce (non canonicamente impostata, ve lo dico subito) e quartetto d'archi. Disco che potrebbe dar sui nervi, ma ci sono dei motivi bellissimi!

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4 ore fa, Majaniello dice:

Nella fantasia raggiunge un livello di tensione assurdo, certo l'effetto "castello di Dracula" un po' di regeriana memoria è dietro l'angolo, comunque l'impatto è notevole ed è raggiunto attraverso la scrittura e la struttura più che con gesti musicali a capocchia come fanno alcuni. Le Metamorfosi sembrano più un pezzo da concerto e anche i momenti "feroci" suonano in realtà costruiti a tavolino come un'esibizione retorica. Sono andato a leggermi la rece di Hurwitz che secondo me lo demolisce esageratamente (con tutte le bidonate che ascolta lui....).

Infatti, la recensione del cd Chandos è polemica, ma senza reale fondamento riguardo la qualità dei pezzi trattati. Se penso che di recente ha lodato incondizionatamente due sinfonie di Brian piuttosto bruttine e insignificanti... senza senso! -_-

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15 ore fa, Majaniello dice:

A proposito di Janacek sto ascoltando questo, che non è esattissimamente musica classica ma mi piace moltissimo nella sua semplicità:

Dunque, se ho ben capito sono canti popolari trascritti da Janacek, e qui ulteriormente trascritti per voce (non canonicamente impostata, ve lo dico subito) e quartetto d'archi. Disco che potrebbe dar sui nervi, ma ci sono dei motivi bellissimi!

Bello e sonicamente suggestivo pure questo:

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On 24/9/2022 at 21:20, Wittelsbach dice:

Ispirato malamente da @Ives che aveva citato questo direttore Macelaru, ho cercato roba fatta da lui. Mi sono imbattuto in questa presunta "sinfonia" e l'ho ascoltata. La vena compositiva del grande trombettiere Marsalis mi era finora ignota, e... E' uno pseudo Gershwin senza alcuna logica. Un frullato di Rapsodia, Cuban Overture, Americano a Parigi...
Impossibile capirci qualcosa.

@Madiel

Non conosco. Direi di ricordarlo essenzialmente come virtuoso della tromba. La tua descrizione mi ricorda un pò le brutte composizioni di William Russo, grande trombettista e teorico dello strumento, che scrisse brani degni di una sigla televisiva. E che suscitarono tra i '60 e i '70 direi inspiegabilmente l'interesse di gente del calibro di Ozawa, Bernstein e Ormandy. Misteri.

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On 21/9/2022 at 15:42, Ives dice:

Ravel

Tzigane

Chausson

Poéme

Zino Francescatti

New York Philharmonic

Leonard Bernstein

Soprattutto Ravel, qui affascinato da stanche seduzioni tzigane, ma anche il povero Chausson, ha fatto decisamente di meglio rispetto a questo "asfaltatissimo" e brumosissimo poema sinfonico con violino solista. Noiosetto anzichenò. Bravissimo Francescatti, gran virtuoso della scuola francese.

Brano un po' stereotipico, ma che non mi dispiace, "Tzigane" trovo renda nettamente meglio nell'originale per violino e pianoforte.

Tra l'altro pare all'origine Ravel pensasse per l'accompagnamento al "lutheal", un pianoforte che presentava un secondo Registro che gli consentiva di imitare il suono del cymbalon (o salterio Ungherese):

 

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Ieri maratona Jon Leifs per me. Ho in programma, nei prossimi tempi, l'ascolto di tutto quello che dell'islandese c'è su Spotify.

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Questo cd lo posseggo anche in formato fisico, e l'ho sentito tante volte.
Forse per le sue tormentate vicende personali, la serenità e la gaiezza sembrano quasi del tutto assenti dalla musica di questo compositore. Dominano atmosfere ora cupe e ferrigne, ora crepuscolari, pressoché mai rilassate.
Qui abbiamo l'Overture islandese che ce ne dà antipasto, poi la suite (musiche di scena?) per la tragedia Galdra-Loftr, il sommesso e breve Requiem per coro a cappella dedicato alla figlia annegata a 18 anni, la tristi e commosse Reminiscenze del Nord ed Elegia, e soprattutto l'Hekla, il poema sinfonico dedicato all'aguzzo vulcano dalle esplosive eruzioni, qui rese con una potenza barbarica terrificante, anche se non credo che questa registrazione comprenda l'integralità dell'organico di idiofoni e percussioni previsto.

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Quest'altro cd è invece un primo ascolto per me. Porta il titolo della composizione più d'impatto, ma è interessante anche per gli altri contenuti. In primis, la Trilogia Piccola, che non deve far pensare a qualcosa di cameristico: semplicemente, sono pezzi di piccola durata, ma strumentati con un certo gigantismo e con forte carica emotiva. I Tre Quadri Astratti hanno invece un'espressività molto più trattenuta, e l'intensa e commossa Consolazione, una delle ultime opere di Leifs in assoluto, ci porta a una dimensione desolatissima, come testimonio dell'isolamento del compositore, in un sofferto grido di dolore per soli archi. Viceversa, le Danze Islandesi, forse le uniche composizioni che godettero di relativa fama, ci fanno sentire un Leifs stranamente più disteso e meno pessimista. La giovanile Galdra-Loftr Overture è interessante, anche se il pezzo che entra nella memoria è chiaramente Geysir, altro omaggio alla natura del suo Paese, scolpito col suo caratteristico stile, che trae origine dalla scarna tradizione musicale di questa terra lontanissima da tutto. L'effetto giunge a generare forti emozioni nell'ascoltatore.

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La Sinfonia Saga costituisce l'ennesimo omaggio alle tradizioni patrie, nonché un esperimento nel campo della sinfonia vera e propria, in cinque movimenti. A dire il vero, trovo sia conveniente ascoltare ogni singola parte come opera a sé stante: l'insieme è tutt'altro che organico, sembra più un campionario di cupezze smisurate e tenebrose, nello stile che ormai conosciamo.

@Madiel

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

Ieri maratona Jon Leifs per me. Ho in programma, nei prossimi tempi, l'ascolto di tutto quello che dell'islandese c'è su Spotify.

7318590010303-0-536-0-75.jpg

Questo cd lo posseggo anche in formato fisico, e l'ho sentito tante volte.
Forse per le sue tormentate vicende personali, la serenità e la gaiezza sembrano quasi del tutto assenti dalla musica di questo compositore. Dominano atmosfere ora cupe e ferrigne, ora crepuscolari, pressoché mai rilassate.
Qui abbiamo l'Overture islandese che ce ne dà antipasto, poi la suite (musiche di scena?) per la tragedia Galdra-Loftr, il sommesso e breve Requiem per coro a cappella dedicato alla figlia annegata a 18 anni, la tristi e commosse Reminiscenze del Nord ed Elegia, e soprattutto l'Hekla, il poema sinfonico dedicato all'aguzzo vulcano dalle esplosive eruzioni, qui rese con una potenza barbarica terrificante, anche se non credo che questa registrazione comprenda l'integralità dell'organico di idiofoni e percussioni previsto.

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Quest'altro cd è invece un primo ascolto per me. Porta il titolo della composizione più d'impatto, ma è interessante anche per gli altri contenuti. In primis, la Trilogia Piccola, che non deve far pensare a qualcosa di cameristico: semplicemente, sono pezzi di piccola durata, ma strumentati con un certo gigantismo e con forte carica emotiva. I Tre Quadri Astratti hanno invece un'espressività molto più trattenuta, e l'intensa e commossa Consolazione, una delle ultime opere di Leifs in assoluto, ci porta a una dimensione desolatissima, come testimonio dell'isolamento del compositore, in un sofferto grido di dolore per soli archi. Viceversa, le Danze Islandesi, forse le uniche composizioni che godettero di relativa fama, ci fanno sentire un Leifs stranamente più disteso e meno pessimista. La giovanile Galdra-Loftr Overture è interessante, anche se il pezzo che entra nella memoria è chiaramente Geysir, altro omaggio alla natura del suo Paese, scolpito col suo caratteristico stile, che trae origine dalla scarna tradizione musicale di questa terra lontanissima da tutto. L'effetto giunge a generare forti emozioni nell'ascoltatore.

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La Sinfonia Saga costituisce l'ennesimo omaggio alle tradizioni patrie, nonché un esperimento nel campo della sinfonia vera e propria, in cinque movimenti. A dire il vero, trovo sia conveniente ascoltare ogni singola parte come opera a sé stante: l'insieme è tutt'altro che organico, sembra più un campionario di cupezze smisurate e tenebrose, nello stile che ormai conosciamo.

@Madiel

Questi cd li ho tutti, a dire il vero della serie Bis me ne mancano solo un paio con i lavori cameristici. L'elenco dei capolavori che hai sentito in questi dischi è bella lunga: Réminiscence du Nord, Consolation, Trois Peintures Abstraites, Elegia 1961, Geysir, Hekla, l'Ouverture Galdra-Loftr... quanto ben di Dio! :ninja: Anche quando non scrive capolavori, alcuni pezzi sono pur sempre composizioni originali, come Trilogia Piccola o l'Ouverture Islandese. Interessante come poni l'accento sull'anima tragica di Leifs, uomo introspettivo e complesso, in effetti la gioia è del tutto assente dalla sua arte. La malinconia è pure la caratteristica espressiva della musica dell'ultimo decennio, non c'è alcuna possibile fuga o illusione, neanche nella contemplazione del creato. Da notare come il suo panteismo è privo di sfumature consolatorie, descrive la natura come astratta, remota e ostile, che può solo stupirci con la sua potenza.

Intanto, mi riascolto questo gioiello:

E poi passo all'originalissima Overture dal Galdra-Loftr. Nel 1927 non c'erano modelli chiari per una musica così, selvaggia e nello stesso tempo accademica:

 

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On 25/9/2022 at 19:25, Majaniello dice:

[...] A proposito di Janacek sto ascoltando questo, che non è esattissimamente musica classica ma mi piace moltissimo nella sua semplicità:

4634557

Dunque, se ho ben capito sono canti popolari trascritti da Janacek, e qui ulteriormente trascritti per voce (non canonicamente impostata, ve lo dico subito) e quartetto d'archi. Disco che potrebbe dar sui nervi, ma ci sono dei motivi bellissimi!

Nel suo piccolo figura in qualche modo mitologica nella storia della musica, non poteva che ...approdare a New York, la mitteleuropea nel senso di zigano cantante violinista Iva Bittova 🙂 Per cui a me, fatte le debite proporzioni oltreché tolta del tutto l'elettronica, verrebbe da accostarla più a una Laurie Anderson che non a tanti fiddle lanciati in fusioni creative con la classica con esito pop: perché l'avantgard-folk, con predilezioni per l'eredità classica come solo un boemo, della funambolica Iva Bittova ha sempre esiti di corporeità riflessiva di tutto rispetto e solidamente, e fascinosamente, riferibili dai cultori del canone; o per capirci basterebbe dire che ha pubblicato con ECM e Nonesuch però così trascurando troppe cose.

Per il tormento di @Vigione ricordo che I. Bittova ha giocato (played) anche nei 44 Duos di Bartok (ma no, non andranno acquistati! a meno di non essere estimatori di un certo oltre improponibile e felice...).

Per l'occasione io mi sono ordinato curioso l'altro CD

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CD 2012 Supraphon 099925409227

dove di Bittova è presente nientemeno che un suo quartetto, ma con quel tanto di vocalità inevitabilmente, a corredo della prova sul campo anche del già co-fondatore e leader dello Škampa Quartet in questione, il connazionale Pavel Fischer.
Solo cosine, beninteso, ma che con simpatia metto a scaffale accanto alle altre creatività più originali e proprie (non classical) della creativa artista, da quei formidabili primi anni del dopo muro. 

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1 ora fa, Madiel dice:

Questi cd li ho tutti, a dire il vero della serie Bis me ne mancano solo un paio con i lavori cameristici. L'elenco dei capolavori che hai sentito in questi dischi è bella lunga: Réminiscence du Nord, Consolation, Trois Peintures Abstraites, Elegia 1961, Geysir, Hekla, l'Ouverture Galdra-Loftr... quanto ben di Dio! :ninja: Anche quando non scrive capolavori, alcuni pezzi sono pur sempre composizioni originali, come Trilogia Piccola o l'Ouverture Islandese. Interessante come poni l'accento sull'anima tragica di Leifs, uomo introspettivo e complesso, in effetti la gioia è del tutto assente dalla sua arte.

Una cosa a cui ho pensato con ascolti attenti. Era veramente angosciato!

Su Spotify ci sono altri cd con musiche che credo tu non avrai mai sentito! Ve li racconterò appena ci arriverò!

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