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Cosa state ascoltando ? Anno 2022


Madiel

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19 ore fa, Snorlax dice:

Heitor Villa-Lobos, Bachianas Brasileiras n. 7, Tre incisioni a confronto: 1) Orchestra Sinfonica di San Paolo, Roberto Minczuk (BIS); 2) New World Symphony, Michael Tilson-Thomas; 3) Royal Philharmonic Orchestra, Enrique Batiz

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...avendo in discoteca tre incisioni differenti di quest'opera del compositore brasiliano, in queste sere ho fatto un po' di ascolti comparati, spesso con la partitura sotto gli occhi. Ogni esecuzione, com'è ovvio, ha i suoi pro e i suoi contro, qui di seguito, in maniera assai stringata, le mie personalissime impressioni:

  • Minczuk/BIS. Tra le tre, questa è l'esecuzione che mi ha lasciato più perplesso, nonostante gli evidenti pregi. Di prim'ordine la performance dell'orchestra paulista, la quale dimostra un calore di suono e un nitore pari alle compagini più blasonate. Sicuramente è anche la versione più filologica, in quanto, soprattutto nei dettagli strumentali, segue più alla lettera le indicazioni di Villa-Lobos. Tuttavia alla fine il risultato è piuttosto freddino, e la direzione Minczuk non brilla certo per verve e spessore interpretativo. Un buon compitino, che non a caso risulta più persuasivo nella Fuga finale, dove tutto l'estro di Villa-Lobos rimane imbrigliato nella più accademica delle forme musicali.
  • Tilson-Thomas/RCA. Dal punto di vista interpretativo siamo lontano mille miglia dalle rigidità di Minczuk. Il direttore californiano esibisce spesso delle agogiche flessibili - ma sempre ben calcolate - e fraseggia affettuosamente, plasmando con il giusto afflato le mirabili melodie vergate su carta dal compositore sudamericano. L'orchestra giovanile fondata dallo stesso Tilson-Thomas si disimpegna molto bene, anche se certo non brilla per personalità. La nota dolente è il fatto che la parte delle percussioni è spesso totalmente riscritta rispetto all'originale. Chi mi conosce, sa che solitamente questo genere di cose al sottoscritto non fanno né caldo né freddo. Ciò nonostante in questo caso l'aggiunta del glockenspiel in molti punti della partitura è piuttosto fastidiosa, snaturando l'orchestrazione di questa Bachiana, che fa un uso ristretto quanto controllato della percussione.
  • Batiz/EMI. Batiz, il primo in ordine cronologico, dà una lettura ancora differente, equidistante dall'accademismo di Minczuk, quanto da certe raffinetezze tipiche di Tilson-Thomas. Batiz non lavora di cesello, ma sbozza un'esecuzione a tinte forti, esuberante, estroversa e assai coinvolgente. La Royal Philharmonic ha un timbro più rustico rispetto alle altre orchestre qui considerate, a volte quasi grezzo - ad ascoltare bene in qualche punto si ravvisa pure qualche problemino d'assieme - ma che è perfetto per la visione impartita dal direttore messicano. Certo, chi cerca l'evidenza e la cura del dettaglio in questo caso può rimanere deluso, ma qui è la visione d'assieme ad essere convincente. La qualità di registrazione non è proprio il massimo, con quel suono vetroso tipico del digitale EMI anni '80.

...in dedica a @Madiel, @Ives, @Majaniello, @Wittelsbach, @superburp, @il viandante del sud e chiunque gradisca...

In disco ho solo l'edizione di Tilson Thomas, che trovo passabile ma non ho termini di paragone in effetti. Mai sentito della riscrittura della parte percussiva, devo indagare perché non avrei mai immaginato :o Conosco poco e nulla anche la Bachiana in questione.

Intanto, ricambio con

Pizzetti: Tre composizioni corali

SWR Vokalensemble Stuttgart diretto da M. Creed

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1 ora fa, Madiel dice:

In disco ho solo l'edizione di Tilson Thomas, che trovo passabile ma non ho termini di paragone in effetti. Mai sentito della riscrittura della parte percussiva, devo indagare perché non avrei mai immaginato :o Conosco poco e nulla anche la Bachiana in questione.

Tilson-Thomas aggiunge l'impertinente glockenspiel anche nel Canto do Sertão della quarta Bachianas. Non ho capito il perché di questa scelta, fatto sta che il risultato non è che sia proprio dei migliori. Peccato perché per il resto si tratta di letture niente male, tranne che nel Choros n. 10, che sinceramente ho trovato piuttosto sbiadito e poco convincente.

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8 ore fa, Snorlax dice:

Tilson-Thomas aggiunge l'impertinente glockenspiel anche nel Canto do Sertão della quarta Bachianas. Non ho capito il perché di questa scelta, fatto sta che il risultato non è che sia proprio dei migliori. Peccato perché per il resto si tratta di letture niente male, tranne che nel Choros n. 10, che sinceramente ho trovato piuttosto sbiadito e poco convincente.

Forse la partitura prevede qualche percussione esotica non disponibile e si sono arrangiati, chi lo sa... Per il 10° Choros io sono fornito anche di Neschling, che per ora mi basta e avanza.

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Handel

Alexander Balus · Air 'Convey Me To Some Peaceful Shore'

Bernadette Greevy · mezzo

Academy of St Martin in the Fields · Raymond Leppard

Oratorio di natura occasionale, che risente inevitabilmente della committenza e della fiacchezza del testo, oltre all'assemblaggio di cori e arie in tutta fretta, con un declino inevitabile dell'invenzione musicale. Nonostante ciò, quest'aria di rapimento e sofferenza di Cleopatra è bellissima ed è stata salvata dall'oblio cui è incappato l'oratorio integrale da numerose cantanti.

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55 minuti fa, Ives dice:

Handel

Alexander Balus · Air 'Convey Me To Some Peaceful Shore'

Bernadette Greevy · mezzo

Academy of St Martin in the Fields · Raymond Leppard

Oratorio di natura occasionale, che risente inevitabilmente della committenza e della fiacchezza del testo, oltre all'assemblaggio di cori e arie in tutta fretta, con un declino inevitabile dell'invenzione musicale. Nonostante ciò, quest'aria di rapimento e sofferenza di Cleopatra è bellissima ed è stata salvata dall'oblio cui è incappato l'oratorio integrale da numerose cantanti.

Mi hai ricordato che volevo ascoltare un po' di cantate italiane di Händel:

Te le dedico insieme a Snorlax, giobar e non ricordo chi altro apprezzava particolarmente.

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Giuseppe VERDI
Messa da requiem
(trascrizione per organo e pianoforte di Alfred Lebeau)

Matteo Galli, organo
Francesco Attesti, pianoforte

Un po' più che una curiosità. Una trascrizione del genere ovviamente offre una resa fonica molto povera rispetto all'originale, ma svela alcune cose molto interessanti delle linee melodiche e dell'impianto armonico. Altrettanto ovviamente, dalle mani di un Liszt o di un Ravel (o, più di recente, di Guillou) sarebbe uscito un prodotto ben più ricco e affascinante di quello partorito da Alfred Lebeau, oscuro compositore francese di fine 800.

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18 ore fa, Madiel dice:

Forse la partitura prevede qualche percussione esotica non disponibile e si sono arrangiati, chi lo sa... Per il 10° Choros io sono fornito anche di Neschling, che per ora mi basta e avanza.

Non credo sai, tutto sommato le Bachianas - al contrario della maggior parte dei Choros - hanno in organico una sezione delle percussioni poco nutrita, e quasi sempre priva degli strumenti tradizionali brasiliani che Villa-Lobos soleva usare in altri contesti. Credo che l'aggiunta del glockenspiel sia proprio un vezzo di Tilson-Thomas...

Il Choros n. 10 di Neschling era la mia reference - non che la scelta sia così ampia - ma poi ho scoperto questo:

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Franz Joseph Haydn, Sinfonia n. 79 in fa maggiore, Orpheus Chamber Orchestra

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...è una delle sinfonie di Haydn che mi mette più di buon umore. Ne ho proprio bisogno, dato che purtroppo mi sono beccato il Covid e mi tocca stare segregato in casa per un po' di giorni. Non che avessi molta vita sociale in questo difficile periodo...:mellow::umnik2:

...in dedica a tutti, perché credo che Haydn non scontenti nessuno! :party:

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RAI Radio3 Suite - Il cartellone 20 gennaio 2022 20:30
In diretta dall'Auditorium "Arturo Toscanini" di Torino

Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI
Juraj Valčuha, direttore

Aram Khačaturjan: Concerto in re minore per violino e orchestra
Valeriy Sokolov, violino

Carl Nielsen Sinfonia n. 4 op. 29 "L'inestinguibile"

-

Tornito e fatato, aereo ed esercitato... il garbo di Valeriy Sokolov segna quasi ferendo per onestà e finezza capaci di richiamare a un ascolto serio o anche solo speciale anche la scrittura più compiacente melodica, aprendola a orizzonti di libertà ideale, di invito d'esercizio dello spirito e memoria remota senza urgenza se non di una nuova riflessione per ciascun singolo ascoltatore...

Come facciano a controllare i suonatori l'estremismo insistito delle scritture musicali, più che non capirlo io, e valutarlo mai sufficientemente chi non può che solo riorganizzare i propri o altrui ascolti (io griderei goool!! come un sudamericano a ogni passo di quelle dita) sembra effettivamente risiedere in una qualche inestinguibile (che mai si distrae) risorsa positiva volitiva dell'esistere...

-

[PS: ero convinto d'aver inserito questa mia recensione l'altra sera, ci riprovo ora]

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Ferneyhough

La terre est un homme

BBC Symphony Orchestra

Martyn Brabbins

Pagina magmatica, di delirante violenza espressiva, tratta da un quadro di Matta. Segue rarissima pagina elgariana su testo francese con voce recitante, tenera e delicata, strettamente legata al primo conflitto mondiale.

Elgar

Une voix dans le Desert, op. 77

Simone Callow - speaker

Susan Gritton - soprano

BBC Concert Orchestra

John Wilson

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1 ora fa, Ives dice:

Ferneyhough

La terre est un homme

BBC Symphony Orchestra

Martyn Brabbins

Pagina magmatica, di delirante violenza espressiva, tratta da un quadro di Matta. Segue rarissima pagina elgariana su testo francese con voce recitante, tenera e delicata, strettamente legata al primo conflitto mondiale.

Impressionante! Conoscevo solo il successivo Ploetzlichkeit del 2006, ma non si distingue molto per stile densissimo, convulso ed esasperato. Un orchestrale che eseguì quest'ultimo, mi riferì che le partiture di Ferneyhough sono così complicate ed ineseguibili, che i musicisti sono costretti a semplificare (e in un certo senso anche a inventarsi la parte che suonano).

--------

Paert: Festina lente

Philharmonia Orchestra / Jarvi

a chi apprezza

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Maurice Ravel, Rapsodie espagnole, Orchestre de la Société des Concerts du Conservatoire, André Cluytens

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Ribadirò fino allo stremo che il suono di queste vecchie e gloriose - e purtroppo, da tempo estinte - compagini orchestrali francesi, dona a queste opere un gusto tutto particolare, unico nel suo genere. Il suono nasale e pungente dei fiati d'oltralpe rivela dettagli e texture impossibili da riprodurre con musicisti (e strumenti) di altra scuola. Sarò ovvio, ma a mio parere queste sono incisioni imprescindibili, merito anche della direzione accurata e carismatica di Cluytens. Questo è il vero e unico Ravel sound.

...a @Majaniello (vedi che sono un po' hip mio malgrado?;)), @Madiel, @superburp, @Ives, @Wittelsbach e a chiunque gradisca...

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4 ore fa, Madiel dice:

Impressionante! Conoscevo solo il successivo Ploetzlichkeit del 2006, ma non si distingue molto per stile densissimo, convulso ed esasperato. Un orchestrale che eseguì quest'ultimo, mi riferì che le partiture di Ferneyhough sono così complicate ed ineseguibili, che i musicisti sono costretti a semplificare (e in un certo senso anche a inventarsi la parte che suonano).

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Paert: Festina lente

Philharmonia Orchestra / Jarvi

a chi apprezza

 

Giusto un'idea... Arditti dedica un capitolo intero del suo volume sul violino a come razionalizzare la metrica nelle sue opere. Personalmente, confesso di avere problemi con Ferneyhough, anche se subisco il fascino della complessità. Altri quartetti sono peggio..

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1 ora fa, besugo dice:

 

Giusto un'idea... Arditti dedica un capitolo intero del suo volume sul violino a come razionalizzare la metrica nelle sue opere. Personalmente, confesso di avere problemi con Ferneyhough, anche se subisco il fascino della complessità. Altri quartetti sono peggio..

Nel caso del magma orchestrale magari nessuno se ne accorge della manipolazione, e quando se ne accorge il direttore magari quest'ultimo fa finta di nulla (vero, così mi hanno detto :cat_lol::cat_lol:)

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5 ore fa, Snorlax dice:

Maurice Ravel, Rapsodie espagnole, Orchestre de la Société des Concerts du Conservatoire, André Cluytens

71BnB1hEOIL._AC_SL1362_.jpg

Ribadirò fino allo stremo che il suono di queste vecchie e gloriose - e purtroppo, da tempo estinte - compagini orchestrali francesi, dona a queste opere un gusto tutto particolare, unico nel suo genere. Il suono nasale e pungente dei fiati d'oltralpe rivela dettagli e texture impossibili da riprodurre con musicisti (e strumenti) di altra scuola. Sarò ovvio, ma a mio parere queste sono incisioni imprescindibili, merito anche della direzione accurata e carismatica di Cluytens. Questo è il vero e unico Ravel sound.

...a @Majaniello (vedi che sono un po' hip mio malgrado?;)), @Madiel, @superburp, @Ives, @Wittelsbach e a chiunque gradisca...

Una buona versione, mi sono ascoltato il finale poco fa. Ricambio con un'anticaglia

 

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16 ore fa, Madiel dice:

Impressionante! Conoscevo solo il successivo Ploetzlichkeit del 2006, ma non si distingue molto per stile densissimo, convulso ed esasperato. Un orchestrale che eseguì quest'ultimo, mi riferì che le partiture di Ferneyhough sono così complicate ed ineseguibili, che i musicisti sono costretti a semplificare (e in un certo senso anche a inventarsi la parte che suonano).

Si, la scrittura è vertiginosissima e rasenta limiti dell'eseguibile. Ma credo ci sia proprio alla base una sua teoria di utopicità dell'esecuzione. Lo seguo fino a un certo punto, onestamente.

°°°°°°

Takemitsu

Tree Line

LondonSO 

John Williams

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