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Cosa state ascoltando ? Anno 2022


Madiel
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RAI Radio3 Suite - Il Cartellone, 15 settembre 2022 21:00
in diretta dal Conservatorio di Torino

MITO Settembre Musica

[1] Giovanni Battista Pergolesi : Stabat Mater
per soprano, contralto, archi e organo
- Stabat mater dolorosa
- Cuius animam gementem
- O quam tristis et afflicta
- Quae moerebat et dolebat
- Quis est homo
- Vidit suum dulcem natum
- Eja Mater fons amoris
- Fac ut ardeat cor meum
- Sancta mater, istud agas
- Fac ut portem Christi mortem
- Inflammatus et accensus
- Quando corpus morietur - Amen

[2] Antonio Caldara : Stabat Mater
per soli, coro e orchestra
- Stabat mater dolorosa
- Cuius animam gementem
- Quis est homo
- Sancta mater, istud agas
- Tui nati vulnerati
- Fac me tecum pie flere
- Juxta Crucem
- Virgo Virginum
- Fac ut portem
- Flammis ne urar succensus
- Christe cum sit hinc exire
- Fac ut animae donetur

Coro e Orchestra Ghislieri
Paola Valentina Molinari, soprano
Marta Fumagalli, alto
Raffaele Giordani, tenore
Matteo Bellotto, basso
Giulio Prandi, direttore
in collaborazione con Centro di musica antica Fondazione Ghislieri

-

RAI Radio3 Suite - Il teatro di Radio3, 15 settembre 2022 22:30
in diretta da Ca’ Giustinian - Sala delle Colonne, Venezia

Biennale Musica - Il teatro di Radio3

[3] Verità a Venezia
performative radio composition (2022)
di Gemma Ragués
prima esecuzione assoluta
produzione La Biennale di Venezia, CIMM - Centro di Informatica Musicale Multimediale della Biennale di Venezia

Gemma Ragués, voce, experimental performance

-

[1][2]

Come per una partita di calcio, uno Stabat Mater, una sequenza liturgica, non va circoscritta se non nella sua misteriosa interezza: viene creato un contesto, drammatico e partecipativo, e viene quindi sviluppato un ammaestramento anzi quel paio: l'addolorarsi ha senso, il supplizio viene compreso e risolto universalmente, e l'assistenza materna è pure determinante. Tanta roba. La musica procede dando densità, terreno, esistenzialità frequentata, mirabilmente dall'arte, ma con uno squisito invito a non sentirsi esclusi, anzi, festosamente attivati, seppure quel tanto ritualmente, in un formidabile raccoglimento. Difficile per chiunque proponga queste scritture, comunque scelga di agirle, asciuttamente versus retoricamente, non ricreare comunque un momento immediatamente estatico 🙂

[3]

Parolina magica: acusmatica 🙂 mo' sentiamo 🙂

Intanto: trasmissione radiofonica eccellente. Poi casuale seguitare liturgico del concerto precedente wow! ne viene un "adesso" bello inquieto: il parlato rende conto del distacco societario: la sfida è sulla home: nostalgie? ripartenze originali?

Mmh finora non si è configurato niente più che un selfie incertissimo e senza cuore.

Ma mi piglia bene perché NON è il pop warholiano che imperversa nell'attuale arte in commercio: né un dettato ma una certa perplessità autentica, ricercante.

Queste pronunce di lingua franca, di senso d'un Erasmus universale (il programma di studi interuniversitari; ma non era tramontato? con l'expatrio reale, la Brexit, il Covid, i pochi soldi...).

Una Venezia irrisolvibile e tentatrice come sempre: colpisce il silenzio che queste figurette studentesche stanno riuscendo a viversi, che Venezia evidentemente consente nonostante lo spaventoso stream browniano nelle sue calli principali.

Eheh evvedi che si salta a piè pari a un'estetica pre- anni '60: e quindi la radiofonia matria.

Questa roba è riuscita a scatenarmi una nostalgia pazzesca per quando la globalizzazione non era la guerra mondiale: si chiamava intercontinentalità, e in ogni città dove andavi avevi la tua storia con il genio di quel luogo, che era una specie di bambino, credo si dica puer aeternus.

Melologo certamente surrealista ma di tono meno aggressivo di un'onironautica di Dalì, complimenti 🙂

In Discogs i tag da applicarsi #parlato #sperimentale #elettronica (poca) ... 🙂

 

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6 ore fa, Madiel dice:

Senti qua che roba, anche per @Majaniello francofono

Grazie Mad!
Schmitt mi ha sempre colpito, ha tratti personali che lo rendono diverso da molti altri suoi conterranei.

 

6 ore fa, superburp dice:

Tirati su con questo bel pezzo che viene da una zona del mondo più allegra (anche se loro pure hanno i loro problemini, ma non sapevo ci fosse la guerra in Armenia).

Ecco, appunto: hai centrato il problema. Una persona informata come te nemmeno sa qualcosa della guerra del Nagorno-Karabakh, e questo la dice lunga sulla latitanza mediatica che attanaglia un conflitto assurdo. Ma non tracimiamo in altri terreni ora. Grazie di Moncayo, che conoscevo!

4 ore fa, giobar dice:

Alla cultura e alla musica armena si rifà, anche per ragioni di discendenza familiare, il compositore americano Alan Hovhaness, autore di molta musica di grande suggestione e di maggiore raffinatezza rispetto a quella di Khachaturian. Ma la sua è un'Armenia quasi soltanto reinventata e sognata, sulla base di libri, tradizioni orali e spunti della musica popolare, perché nella sua pur lunga vita riuscì a compiere soltanto una breve visita nella terra dei suoi padri.

Hovhaness l'avevo approcciato un decennio fa, ed effettivamente evoca atmosfere eteree e rilassanti. All'epoca non ero infanatichito dell'Armenia, ancora.

4 ore fa, giobar dice:

Un grande appassionato di Komitas è il pianista Grigory Sokolov, che armeno non è ma che propone assai spesso fra i suoi numerosi bis alcuni pezzi del monaco compositore e musicologo

Non ne sono affatto stupito, visto l'habitus mentale di Sokolov, riflessivo come non mai e dunque certo non alieno al non troppo latente misticismo insito in Komitas.

 

4 ore fa, giobar dice:

Da appassionato dell'Armenia forse lo conosci già, ma se non lo hai letto procurati subito lo stupendo e commovente reportage "Il bene sia con voi" su un viaggio in Armenia nei primi anni 60 scritto da Vasily Grossman, anche lui non armeno ma stregato da quel popolo e da quella terra. Il reportage dà il titolo al libro, pubblicato da Adelphi, che contiene anche alcuni bellissimi racconti di uno dei più grandi scrittori del 900. 

Lo conosco eccome! Grossman ha per la mia sensibilità il difetto di una lettura un po' faticosa, ma i suoi sono affreschi letterari di indubbia potenza.

4 ore fa, Majaniello dice:

L'Azerbaijan (musulmano) e l'Armenia (cattolica) si "punzecchiano" almeno da quando è caduta l'URSS

Più che cattolica, l'Armenia è cristiana, ma la sua chiesa principale, la Apostolica Armena, è ortodossa, anche se permane la Chiesa Cattolica Armena di rito orientale. Comunque, ne riparleremo! Lilit, la ragazza di cui parlo, sta in America ma i genitori abitano in Armenia, ed è molto preoccupata.

 

 

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Saluti da Vienna

Ieri sera ho ascoltato a Stephansdom un concerto per organo eseguito da Evan Bogerd (Amsterdam) classe 1993.

Il repertorio è stato il seguente:

Louis Vierne (1870-1937)

Prélude aus der Symphonie Nr. 1, op.14

 

Sigfrid Karg-Elert (1877-1933)

Pastel III, op. 92:

      • Andantino soave
      • Recitativo
      • Chorale

 

Evan Bogerd (1993)

Improvisation

 

César Franck (1822-1890)

Allegretto aus der Symphonie in d-moll

(Bearbeitung von Iddo van der Giessen)

 

Joseph Jongen (1873-1953)

Sonata Eroïca, op. 94 (1930)

 

Acustica favolosa e posto molto suggestivo

L'organista nella sua improvvisazione mi è rimasto impresso, come il preludio alla prima sinfonia di Vierne (brano che conosco bene e ho riconosciuto nei suoi passaggi) quanto la sonata eroica op.74 di Jongen a me sconosciuta quanto il compositore stesso, che però mi ha molto sorpreso.

Purtroppo non sentirò il nostro connazionale Roberto Marini di cui ho l'integrale per organo di Max Reger della Fugatto che si esibirà il 13 ottobre presso la stessa chiesa.

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Per l'Armenia credo che la sua koiné musicale risieda nella tradizione popolare e nei canti religiosi. Più che nella "classica" propriamente detta. Kchachaturian è il nome più celebre e che prima di ogni altro viene alla mente, suoi balletti sono veramente deliziosi (ance le suites vanno bene). Sul resto, concerti e sinfonie, è troppo pesante e kitsch. Hovhaness è più un prodotto ibrido, rifà una Armenia in salsa americana.

Smetana

Wallenstein's Camp Op. 14

Janáček Philharmonic Orchestra

Theodore Kuchar

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10 ore fa, Ives dice:

Per l'Armenia credo che la sua koiné musicale risieda nella tradizione popolare e nei canti religiosi. Più che nella "classica" propriamente detta. Kchachaturian è il nome più celebre e che prima di ogni altro viene alla mente, suoi balletti sono veramente deliziosi (ance le suites vanno bene). Sul resto, concerti e sinfonie, è troppo pesante e kitsch. Hovhaness è più un prodotto ibrido, rifà una Armenia in salsa americana.

Smetana

Wallenstein's Camp Op. 14

Janáček Philharmonic Orchestra

Theodore Kuchar

@Ives

consiglio anche questo Wallenstein:

 

 

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11 ore fa, il viandante del sud dice:

@Ives

consiglio anche questo Wallenstein:

Grazie, non l'avevo mai sentita. Pagina giovanile segnata da eroiche passioni, fortemente romantiche e "francesi", nonostante il soggetto schilleriano, con tratti pittoreschi e aggressivi, forse anche patriottici, un pò alla Berlioz. Il terzo pannello ha già connotazioni esoteriche e passaggi incantati del D'Indy maturo. Aggiungo questo:

Bizet

Patrie!

Montréal/Dutoit

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8-559791.jpg

Finora ha sentito Kiev 2014 e due movimenti del Concerto per violino.
Mi viene da dire: una vera furbata.
Più ancora che Kiev 2014, pezzo tutto sommato di facile accesso, il Concerto mi sembra proprio l'opera di un furbetto paramodernista, che comunque non mi è nemmeno dispiaciuta!

@Ives @Madiel @zippie

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3 ore fa, Wittelsbach dice:

8-559791.jpg

Finora ha sentito Kiev 2014 e due movimenti del Concerto per violino.
Mi viene da dire: una vera furbata.
Più ancora che Kiev 2014, pezzo tutto sommato di facile accesso, il Concerto mi sembra proprio l'opera di un furbetto paramodernista, che comunque non mi è nemmeno dispiaciuta!

@Ives @Madiel @zippie

Ma che roba ascolti! Mai sentito neanche nominare... -_-

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14 ore fa, Wittelsbach dice:

Finora ha sentito Kiev 2014 e due movimenti del Concerto per violino.
Mi viene da dire: una vera furbata.
Più ancora che Kiev 2014, pezzo tutto sommato di facile accesso, il Concerto mi sembra proprio l'opera di un furbetto paramodernista, che comunque non mi è nemmeno dispiaciuta!

@Ives @Madiel @zippie

Mai sentito neanche per sbaglio. Questa serie Americana della Naxos sembra sempre che uno la conosca bene e invece spunta sovente qualche carneade dal nulla, magari autoprodotto. Ricambio con questo programma:

Bloch

Schelomo

Rose/Cleveland/Maazel

Prokofiev

Alexander Nevsky, cantata op. 78

Finnie/SNO Chorus/SNO/Järvi

 
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14 ore fa, Wittelsbach dice:

8-559791.jpg

Finora ha sentito Kiev 2014 e due movimenti del Concerto per violino.
Mi viene da dire: una vera furbata.
Più ancora che Kiev 2014, pezzo tutto sommato di facile accesso, il Concerto mi sembra proprio l'opera di un furbetto paramodernista, che comunque non mi è nemmeno dispiaciuta!

@Ives @Madiel @zippie

Mi pare il solito compositore americano "alla Naxos" :cat_uhh:, senza alcuna voce su wikipedia (non significa nulla, naturalmente, ma considerato che trattano tutti compositori, anche i minori, è interessante notarlo)

Mah, non mi pare ci sia niente di significativo da segnalare in questo lavoro. E' il solito accademico americano "post moderno", lo stile è talmente generico che va bene anche per un film o un documentario. 

 

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Nella Grecia moderna un posto particolare ha Jani Christou, che nella sua breve vita (44 anni) fece sue tutte le esperienze dell'avanguardia, dalla dodecafonia all'elettronica all'alea, fino a toccare di striscio la post modernità (morì che era appena in fieri) e sempre con una notevole originalità concettuale. La sua musica viene classificata come sperimentale. Sotto certi aspetti, anche più radicale di Xenakis, di sicuro è allo stesso livello. Purtroppo, gode ancora di poca notorietà presso il pubblico, è il tipico compositore settoriale per gli addetti ai lavori.

Assai affascinante l'oratorio Mysterion, per attori, recitante, triplo coro, orchestra ed elettronica, su testi mistici dell'antico Egitto, sotto certi aspetti assai vicino all'ultimo Zimmermann:

@Wittelsbach basta con le porcherie americane, è ora di dedicarsi alle cose serie! :D 

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6 ore fa, Madiel dice:

Nella Grecia moderna un posto particolare ha Jani Christou, che nella sua breve vita (44 anni) fece sue tutte le esperienze dell'avanguardia, dalla dodecafonia all'elettronica all'alea, fino a toccare di striscio la post modernità (morì che era appena in fieri) e sempre con una notevole originalità concettuale. La sua musica viene classificata come sperimentale. Sotto certi aspetti, anche più radicale di Xenakis, di sicuro è allo stesso livello. Purtroppo, gode ancora di poca notorietà presso il pubblico, è il tipico compositore settoriale per gli addetti ai lavori.

Assai affascinante l'oratorio Mysterion, per attori, recitante, triplo coro, orchestra ed elettronica, su testi mistici dell'antico Egitto, sotto certi aspetti assai vicino all'ultimo Zimmermann:

@Wittelsbach basta con le porcherie americane, è ora di dedicarsi alle cose serie! :D 

No dai non ce la posso fare. :axehead:

Mi sa che l'unica avanguardia che ascolto davvero volentieri è quella americana:

A proposito di secondo novecento, una paio di giorni fa ho ascoltato per la prima volta un Donatoni da urlo:

in dedica agli amanti della musica di Francone.

Donatoni%2010_(c)%20Max%20Nyffeler%20kle

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3 ore fa, Majaniello dice:

No dai non ce la posso fare. :axehead:

Era per il nostro buon Wittelsbach, che deve ripulirsi un po' le orecchie da armeni e americani disperati :D

Tu, invece, sei ancora rimasto indietro di un video: ti è sfuggito il Concerto Grosso di Mitropoulos, avevo messo l'esca... :D :P 

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1 ora fa, Madiel dice:

Era per il nostro buon Wittelsbach, che deve ripulirsi un po' le orecchie da armeni e americani disperati :D

Tu, invece, sei ancora rimasto indietro di un video: ti è sfuggito il Concerto Grosso di Mitropoulos, avevo messo l'esca... :D :P 

ah caspita sì! avevo letto il tuo entusiasmo... quando usi la parola "genio" e non "talento" il fatto è serio! :cat_lol: ma ero col telefono e poi mi è passato di mente... lo recupero di sicuro.

°°°°

Ascolto di tutt'altro genere:

chissà se può interessare a @Wittelsbach , Witt sei nei pensieri di tutti!

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23 ore fa, Madiel dice:

Mah, non mi pare ci sia niente di significativo da segnalare in questo lavoro. E' il solito accademico americano "post moderno", lo stile è talmente generico che va bene anche per un film o un documentario.

Quotone. Stesso andazzo anche per i pezzi successivi come l’Overture Jubilaeum. Il Concerto per Violino è invece la vera furbata, perché prova a voler giocare altre carte vagamente moderne e intellettuali, abbandonando lo stile da telefilm.

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

Quotone. Stesso andazzo anche per i pezzi successivi come l’Overture Jubilaeum. Il Concerto per Violino è invece la vera furbata, perché prova a voler giocare altre carte vagamente moderne e intellettuali, abbandonando lo stile da telefilm.

Sul sito dell'autore non si evince gran cosa riguardo allo stile e alla poetica. Mi pare di capire, almeno dalle date dei pezzi sopra citati e da quello che scrivi, che lo stile abbia avuto una evoluzione limitata o perfino nulla. Mi sorge spontanea la curiosità riguardo al disco Naxos, perché sembra la solita roba autoprodotta dal carneade di turno. Se noti, sul suo sito le commissioni prestigiose latitano...

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18 ore fa, Majaniello dice:

No dai non ce la posso fare. :axehead:

Mi sa che l'unica avanguardia che ascolto davvero volentieri è quella americana:

A proposito di secondo novecento, una paio di giorni fa ho ascoltato per la prima volta un Donatoni da urlo:

in dedica agli amanti della musica di Francone.

Donatoni%2010_(c)%20Max%20Nyffeler%20kle

Vedo che ogni tanto mi pensi

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38 minuti fa, Florestan dice:

Sto ascoltando la versione bandistica della Marcia funebre dalla Sonata per piano op. 26 di Beethoven.

Scusate, il funerale della regina Elisabetta II è a reti unificate... 😴

Scontata. Meglio i canti inglesi in cattedrale con organo e trombe 🤩 Da repubblicano convinto, atmosfera comunque di grande impatto emotivo. Gli inglesi su questo bisogna lasciarli fare.

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L. van Beethoven Op. 37
Rec. 2021
Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Milano
Roberto Abbado, firettore
Federico Gad Crema, pianoforte

-

Mi sembra un'interpretazione affascinante quanto basta, oltre che valida, da parte di entrambi solista e orchestra in comune intesa non già di tenuità ma certamente sofficità, in qualche modo anticata, e descrittiva ad arte. Con forzatura espressiva nel segno della sospensione, volendo ipnotica, distraente, anziché d'enfasi di scritture, che direi, in sede di performazione dal vivo, giustamente accattivante, d'indipendenza.

Il dotato pianista ventitreenne milanese Federico Gad Crema mi dicono atteso tra pochi giorni al Fazioli Piano Festival presso la Fiera Cremona Musica 2022:

Recital di Federico Gad Crema 23/09/2022 12:00 Sala Zelioli Lanzini, Cremona

 

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