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Cosa state ascoltando ? Anno 2022


Madiel
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18 ore fa, Snorlax dice:

Paul Dukas, L'Apprenti sorcier, Bournemouth Symphony Orchestra, Constantin Silvestri

Forse la migliore registrazione di questo celeberrimo capolavoro? Sarei quasi tentato di affermarlo. Vero è che Silvestri ha la straordinaria capacità di far sembrare una novità all'ascolto anche uno dei pezzi più inflazionati di tutta la storia della musica. Che esecuzione carismatica, ragazzi. Sono arrivato troppo tardi a scoprire questo genio del podio, mea culpa...:sorry::rolleyes:

...in dedica a @Majaniello (guarda che non te la do mica vinta su Berlioz :P), @superburp, @Keikobad, @Wittelsbach, @Ives, @Madiel e a chiunque gradisca...

Concordo, brillantissima! E Silvestri era pienamente nel suo territorio d'elezione, con questi brani franco-russi di tipo coloristico. Ed è un un pezzo molto meno facile di quel che sembri in apparenza. Bella pure questa presa a caso tra i suggerimenti di YT che ti rimando in dedica:

Dukas

Sorcerer's Apprentice

Dallas Symphony Orchestra

Eduardo Mata

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18 ore fa, Snorlax dice:

Paul Dukas, L'Apprenti sorcier, Bournemouth Symphony Orchestra, Constantin Silvestri

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Forse la migliore registrazione di questo celeberrimo capolavoro? Sarei quasi tentato di affermarlo. Vero è che Silvestri ha la straordinaria capacità di far sembrare una novità all'ascolto anche uno dei pezzi più inflazionati di tutta la storia della musica. Che esecuzione carismatica, ragazzi. Sono arrivato troppo tardi a scoprire questo genio del podio, mea culpa...:sorry::rolleyes:

...in dedica a @Majaniello (guarda che non te la do mica vinta su Berlioz :P), @superburp, @Keikobad, @Wittelsbach, @Ives, @Madiel e a chiunque gradisca...

Me la devo sentire!
Uno dei miei riferimenti è Leibowitz

 

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9 ore fa, Ives dice:

Concordo, brillantissima! E Silvestri era pienamente nel suo territorio d'elezione, con questi brani franco-russi di tipo coloristico. Ed è un un pezzo molto meno facile di quel che sembri in apparenza. Bella pure questa presa a caso tra i suggerimenti di YT che ti rimando in dedica:

Dukas

Sorcerer's Apprentice

Dallas Symphony Orchestra

Eduardo Mata

Amo il brano di Dukas e il compositore stesso in generale. Purtroppo l'Apprendista stregone paga un po' l'associazione a Topolino che fece Disney nel primo Fantasia.

L'ho riascoltato proprio sotto la direzione di Eduardo Mata. Brano magnifico e direzione incandescente!

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On 14/1/2022 at 09:31, Ives dice:

Concordo, brillantissima! E Silvestri era pienamente nel suo territorio d'elezione, con questi brani franco-russi di tipo coloristico. Ed è un un pezzo molto meno facile di quel che sembri in apparenza. Bella pure questa presa a caso tra i suggerimenti di YT che ti rimando in dedica:

Dukas

Sorcerer's Apprentice

Dallas Symphony Orchestra

Eduardo Mata

 

On 14/1/2022 at 19:00, glenngould dice:

L'ho riascoltato proprio sotto la direzione di Eduardo Mata. Brano magnifico e direzione incandescente!

Beh in effetti Mata è una sicurezza in questo tipo di repertorio, forse una delle reference tra le registrazioni più moderne. In controdedica vi aspetta un ascolto un po' diverso dal solito:

Bernard Herrmann, Mysterious Island [Suite], National Philharmonic Orchestra, Bernard Hermann

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Devo dire che ultimamente sto cambiando radicalmente idea rispetto alle incisioni in Phase4 del vecchio Herrmann, il quale al tempo di queste registrazioni non era affatto in buone condizioni fisiche. Questo disco in particolare risale al 1975, ultimo anno di vita del grande compositore americano.

Fino a qualche tempo fa queste esecuzioni mi davano l'idea di essere spesso slentate, pesanti, quasi elefantiache. Rimettendole sul piatto dopo tempo immemore la mia prospettiva d'ascolto si è rovesciata. Certo, per chi ha in mente le colonne sonore originali, le letture dello Herrmann sono uno shock, soprattutto dato il notevole slittamento agogico. Tuttavia l'Autore qui investe la partiture di una luce del tutto nuova, che porta in superficie gustosi dettagli che in altri luoghi sono poco evidenti, per non dire del tutto assenti.

E' questo il caso della breve suite tratta dalla colonna sonora di Mysterious Island, film del 1961 in cui le creature immaginifiche nate dalla penna di Verne sono state create in stop motion da Ray Harryhausen. E i pezzi inclusi in questa suite sono proprio volti a descrivere musicalmente l'eccezionalità di questi mostri. E sono eccezionali le sonorità che esibisce l'orchestra di Herrmann - piuttosto nutrita nel comparto dei fiati e delle percussioni, abbiamo addirittura 8 corni e 4 tube - che esplode come un magma sonoro incontenibile e fa quasi vibrare il pavimento con assurdi pedali degli strumenti più gravi. In tutto questo, i corni sono particolarmente sollecitati, sia nel buzz di The Giant Bee sia nei glissandi di The Giant Crab. Insomma, una goduria. :rolleyes:;)

...in dedica anche a @Madiel, @Majaniello, @Wittelsbach, @superburp e a chiunque gradisca...

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Felix MENDELSSOHN-BARTHOLDY
Variations serieuses op. 54

Alfred Brendel, pianoforte

Un pezzo inizialmente quasi misterioso, ma che affascina e cattura dopo ascolti ripetuti. E Brendel è un maestro nel cogliere e sottolineare la varietà degli umori delle diverse variazioni. 

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On 15/1/2022 at 21:01, Snorlax dice:

 

Beh in effetti Mata è una sicurezza in questo tipo di repertorio, forse una delle reference tra le registrazioni più moderne. In controdedica vi aspetta un ascolto un po' diverso dal solito:

Bernard Herrmann, Mysterious Island [Suite], National Philharmonic Orchestra, Bernard Hermann

Devo dire che ultimamente sto cambiando radicalmente idea rispetto alle incisioni in Phase4 del vecchio Herrmann, il quale al tempo di queste registrazioni non era affatto in buone condizioni fisiche. Questo disco in particolare risale al 1975, ultimo anno di vita del grande compositore americano.

Fino a qualche tempo fa queste esecuzioni mi davano l'idea di essere spesso slentate, pesanti, quasi elefantiache. Rimettendole sul piatto dopo tempo immemore la mia prospettiva d'ascolto si è rovesciata. Certo, per chi ha in mente le colonne sonore originali, le letture dello Herrmann sono uno shock, soprattutto dato il notevole slittamento agogico. Tuttavia l'Autore qui investe la partiture di una luce del tutto nuova, che porta in superficie gustosi dettagli che in altri luoghi sono poco evidenti, per non dire del tutto assenti.

E' questo il caso della breve suite tratta dalla colonna sonora di Mysterious Island, film del 1961 in cui le creature immaginifiche nate dalla penna di Verne sono state create in stop motion da Ray Harryhausen. E i pezzi inclusi in questa suite sono proprio volti a descrivere musicalmente l'eccezionalità di questi mostri. E sono eccezionali le sonorità che esibisce l'orchestra di Herrmann - piuttosto nutrita nel comparto dei fiati e delle percussioni, abbiamo addirittura 8 corni e 4 tube - che esplode come un magma sonoro incontenibile e fa quasi vibrare il pavimento con assurdi pedali degli strumenti più gravi. In tutto questo, i corni sono particolarmente sollecitati, sia nel buzz di The Giant Bee sia nei glissandi di The Giant Crab. Insomma, una goduria. :rolleyes:;)

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Cofanetto memorabile:

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E c'è anche l'ultima colonna sonora di Herrmann per Obsession di Brian De Palma. Più bonus con Herrmann direttore di celebri colonne sonore americane e inglesi (Walton, Bax, Bliss, Vaughan Williams).

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Alla seconda scena del Rheingold.
Un ascolto decisamente interessante...
Mi dà l'idea, rispetto al decennio precedente, di un altro mondo. Non perché sia tutto grandemente diverso, ma perché sembra di respirare un clima più rilassato.

@Snorlax

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RAI Radio3 Suite - Il cartellone 17 gennaio 2022 20:00
In diretta dal Teatro alla Scala di Milano.

Orchestra del Teatro alla Scala
Riccardo Chailly, direttore

Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 1 in do maggiore op. 21

Gustav Mahler Sinfonia n. 1 in re maggiore "Il Titano"

-

Come si fa a non ascoltare una diretta dalla Scala di Milano?! io sono povero, non ci metterò mai piede in tutta la mia vita. Due sinfonie viennesi ...oh qualcosa che io io non sopporto non sopporto non sopporto non sopporto. Potessero restarne sepolti gli spartiti per 500 anni. E allora mi ascolto gli strumenti, gli strumentisti, la direzione: bravi! intensi, ma puliti, ben bilanciati e ben portati, tutti e ciascuno e ciascuna sezione, e con dovizia sonica di timbro, davvero, hanno qualcosa dei colori acrilici: così luminosi un poco metallici: è una proposta lucidissima, ma anche nel senso dell'intendimento, lo sviluppo, di questi capitolati musicali, mi sento come se potessi appenderli come un quadro, dà luce nella stanza, come un invito, a un esistito risplendere...

Mahler #1 : oh reso così bene questo déco 

e l'operetta, e la fiaba esotica

e quella che sarà l'amorevole retorica d'una American way ...oggi in grado di lasciare attoniti: com'è potuto succedere che 1. vi si credesse 2. non si avverasse?

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15 minuti fa, Madiel dice:

Ma cosa ascolti !!... :cat_lol:

Sono i suggerimenti di YT :cat_lol: Brano d'occasione decisamente disimpegnato ma bruttino, che doveva andare tra un messaggio pubblicitario e l'altro durante la cerimonia delle Olimpiadi del 1996. Fortunello Torke, ha ben 3 incisioni di assoluto rilievo (Williams-Alsop-Levi) :mellow:

M.Gould

American Salute

Boston Pops

John Williams

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1 ora fa, Ives dice:

Sono i suggerimenti di YT :cat_lol: Brano d'occasione decisamente disimpegnato ma bruttino, che doveva andare tra un messaggio pubblicitario e l'altro durante la cerimonia delle Olimpiadi del 1996. Fortunello Torke, ha ben 3 incisioni di assoluto rilievo (Williams-Alsop-Levi) :mellow:

Io non lo conoscevo proprio, ho ascoltato il video che hai postato: pezzo proprio insignificante! :wacko:

-------

@Snorlax

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Heitor Villa-Lobos, Bachianas Brasileiras n. 7, Tre incisioni a confronto: 1) Orchestra Sinfonica di San Paolo, Roberto Minczuk (BIS); 2) New World Symphony, Michael Tilson-Thomas; 3) Royal Philharmonic Orchestra, Enrique Batiz

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...avendo in discoteca tre incisioni differenti di quest'opera del compositore brasiliano, in queste sere ho fatto un po' di ascolti comparati, spesso con la partitura sotto gli occhi. Ogni esecuzione, com'è ovvio, ha i suoi pro e i suoi contro, qui di seguito, in maniera assai stringata, le mie personalissime impressioni:

  • Minczuk/BIS. Tra le tre, questa è l'esecuzione che mi ha lasciato più perplesso, nonostante gli evidenti pregi. Di prim'ordine la performance dell'orchestra paulista, la quale dimostra un calore di suono e un nitore pari alle compagini più blasonate. Sicuramente è anche la versione più filologica, in quanto, soprattutto nei dettagli strumentali, segue più alla lettera le indicazioni di Villa-Lobos. Tuttavia alla fine il risultato è piuttosto freddino, e la direzione Minczuk non brilla certo per verve e spessore interpretativo. Un buon compitino, che non a caso risulta più persuasivo nella Fuga finale, dove tutto l'estro di Villa-Lobos rimane imbrigliato nella più accademica delle forme musicali.
  • Tilson-Thomas/RCA. Dal punto di vista interpretativo siamo lontano mille miglia dalle rigidità di Minczuk. Il direttore californiano esibisce spesso delle agogiche flessibili - ma sempre ben calcolate - e fraseggia affettuosamente, plasmando con il giusto afflato le mirabili melodie vergate su carta dal compositore sudamericano. L'orchestra giovanile fondata dallo stesso Tilson-Thomas si disimpegna molto bene, anche se certo non brilla per personalità. La nota dolente è il fatto che la parte delle percussioni è spesso totalmente riscritta rispetto all'originale. Chi mi conosce, sa che solitamente questo genere di cose al sottoscritto non fanno né caldo né freddo. Ciò nonostante in questo caso l'aggiunta del glockenspiel in molti punti della partitura è piuttosto fastidiosa, snaturando l'orchestrazione di questa Bachiana, che fa un uso ristretto quanto controllato della percussione.
  • Batiz/EMI. Batiz, il primo in ordine cronologico, dà una lettura ancora differente, equidistante dall'accademismo di Minczuk, quanto da certe raffinetezze tipiche di Tilson-Thomas. Batiz non lavora di cesello, ma sbozza un'esecuzione a tinte forti, esuberante, estroversa e assai coinvolgente. La Royal Philharmonic ha un timbro più rustico rispetto alle altre orchestre qui considerate, a volte quasi grezzo - ad ascoltare bene in qualche punto si ravvisa pure qualche problemino d'assieme - ma che è perfetto per la visione impartita dal direttore messicano. Certo, chi cerca l'evidenza e la cura del dettaglio in questo caso può rimanere deluso, ma qui è la visione d'assieme ad essere convincente. La qualità di registrazione non è proprio il massimo, con quel suono vetroso tipico del digitale EMI anni '80.

...in dedica a @Madiel, @Ives, @Majaniello, @Wittelsbach, @superburp, @il viandante del sud e chiunque gradisca...

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RAI Radio3 Suite - Il cartellone 19 gennaio 2022 20:00
in diretta Euroradio dalla Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica, Roma

Stagione da Camera dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Angela Hewitt, pianoforte

François Couperin: Piéces de clavecin, Dix-huitième Ordre

Johann Sebastian Bach: dal Clavicembalo ben temperato, Libro II: Preludio e Fuga nn. 13-16 (BWV 882 - BWV 885)

Domenico Scarlatti: Sonata in re maggiore K 430, Sonata in si minore K 87, Sonata in sol maggiore K 427

Johann Sebastian Bach: Suite Inglese n. 4 BWV 809

Johann Sebastian Bach: Passacaglia in do minore BWV 582 (trascr. dall'organo di Eugen d'Albert)

-

Da dirsi che la musica di JS Bach "funziona" all'ascolto comunque la si suoni, a differenza ad es. d'un D Scarlatti, sebbene entrambe scritture per tastiere prefissate ("temperate" in un qualche modo prescelto): Bach predilige il gioco dei bilanciamenti, Scarlatti di impressionismi direi, da cui l'esercizio dell'appagamento (nell'azzardo ideologico!) più riuscito per l'uno, del divertimento (nella compostezza ideologica!) per l'altro, così sensibilmente intelligenti entrambi.

Programma di serata generoso, una A. Hewitt con tratti di supervisione, più d'abbraccio che di comparazione, con un tanto d'astrazione e materialità insieme, insomma il carattere dell'interprete insieme a quelli dei compositori :-)

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20 minuti fa, zippie dice:

RAI Radio3 Suite - Il cartellone 19 gennaio 2022 20:00
in diretta Euroradio dalla Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica, Roma

Stagione da Camera dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Angela Hewitt, pianoforte

François Couperin: Piéces de clavecin, Dix-huitième Ordre

Johann Sebastian Bach: dal Clavicembalo ben temperato, Libro II: Preludio e Fuga nn. 13-16 (BWV 882 - BWV 885)

Domenico Scarlatti: Sonata in re maggiore K 430, Sonata in si minore K 87, Sonata in sol maggiore K 427

Johann Sebastian Bach: Suite Inglese n. 4 BWV 809

Johann Sebastian Bach: Passacaglia in do minore BWV 582 (trascr. dall'organo di Eugen d'Albert)

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Da dirsi che la musica di JS Bach "funziona" all'ascolto comunque la si suoni, a differenza ad es. d'un D Scarlatti, sebbene entrambe scritture per tastiere prefissate ("temperate" in un qualche modo prescelto): Bach predilige il gioco dei bilanciamenti, Scarlatti di impressionismi direi, da cui l'esercizio dell'appagamento (nell'azzardo ideologico!) più riuscito per l'uno, del divertimento (nella compostezza ideologica!) per l'altro, così sensibilmente intelligenti entrambi.

Programma di serata generoso, una A. Hewitt con tratti di supervisione, più d'abbraccio che di comparazione, con un tanto d'astrazione e materialità insieme, insomma il carattere dell'interprete insieme a quelli dei compositori 🙂

Mi sembra che la Hewitt si sia un po' defilata negli ultimi anni. Ricordo che prima la sentivo nominare più spesso...magari è una mia impressione

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14 ore fa, Snorlax dice:
  • Minczuk/BIS. Tra le tre, questa è l'esecuzione che mi ha lasciato più perplesso, nonostante gli evidenti pregi. Di prim'ordine la performance dell'orchestra paulista, la quale dimostra un calore di suono e un nitore pari alle compagini più blasonate. Sicuramente è anche la versione più filologica, in quanto, soprattutto nei dettagli strumentali, segue più alla lettera le indicazioni di Villa-Lobos. Tuttavia alla fine il risultato è piuttosto freddino, e la direzione Minczuk non brilla certo per verve e spessore interpretativo. Un buon compitino, che non a caso risulta più persuasivo nella Fuga finale, dove tutto l'estro di Villa-Lobos rimane imbrigliato nella più accademica delle forme musicali.
  • Tilson-Thomas/RCA. Dal punto di vista interpretativo siamo lontano mille miglia dalle rigidità di Minczuk. Il direttore californiano esibisce spesso delle agogiche flessibili - ma sempre ben calcolate - e fraseggia affettuosamente, plasmando con il giusto afflato le mirabili melodie vergate su carta dal compositore sudamericano. L'orchestra giovanile fondata dallo stesso Tilson-Thomas si disimpegna molto bene, anche se certo non brilla per personalità. La nota dolente è il fatto che la parte delle percussioni è spesso totalmente riscritta rispetto all'originale. Chi mi conosce, sa che solitamente questo genere di cose al sottoscritto non fanno né caldo né freddo. Ciò nonostante in questo caso l'aggiunta del glockenspiel in molti punti della partitura è piuttosto fastidiosa, snaturando l'orchestrazione di questa Bachiana, che fa un uso ristretto quanto controllato della percussione.

...in dedica a @Madiel, @Ives, @Majaniello, @Wittelsbach, @superburp, @il viandante del sud e chiunque gradisca...

Concordo totalmente, belle note. Non conosco Batiz.

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