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Cosa state ascoltando ? Anno 2022


Madiel
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1 ora fa, miaskovsky dice:

Magnifici questi Brandeburghesi diretti da Horenstein. Quasi non richiedono alcuna conciliazione con il gusto e prassi moderne. Floridi, vitali. Bach eterno. 

Meno lontani da ciò che era Bach rispetto a un Karajan, di sicuro. Ricambio con questa, che è fra le incisioni migliori:

 

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On 7/8/2022 at 00:50, Madiel dice:

Personalmente non mi piace proprio! Famoso solo perché è stato il primo compositore nero che ebbe attenzione dal mondo accademico americano e poi internazionale - secondo me fu anche un po' pompato per motivi squisitamente extra musicali. Fu visto per almeno una generazione come un modello per i compositori di colore e, in un certo senso, si immedesimò nel ruolo di grande cantore dei neri d'America. Stile del tutto accademico e neoromantico nella più tipica maniera statunitense, con citazioni popolari tratte dalla musica nera e soprattutto jazz. Niente a che vedere con Gershwin, purtroppo! L'ho sempre trovato artificioso, sembra che l'elemento popolare sia posticcio e piuttosto un pretesto esotico. Forse il problema è che non riusciva ad abbandonare i modelli scolastici, penso gli riuscissero meglio i pezzi di carattere rapsodico e malinconici (blues), ma alla fine ha poche pretese espressive (sotto questo aspetto è piuttosto monotono). Divenne famoso con la Sinfonia n.1 "Afro-American" nel 1930, diretta da direttori celebri e incisa molte volte, forse il pezzo più caratteristico. Praticamente la sua musica è tutta così, da notare la mediocrità scolastica della coda conclusiva, appiccicata "così tanto per..."

Ho sentito un po’ di Still. Mi sembra autore a dir poco discontinuo. La Sinfonia n. 1 mi è sembrata la più interessante, meno le altre due. I poemi sinfonici mi hanno detto poco.

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4 ore fa, Wittelsbach dice:

Ho sentito un po’ di Still. Mi sembra autore a dir poco discontinuo. La Sinfonia n. 1 mi è sembrata la più interessante, meno le altre due. I poemi sinfonici mi hanno detto poco.

In effetti, le sinfonie successive (in tutto ne compose cinque) sono ben più accademiche e oggi sono raramente incise o eseguite. Scritte quando l'autore era divenuto famoso, in un certo senso riflettono questa condizione di ufficialità.

Il povero Still è una specie di stellina fioca del firmamento americano: si vede un poco quando il cielo è terso, ma in genere viene oscurato dalla luce di stelle ben più grandi.

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4 ore fa, Florestan dice:

Dedicato a @Majaniello , @Ives , @Wittelsbach e a quanti apprezzino

Un autore che mi sta particolarmente simpatico. Un "minore" (mi trovo a disagio con questa definizione), ma sicuramente un compositore interessante, soprattutto per un violinista. Sempre elegante, è un anello importante tra scuola italiana e francese, come il più noto Viotti.

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Wagner - Jochum – Die Meistersinger Von Nürnberg (1976, Box Set) - Discogs

Al netto dei cantanti, che trovo per lo più ottimi (purtroppo la peggiore è la Ligendza e le parti minori se cosi possiamo definirle), qui è tutto cosi vivo, luminoso, perfetto nelle proporzioni, cesellato in infiniti giochi ritmici e timbrici; e con quale semplice grazia artigianale Eugen Jochum conduce le modulazioni e le cadenze, e con quanta elasticità vi accoglie la voce. In queste cose era veramente un grande musicista della semplicità. E' lui il vero protagonista di questa storica incisione. Cori e orchestra non saranno i Berliner o i viennesi (ma nemmeno la ChicagoSO di Solti) però assolvono al loro compito con grande diligenza e buona cultura di suono. @Snorlax @Wittelsbach @Florestan

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1 ora fa, Ives dice:

 

Al netto dei cantanti, che trovo per lo più ottimi (purtroppo la peggiore è la Ligendza e le parti minori se cosi possiamo definirle), qui è tutto cosi vivo, luminoso, perfetto nelle proporzioni, cesellato in infiniti giochi ritmici e timbrici; e con quale semplice grazia artigianale Eugen Jochum conduce le modulazioni e le cadenze, e con quanta elasticità vi accoglie la voce. In queste cose era veramente un grande musicista della semplicità. E' lui il vero protagonista di questa storica incisione. Cori e orchestra non saranno i Berliner o i viennesi (ma nemmeno la ChicagoSO di Solti) però assolvono al loro compito con grande diligenza e buona cultura di suono. @Snorlax @Wittelsbach @Florestan

Il mio ultimo ascolto di questa edizione così singolare risale all’epoca della mia recensione, ormai circa dieci anni fa. Ho precisamente il tuo stesso parere, e dico che malgrado tutto è una registrazione che offre ampi motivi di apprezzamento. Con, in più, tocchi unici: Fischer-Dieskau e Domingo! La Ligendza è troppo ferrigna e a faccia scura, atteggiata a Valchiria e duretta anzichenò. Comunque è Jochum l’artefice principale di questa piacevole “serata” di quattro ore. La Deutsche Oper gli risponde alla grande, e mitica i suoi colori solitamente scuri e seriosi (almeno, in questa orchestra ce li ho sempre visti) in tinte calde e dorate.

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1 ora fa, Ives dice:

Wagner - Jochum – Die Meistersinger Von Nürnberg (1976, Box Set) - Discogs

Al netto dei cantanti, che trovo per lo più ottimi (purtroppo la peggiore è la Ligendza e le parti minori se cosi possiamo definirle), qui è tutto cosi vivo, luminoso, perfetto nelle proporzioni, cesellato in infiniti giochi ritmici e timbrici; e con quale semplice grazia artigianale Eugen Jochum conduce le modulazioni e le cadenze, e con quanta elasticità vi accoglie la voce. In queste cose era veramente un grande musicista della semplicità. E' lui il vero protagonista di questa storica incisione. Cori e orchestra non saranno i Berliner o i viennesi (ma nemmeno la ChicagoSO di Solti) però assolvono al loro compito con grande diligenza e buona cultura di suono. @Snorlax @Wittelsbach @Florestan

Sono perfettamente d'accordo, edizione luminosa, tra le più belle (almeno tra quelle che ho ascoltato). Come dice Wittel, trovo ottimo Domingo.

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41 minuti fa, Wittelsbach dice:

Di costui pare ci sia un sacco di musica nascosta!

Esatto, non si sa con sicurezza neppure con chi studiò e data di morte. Certo, è un po' presto per parlare di una Cambini renaissance, ma almeno adesso qualcuno ha cominciato a raccoglierne gli spartiti con criterio.

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2 ore fa, Ives dice:

Wagner - Jochum – Die Meistersinger Von Nürnberg (1976, Box Set) - Discogs

Al netto dei cantanti, che trovo per lo più ottimi (purtroppo la peggiore è la Ligendza e le parti minori se cosi possiamo definirle), qui è tutto cosi vivo, luminoso, perfetto nelle proporzioni, cesellato in infiniti giochi ritmici e timbrici; e con quale semplice grazia artigianale Eugen Jochum conduce le modulazioni e le cadenze, e con quanta elasticità vi accoglie la voce. In queste cose era veramente un grande musicista della semplicità. E' lui il vero protagonista di questa storica incisione. Cori e orchestra non saranno i Berliner o i viennesi (ma nemmeno la ChicagoSO di Solti) però assolvono al loro compito con grande diligenza e buona cultura di suono. @Snorlax @Wittelsbach @Florestan

Jochum era capace di queste letture: in lui davvero il termine Kapellmeister indicava semplicemente una tradizione del mondo musicale germanico, non qualcosa di riduttivo. 

Ricambio con un classicissimo del suo repertorio:

 

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Delius: Cynara, per baritono e orchestra (1907), arrangiamento per baritono e quartetto d'archi di Adriano (2009)

Michael Raschle, baritono - Kammerensemble '76

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5 ore fa, Wittelsbach dice:

il_794xN.3548033932_jpw3.jpg

Questa trascrizione piacque un sacco alla Delius Society, che ne patrocinò la prima esecuzione nel 2011 :closedeyes:

Qui si può sentire l'originale

 

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@ Madiel e Wittelsbach

Grazie per citare questo arrangiamento. Non mettetolo online, però!

Il Delius Trust non aveva "patrocinato" il mio arrangiamento, ma solamente "permesso", dopo averlo esaminato e giudicato positivamente. Anzi: il mio contratto coll'editore è che devo pagare io una certa somma a Boosey & Hawkes, all'occasione di ogni esecuzione - e pure rinunciare ai diritti di "elaborazione"! Per questo pezzo, come per parecchi altri, sono gli eredi di Eric Fenby che incassano. Delius, morto nel 1934, non è più protetto per quanto concerne le opere non dettate all' amanuense  Fenby, che si era messo a disposizione del cieco compositore di farsi dettare tutto quel che lui voleva ancora creare. C'è un bellissimo film TV di Ken Russell su questa "situazione particolare", intitolato "Song of Summer".

"Cynara" significa "carciofo" (buona idea, quella dell' aperitivo!), simbolo antico di una donna che ancora e ancora "mette a disposizione il suo cuore" agli uomini. Il poeta Ernest Dowson (messo in musica da Delius) si era innamorato di una cameriera londinese che in verità era una prostituta - e che morirà prematuramente in seguito ad aver partorito un bimbo illegittimo. Delius si sentiva affinato con Dowson perchè si era preso la sifilide - ed è questa la causa che poi lo rese cieco dal 1928 in poi. Sembra che anche lui avesse avuto un figlio illegittimo da una donna afro-americana, durante il suo soggiorno in Florida del 1884-5.

Nel 1935, il compositore Bernard Herrmann scrisse il melodrama "Cynara" per recitante ed orchestra. Una recente esecuzione si trova qui:

https://newdiscovery.bandcamp.com/album/cynara-combo

Il "regno di Cynara" è menzionato nel libro IV dei poemi di Orazio, intitolato "Cinara e Ligurinus":

http://www.lexisonline.eu/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Lexis26_Moretti.pdf

Di Delius ho pure arrangiato il magnifico intermezzo "The Walk to the Paradise Garden" (dall'opera "A Village Romeo and Juliet") - sia per quintetto a fiati che per sestetto a corde.

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2 ore fa, adriano conductor dice:

@ Madiel e Wittelsbach

Grazie per citare questo arrangiamento. Non mettetolo online, però! 

Affatto, ci mancherebbe! Se qualcuno è interessato alla registrazione sopra citata, scriva in privato al Maestro Adriano.

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RAI Radio3 Suite Festival dei Festival 14 agosto 2022 23:00
Traiettorie
registrato il 7 ottobre 2021 al Teatro Farnese di Parma

Irvine Arditti,  violino

Roger Reynolds : imagE/violin & imAge/violin (2015)
prima esecuzione italiana

Emmanuel Nunes :  Einspielung I (1979)

-
 

La delicatezza della molteplicità di ImagE(s) offerte da Roger Reynolds richiede una splendida pazienza alla proverbiale dedizione di Irvine Arditti nell'ologrammarle così vocali fiabesche, il tratteggio spigoloso di ImAge(s) ci fa scoprire prodezze di coloritura persino inusitate dell'anima più giocosa di Irvine Arditti.

Tanto quanto allargava e spaziava le sue immaginazioni R. Reynolds, E Nunes racchiude: in una margherita centrata geometricamente da cui andare e venire con figure estetizzanti: offrendo un significativo senso d'equilibrio, per me ...curiosamente svagato 🙂

I. Arditti per me sempre una sorta di pacco regalo con i controfiocchi 🙂

E a me piace ascoltare nella scelta dei due pezzi 1979, 2015 un omaggio allo straordinario percorso professionale del violinista.

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