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Cosa state ascoltando ? Anno 2022


Madiel
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On 16/7/2022 at 23:14, Florestan dice:

Primo mio approccio con queste opere, ancora oggi a tanti anni di distanza un disco magistrale per verve, virtuosismo e sfumature interpretative, capace di rendere letteralmente vivo il mondo sonoro sterminato di Respighi.

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Dedica a @Ives , @Wittelsbach , @Majaniello , @Snorlax , @Madiel , @superburp , @glenngould , @giobar e a chiunque gradisca.

Bello! :thank_you2:Un altro disco respighiano che meriterebbe di essere valorizzato è questo, l'ho messo sul piatto non molto tempo fa:

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...al di là della qualità della registrazione, veramente eccezionale, la direzione di Mata colpisce per la cura certosina del dettaglio strumentale, oltre che per il grande respiro architettonico che valorizza ancora di più l'inimitabile scrittura del compositore bolognese. Peccato che in luogo delle Fontane siano presenti le Impressioni brasiliane, un pezzo che, sinceramente, non mi ha mai destato un grande interesse.

D'accordo su Karajan: l'incisione DGG è alquanto sopravvalutata: suono impastato e lettura poco coinvolgente; per quel che riguarda i Pini Herbie aveva fatto molto meglio con la Philharmonia a Londra negli anni '50. A me pare registrata pure meglio:

In ogni caso per la Trilogia romana le grandi incisioni le conosciamo, credo che finiremmo per fare sempre i soliti nomi...:rolleyes:;)

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13 minuti fa, Snorlax dice:

Bello! :thank_you2:Un altro disco respighiano che meriterebbe di essere valorizzato è questo, l'ho messo sul piatto non molto tempo fa:

MDAtMjg1Ny5qcGVn.jpeg

...al di là della qualità della registrazione, veramente eccezionale, la direzione di Mata colpisce per la cura certosina del dettaglio strumentale, oltre che per il grande respiro architettonico che valorizza ancora di più l'inimitabile scrittura del compositore bolognese. Peccato che in luogo delle Fontane siano presenti le Impressioni brasiliane, un pezzo che, sinceramente, non mi ha mai destato un grande interesse.

D'accordo su Karajan: l'incisione DGG è alquanto sopravvalutata: suono impastato e lettura poco coinvolgente; per quel che riguarda i Pini Herbie aveva fatto molto meglio con la Philharmonia a Londra negli anni '50. A me pare registrata pure meglio:

In ogni caso per la Trilogia romana le grandi incisioni le conosciamo, credo che finiremmo per fare sempre i soliti nomi...:rolleyes:;)

Ascolterò il disco di Mata; per il resto hai assolutamente ragione su tutto. Non per nulla io ho fatto un nome relativamente poco conosciuto, Lane, e tu hai ricambiato con Mata: i riferimenti di solito su Respighi sono altri e ben noti.

P.S.: Ho ascoltato il link con l'incisione del 1958 di Karajan: beh, anche se per me l'audio è stato "ritoccato", al confronto la registrazione DG di vent'anni dopo non esiste proprio. 

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@Snorlax ho appena ascoltato il disco di Mata: impressionante, il primo aggettivo che mi viene in mente. Credo che siano le più belle Feste romane che io abbia mai sentito, sono riuscito a cogliere dei particolari che non ho mai ascoltato in altre incisioni anche celebri; e hai ragione anche sul fatto che questi particolari, architettonicamente, facciano capire quasi per la prima volta il tutto.

Curioso che né tu né io abbiamo proposto la Trilogia romana: all'eccezionale disco di Mata mancano le Fontane per fare spazio alle meno celebri Impressioni brasiliane; al mio Lane mancano le Feste e al loro posto ci sono le trascrizioni neobarocche de Gli uccelli. Se mettiamo insieme i due dischi viene fuori la Trilogia perfetta! :lol:

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Stamattina ho ascoltato quasi tutta la Jupiter diretta da Jacobs (quasi perché anche con la custodia del cellulare chiusa, basta una leggera pressione per far passare YouTube ad un altro video 😑). Comunque ottimi tempi, non sopporto quando il primo movimento viene fatto in maniera solenne, secondo me non rende in quel modo. Ci sono anche variazioni di tempo nel secondo tema, è un approccio che da buon trombone gradisco 😁 (per quanto la voglio risentire, l'impressione è che fosse un cambio di tempo un po' fine a se stesso).

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On 18/7/2022 at 17:43, Florestan dice:

P.S.: Ho ascoltato il link con l'incisione del 1958 di Karajan: beh, anche se per me l'audio è stato "ritoccato", al confronto la registrazione DG di vent'anni dopo non esiste proprio. 

Sì, quel canale credo che ritocchi parecchio. Comunque io ce l'ho in CD e l'ascolto è assolutamente godibile, molto meglio del suono impastato e confuso della successiva registrazione DGG. Per non parlare dell'interpretazione.

On 19/7/2022 at 00:19, Florestan dice:

@Snorlax ho appena ascoltato il disco di Mata: impressionante, il primo aggettivo che mi viene in mente. Credo che siano le più belle Feste romane che io abbia mai sentito, sono riuscito a cogliere dei particolari che non ho mai ascoltato in altre incisioni anche celebri; e hai ragione anche sul fatto che questi particolari, architettonicamente, facciano capire quasi per la prima volta il tutto.

Curioso che né tu né io abbiamo proposto la Trilogia romana: all'eccezionale disco di Mata mancano le Fontane per fare spazio alle meno celebri Impressioni brasiliane; al mio Lane mancano le Feste e al loro posto ci sono le trascrizioni neobarocche de Gli uccelli. Se mettiamo insieme i due dischi viene fuori la Trilogia perfetta! :lol:

Infatti! In realtà, per le Fontane, il meno bombastico dei poemi respighiani, io di solito mi affido a un grande classico:

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6 ore fa, Snorlax dice:

Sì, quel canale credo che ritocchi parecchio. Comunque io ce l'ho in CD e l'ascolto è assolutamente godibile, molto meglio del suono impastato e confuso della successiva registrazione DGG. Per non parlare dell'interpretazione.

Infatti! In realtà, per le Fontane, il meno bombastico dei poemi respighiani, io di solito mi affido a un grande classico:

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Grandissimo disco ma, classico per classico, per l'intera trilogia andrei su questo:

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dove si possono udire anche dettagli molto minuti di orchestrazione. 

Ma come hai detto prima, per questi tre poemi anche fra i riferimenti c'è l'imbarazzo della scelta.

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2 ore fa, Florestan dice:

Grandissimo disco ma, classico per classico, per l'intera trilogia andrei su questo:

71bT0AtVDPL._AC_SL1131_.jpg 

dove si possono udire anche dettagli molto minuti di orchestrazione. 

Ma come hai detto prima, per questi tre poemi anche fra i riferimenti c'è l'imbarazzo della scelta.

È la reference di Madiel. Io conosco bene solo Muti, ma devo dire che non è questo della trilogia il mio Respighi preferito, non capisco neanche questa superesposizione di questi pezzi rispetto ad altre composizioni parimenti meritevoli e accattivanti. 

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16 minuti fa, Majaniello dice:

È la reference di Madiel. Io conosco bene solo Muti, ma devo dire che non è questo della trilogia il mio Respighi preferito, non capisco neanche questa superesposizione di questi pezzi rispetto ad altre composizioni parimenti meritevoli e accattivanti. 

Il successo discografico della trilogia (o meglio, dei Pini e delle Fontane, le Feste sono un po' il Crasso o il Lepido di questo triumvirato) ha un (bel) po' oscurato il resto della produzione del Maestro, che fu anche operista. In effetti è molto bello anche il Respighi compositore per pianoforte, autore dei concerti e di tanto altro ancora; a me piace anche come trascrittore, quindi non faccio testo. 

Ovviamente conosco anche la trilogia di Muti a Philadelphia, che è a sua volta un altro classico.  

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image.jpg

Cosa potrei dire su questa grandiosa registrazione dei Pianeti? I colori dei bostonians, sotto la guida di Steinberg, lumeggiano il più luminoso impressionismo. Gli ottoni di Mars sono grandiosi, ma è magnifico il tono perlaceo di Neptune. Tutto comunque ad altissimo livello.
Misterioso l'abbinamento al brano corale di Ligeti (eseguito dal coro radiofonico di Amburgo istruito da Helmut Franz): che sia per il suo uso in 2001 di Kubrick, e dunque affine alla tematica astronomica di Holst?

I Pianeti di Steinberg compaiono peraltro in almeno altri due cd della DG.
Anzitutto uno della serie Originals, che poi sarebbe la pubblicazione originaria, che lo vede in abbinamento allo Zarathustra, diretto sempre da Steinberg e oltretutto pure lui usato da Kubrick nel suo film!
Poi questo dell'episodica e poco diffusa collana Classikon, a cui sono accoppiate le Enigma Variations dirette nientemeno che da Jochum!
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Da dedicarsi a @Florestan (il cui rapporto con Holst non conosco proprio), ovviamente @Majaniello e @Snorlax (che era rimasto impressionato da Sargent) e @Madiel

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1 minuto fa, Wittelsbach dice:

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Cosa potrei dire su questa grandiosa registrazione dei Pianeti? I colori dei bostonians, sotto la guida di Steinberg, lumeggiano il più luminoso impressionismo. Gli ottoni di Mars sono grandiosi, ma è magnifico il tono perlaceo di Neptune. Tutto comunque ad altissimo livello.
Misterioso l'abbinamento al brano corale di Ligeti (eseguito dal coro radiofonico di Amburgo istruito da Helmut Franz): che sia per il suo uso in 2001 di Kubrick, e dunque affine alla tematica astronomica di Holst?

I Pianeti di Steinberg compaiono peraltro in almeno altri due cd della DG.
Anzitutto uno della serie Originals, che poi sarebbe la pubblicazione originaria, che lo vede in abbinamento allo Zarathustra, diretto sempre da Steinberg e oltretutto pure lui usato da Kubrick nel suo film!
Poi questo dell'episodica e poco diffusa collana Classikon, a cui sono accoppiate le Enigma Variations dirette nientemeno che da Jochum!
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Da dedicarsi a @Florestan (il cui rapporto con Holst non conosco proprio), ovviamente @Majaniello e @Snorlax (che era rimasto impressionato da Sargent) e @Madiel

Ti ringrazio vivamente della dedica: in realtà di Holst conosco bene solo quest'opera, nell'incisione di Levine con la Chicago Symphony.

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54 minuti fa, Wittelsbach dice:

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Cosa potrei dire su questa grandiosa registrazione dei Pianeti? I colori dei bostonians, sotto la guida di Steinberg, lumeggiano il più luminoso impressionismo. Gli ottoni di Mars sono grandiosi, ma è magnifico il tono perlaceo di Neptune. Tutto comunque ad altissimo livello.
Misterioso l'abbinamento al brano corale di Ligeti (eseguito dal coro radiofonico di Amburgo istruito da Helmut Franz): che sia per il suo uso in 2001 di Kubrick, e dunque affine alla tematica astronomica di Holst?

I Pianeti di Steinberg compaiono peraltro in almeno altri due cd della DG.
Anzitutto uno della serie Originals, che poi sarebbe la pubblicazione originaria, che lo vede in abbinamento allo Zarathustra, diretto sempre da Steinberg e oltretutto pure lui usato da Kubrick nel suo film!
Poi questo dell'episodica e poco diffusa collana Classikon, a cui sono accoppiate le Enigma Variations dirette nientemeno che da Jochum!
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Da dedicarsi a @Florestan (il cui rapporto con Holst non conosco proprio), ovviamente @Majaniello e @Snorlax (che era rimasto impressionato da Sargent) e @Madiel

Un classico per un direttore sottovalutato (ma che DG mi pare stia "rilanciando" con le ristampe). Le Enigma di Jochum sono una fissazione di Hurwitz!

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

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Cosa potrei dire su questa grandiosa registrazione dei Pianeti? I colori dei bostonians, sotto la guida di Steinberg, lumeggiano il più luminoso impressionismo. Gli ottoni di Mars sono grandiosi, ma è magnifico il tono perlaceo di Neptune. Tutto comunque ad altissimo livello.
Misterioso l'abbinamento al brano corale di Ligeti (eseguito dal coro radiofonico di Amburgo istruito da Helmut Franz): che sia per il suo uso in 2001 di Kubrick, e dunque affine alla tematica astronomica di Holst?

I Pianeti di Steinberg compaiono peraltro in almeno altri due cd della DG.
Anzitutto uno della serie Originals, che poi sarebbe la pubblicazione originaria, che lo vede in abbinamento allo Zarathustra, diretto sempre da Steinberg e oltretutto pure lui usato da Kubrick nel suo film!
Poi questo dell'episodica e poco diffusa collana Classikon, a cui sono accoppiate le Enigma Variations dirette nientemeno che da Jochum!
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Da dedicarsi a @Florestan (il cui rapporto con Holst non conosco proprio), ovviamente @Majaniello e @Snorlax (che era rimasto impressionato da Sargent) e @Madiel

Grazie Wittels, dedica graditissima!:thank_you2:Anch'io sono un estimatore di questa incisione di Steinberg. I bostonians qui danno il meglio: al solito abbiamo un suono bello, ricco, ma mai patinato, ma che, anzi, sa essere aggressivo, quasi ruvido quando la screziata partitura di Holst lo richiede.

Come ricordi bene, tra le registrazioni storiche trovo eccezionale Sargent/BBC (provare per credere!:o), tuttavia la mia reference assoluta rimane questa, giustamente celebre:

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Johann Sebastian Bach, Suites Inglesi 2 & 3, Ivo Pogorelich

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Glenn Gould chi????!!!!:cat_lol::cat_lol::rolleyes:;)

Ho cominciato ad esplorare la discografia di Pogorelich tardi, troppo tardi. Fino a qualche anno fa, in discoteca avevo solo il CD delle Sonate scarlattiane, e conoscevo solo qualche altro must (l'inarrivabile Gaspard de la nuit, per esempio). Qualche mese fa ho acquistato il cofanetto DGG che raccoglie tutte le sue incisioni per l'etichetta gialla, che sto cominciando a piluccare, tentando di rimediare alla mia ignoranza.

Non ho la competenza per esprimere un minimo di giudizio in un repertorio come questo ma mi viene da chiedermi: ma come diamine fa un artista ad essere così analitico eppure così maledettamente intenso e passionale? come si può mettere in evidenza ogni singola linea della scrittura bachiana senza perdersi in una sterile cura del dettaglio?

Boh. Letture personalissime senza essere idiosincratiche, e che gettano una luce nuova su un repertorio consolidato. Dovrò recuperare in fretta, perché di musicisti così stimolanti non se ne sentono tanti.

...ringrazio il solito @Majaniello che attraverso i suoi post mi ha spinto ad approfondire il Pogo e dedico a @Florestan, @Ives, @Wittelsbach, @glenngould (non te la prendere, dai!), @superburp e chiunque gradisca...

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39 minuti fa, Snorlax dice:

Johann Sebastian Bach, Suites Inglesi 2 & 3, Ivo Pogorelich

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Glenn Gould chi????!!!!:cat_lol::cat_lol::rolleyes:;)

Ho cominciato ad esplorare la discografia di Pogorelich tardi, troppo tardi. Fino a qualche anno fa, in discoteca avevo solo il CD delle Sonate scarlattiane, e conoscevo solo qualche altro must (l'inarrivabile Gaspard de la nuit, per esempio). Qualche mese fa ho acquistato il cofanetto DGG che raccoglie tutte le sue incisioni per l'etichetta gialla, che sto cominciando a piluccare, tentando di rimediare alla mia ignoranza.

Non ho la competenza per esprimere un minimo di giudizio in un repertorio come questo ma mi viene da chiedermi: ma come diamine fa un artista ad essere così analitico eppure così maledettamente intenso e passionale? come si può mettere in evidenza ogni singola linea della scrittura bachiana senza perdersi in una sterile cura del dettaglio?

Boh. Letture personalissime senza essere idiosincratiche, e che gettano una luce nuova su un repertorio consolidato. Dovrò recuperare in fretta, perché di musicisti così stimolanti non se ne sentono tanti.

...ringrazio il solito @Majaniello che attraverso i suoi post mi ha spinto ad approfondire il Pogo e dedico a @Florestan, @Ives, @Wittelsbach, @glenngould (non te la prendere, dai!), @superburp e chiunque gradisca...

Eh, il primo Pogo era uno dei migliori pianisti della sua generazione, forse il migliore. Il primo disco che ho sentito di lui non è stato un DG, ma questo Capriccio:

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che era poi il resoconto live della sua leggendaria, se mai ce ne furono, apparizione al Premio Chopin del 1980, contro il cui verdetto (Ivo non vinse) protestò clamorosamente Martha Argerich abbandonando la giuria e dichiarando senza mezzi termini che Pogorelich era un genio. Sarebbe da recuperare: e lo posto qui in controdedica a @Snorlax , al sempre dispensatore di ottimi consigli @Majaniello , a @Ives , a @Wittelsbach , a @glenngould , a @superburp , a @giobar con cui parlavamo di Pogo qualche giorno fa, e a chiunque apprezzi Chopin...

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6 ore fa, Majaniello dice:

È la reference di Madiel. Io conosco bene solo Muti, ma devo dire che non è questo della trilogia il mio Respighi preferito, non capisco neanche questa superesposizione di questi pezzi rispetto ad altre composizioni parimenti meritevoli e accattivanti. 

Esatto! Sono sovraesposti sia per motivi di qualità, sono senz'altro tre pezzi geniali, che per l'ammirazione suscitata fin dalla prima esecuzione nei direttori d'orchestra e nel pubblico del primo novecento. Entrarono in repertorio immediatamente e senza troppe discussioni da parte della critica. Respighi fonde mirabilmente immediatezza espressiva, virtuosismo orchestrale e una notevole capacità di rappresentare i soggetti sia concretamente che astrattamente (un esempio di questa "oscillazione"  mi pare l'Ottobrata di Feste Romane, costituita più da sensazioni che da immagini vere e proprie). Sono anche interessanti le manipolazioni dei temi gregoriani e popolari (o in apparenza tali), citazioni mai scontate anche quando sembrano naif e che, comunque, hanno sempre una precisa motivazione architettonica ed espressiva. 

Riguardo alle edizioni sopra menzionate di Mata e Lane, dopo averle ascoltate direi: Lane superficiale, ma con qualche sprazzo genuino aiutato anche da un'ottima incisione; mediocre Mata, sembra un turista americano che mastica un chewing gum e che si aggira per i monumenti di Roma un po' annoiato, lo trovo fastidiosamente didascalico (v. la Befana !) e mi pare che non capisca nulla delle partiture.

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8 ore fa, Madiel dice:

Esatto! Sono sovraesposti sia per motivi di qualità, sono senz'altro tre pezzi geniali, che per l'ammirazione suscitata fin dalla prima esecuzione nei direttori d'orchestra e nel pubblico del primo novecento.

Il che equivale a dire che non sono sovraesposti (come? Perché?) ma che semmai ci sono altre composizioni sottovalutate nella produzione di Ottorino Respighi. Sono d'accordo con te.

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6162rnxx4-L.jpg

L'aver usato spotify, e dunque il non disporre del cd e del relativo libretto che si dice essere molto corposo ed esplicativo, mi ha impedito di approfondire, anche se ho saputo documentarmi molto.
Lo Schlemihl è un poema sinfonico, anzi biografia, in cinque parti. Sembra che l'autore volesse in qualche modo raffigurare se stesso come musicista frustrato e con una vita con la quale ha sempre pensato di essere in credito. Quale che sia il retroterra, mi ha colpito fin da subito, con l'attacco che è quasi uguale al tema della spada nell'Anello del Nibelungo di Wagner. Parrebbe una sorta di satira eroicomica, alla Gulliver di Swift.
Il cd è completato dalla seconda delle overture chiamate Raskolnikoff.
Io ho scoperto questo autore, Donna Diana a parte, grazie a @Madiel. Qualche anno fa, attorno al 2015-2016, Reznicek era ascolto abbastanza frequente qui in forum. Io l'ho messo su solo ora, e credo che a @Snorlax piacerebbe la mercanzia messa in campo: un misto di Strauss e di Mahler all'insegna di una "estetica schizoide e anticonformista", come ai tempi la definì il nostro @LudwigII.
Dedico anche a @Florestan, a @Majaniello e a @giobar che ricordo estimatore delle Variazioni Chamisso.

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10 ore fa, Madiel dice:

Esatto! Sono sovraesposti sia per motivi di qualità, sono senz'altro tre pezzi geniali, che per l'ammirazione suscitata fin dalla prima esecuzione nei direttori d'orchestra e nel pubblico del primo novecento. Entrarono in repertorio immediatamente e senza troppe discussioni da parte della critica. Respighi fonde mirabilmente immediatezza espressiva, virtuosismo orchestrale e una notevole capacità di rappresentare i soggetti sia concretamente che astrattamente (un esempio di questa "oscillazione"  mi pare l'Ottobrata di Feste Romane, costituita più da sensazioni che da immagini vere e proprie). Sono anche interessanti le manipolazioni dei temi gregoriani e popolari (o in apparenza tali), citazioni mai scontate anche quando sembrano naif e che, comunque, hanno sempre una precisa motivazione architettonica ed espressiva. 

Riguardo alle edizioni sopra menzionate di Mata e Lane, dopo averle ascoltate direi: Lane superficiale, ma con qualche sprazzo genuino aiutato anche da un'ottima incisione; mediocre Mata, sembra un turista americano che mastica un chewing gum e che si aggira per i monumenti di Roma un po' annoiato, lo trovo fastidiosamente didascalico (v. la Befana !) e mi pare che non capisca nulla delle partiture.

Beh, se la tua reference è il raffinato Dutoit (che per la trilogia è anche la mia), è comprensibile che ti piacciano poco i due dischi citati, che sono perlopiù all'insegna del virtuosismo puro e più spinto, che tanto piace agli americani. Da notare però in Lane la presenza della suite Gli uccelli, che contrasta non poco con le atmosfere della trilogia.

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11 ore fa, Madiel dice:

Esatto! Sono sovraesposti sia per motivi di qualità, sono senz'altro tre pezzi geniali, che per l'ammirazione suscitata fin dalla prima esecuzione nei direttori d'orchestra e nel pubblico del primo novecento. Entrarono in repertorio immediatamente e senza troppe discussioni da parte della critica. Respighi fonde mirabilmente immediatezza espressiva, virtuosismo orchestrale e una notevole capacità di rappresentare i soggetti sia concretamente che astrattamente (un esempio di questa "oscillazione"  mi pare l'Ottobrata di Feste Romane, costituita più da sensazioni che da immagini vere e proprie). Sono anche interessanti le manipolazioni dei temi gregoriani e popolari (o in apparenza tali), citazioni mai scontate anche quando sembrano naif e che, comunque, hanno sempre una precisa motivazione architettonica ed espressiva. 

Riguardo alle edizioni sopra menzionate di Mata e Lane, dopo averle ascoltate direi: Lane superficiale, ma con qualche sprazzo genuino aiutato anche da un'ottima incisione; mediocre Mata, sembra un turista americano che mastica un chewing gum e che si aggira per i monumenti di Roma un po' annoiato, lo trovo fastidiosamente didascalico (v. la Befana !) e mi pare che non capisca nulla delle partiture.

 

3 ore fa, Wittelsbach dice:

Il che equivale a dire che non sono sovraesposti (come? Perché?) ma che semmai ci sono altre composizioni sottovalutate nella produzione di Ottorino Respighi. Sono d'accordo con te.

Vabbè il mio era un artificio retorico, è chiaro che lo so perché sono pezzi sputtanati: al pubblico piacciono i pezzi illustrativi perché evocano delle immagini. Ai direttori piace quello che piace al pubblico, perché così hanno più successo (niente di male, di lavorare si tratta). Le 4 stagioni sono concerti bellissimi, ma lo stacco di popolarità col resto della produzione di Vivaldi, di qualità simile, non si giustifica se non col fatto che "si sente il cane che latra". Già nel 600 avevano imparato che bastava inventarsi un titolo e il gioco era fatto. Che poi alcuni siano anche capolavori nessuno lo nega. 

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4 ore fa, Wittelsbach dice:

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L'aver usato spotify, e dunque il non disporre del cd e del relativo libretto che si dice essere molto corposo ed esplicativo, mi ha impedito di approfondire, anche se ho saputo documentarmi molto.
Lo Schlemihl è un poema sinfonico, anzi biografia, in cinque parti. Sembra che l'autore volesse in qualche modo raffigurare se stesso come musicista frustrato e con una vita con la quale ha sempre pensato di essere in credito. Quale che sia il retroterra, mi ha colpito fin da subito, con l'attacco che è quasi uguale al tema della spada nell'Anello del Nibelungo di Wagner. Parrebbe una sorta di satira eroicomica, alla Gulliver di Swift.
Il cd è completato dalla seconda delle overture chiamate Raskolnikoff.
Io ho scoperto questo autore, Donna Diana a parte, grazie a @Madiel. Qualche anno fa, attorno al 2015-2016, Reznicek era ascolto abbastanza frequente qui in forum. Io l'ho messo su solo ora, e credo che a @Snorlax piacerebbe la mercanzia messa in campo: un misto di Strauss e di Mahler all'insegna di una "estetica schizoide e anticonformista", come ai tempi la definì il nostro @LudwigII.
Dedico anche a @Florestan, a @Majaniello e a @giobar che ricordo estimatore delle Variazioni Chamisso.

Veramente a me, negli ascolti settimanali, mi parve proprio una boiata, una presa per il cxxx. Poi mi hanno spiegato che era proprio una presa per il cxxx, e allora mi è risultato più simpatico. Ricordo che mi piacque la caricatura di Vita d'eroe (il titolo mi sfugge), ma più a livello di operazione che d'ascolto. Le sinfonie che ho sentito sono brutte e rivelano un disagio formale e tecnico (siamo lontanissimi dall'abilita' di Mahler e Stauss), le opere non mi va di ascoltarle, anche se a quanto ho letto è proprio lì che il nostro si esprime al meglio. 

Ma ludwigII ci legge ancora o era un tag alla memoria? 

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1 ora fa, Majaniello dice:

Veramente a me, negli ascolti settimanali, mi parve proprio una boiata, una presa per il cxxx

Negli ascolti settimanali (ho guardato) erano passate le Variazioni Kol Nidrei!

1 ora fa, Majaniello dice:

Ricordo che mi piacque la caricatura di Vita d'eroe (il titolo mi sfugge)

Der Sieger

1 ora fa, Majaniello dice:

Le sinfonie che ho sentito sono brutte e rivelano un disagio formale e tecnico

L'aveva detto anche Madiel

 

1 ora fa, Majaniello dice:

Ma ludwigII ci legge ancora o era un tag alla memoria? 

Non si vede più, mi era piaciuta la sua citazione...

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