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Madiel
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Dmitrij Shostakovich, Sinfonia n. 9 in mib magg., Dallas Symphony Orchestra, Eduardo Mata

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Scusate ragazzi, ma in questi giorni ho veramente poco tempo per scrivere in Forum. Il buon @Majaniello mi ha pure interpellato, tuttavia la mole di lavoro e il caldo stanno offuscando fin troppo la mia debole (e pigra) testolina. Nel frattempo vi beccate tutti in dedica questa Nona shostiana, di cui il buon Mata da una lettura scorrevole e coinvolgente, anche se qualche cattiveria  e un po' di malizia in più non avrebbero guastato. Non riesco a scrivere di più, il mio vecchio computer scalda tantissimo e io mi sto sciogliendo come un gelato al sole...:rolleyes:;)

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1 ora fa, Snorlax dice:

Dmitrij Shostakovich, Sinfonia n. 9 in mib magg., Dallas Symphony Orchestra, Eduardo Mata

 

Scusate ragazzi, ma in questi giorni ho veramente poco tempo per scrivere in Forum. Il buon @Majaniello mi ha pure interpellato, tuttavia la mole di lavoro e il caldo stanno offuscando fin troppo la mia debole (e pigra) testolina. Nel frattempo vi beccate tutti in dedica questa Nona shostiana, di cui il buon Mata da una lettura scorrevole e coinvolgente, anche se qualche cattiveria  e un po' di malizia in più non avrebbero guastato. Non riesco a scrivere di più, il mio vecchio computer scalda tantissimo e io mi sto sciogliendo come un gelato al sole...:rolleyes:;)

Ti aspettiamo Snorlino! ^_^

Nel frattempo, beccati 'sto fico:

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(mi dicono che stasera Radio3 RAI va di proposte d'archivio, con una registrazione del 1992 con anche presenza di Tabea Zimmermann: per l'occasione allora recupero intanto le mie note alla sua diretta da Granada di giovedì scorso) 

RAI Radio3 Suite - Il Festival dei Festival - 30 giugno 2022 21:30
in diretta Euroradio da Granada, Royal Hospital

Festival de Granada
Tabea Zimmermann, viola
Javier Perianes, pianoforte

Robert Schumann : Fantasiestücke op. 73
- Zart und mit Ausdruck
- Lebhaft, leicht
- Rasch und mit Feur

Johannes Brahms : Sonata per viola e pianoforte n. 2 in mi bemolle maggiore op. 120
- Allegro amabile
- Appassionato, ma non troppo Allegro
- Andante con moto

...

Un pizzico di commozione a un'Euroradio da una Spagna quel tanto remota (oggi come oggi poco pervenuta negli ascolti, per non dire le scritture, condivisi).

Tabea Zimmermann porta, per non dire forza, la romanza serale schumanniana a una voce strumentale speciale propria particolare, avvolgente ed eccedente insieme, abilmente per nulla scostante nella sua diversità. Ottimo, nitido e partecipe, Javier Perianes.

Di tratto più curioso, di incertezza ricercante nel senso della definizione come a dire sul posto, la 120/2 brahmsiana per il pugno di un duo di invenzione professionale che accompagna sapendo stupire dell'attimo (insistito e nonchalant insieme) nel disegno ricco e giocoso del pezzo.
Un tanto di minor risuonare reciproco però qui, di minor coesione e brillantezza di esito, o forse definizione di intento, appunto.
 

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(per l'occasione copioincollo anche le mie note alla straordinaria diretta della notte scorsa, con nientemeno che un exploit della coppia Argerich-Dutoit o_O 166 anni in due... <3<3 )

RAI Radio3 SUITE - Il Festival dei Festival 5 luglio 2022 22:30
in diretta Euroradio da Granada, Palazzo di Carlo V

Festival de Granada
Orchestra Filarmonica di Monte Carlo
Charles Dutoit, direttore
Marta Argerich, pianoforte

(1) Maurice Ravel : Le tombeau de Couperin (Versione per orchestra, 1919)
- Prélude - Vif
- Forlane - Allegretto
- Menuet - Allegro moderato
- Rigaudon - Assez vif

(2) Maurice Ravel : Concerto per pianoforte e orchestra in sol maggiore
- Allegramente
- Adagio Assai
- Presto

(3) Pëtr Il’ič Čajkovskij : Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36
- Andante sostenuto
- Andantino in modo di canzona
- Scherzo (Pizzicato ostinato). Allegro
- Finale. Allegro con fuoco

-

(1)
Direi resa di carattere intimo e festoso (ammiccante) ...e tecnico: i motivi scanditi di bella definizione (strumentale).

(2)
Mammamia che avvio! il tocco chitarristico del piano, la verve modernista della scrittura orchestrale, con gli scherzi in tastiera così come tra le file... promette bene!...
...
Che respiro che respiro! ma hanno fatto esercizi di controllo yoghici?
...
Ma quant'è liberatoria la non-insistenza arghericciana? tempeste che sono costruzioni di città non distruzioni di città.
...
L'Adagio va di canto perché la consapevolezza, di una condivisione, è la stessa.
...
Apprezzo la distinzione, ma nel senso della precisione non del caratterismo, nelle (qui susseguenti a nastro intessuto) attentività solistiche, e adoro quando i pianisti riescono a dare due distinte, spiccate, personalità alle due diverse mani 🙂

(3)
(Nella classicità) se la francese gioia dell'istante è sempre spettacolosa (mediata sulla rappresentazione) quella russa si avvale di una fisicità (più affine all'italiana, ma) subito nostalgica e sistemica insieme, come a dire uno Chopin ma con afrori dalle campagne...

 

(fuori di bloc-notes: un interpretazione del concerto "di sempre" ...sorprendentemente storica)
 

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16 ore fa, superburp dice:

Un bel concerto di Milhaud per violoncello. A Madiel, Kovskij e Snorlax.

Grazie! Me lo ascolto presto, anche perché a memoria non ricordo di aver mai sentito i concerti per violoncello di Milhaud :o

Intanto, ricambio con il mio ascolto attuale

 Tra 

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disco bizzarro dedicato a Poe... musiche piuttosto rare, dai tratti nouveau, sinceramente tutt'altro che imperdibili. Pretre poi non mi ha mai convinto in questo repertorio così ricercato, è un direttore troppo viscerale. Proseguo con:

 

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Bellissimo questo lavoro di Ginastera, periodo folclorico, enigmatico e introspettivo, è come se prendesse alcuni elementi tradizionali e li utilizzasse in maniera astratta, e con quale eleganza! Ci sono come degli aspetti tragici sublimati all'interno... lo Stravinsky sudamericano!

Proseguo con un'opera tarda, che in fondo ha lo stesso alone di mistero, solo con un linguaggio un po' più avanzato (comunque molto lirico/comunicativo/emotivo):

@Madiel masterwork! 

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24 minuti fa, Majaniello dice:

Bellissimo questo lavoro di Ginastera, periodo folclorico, enigmatico e introspettivo, è come se prendesse alcuni elementi tradizionali e li utilizzasse in maniera astratta, e con quale eleganza! Ci sono come degli aspetti tragici sublimati all'interno... lo Stravinsky sudamericano!

Sì, proprio un bel pezzo. Tra i legami un po' indiretti con Stravinsky c'è il fatto che la prima esecuzione fu diretta a Buenos Aires da Igor Markevitch, grande interprete stravinskiano. Vedo su youtube che per fortuna sono ormai disponibili diverse registrazioni (c'è anche la bella Alondra...). Mi incuriosisce Rattle. Fantastica la versione di Leinsdorf con la Boston Symphony, che si avvale delle straordinarie prime parti dell'orchestra di fine anni 60

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17 ore fa, giobar dice:

Sì, proprio un bel pezzo. Tra i legami un po' indiretti con Stravinsky c'è il fatto che la prima esecuzione fu diretta a Buenos Aires da Igor Markevitch, grande interprete stravinskiano. Vedo su youtube che per fortuna sono ormai disponibili diverse registrazioni (c'è anche la bella Alondra...). Mi incuriosisce Rattle. Fantastica la versione di Leinsdorf con la Boston Symphony, che si avvale delle straordinarie prime parti dell'orchestra di fine anni 60

C'è anche Dudamel! 

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RAI Radio3 Suite - Il Festival dei Festival 9 luglio 2022 21:00
in diretta da Venezia, Piazza San Marco

Gran Teatro La Fenice - Stagione Sinfonica

Carl Orff : Carmina burana

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
Alfonso Caiani, maestro del Coro
Piccoli Cantori Veneziani
Diana D’Alessio, maestro del Coro
Regula Mühlemann, soprano
Michael Schade, tenore
Markus Werba, baritono
Fabio Luisi, direttore

-

Cominciamo col dirlo all'inglese: impressive... 🙂

Il coro, ma anche già il primo solista, lavora di potenza quanto di finezza quanto di intenzionalità mirabile: è uno scandire modulato in sapidità sonora, zero gregoriano zerovirgola belcanto, 100% divertimento e avanguardismo extratemporale 🙂

Presenze strumentali sanissime, identico spirito, un poco sovrastate dal vocale ma sembra in ogni caso di essere lì sul palco...  Non resisto assolutamente a girare il volume a palla...

Davvero stan riuscendo a dare una lettura quel tanto musical (tra Harry Potter e Principe Igor...) ma anche squisitamente straniante come chiunque si accosti a quei remoti bizzarri codici desidererebbe mantenere (e per cui l'abbas l'avrei voluto più ...spaventoso, meno "cameo").

Splendido l'impeto ritmico sempre mantenuto, quel tanto forzato: attualizza e, insieme alle colorature in resa d'invenzione, rifiuta il confronto con le tante interpretazioni passate, insomma vuole regalare qualcosa, anche un poco "paesano". Festoso.

Indiavolato tarantato, lanciato nello spazio della fantasia ...in ascolto di chi ha già sofferto tutto prima di noi e quindi ogni gesto può essere un gesto nuovamente spontaneo quanto consapevole...

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RAI Radio3 Suite - Il Festival dei Festival 10 luglio 2022 19:30
in diretta Euroradio da Spoleto, Piazza Duomo

Festival dei Due Mondi

Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Antonio Pappano, direttore
Barbara Hannigan, soprano

Samuel Barber : Knoxville: Summer of 1915 op. 24
per soprano e orchestra

Aaron Copland : Sinfonia n. 3
- Molto moderato
- Allegro molto
- Andantino quasi allegretto
- Molto deliberato

-

OANSC/Pappano Spoleto today: suonano così bene (torniti coloriti predisposti appositi generosi astratti come d'ogni tratto un'invenzione utile) da rendere tutto così splendido indipendentemente dal bacino culturale d'appartenenza di compositori e ascoltatori 🙂

 

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On 8/7/2022 at 19:16, Majaniello dice:

Bellissimo questo lavoro di Ginastera, periodo folclorico, enigmatico e introspettivo, è come se prendesse alcuni elementi tradizionali e li utilizzasse in maniera astratta, e con quale eleganza! Ci sono come degli aspetti tragici sublimati all'interno... lo Stravinsky sudamericano!

Proseguo con un'opera tarda, che in fondo ha lo stesso alone di mistero, solo con un linguaggio un po' più avanzato (comunque molto lirico/comunicativo/emotivo):

@Madiel masterwork! 

Il primo è una delle perle di Ginastera, uno dei miei compositori preferiti; bello anche il secondo, ma qui siamo in tutt'altro periodo.

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11 ore fa, Florestan dice:

Il primo è una delle perle di Ginastera, uno dei miei compositori preferiti; bello anche il secondo, ma qui siamo in tutt'altro periodo.

On 8/7/2022 at 21:16, Majaniello dice:

@Madiel masterwork! 

Io preferisco il 1° Concerto (il Largo amoroso è un capolavoro)! Il 2° mi è sempre parso piuttosto un esercizio di eclettismo - di confezione sopraffina, sia chiaro, per esempio il movimento "Noctilucente" è tra le pagine più alte di Ginastera. Le ultime opere di Ginastera sembrano riflettere un certo imbarazzo intellettuale dell'autore, e forse si spiega il rallentamento improvviso della sua produzione musicale. Non vuole trarre le conseguenze di certe sue partiture, come il 2° Concerto per pianoforte, ma anche impossibilitato a tornare indietro, così si adagia  in un tentativo di conciliazione degli opposti. Sono lavori di grandissimo pregio, specie nella confezione esteriore, ma sotto sotto un po' di compromesso.

----

 

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12 ore fa, zippie dice:

Samuel Barber : Knoxville: Summer of 1915 op. 24

per soprano e orchestra

Aaron Copland : Sinfonia n. 3
- Molto moderato
- Allegro molto
- Andantino quasi allegretto
- Molto deliberato

OANSC/Pappano Spoleto today: suonano così bene (torniti coloriti predisposti appositi generosi astratti come d'ogni tratto un'invenzione utile) da rendere tutto così splendido indipendentemente dal bacino culturale d'appartenenza di compositori e ascoltatori 🙂

 

Bel programma, bravo Pappano. Knoxville è un pezzo a mio avviso tra i più belli e ispirati di Barber. E' la soave descrizione di un bambino che in un tardo meriggio estivo assolato e fatto di niente, nel sud degli Stati Uniti, vede la vita passare, vede le figure care, riascolta nella mente i rumori natii, svilupando quasi una intelligenza tattile della realtà che è molto interessante; e poi alla fine, quando ormai la notte diventa sempre più scura, si pone la domanda sulla sua esistenza: "si lo so tutti mi vogliono bene e mi proteggono, ma io chi sono?" E su questa domanda senza risposta si chiude il brano in un'atmosfera di sospensione quasi impressionistica. Ovviamente, di tutta altra pasta l'affermativa e retoricamente celebrativa Terza coplandiana.

W. Schuman

Violin Concerto

Robert McDuffie

Saint LouisSO/Slatkin

Barber

Knoxville: Summer of 1915

Sylvia McNair

AtlantaSO/Levi

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On 9/7/2022 at 23:54, superburp dice:

Ricordo di averci sentito molto Dvorak, confermi? Bella sinfonia comunque.

A tratti si, ed è curioso per lo stile che ci si aspetterebbe da lui. Passi si tratti di un primo, prudente esperimento di scrittura sinfonica, ma risulta un po' inaspettato questo Ives ancora Romantico :o :o .

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