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Cosa state ascoltando ? Anno 2022


Madiel
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11 ore fa, Majaniello dice:

Se è per questo neanche Strauss e Mahler mi aggradano del tutto (anzi spesso mi infastidiscono ben più di Berlioz, personaggio che mi ispira quantomeno simpatia), e Wagner, Bruckner, Debussy e Webern non mi aggradano per niente (beh dopo tutti questi anni dovresti saperlo)

Infatti, dopo anni e anni, io devo ancora capì quale compositore ti aggrada appieno :cat_lol:

°°°°°°

Lambert

Romeo and Juliet - Ballet

English Chamber Orchestra

Norman Del Mar

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aiuto ho scatenato un putiferio :lol:

grazie per le tante risposte, provo a citare alcuni stralci della discussione:

On 9/1/2022 at 15:55, Ives dice:

@Majaniello Forse quei musicisti interpellati da @Keikobad (si possono trovare giudizi analoghi su molti altri grandi autori, tra gli addetti ai lavori) si aspettano da Berlioz una scrittura accademica alla Bizet o alla Debussy nell'arte della concatenazione armonica, che però lui non poteva avere, un pò per studi musicali sommari, un po' perchè non gli interessava quel tipo di scrittura. Quando armonizza un tema c'è una certa ruvidezza, bilanciata però di contro dalla scrittura timbrica che è elevatissima, e dal contrappunto che è pure sapientissimo. 

Sicuramente è così, infatti hai citato due autori francesi che ammiro e apprezzo molto. 

On 9/1/2022 at 18:43, Snorlax dice:

Non so voi, ma io ogni qualvolta ascolto la Fantastica ho i brividi quando penso che un pezzo del genere risale al 1830. Molte intuizioni berlioziane sono a tutt'oggi sconvolgenti, non oso immaginare quale effetto ebbero per il pubblico del XIX secolo. Ad alcuni Berlioz sarà parso un uomo venuto da un altro pianeta.:o;)

Su questo siamo d'accordo. Di recente ho sentito la Fantastica dal vivo con Luisi e la OSN e devo dire che è stata un'esperienza sicuramente di grande impatto, specie il Finale della Sinfonia. 

On 9/1/2022 at 19:54, Majaniello dice:

Però ragazzi io trovo innegabile che questi di metà '800 fossero meno preparati tecnicamente di quelli di prima e di quelli di dopo, se poi vogliamo far finta che non sia così e parlare solo di "originalità" e "modernità"... In quel momento gli accademici erano compositori pedanti, mentre coloro che lanciavano il cuore oltre l'ostacolo (Berlioz, Schumann, Liszt, Chopin - quest'ultimo con meno ambizioni e più consapevolezza dei propri limiti) lo lanciavano così lontano da non saper neanche tradurre adeguatamente in musica quel che avevano in testa, andavano per tentativi senza una base solida, cercavano di creare linguaggi nuovi senza lavorare su una nuova sintassi (non so, si dice che per piegare le regole le devi padroneggiare meglio degli altri, credo). Certo che in questo voler osare "a sentimento" e senza rete hanno contribuito all'avanzamento del linguaggio della loro epoca, chi lo nega, ma è un discorso che non esclude le critiche sul prezzo che hanno pagato.

Su Schumann però non sono d'accordo, non direi per niente che si tratta di un autore rozzo e approssimativo dal punto di vista tematico, armonico e formale, tutt'altro, lo trovo di grande coerenza e chiarezza, specie nelle Sinfonie che personalmente adoro (molti puristi gli contestano l'orchestrazione, io non concordo e secondo me è un luogo comune, ogni tanto è un po' "glutinoso" (cit.) magari ma a me non disturba :D).

On 9/1/2022 at 19:54, Majaniello dice:

Tra l'altro questa dicotomia esclusiva accademici/talenti sopra le righe non vale in nessun altro periodo, perchè poco prima abbiamo Mozart e Beethoven, due geni che avevano una padronanza assoluta dei ferri del mestiere, dopo abbiamo Strauss e Mahler che erano, prima che degli eccentrici, dei musicisti della madonna, proprio in senso tecnico, direi pure vertiginosi nella loro abilità (ma pure di Brahms e Bruckner si potrebbe dire la stessa cosa). Nel '900 storico non ne parliamo, i grandi erano tutti tecnicamente dei mostri. Non capisco che male c'è ad ammettere che c'è stata un'intera generazione di visionari tecnicamente discutibili (toh escludo Mendelssohn, che con la sua fissa per il '700 sembrava più un biedermeier con un piede nel romanticismo); era una generazione a cui interessava la ricerca in sè (io dico la ricerca interiore, come espressione di una personalità individuale), più che la soluzione. Doveva andar così.

Concordo completamente su tutti gli autori sopracitati.

On 9/1/2022 at 21:10, Majaniello dice:

Credo di aver già anticipato nel precedente intervento questa obiezione, che posso sintetizzare in: perchè forse Beethoven o Strauss non sono andati oltre i limiti creando qualcosa di "totalmente" (tra virgolette, perchè in musica non lo è mai) nuovo? eppure io trovo avessero molta più padronanza del linguaggio musicale. Da come la poni tu sembra che per essere eccezionali bisogna essere scarsi... diciamo che Berlioz (come Gluck prima di lui) ha saputo fare dei propri limiti una cifra stilistica, addirittura enfatizzandoli, ma è solo una soluzione possibile. 

 

Berlioz lavora SOLO sull'effetto. Anche nei pezzi più intimi del Requiem, è la suggestione che cerca, una forma diversa di stupore. E infatti Berlioz o lo odi o lo ami, nel senso che o ti fa rimanere così 😮 oppure se cominci a ragionarci sopra è finita. 

 

On 10/1/2022 at 11:53, Majaniello dice:

Niente di male eh, solo che capisco chi parla di modulazioni a capocchia, orchestrazione accicciata, tendenza all'ipertrofia ecc, è un modo di comporre pericoloso che può generare in alcuni un effetto wow ma che per altri può essere molto sgradevole. 

Concordo anche qui, oltretutto il gergo colorito che hai usato esprime molto bene le mie sensazioni quando ascolto la sua musica :wink2:

21 ore fa, Majaniello dice:

Ma Verdi è proprio l'opposto! a Verdi si può rimproverare che in alcune opere "di galera" ci abbia messo solo mestiere (che è quello che lo salva in ogni caso). In Verdi c'è sempre una costruzione della melodia formalmente impeccabile e autonoma, che è funzionale alla scena ma sopravvive a prescindere dalla scena. Piuttosto dovremmo dire che a metà '800 in Italia, a parte lui, erano tutti mediocri, questo è il vero dramma :D 

Infatti, anch'io trovo che Verdi sia un grande virtuoso della scrittura prima ancora che ovviamente un genio teatrale e musicale. 

21 ore fa, Majaniello dice:

Nessun autore è perfetto nel senso che nessun autore è onnipotente, ma io parlavo di confidenza nella scrittura... Strauss non è meno esagitato e pirotecnico di Berlioz, ma lì lo stupore viene prima di tutto dalla composizione delle linee e dagli sviluppi intricatissimi, boh persino nei pezzi che non mi piacciono sento che è un "tecnico" della madonna, che sa maneggiare le note in modo ardito e disinvolto, con pieno controllo e senza sprechi di risorse. Rilevo solo che la prima generazione di romantici, contrariamente ai classici e ai moderni, si limita a spaccare la gabbia delle regole classiche andando un po' a tentoni, e questo andare oltre le vecchie regole senza darsene di nuove genera squilibri, eccitanti quando va bene, respingenti quando va male. Poi se questo modo di comporre sia un valore o un disvalore dipende sempre dalla sensibilità dell'ascoltatore.

D'accordo anche qui.

13 ore fa, giobar dice:

Quanto poi ai parametri musicali, perché dovrebbero essere "buoni" soltanto quelli della forma rigorosa, degli sviluppi dei temi e altre cose simili e non quelli diversi messi in luce da Berlioz, Schumann, Dvorak e dai restanti che, secondo una certa impostazione, sarebbero dei semi-incapaci ?

Ribadisco le mie perplessità su Schumann, non sapevo che avesse la fama di innovatore ma poco raffinato e la cosa onestamente mi incuriosisce.

 

Comunque volevo precisare che l'intento della mia domanda era solo indagare meglio su questa divisione quasi polarizzante del gradimento di Berlioz tra musicisti esecutori e accademici/appassionati/direttori, domanda che mi è sorta durante l'ultimo concerto che ho tenuto dove abbiamo eseguito il Lélio, ou le retour à la vie e dove il giudizio dell'orchestra era pressoché unanime (anche se, devo ammettere, il testo scritto da Berlioz e alcuni brani mi hanno veramente stupito in positivo). Secondo me le considerazioni di Ives, Majaniello e Snorlax sono molto indicative sulle diverse "correnti di pensiero". :)

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12 minuti fa, Keikobad dice:

domanda che mi è sorta durante l'ultimo concerto che ho tenuto dove abbiamo eseguito il Lélio, ou le retour à la vie e dove il giudizio dell'orchestra era pressoché unanime (anche se, devo ammettere, il testo scritto da Berlioz e alcuni brani mi hanno veramente stupito in positivo)

Posso capire. Che, però, Lelio non è certo partitura del miglior Berlioz. E' un bric-a-brac tenuto insieme da un testo recitato. C'è qualche idea folgorante, ma l'ho sempre considerata un'opera noiosa e di passaggio.

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16 ore fa, Majaniello dice:

 

Comunque... secondo te davvero perdevo tempo a cercare di giustificare musicologicamente i miei gusti? ma sai quanto mi frega... che noia sta tiritera che ogni tanto viene fuori quando qualcuno prova ad argomentare in modo diverso da come c'hanno insegnato i libretti DG, ultimamente non ho neanche voglia di partecipare al teatrino del "cosa stai ascoltando", mi sembrava solo interessante sottolineare come l'intervento di Keikobad fosse un punto di vista non per forza condivisibile ma comunque fondato (io stesso non sarei così definitivo come lui). Ho erroneamente intravisto lo spunto di una discussione, non lo faccio più 🤣 

Maja quando fai la vittima veramente ti frusterei! 🤣
Sei arrivato al punto di SCUSARTI perché introduci un elemento di discussione in un FORUM deputato appunto a discutere. Ti rendi conto? 
Relax amigo, anzi tirali fuori più spesso questi spunti, senza vestirti con questa specie di complesso d’inferiorità che non ti compete. 🤝

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21 minuti fa, Wittelsbach dice:

Maja quando fai la vittima veramente ti frusterei! 🤣
Sei arrivato al punto di SCUSARTI perché introduci un elemento di discussione in un FORUM deputato appunto a discutere. Ti rendi conto? 
Relax amigo, anzi tirali fuori più spesso questi spunti, senza vestirti con questa specie di complesso d’inferiorità che non ti compete. 🤝

Il mio era un tono sarcastico ovviamente, non credo che io mi debba scusare di niente, anche perchè credo di essermi espresso chiaramente, poi se gli altri non capiscono quello dico o non vogliono capire problemi loro :cat_lol:. Dico solo che dopo che mi sono sbattuto a scrivere un'intervento in cui provo a dire qualcosa di diverso da "like/dislike" arriva giobar che mi dice "ma tu dici così perchè non ti piace" e un po' mi girano!

Amici come prima, anche con @giobar che con me è sempre molto gentile.

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1 ora fa, Majaniello dice:

Il mio era un tono sarcastico ovviamente, non credo che io mi debba scusare di niente, anche perchè credo di essermi espresso chiaramente, poi se gli altri non capiscono quello dico o non vogliono capire problemi loro :cat_lol:. Dico solo che dopo che mi sono sbattuto a scrivere un'intervento in cui provo a dire qualcosa di diverso da "like/dislike" arriva giobar che mi dice "ma tu dici così perchè non ti piace" e un po' mi girano!

Amici come prima, anche con @giobar che con me è sempre molto gentile.

Non si sa mai! Ho voluto essere sicuro e dirtelo ugualmente... ;)

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1 ora fa, superburp dice:

Un po' di Bach (che di solito mette d'accordo tutti).

In realtà, ricordo discussioni chilometriche anche su JSB, credo, ma vado a memoria, sulla qualità di molte cantate. Nessuno è intoccabile. :)

°°°°°

Reinecke

Flute Concerto

Aurèle Nicolet - flute

Gewandhausorchester Leipzig

Kurt Masur

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RAI Radio3 Suite - Il Cartellone 12 gennaio 2022 20:30
in diretta dal Parco della Musica, Roma

Accademia Nazionale Santa Cecilia
Alessandro Carbonare, clarinetto
Andrea Oliva, flauto
Francesco Di Rosa, oboe
Francesco Bossone, fagotto
Guglielmo Pellarin, corno
Pietro De Maria, pianoforte

Francis Poulenc:
Sonata per flauto e pianoforte FP 164
Elégie per corno e pianoforte FP 164
Sonata per clarinetto e pianoforte FP 184
Trio per oboe, fagotto e pianoforte FP 43
Sestetto FP 100

-

Tutto ottimo stasera: musica da camera, di ricerca garbata, lieta, moderna comunicativa appagante.

Ma questo flauto di più: io lo trovo il migliore mai sentito da anni, straordinario, d'una gratuità e un bel tatto persino geniali.

Acquistato all'istante:

51nXx6mG5tL.jpg

Henri Dutilleux, Chamber Music with Piano
CD 52:22 DDD 2014 Brilliant 94738 EAN 5028421947389

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4 ore fa, superburp dice:

A Madiel (apprezzi?).

Eccome! Una delle mie preferite del vecchio Schnittke. Trovo migliore, però, l'altra edizione di Segerstam. Il "Et resurrexit" è una delle pagine più incredibili scritte in quel tempo.

Ieri notte mi sono sentito l'altro tuo video di Siciliana e Burlesca di Casella, postato poco sopra: una buona edizione, ma è un po' dura nella Siciliana. Pare il contrario, ma Casella in realtà è un compositore sensuale, caratteristica che si percepisce anche attraverso il formalismo neoclassico, di conseguenza va preso con un certo abbandono nei movimenti lenti.

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Paul Dukas, L'Apprenti sorcier, Bournemouth Symphony Orchestra, Constantin Silvestri

R-8848723-1487847181-3770.jpeg.jpg

Forse la migliore registrazione di questo celeberrimo capolavoro? Sarei quasi tentato di affermarlo. Vero è che Silvestri ha la straordinaria capacità di far sembrare una novità all'ascolto anche uno dei pezzi più inflazionati di tutta la storia della musica. Che esecuzione carismatica, ragazzi. Sono arrivato troppo tardi a scoprire questo genio del podio, mea culpa...:sorry::rolleyes:

...in dedica a @Majaniello (guarda che non te la do mica vinta su Berlioz :P), @superburp, @Keikobad, @Wittelsbach, @Ives, @Madiel e a chiunque gradisca...

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RAI Radio3 Suite - Il cartellone 13 gennaio 2022 20:30
in diretta dall'Auditorium "Arturo Toscanini" di Torino

"RAI Nuova Musica"

Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI
Andris Poga, direttore 
Carolin Widmann, violino Guadagnini 1782

Jörg Widmann : Concerto n. 2 per violino e orchestra

-

Un concerto per violino di grande, sfrenata come solo un bambino, fantasia strumentale (a me decisamente) graditissima, quanto poca fantasia compositiva, quel tanto stucchevole, ma in piacevolezza: averne di più nella classica di intenzioni cosi pulite, e violini così esercitati.

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2 ore fa, Snorlax dice:

Paul Dukas, L'Apprenti sorcier, Bournemouth Symphony Orchestra, Constantin Silvestri

R-8848723-1487847181-3770.jpeg.jpg

Forse la migliore registrazione di questo celeberrimo capolavoro? Sarei quasi tentato di affermarlo. Vero è che Silvestri ha la straordinaria capacità di far sembrare una novità all'ascolto anche uno dei pezzi più inflazionati di tutta la storia della musica. Che esecuzione carismatica, ragazzi. Sono arrivato troppo tardi a scoprire questo genio del podio, mea culpa...:sorry::rolleyes:

...in dedica a @Majaniello (guarda che non te la do mica vinta su Berlioz :P), @superburp, @Keikobad, @Wittelsbach, @Ives, @Madiel e a chiunque gradisca...

Lo provo immediatamente! ;)

 

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2 ore fa, zippie dice:

RAI Radio3 Suite - Il cartellone 13 gennaio 2022 20:30
in diretta dall'Auditorium "Arturo Toscanini" di Torino

"RAI Nuova Musica"

Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI
Andris Poga, direttore 
Carolin Widmann, violino Guadagnini 1782

Jörg Widmann : Concerto n. 2 per violino e orchestra

Dmitrij Šostakovič : Sinfonia n. 15 in la maggiore op. 141

-

Un concerto per violino di grande, sfrenata come solo un bambino, fantasia strumentale (a me decisamente) graditissima, quanto poca fantasia compositiva, quel tanto stucchevole, ma in piacevolezza: averne di più nella classica di intenzioni cosi pulite, e violini così esercitati.

Grazie, ne ho ascoltato un pezzo mentre, in macchina, tornavo a casa e confermo le tue impressioni, aggiungendo la mia sorpresa nel sentire, però, anche tanta cantabilità (cosa rara, ma ultima lezione lasciataci da Maderna)

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