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Cosa state ascoltando ? Anno 2022


Madiel
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ispirato dall'ultimo video di Hurwitz, che quando parla di Abbado riesce nell'incredibile impresa di non azzeccarne una neanche per sbaglio, ascolto le sinfonie mozartiane 29, 33, 35, 38, 41 con l'Orchestra Mozart. Per me (e non solo, per fortuna), uno dei cd mozartiani migliori di sempre. Se penso che è addirittura un live....

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Graziosissimo questo balletto giovanile di Dutilleux, abbastanza diverso dalle cose che conosco di quest'autore. Siamo più dalle parti dei Six, o di Prokofiev a limite. Wilson in questo genere leggero è proprio bravo. 

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Ieri invece ho ascoltato un paio di sinfonie da qui. La 5 è una sinfonia piacevole, fors'anche perchè Rubbra è in fondo un contrappuntista e si salva così, seppur il suo modo di comporre è un po' monotono (frasi tendenzialmente lunghe e moderate degli archi, cui si sovrappongono i fiati) i temi ci sono. Esiste una vecchia incisione di Barbirolli molto quotata, e non ho dubbi che faccia bene, dato che sembra musica proprio adatta al suo modo di dirigere teso e "spesso". La 7 invece l'ho trovata francamente estenuante, di tono più cupo e tendenzialmente più lenta, mi sono fatto ingannare dalla Passacaglia...

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In queste ultime settimane, purtroppo, ho poco tempo sia per gli ascolti sia per il Forum, quindi questo sabato sera devo andare sul sicuro:

Piotr I. Ciaikovskij, Sinfonia n. 5 in mi min., Boston Symphony Orchestra, Seiji Ozawa

Piotr. I. Ciaikovskij, Aurora's Wedding, National Philharmonic Orchestra, Leopold Stokowski

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Ho ben tre Quinte ciaikovskiane dirette da Ozawa in discoteca, ma questa le batte tutte a mani basse. L'interpretazione del direttore nipponico è senza alcun dubbio maiuscola, riuscendo a coniugare equilibrio e abbandono in maniera unica ed esemplare: i pochi che continuano a considerare Ozawa un grande tecnico privo di una vera personalità artistica - vulgata che mi pare sia dura a morire - dovrebbero porgere l'orecchio a questa superba registrazione, senz'altro una delle mie personali references. Ma a garantirne la riuscita sono anche i Bostonians degli anni '70, che qui hanno occasione di esibire al meglio il loro particolare sound: vellutato, ricco, corposo quasi da essere tattile. Insomma, una lettura energica, viva, danzante.

A proposito di danza, a seguire ho messo sul piatto questo florilegio dal II e dal III atto de La Bella Addormentata. Aurora's Wedding (o in originale francese, Le Mariage de la Belle au Bois Dormant) è una sintesi messa in piedi da Diaghilev nel 1922 per l'Opéra di Parigi. Leggo in rete che per l'occasione l'orchestrazione fu ritoccata da Stravinskij, ma sinceramente, il prodotto appare interamente ciaikovskiano. Il nonagenario Stokowski ce lo restituisce in tutta la sua bellezza, o, meglio ancora, opulenza: una specie di sontuoso edificio barocco che questo del genio del podio fa risplendere attraverso il suo tipico suono lussureggiante, ma che non manca di lasciare ampio spazio ad ogni genere di dettaglio. Stoki sguazza felice tra le sontuosità messe su carta dal compositore russo, e la National Philharmonic - pickup orchestra londinese di altissimo livello - è la protesi naturale del suo inimitabile gesto.

...due bellissimi ascolti che dedico a @Wittelsbach, @Ives, @Majaniello (anche se non so se sia il suo genere :rolleyes:), @Madiel (Idem ;)), @superburp, @glenngould e a tutti gli altri amici del Forum...

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Orlando di Lasso, Susanne un jour (con diminuzioni di Giovanni Bassano, 1558-1617).

Il cornetto ha una bellezza tutta sua, fatta di mezze tinte e sfumati, senza mai colori troppo "violenti" e "sfacciati". Mi sembra l'equivalente auditivo di un bell'acquario d'acqua dolce :o :o .

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4 ore fa, Snorlax dice:

In queste ultime settimane, purtroppo, ho poco tempo sia per gli ascolti sia per il Forum, quindi questo sabato sera devo andare sul sicuro:

Piotr I. Ciaikovskij, Sinfonia n. 5 in mi min., Boston Symphony Orchestra, Seiji Ozawa

Piotr. I. Ciaikovskij, Aurora's Wedding, National Philharmonic Orchestra, Leopold Stokowski

71CuyNeismL._SS500_.jpg

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Ho ben tre Quinte ciaikovskiane dirette da Ozawa in discoteca, ma questa le batte tutte a mani basse. L'interpretazione del direttore nipponico è senza alcun dubbio maiuscola, riuscendo a coniugare equilibrio e abbandono in maniera unica ed esemplare: i pochi che continuano a considerare Ozawa un grande tecnico privo di una vera personalità artistica - vulgata che mi pare sia dura a morire - dovrebbero porgere l'orecchio a questa superba registrazione, senz'altro una delle mie personali references. Ma a garantirne la riuscita sono anche i Bostonians degli anni '70, che qui hanno occasione di esibire al meglio il loro particolare sound: vellutato, ricco, corposo quasi da essere tattile. Insomma, una lettura energica, viva, danzante.

A proposito di danza, a seguire ho messo sul piatto questo florilegio dal II e dal III atto de La Bella Addormentata. Aurora's Wedding (o in originale francese, Le Mariage de la Belle au Bois Dormant) è una sintesi messa in piedi da Diaghilev nel 1922 per l'Opéra di Parigi. Leggo in rete che per l'occasione l'orchestrazione fu ritoccata da Stravinskij, ma sinceramente, il prodotto appare interamente ciaikovskiano. Il nonagenario Stokowski ce lo restituisce in tutta la sua bellezza, o, meglio ancora, opulenza: una specie di sontuoso edificio barocco che questo del genio del podio fa risplendere attraverso il suo tipico suono lussureggiante, ma che non manca di lasciare ampio spazio ad ogni genere di dettaglio. Stoki sguazza felice tra le sontuosità messe su carta dal compositore russo, e la National Philharmonic - pickup orchestra londinese di altissimo livello - è la protesi naturale del suo inimitabile gesto.

...due bellissimi ascolti che dedico a @Wittelsbach, @Ives, @Majaniello (anche se non so se sia il suo genere :rolleyes:), @Madiel (Idem ;)), @superburp, @glenngould e a tutti gli altri amici del Forum...

Non ho mai sentito questa edizione, anzi neanche Ozawa con questo autore! A proposito di russi, io stavo giusto ascoltando questo pochi minuti fa e controdedico:

Esecuzione che non mi fa impazzire, resto dell'idea che i russi non capiscano veramente a fondo Schnittke nel suo complesso e che i loro migliori interpreti riescano a brillare solo con orchestre straniere. Quel che sia, al di là del gusto personale sull'esecuzione, da notare il raffinato direttore che alla fine si asciuga due (o tre) litri di sudore sulla manica della giacca nera :lol: Accortosi dell'orrore, controlla bene prima di passarsela un'altra volta sulla fronte :lol: Infine, si fionda con una bella abbracciata stretta al collo della povera violinista solista in decolleté :lol: 

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Glazunov

Middle Ages Suites, Op. 79

Royal Scottish National Orchestra

Neeme Järvi

Stenka Razin Opus 13

Un buon esempio di accademismo eclettico questa suite Dal Medioevo, strutturata come una piccola sinfonia classica di mezz'ora, che richiama tutta una serie di immagini stereotipate dell'Europa medievale, messe in musica con un'orchestrazione limpida e piacevole: le campane, il castello, i giovani amanti, il trovatore, le cattedrali, i guerrieri crociati, il viandante e l'immancabile tema del Dies Irae. Ottima l'orchestra scozzese, la registrazione e papà Jarvi abbastanza "incendiario". @Snorlax

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14 ore fa, Majaniello dice:

Graziosissimo questo balletto giovanile di Dutilleux, abbastanza diverso dalle cose che conosco di quest'autore. Siamo più dalle parti dei Six, o di Prokofiev a limite. Wilson in questo genere leggero è proprio bravo.

Vero. Tra i CD dell'anno secondo Hurwitz. Gli hanno dato pure un sacco di premi.

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Poco da girarci attorno, la 1a di Walton con Gibson è tra le migliori mai registrate. Conferma ancora una volta la grandezza di questo direttore un po' dimenticato.

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su Radio Classica ascolto le Moisson de feu, oratorio per soprano, basso, coro misto, voci bianche e orchestra di tal Samuel Ducommun, che non conoscevo per nulla (questo brano è stato eseguito per la prima volta postumo nel 2019).

Musica molto interessante (l'inizio faceva ben sperare!) ma che manca forse di un po' di coerenza e di appeal sul lungo periodo, com'è tipico dei compositori di indiscutibile talento ma senza arrivare alla genialità dei grandi. 

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Handel

Belshazzar - "Oh Memory, Still Bitter to My Soul" - "Opprest with Never Ceasing Grief"

Dietrich Fischer-Dieskau · Munich Chamber Orchestra · Hans Stadlmair

Mi fa sempre strano sentire DFF cantare in inglese, ha sempre un non so che di artificioso. Morchiosissima la direzione di Stadlmair con l'orchestra storica di Richter.

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On 4/6/2022 at 19:27, Majaniello dice:

 

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Ieri invece ho ascoltato un paio di sinfonie da qui. La 5 è una sinfonia piacevole, fors'anche perchè Rubbra è in fondo un contrappuntista e si salva così, seppur il suo modo di comporre è un po' monotono (frasi tendenzialmente lunghe e moderate degli archi, cui si sovrappongono i fiati) i temi ci sono. Esiste una vecchia incisione di Barbirolli molto quotata, e non ho dubbi che faccia bene, dato che sembra musica proprio adatta al suo modo di dirigere teso e "spesso". La 7 invece l'ho trovata francamente estenuante, di tono più cupo e tendenzialmente più lenta, mi sono fatto ingannare dalla Passacaglia...

Questo cofanetto per anni ha detenuto il record di essere l'articolo più costoso della Chandos nel catalogo normale!

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5 ore fa, Wittelsbach dice:

Questo cofanetto per anni ha detenuto il record di essere l'articolo più costoso della Chandos nel catalogo normale!

Ma poi perchè? per un compositore di seconda fascia poi... 

 

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3 ore fa, Majaniello dice:

Che poi, anche Haydn ha scritto concerti molto belli:

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E poi mi ascolto questo piccolo classico:

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@giobar

Mi dedichi Marthita in versione te la sogni la notte?:cat_trance:

E comunque, quello per tromba è uno dei miei concerti preferiti in assoluto fra il 1600 e il 2022: vitalità, divertimento, umorismo, grazia, sapori genuini...:wub:

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