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Cosa state ascoltando ? Anno 2022


Madiel
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rinaldo-alessandrini-concerto-italiano-v

Registrazione uscita quest'anno. Al netto di un certo manierismo nei fraseggi, che mal sopporto e che fa molto barocco del XXI secolo, il solito diligentissimo compito di Alessandrini, all'insegna di una raffinatezza quasi cerebrale. All'ascolto sembra un'esecuzione a parti reali, una scelta in linea con l'idea di trasparenza vitrea che il direttore porta avanti ormai da decenni. Una certa incisività ritmica e l'indubbia capacità evocativa donano un po' di sangue ad un'operazione che rischiava di essere viceversa eccessivamente estetizzante. Non il Vivaldi dei miei sogni, ma in senso assoluto un'incisione di gran pregio. Sono incluse anche le trascrizioni di Bach, quelle all'organo sono eseguite da Ghielmi.

PS: ah, ovviamente copertina orrenda e incomprensibile, come tutte le sue ultime.

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18 ore fa, Wittelsbach dice:

 

@Ives te la dedico, e ammetto di concordare su quello che tu hai ravvisato nel suo Requiem di Verdi

 @Majaniello lo dedico anche a te, pur non sapendo se hai una qualche opinione su Grainger. Ne approfitto per dirti che il Conte Ory nel boxino non c'è.

Dedico anche a @giobar, il più strenuo "curioso" del forum
 

L'australiano Grainger (poi naturalizzato statunitense, dove visse sempre nel ricordo dell'Inghilterra) allievo di Busoni e ottimo pianista, è tra le voci più originali e anticonformiste del XX secolo musicale. Iconoclasta ma anche finissimo arrangiatore di canzoni popolari (alcune molto carine, altre noiosette anzichenò) e rutilante autore di musiche per banda. C'è anche una Edition targata Chandos. Ricambio con questo suo "gioiellino":

Grainger

Lincolnshire Posy

United States Navy Band

Frederick Fennell

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3 ore fa, Ives dice:

 

Grainger

Lincolnshire Posy

United States Navy Band

Frederick Fennell

Bello questo! ma quindi... discografia di riferimento?

°°°

Io ascolto Heldenleben diretto da Celibidache. O forse no, il Celi non avrebbe mai cercato il fraseggio struggente al minuto 2.00, come se fosse un Rachmaninov qualunque. Snorlino che ne pensi? @Snorlax

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1 ora fa, Majaniello dice:

Bello questo! ma quindi... discografia di riferimento?

Non è che ci sia ampia scelta. La Grainger Edition della Chandos (curata in larga parte da Hickox) è ottima; poi il disco EMI di Rattle, Fennell per le opere bandistiche (Telarc) o altri complessi americani (Reference). The Warriors lo fa pure Gardiner, abbinato a The Planets (DG), ma è un disco a mio gusto poco riuscito. Lavori da canzoni popolari c'è un disco Decca con Britten e Bedford. Oppure i vecchi Philips di Gardiner. Lavori per piano leggeri c'è qualcosa dalla Hyperion con Hamelin addirittura.

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On 8/5/2022 at 16:58, giobar dice:

A mio avviso, uno dei peggiori dischi di sir JEG

Aahah addirittura! 😁
Ce ne sono tre o quattro degni di nota tra quei canti, come "La tragedia della sposa"!
Viceversa, quello che dà il titolo al disco mi ha detto poco o niente.

 

On 8/5/2022 at 19:59, Majaniello dice:

Ho invece trovato un po' di tempo per seguire un tuo suggerimento

Decisamente non tempo sprecato, a quanto vedo!

 

Quell'Edition di Grainger è decisamente per amatori.

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14 ore fa, Wittelsbach dice:

Decisamente non tempo sprecato, a quanto vedo!

Conobbi gli oratori haydniani da ragazzino, sull'onda dell'amore per l'Haydn sinfonico, ma infognato com'ero con l'opera italiana li accantonai rapidamente (parliamo poi delle edizioni DG). Sulle Stagioni sono tornato qualche anno dopo con Jacobs, questa volta sull'onda del successo del suo Mozart-Da Ponte... edizione eccellente pure quella, più urgente e drammatizzata, e più... come dire... campagnola! c'era lì una bellissima atmosfera festosa, più che bucolica direi proprio contadina, e il suono asprigno rimandava ai profumi dei campi e della vita agreste. Il limite forse di quell'edizione era la dimensione di solennità oratoriale decisamente sacrificata, con tutte le implicazioni in termini di messaggio che questa si porta dietro (il contatto col divino, la metafora della vita, i vari pipponi moralistici). E quindi oggi ho ascoltato Gardiner, non che lui sia monumentale (menomale), ma mi pare che il suo essere "hip moderato" lasci emergere di più l'aspetto etico-filosofico della questione. Voglio dire, è pre-beethoveniano anche in questo, non solo negli aspetti di superficie.

°°°

Vabbè, per facilità provo con questo, per partire da qualcosa:

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Ma mi avete tolto i caratteri con le grazie?! :o:huh:

A parte gli scherzi, ho avuto un breve periodo di depressione musicale: l'amplificatore del mio hi-fi si è praticamente fuso, ma fortunatamente un bravissimo tecnico, ad un prezzo praticamente irrisorio me l'ha rimesso a nuovo, e ora suona ancor meglio di prima. Finalmente posso ritornare ai veri miei ascolti (io con Spotify duro poco):

Igor Stravinskij, Le Sacre du Printemps, Minneapolis Symphony Orchestra, Antal Dorati

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Come già sapevate reputo l'incisione digitale di Dorati a Detroit (Decca) una delle esecuzioni meglio riuscite del celebre balletto stravinskiano. La più conosciuta del direttore ungherese presumo però sia questa, captata splendidamente dai tecnici Mercury nel 1959. Il suono è aggressivo, tagliente, diretto, senza compromessi. Le agogiche inesorabili, spietate, da perdere il fiato: il tutto fila via in meno di mezz'ora. In qualche occasione avrei preferito dei tempi un po' più rilassati, tuttavia grazie alla lettura di Dorati questo capolavoro acquista una coerenza e una compattezza rare a sentirsi. Non so se Stravinskij abbia espresso qualche commento riguardo a questa registrazione, ma credo proprio rispecchiasse la sua idea del Sacre, idea che il compositore russo non è mai riuscito a concretare in una incisione degna della musica messa su pentagramma. Unico neo - adesso ci caccio il commento à la Hurwitz - la gran cassa: non so se sia per via della ripresa del suono o dello strumento in sé, ma la resa timbrica è quella di una specie di timpano, mancando totalmente il suono profondo e reboante proprio di questa percussione. Ma è un dettaglio che nulla toglie alla grandezza di questa storica registrazione.

...dedico a @Madiel, @Majaniello, @Wittelsbach, @Ives, @glenngould, @superburp e a tutti gli amici del Forum...

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16 ore fa, Snorlax dice:

Ma mi avete tolto i caratteri con le grazie?! :o:huh:

Non ne ho idea! Il forum è da poco aggiornato, sto ancora verificando se tutti i dettagli siano a posto  :D

16 ore fa, Snorlax dice:

A parte gli scherzi, ho avuto un breve periodo di depressione musicale: l'amplificatore del mio hi-fi si è praticamente fuso, ma fortunatamente un bravissimo tecnico, ad un prezzo praticamente irrisorio me l'ha rimesso a nuovo, e ora suona ancor meglio di prima. Finalmente posso ritornare ai veri miei ascolti (io con Spotify duro poco):

Igor Stravinskij, Le Sacre du Printemps, Minneapolis Symphony Orchestra, Antal Dorati

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...dedico a @Madiel, @Majaniello, @Wittelsbach, @Ives, @glenngould, @superburp e a tutti gli amici del Forum...

Ottima questa versione, tra l'altro è pure piuttosto nota agli addetti ai lavori. Forse la preferisco alla successiva, anche se non può competere con il digitale super fiammante degli anni ottanta targato Decca.

Io al momento ascolto questo classico

 

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13 ore fa, Majaniello dice:

Il disco Grainger-Rattle mi è piaciuto moltissimo! 😮

Cazzeggiando ho trovato questa performance surreale:

Perchè fu anche inventore di rulli, particolari strumenti musicali e macchine sonore per la cosiddetta free music e in generale per realizzare le sue talora strampalate idee. Personaggio singolare, anche fervente pacifista, salutista e sadomasochista. Insomma, non si è fatto mancare niente 😃

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Berlioz

"O mon bonheur, ma vie" from Lélio

Michael Spyres - tenor

ORR/Gardiner

@Snorlax in controdedica per l'ottimo Stravinsky di Dorati. Grande direttore del repertorio ballettistico. Qui un oasi melodica piena di caldi slanci e intimo raccoglimento (arpa e archi e qualche tocco dei legni) da una partitura singolare e non certamente riuscitissima di Berlioz.

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10 ore fa, Ives dice:

Perchè fu anche inventore di rulli, particolari strumenti musicali e macchine sonore per la cosiddetta free music e in generale per realizzare le sue talora strampalate idee. Personaggio singolare, anche fervente pacifista, salutista e sadomasochista. Insomma, non si è fatto mancare niente 😃

A parte la bizzarria del personaggio, mi è proprio piaciuta la musica, apparentemente di una leggerezza "pop" eppure condita di tanto in tanto da stratagemmi avanguardistici. Certo non sarà della statura di un Ives però... a me questi personaggi stanno simpatici!

A proposito:

mi sembra di sentire Bernstein qui, intendo il compositore. Paradossalmente era più fuori di testa Ives 50 anni prima.

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13 ore fa, Majaniello dice:

A parte la bizzarria del personaggio, mi è proprio piaciuta la musica, apparentemente di una leggerezza "pop" eppure condita di tanto in tanto da stratagemmi avanguardistici. Certo non sarà della statura di un Ives però... a me questi personaggi stanno simpatici!

A proposito:

mi sembra di sentire Bernstein qui, intendo il compositore. Paradossalmente era più fuori di testa Ives 50 anni prima.

Eh ma questo disco è proprio bello...

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...la Terza contenuta qui dentro è la mia personale reference, mai la raffinata orchestrazione ivesiana è stata resa in maniera così cristallina. Certi raddoppi strumentali li ho percepiti solo in questa registrazione. Per i Three Places invece continuo a rivolgermi alle versioni per grande orchestra, che a me sono sempre suonate più efficaci se paragonate alla loro controparte cameristica, in cui il ruolo preponderante del pianoforte risulta meno persuasivo rispetto alla varietà timbrica che una nutrita compagine strumentale può offrire...

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On 10/5/2022 at 17:50, Snorlax dice:

Ma mi avete tolto i caratteri con le grazie?! :o:huh:

A parte gli scherzi, ho avuto un breve periodo di depressione musicale: l'amplificatore del mio hi-fi si è praticamente fuso, ma fortunatamente un bravissimo tecnico, ad un prezzo praticamente irrisorio me l'ha rimesso a nuovo, e ora suona ancor meglio di prima. Finalmente posso ritornare ai veri miei ascolti (io con Spotify duro poco):

Igor Stravinskij, Le Sacre du Printemps, Minneapolis Symphony Orchestra, Antal Dorati

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Come già sapevate reputo l'incisione digitale di Dorati a Detroit (Decca) una delle esecuzioni meglio riuscite del celebre balletto stravinskiano. La più conosciuta del direttore ungherese presumo però sia questa, captata splendidamente dai tecnici Mercury nel 1959. Il suono è aggressivo, tagliente, diretto, senza compromessi. Le agogiche inesorabili, spietate, da perdere il fiato: il tutto fila via in meno di mezz'ora. In qualche occasione avrei preferito dei tempi un po' più rilassati, tuttavia grazie alla lettura di Dorati questo capolavoro acquista una coerenza e una compattezza rare a sentirsi. Non so se Stravinskij abbia espresso qualche commento riguardo a questa registrazione, ma credo proprio rispecchiasse la sua idea del Sacre, idea che il compositore russo non è mai riuscito a concretare in una incisione degna della musica messa su pentagramma. Unico neo - adesso ci caccio il commento à la Hurwitz - la gran cassa: non so se sia per via della ripresa del suono o dello strumento in sé, ma la resa timbrica è quella di una specie di timpano, mancando totalmente il suono profondo e reboante proprio di questa percussione. Ma è un dettaglio che nulla toglie alla grandezza di questa storica registrazione.

...dedico a @Madiel, @Majaniello, @Wittelsbach, @Ives, @glenngould, @superburp e a tutti gli amici del Forum...

Grazie, @Snorlax

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Valida edizione del 1989, seppur non tra le più famose, prodotto di solido artigianato esecutivo, come da prassi Chandos. Direzione alquanto discorsiva, logica nei tempi, orchestra ottima, varietà espressiva minima, suono ponderoso e un pò marmoreo ma godibile. Buoni anche i due solisti che si amalgamano alla perfezione nel disegno del direttore inglese.  Protagonista assoluto il coro londinese, di cui Hickox fu direttore per 20 anni, compatto, potente e dagli accenti vari e compositi (e dal suono ben più chiaro rispetto ai cori tedeschi). Ottima la ripresa audio e ben udibile e distinguibile la parte dell'organo (suonata da Roderick Elms).

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