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Cosa state ascoltando ? Anno 2022


Madiel
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3 ore fa, Wittelsbach dice:

Grande! ❤️ 

3 ore fa, Wittelsbach dice:

Comunque @Majaniello, come Rigoletto tedesco sentirei Metternich (recensito), mentre conosco poco Schlusnus.

 

Pensa che mi ricordo delle lodi a Fricsay, alla scena della festa... non so se me lo sono sognato. Confesso che sento come più naturale i cantanti tedeschi in Otello che non in Rigoletto o Macbeth... che poi il livello di "falso stilistico" è lo stesso. Tu, da baritono, che Rigoletto proponi?

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5 ore fa, Majaniello dice:

Non so se l'avete già fatta Pink, ma dovresti proporre qualche ascolto comparato di Rigoletto nel topic dei confronti. Sarebbe molto istruttivo, specie in relazione all'idea di baritono verdiano, appellativo che ho visto attribuire fin troppe volte a casaccio.

Appena ho un po' di tempo faccio qualche confronto nel topic corrispondente.

Senza dimenticare Protti, Cappuccilli e Nucci che dal vivo, in teatro,hanno avuto numerose performances esaltanti. 

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3 minuti fa, Majaniello dice:

Grande! ❤️ 

Pensa che mi ricordo delle lodi a Fricsay, alla scena della festa... non so se me lo sono sognato. Confesso che sento come più naturale i cantanti tedeschi in Otello che non in Rigoletto o Macbeth... che poi il livello di "falso stilistico" è lo stesso. Tu, da baritono, che Rigoletto proponi?

Non l'ha mai inciso tutto, ma io propendo per certi notevolissimi brani del mio conterraneo Carlo Tagliabue, che ci ha lasciato delle cose superbe.
Tra i moderni, tutto sommato si fa valere anche il Nucci con Pavarotti, dotato di tecnica e sensibilità molto convincenti, per non dire di più.

Metternich è naturale come Rigoletto perché non è un Alberich: ha le risorse vocali e tecniche in grado di fargli dominare la scrittura senza alcun patteggiamento, e anzi con fedeltà ai segni di espressione. Uniamoci poi la sensibilità interpretativa: un Fischer-Dieskau più giusto, meno lambiccato, più spontaneo vocalmente e teatralmente.

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44 minuti fa, Wittelsbach dice:

Non l'ha mai inciso tutto, ma io propendo per certi notevolissimi brani del mio conterraneo Carlo Tagliabue, che ci ha lasciato delle cose superbe.
Tra i moderni, tutto sommato si fa valere anche il Nucci con Pavarotti, dotato di tecnica e sensibilità molto convincenti, per non dire di più.

 

45 minuti fa, Pinkerton dice:

Appena ho un po' di tempo faccio qualche confronto nel topic corrispondente.

Senza dimenticare Protti, Cappuccilli e Nucci che dal vivo, in teatro,hanno avuto numerose performances esaltanti. 

Mi stupisce questa convergenza su Nucci, perchè se c'è un Rigoletto che trovo insopportabile è proprio il suo! Parlo del disco di Chailly, e di certi live più recenti che mi è capitato di sentire, che sono pure peggio. Tutto caricato di enfasi, con note intonate a capocchia o al limite del parlato (tutta la prima parte), ed pure grossolano nel cantabile, con quelle aperture e quei portamenti da balera e il ritmo per conto suo. A che serve avere l'emissione se canti con questo stile qui? Me lo sono riascoltato, perchè ho pensato di ricordare male, ma è proprio come me lo ricordavo:

e, badate, ho grande simpatia per la persona. Per me con questo non c'è gara, nonostante ci sia qualche singhiozzo di troppo anche qui:

Non mi sarei mai aspettato di fare un intervento del genere, dato che di solito sono io quello che azzarda proposte poco ortodosse :D 

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3 ore fa, Ives dice:

E alla fine? Dicci, dicci...:nerd:

eh bello bello! lo devo finire a dire il vero... perchè l'altra sera poi ero stanco e ho lasciato. Ci sono tutti gli ingredienti dello Jacobs migliore, a partire dal suono ricco e mai affogato, fino ai cori, cristallini e pimpanti... fai conto che non ascoltavo quest'oratorio da secoli, e avevo anche riferimenti vetusti. Dirò poi una cosa, ho notato che lo stile morbido e arioso tipico di Harmonia Mundi mi sta sulle scatole solo in relazione ad alcuni autori/pezzi, mentre in Handel mi piace, gli toglie un po' quella pomposità, frutto anche di una scrittura geometrica (non mi viene altro aggettivo), e gli dà un po' di vita, di aria appunto. Anche il Solomon di Reuss mi piacque, così i concerti di Egarr. E con questo elogio dell'HM, non c'è che dire, mi sto proprio imborghesendo. :ph34r:

 

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3 ore fa, Majaniello dice:

E con questo elogio dell'HM, non c'è che dire, mi sto proprio imborghesendo. :ph34r:

Eh è la vecchiaia che inesorabilmente avanza...:cat_lol::mellow: A proposito, un Handel anni '50 ancora più o meno godibile:

Handel

Water Music

Royal Concertgebouw Orchestra, Amsterdam

Eduard Van Beinum

@superburp e azzardo pure  @Snorlax

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Gabriel FAURE'
Trio in re minore op. 120

Renaud Capuçon, violino
Gautier Capuçon, violoncello
Nicholas Angelich, pianoforte

Una delle testimonianze più evidenti della raffinatezza e della sensibilità musicale di Nicholas Angelich, morto ancor giovane due giorni fa, è nello splendido box che riunisce tutte le opere di Fauré per pianoforte e archi. Un progetto ideato e coordinato da Renaud Capuçon, che riunì, in nome dell'amicizia e dell'amore per la musica di Fauré, alcuni giovani musicisti  (i fratelli Capuçon, i membri del quartetto Ebène, il poco più grande Angelich) e i più anziani Gerard Caussè (viola) e Michel Dalberto (piano). Il risultato è formidabile per capacità di penetrazione, naturalezza di approccio, piacere evidente del suonare insieme, condivisione del progetto nonostante i ruoli alternati (in tutte le opere doppie Dalberto suona il n. 1 e Angelich il n. 2). La stessa attitudine alla collaborazione a un progetto comune e a suonare insieme senza mettersi in mostra come primo della classe Angelich manifesta in diversi registrazioni dal vivo realizzate nel corso degli anni in occasione delle varie edizioni del "Progetto Martha Argerich" cui egli spesso prese parte.   

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bentornato @Euripide, sbaglio o mancavi dal forum da un po'? ;)

io purtroppo in questi giorni ho ascoltato molto ma frequentato poco il forum, tra impegni vari ci si è messa anche la famigerata malattia con la C a farmi vedere i sorci verdi :D tra gli ascolti più interessanti, i Tre pezzi per quartetto di Igor Stravinsky (incredibile pensare che siano stati scritti nel 1914!), le Ouvertures da concerto di Elgar (Cockaigne, Frossart, Ouverture da Handel e la magnifica "In the south") su spunto di Hurwitz, il Nonetto di George Onslow con spiccatissimi echi saint-saenseschi (o meglio, è Saint-Saens ad avere echi onslowiani visto che gli è di molto posteriore).

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Immagino sia una registrazione in studio. Sono curioso di sentirla, le altre registrazioni bruckneriane di Kna che conosco sono tutte più vecchie.

Kna per me ha il piglio del narratore di vicende lontane, un nonnetto simpatico :D (a volte anche un po' nonno Simpson :lol:). In questa sinfonia riesce magnificamente.

A Snorlax ovviamente.

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On 20/4/2022 at 17:00, Ives dice:

Eh è la vecchiaia che inesorabilmente avanza...:cat_lol::mellow: A proposito, un Handel anni '50 ancora più o meno godibile:

Handel

Water Music

Royal Concertgebouw Orchestra, Amsterdam

Eduard Van Beinum

 

Quando lo tirai fuori io questo mi dicesti che era un direttore nientedicchè... :glare: per essere più influente mi dovrò fare un sito... Kovskytoday :cat_lol:

On 20/4/2022 at 18:16, giobar dice:

Gabriel FAURE'
Trio in re minore op. 120

Renaud Capuçon, violino
Gautier Capuçon, violoncello
Nicholas Angelich, pianoforte

Una delle testimonianze più evidenti della raffinatezza e della sensibilità musicale di Nicholas Angelich, morto ancor giovane due giorni fa, è nello splendido box che riunisce tutte le opere di Fauré per pianoforte e archi. 

Ottima segnalazione e splendido repertorio!

On 20/4/2022 at 21:53, il viandante del sud dice:

Giovanni Bottesini

Capriccio per due contrabbassi e piano, op. 19

Davide Ghio e Davide Botto, contrabbassi

Elda Laro, piano

@Majaniello@superburp

Autore che andrebbe considerato di più dalla discografia, non solo per questi gradevoli pezzi per contrabbasso... i pochi quartetti incisi (su Dynamic credo) rivelano un grandissimo artigiano, e poi c'è anche un Requiem!

 

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52 minuti fa, Majaniello dice:

Quando lo tirai fuori io questo mi dicesti che era un direttore nientedicchè... :glare: per essere più influente mi dovrò fare un sito... Kovskytoday :cat_lol:

Lo sai che potrei averlo confuso con il coevo Van Otterloo? E' la vecchiaia...:cat_lol::umnik2:

Otterloo%20W%20v%20-%20H%C3%A4ndel%20Fon

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Ascoltato tutto il ciclo, in questa esecuzione. Bellissima musica e interpretazione splendida, a mio parere, soprattutto da parte della compagine e di Holliger, che in taluni tratti raggiungono vertici di duttilità e bellezza timbrica quasi miracolosi.

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Mica brutte le sinfonie di Nielsen! E' un autore che mai ho frequentato regolarmente e, a dirla tutta, neppure mi corrisponde troppo, ma ogni volta che ascolto qualcosa non posso fare a meno di pensare che meriterebbe qualche etto di considerazione in più da parte mia. L'esecuzione di Blomstedt mi pare eccellente.

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On 18/4/2022 at 15:51, Madiel dice:

Grazie e ricambio, carissimo! Felice di rileggerti !

 

On 18/4/2022 at 16:35, Wittelsbach dice:

 

Che doppietta ragazzi!

Grazie Mads, grazie Wittels. 

in dedica a voi ed a chi gradisce: 

51gxdGzN8PL.jpg

Qui Karajan in Brahms rivaleggia con Furtwangler in forza ed emozione, lettura tesissima, come anche 'Notte Trasfigurata' supera in intensità qualsiasi altra esecuzione che abbia ascoltato. 

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RAI Radio3 Suite - Il Cartellone 24 aprile 2022 20:30
registrazione Euroradio del 3 marzo 2022
Auditorium di Radio France, Parigi

Orchestre National de France
Manfred Honeck,  direttore

 ...

Antonín Dvořák Sinfonia n. 8 in sol maggiore, op. 88 "Inglese"
 

-

Trovo affascinante in Dvorak l'insistito esercizio dialettico tra legato sinuoso e slancio percussivo, la provocazione semantica del gesto vocale nella complessità scenografica, cioè primordiale, del colore: più che di poema parlerei di teatro sinfonico, di gesti sonori piuttosto che di vaghezze spirituali, più Debussy che non Strauss, più perplessità ed ebbrezza (negritudine) che non nominazione della coscienza; ma forse sono stasera solo influenzato dalla direzione "per accenti" più che di affetti.

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