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Madiel
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Johann Sebastian BACH
Passione secondo Matteo

John Mark Ainsley - Thomas Quasthoff
Christiane Oelze - Nathalie Stutzmann
Stanford Olsen - Michael Volle
Tokyo Opera Singers - SKF Matsumoto Children's Chorus
Saito Kinen Orchestra
Seiji Ozawa

Molto interessante. Un approccio intimo, direi quasi umile, senza alcun trionfalismo o accento romanticheggiante. Direi che predominano l'affetto e la commozione anche se esposti in modo assai pudico. L'orchestra è ridotta, trasparente e non invadente. I solisti sono efficaci e solidali con la visione d'insieme di Ozawa, non uno specialista di Bach ma un direttore serio che per questa realizzazione ha voluto studiare molto, addirittura sulle prime edizioni della Passione. Ho letto che la sua decisione di eseguire e poi incidere la Passione secondo Matteo fu un omaggio al suo amico Toru Takemitsu, che amava moltissimo quest'opera e che morì poco tempo prima dell'inaugurazione dell'auditorium dove si esibisce la Saito Kinen Orchestra, alla cui realizzazione aveva collaborato. Al continuo c'è niente meno che Christine Schornsheim (come del resto nella famosa Messa in si minore sempre realizzata da Ozawa).

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28 minuti fa, giobar dice:

Johann Sebastian BACH
Passione secondo Matteo

John Mark Ainsley - Thomas Quasthoff
Christiane Oelze - Nathalie Stutzmann
Stanford Olsen - Michael Volle
Tokyo Opera Singers - SKF Matsumoto Children's Chorus
Saito Kinen Orchestra
Seiji Ozawa

Molto interessante. Un approccio intimo, direi quasi umile, senza alcun trionfalismo o accento romanticheggiante. Direi che predominano l'affetto e la commozione anche se esposti in modo assai pudico. L'orchestra è ridotta, trasparente e non invadente. I solisti sono efficaci e solidali con la visione d'insieme di Ozawa, non uno specialista di Bach ma un direttore serio che per questa realizzazione ha voluto studiare molto, addirittura sulle prime edizioni della Passione. Ho letto che la sua decisione di eseguire e poi incidere la Passione secondo Matteo fu un omaggio al suo amico Toru Takemitsu, che amava moltissimo quest'opera e che morì poco tempo prima dell'inaugurazione dell'auditorium dove si esibisce la Saito Kinen Orchestra, alla cui realizzazione aveva collaborato. Al continuo c'è niente meno che Christine Schornsheim (come del resto nella famosa Messa in si minore sempre realizzata da Ozawa).

La tua descrizione e la presenza di Quasthoff mi riportano alla mente la Passione di Rattle a Berlino, altro esperimento hip-non-hip abbastanza riuscito. Ma ce ne saranno tante buone di questo tipo, bisogna solo trovare il sito dedicato stile quello del Messiah :D 

°°°

71JiAOdHOqL._AC_SL1400_.jpg

Giudizio di Hurwizzone abbastanza tranchant: It’s hard to be both fast and boring in Italian music, but Noseda manages.

Non è poi così male questo disco, però in effetti trattasi di musica semplice, colorata, de core questa, che va lasciata andare, mentre Noseda suona sempre come il primo della classe, col risultato che hai un po' questa sensazione per me terribile del "grande direttore" chiamato a "nobilitare" una partitura che non ha nessun bisogno di un simile trattamento. Giacchè la musica in compenso è molto divertente, devo dire, e tanto basta. 

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33 minuti fa, Majaniello dice:

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Giudizio di Hurwizzone abbastanza tranchant: It’s hard to be both fast and boring in Italian music, but Noseda manages.

Non è poi così male questo disco, però in effetti trattasi di musica semplice, colorata, de core questa, che va lasciata andare, mentre Noseda suona sempre come il primo della classe, col risultato che hai un po' questa sensazione per me terribile del "grande direttore" chiamato a "nobilitare" una partitura che non ha nessun bisogno di un simile trattamento. Giacchè la musica in compenso è molto divertente, devo dire, e tanto basta. 

Ce l'ho, lo trovo un disco molto bello (se non erro ne avevo anche parlato in questi lidi tanto tempo fa) e non mi ha lasciato l'impressione di freddezza che hai sottolineato tu. La Geoghegan è stratosferica nella Suite-Concertino.

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8 minuti fa, giobar dice:

Ce l'ho, lo trovo un disco molto bello (se non erro ne avevo anche parlato in questi lidi tanto tempo fa) e non mi ha lasciato l'impressione di freddezza che hai sottolineato tu. La Geoghegan è stratosferica nella Suite-Concertino.

Non direi freddo, più la sensazione di mangiare una pizza in un ristorante di lusso, mi capita anche con Muti, per dire. 

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12 minuti fa, Majaniello dice:

Non direi freddo, più la sensazione di mangiare una pizza in un ristorante di lusso, mi capita anche con Muti, per dire. 

:lol: Capito. Odio i ristoranti di lusso ma anche quelli da rutto libero: ok la tovaglietta di carta però insieme a educazione cordialità non affettata.

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19 ore fa, giobar dice:

Johann Sebastian BACH
Passione secondo Matteo

John Mark Ainsley - Thomas Quasthoff
Christiane Oelze - Nathalie Stutzmann
Stanford Olsen - Michael Volle
Tokyo Opera Singers - SKF Matsumoto Children's Chorus
Saito Kinen Orchestra
Seiji Ozawa

Molto interessante. Un approccio intimo, direi quasi umile, senza alcun trionfalismo o accento romanticheggiante. Direi che predominano l'affetto e la commozione anche se esposti in modo assai pudico. L'orchestra è ridotta, trasparente e non invadente. I solisti sono efficaci e solidali con la visione d'insieme di Ozawa, non uno specialista di Bach ma un direttore serio che per questa realizzazione ha voluto studiare molto, addirittura sulle prime edizioni della Passione. Ho letto che la sua decisione di eseguire e poi incidere la Passione secondo Matteo fu un omaggio al suo amico Toru Takemitsu, che amava moltissimo quest'opera e che morì poco tempo prima dell'inaugurazione dell'auditorium dove si esibisce la Saito Kinen Orchestra, alla cui realizzazione aveva collaborato. Al continuo c'è niente meno che Christine Schornsheim (come del resto nella famosa Messa in si minore sempre realizzata da Ozawa).

Belle queste incisioni ex Philips e mi ritrovo sostanzialmente nelle tue note. Ozawa trova una sua strada personale al barocco, che non sia l'ennesima ed inutile versione tardo-romantica, lavorando su equilibri e colori. Forse, il punto debole è il coro giapponese dalla sonorità sbiadita e dalla personalità non proprio spiccatissima. La Messa è pure valida, tranne Miles e alcuni tempi lanciati a velocità schizzoide.

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18 ore fa, Ives dice:

Haydn

Symphony No. 40

Royal Philharmonic Orchestra

Sir Thomas Beecham

Poco più di una curiosità, un Haydn da museo delle cere. Prima registrazione di quest'opera, Emi datata 1948 nel mitico studio 1 di Abbey Road. Unica sinfonia di Haydn diretta da Beecham al di fuori delle Londinesi, scelta davvero strana non essendo un'opera di grandissimo rilievo. Dorati molto più frizzante e aderente allo stile del compositore:

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25 minuti fa, Vigione dice:


Vorrei ampliare il mio ascolto e la mia collezione di musica orchestrale, avete suggerimenti? Ho pensato a questo cofanetto di Strauss, compositore da me mai approfondito

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Eccellente scelta! 😍

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3 ore fa, Vigione dice:


Vorrei ampliare il mio ascolto e la mia collezione di musica orchestrale, avete suggerimenti? Ho pensato a questo cofanetto di Strauss, compositore da me mai approfondito

710nUmXoOFL._AC_SX679_.jpg

Vai vai!

Questa va in dedica a Snorlax ed anche a Wittel per l'abbigliamento di Schuricht (l'ho sempre visto con bellissimi farfallini, spero apprezzi il suo stile :D).

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2 ore fa, superburp dice:

Vai vai!

Questa va in dedica a Snorlax ed anche a Wittel per l'abbigliamento di Schuricht (l'ho sempre visto con bellissimi farfallini, spero apprezzi il suo stile :D).

Poco da dire, certo che apprezzo. Il farfallino da giorno, rigorosamente da annodare da soli e non quella tristezza col gancetto o l'elastico, è uno dei miei must.

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RAI Radio3 Suite - Il Cartellone 14 aprile 2022 20:30
registrazione Euroradio del 29 maggio 2019
Vienna, RadioKulturhaus


ORF Radio-Symphonieorchester Wien
Duncan Ward, direttore
Andrii Pavlov, violino


Franz Schubert : Sinfonia in si minore, D. 759 "Incompiuta"
Gerd Kühr : Movimenti, per violino e orchestra (2006)
Boris M. Lyatoshynsky : Sinfonia n. 3 in si minore, op. 50 (1951)

-

Un "impaginato" splendidamente interconnesso suggestivo di percorsi viandanti quel tanto onirici dell'animo.

Forma sonata come crisalide di una falena per una notte su un monte calvo... (ah già, il Lysa Hora di Kiev...) con attraversamenti lisztiani di luminosità da Légendes di bene: sì forse F. Schubert non seppe ricondurre via la pagina dal poema sinfonico che non voleva scrivere ma che i potenti amabili chiaroscuri ormai avevano definito...

All'individuo di Gerd Kühr la società offre sarabande artificiose alienate, ma egli riesce a trovare una chiave linguistica, direi attraverso le esemplarità animali, per un dialogo: comunque pericoloso, per poco non c'è rimasto, estinto, ma è quello (nel luogo più silenzioso, del tempo rallentato) il momento delle comunicazioni tra anime, di una felicitazione condivisa, inventiva, d'alba, semivuota, tutta respiro, oddio era l'ultimo, obbella e perché no? tutto è uno e in trasformazione.

Tanta roba, come a dire più dell'atteso, nel paginone sinfonico n. 3 di Boris Lyatoshynsky, un mélo però ahimè non nelle mie corde.

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Non ho mai amato tanto le due registrazioni del Rigoletto di Muti, quella in studio non l'ascolto mai, quella dal vivo vede un Bruson troppo in là con l'età, e qualche vizio direttoriale di troppo... oggi però ho scoperto QUESTA (non mi fa fare l'embed). 

Rigoletto - Renato Bruson Gilda - Cecilia Gasdia Il Duca - Michael Myers Maddalena - Alexandrina Milcheva Sparafucile - Stephen Dupont The Philadelphia Orchestra The Westminster Choir Dir.: Riccardo Muti Philadelphia 9-10-1985 (Radio Broadcast)

Trattasi della prima americana della nuova (per l'epoca) edizione critica dell'opera. Credo sia la migliore direzione di Muti in questo titolo, equilibrata e coinvolgente (anche l'orchestra aiuta eh!) e la migliore performance di Bruson nel ruolo di Rigoletto che io ricordi (compreso il disco con Sinopoli). La Gasdia fà il suo, e ha momenti molto belli, e persino questo tal Myers, palesemente estraneo al ritmo all'italiana, riesce a strappare qualche fraseggio nel canto legato specialmente. Una bella scoperta.

Dedico solo a @Wittelsbach perchè a @Pinkerton Muti sta sulle scatole :D

PS: chissà se Pink conosce questo Rigoletto, era una mia fissazione, un'edizione che non si fila nessuno:

51dgd2jRf3L._AC_.jpg

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