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Cosa state ascoltando ? Anno 2022


Madiel
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Olivier MESSIAEN
Les Corps glorieux

Willem Tanke, organo

Come sempre, Messiaen affida al suo strumento, l'organo, le riflessioni più intime e la trasposizione in musica del proprio vissuto spirituale a confronto con i misteri della fede cristiana. Dietro la scorza di un discorso che può apparire a volte etereo e inafferrabile o improvvisamente scosso da imprevedibili turbamenti e scossoni, vi è una stupefacente capacità di fascinazione che accompagna l'ascoltatore in territori "altri". Un ascolto abbacinante.

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0761203522828.jpg

Se criticavate lo Schubert di Goodman (e non ci sarebbe niente di male nel farlo), provate a sentire questo.
Tempi inutilmente convulsi in ogni momento, archi stonati e stridenti, una totale incosapevolezza stilistica.
Stimo direttrice e orchestra per Telemann, ma qui francamente trovo abbiano toppato alla grande.

@Majaniello @Snorlax @giobar

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2 ore fa, Wittelsbach dice:

0761203522828.jpg

Se criticavate lo Schubert di Goodman (e non ci sarebbe niente di male nel farlo), provate a sentire questo.
Tempi inutilmente convulsi in ogni momento, archi stonati e stridenti, una totale incosapevolezza stilistica.
Stimo direttrice e orchestra per Telemann, ma qui francamente trovo abbiano toppato alla grande.

@Majaniello @Snorlax @giobar

Delle sinfonie di Schubert ci sono quasi più integrali hip o semihip che tradizionali, mi vengono in testa Harno, Bruggen, Zinman, Minkowski, Dausgaard, De Vrieend, Immerseel, Holliger, Herreweghe, Jacobs... Anche se non li conosco, difficile che questi dischi Cpo possano competere in un mercato così (fin troppo) affollato. 

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Slatkin dirige un pezzo della quarta mogliettina. Niente di speciale, ritmi in moto perpetuo come se fosse un Rouse dei poveri, ma l'orchestrazione resta tradizionale e corretta "alla americana". Musica inutile.

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22 ore fa, Ives dice:

Beethoven

Sinfonie Nr. 2 D-Dur op. 36

Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin

Vladimir Jurowski

Concludo l'ascolto del programma, che prevede Weber (Oberon) e Wagner (Idillio), dopo questa spigliatissima Seconda molto hip-oriented come ormai da prassi per Jurowski (e con l'inserimento di ottoni d'epoca e timpani suonati "all'antica"). Dedico @superburp per il repertorio.

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Incredibile, sembra scritta da un compositore italiano di scuola respighiana o pizzettiana negli anni trenta-quaranta, invece è recente e americana! :cat_lol: Comunque, niente male.

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2 ore fa, Ives dice:

Concludo l'ascolto del programma, che prevede Weber (Oberon) e Wagner (Idillio), dopo questa spigliatissima Seconda molto hip-oriented come ormai da prassi per Jurowski (e con l'inserimento di ottoni d'epoca e timpani suonati "all'antica"). Dedico @superburp per il repertorio.

Ringrazio e domando: ma quell'abito da simil-prete che usano spesso i direttori da tempo (ho visto foto e video di Toscanini e Walter con quello indosso), che origine ha? Lo trovo molto curioso.

Comunque ricambio (estendendo ai giulinbruckneriani Snorlax, Madiel e chi altro apprezza):

 

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37 minuti fa, superburp dice:

Ringrazio e domando: ma quell'abito da simil-prete che usano spesso i direttori da tempo (ho visto foto e video di Toscanini e Walter con quello indosso), che origine ha? Lo trovo molto curioso.

Mi sembra una tipica giacca alla coreana. Ma credo che l'esperto in materia sia @Wittelsbach

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Proseguiamo con 
Richard STRAUSS
Die Tageszeiten op. 76

Harvard Glee Club
Boston Symphony Orchestra
Erich Leinsdorf

In uno dei commenti su youtube a questa registrazione (audio peraltro pessimo, io ho recuperato una versione migliore) si dice che membro del coro era anche William Christie, all'epoca in effetti studente ad Harvard.

Questo pezzo, che non mi pare un capolavoro ma al tempo stesso non mi sembra disprezzabile, fa parte di quel numero non insignificante di opere di Strauss sulle quali è inspiegabilmente caduto l'oblio. Ce ne sono poche incisioni (Janowski e poi Plasson e Botstein, queste ultime difficilmente reperibili) e  non mi risulta neanche una frequente programmazione concertistica. E' oltre modo strano, come è strano il silenzio - che so - su Schlagobers o Josephlegende (Sinopoli a parte) o Taillefer, tutti pezzi che, nell'ottica integralistica che oggi va di moda, meriterebbero un approccio che potrebbe anche essere rivelatorio.  

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20 ore fa, giobar dice:

Ma la domanda era un'altra.

Non hai tutti i torti. La chiamano “Nehru jacket”, perché il famoso politico indiano ne faceva uso. È, a tutt’oggi, una giacca che fa parte della categoria delle curiosità, estranea ai canoni classici. Che sono:

Gran sera = frac
Serata = smoking
Giorno formale = tight (detto morning coat)
Giorno semiformale = abito scuro completo
Giorno informale = spezzato

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3 ore fa, Wittelsbach dice:

È, a tutt’oggi, una giacca che fa parte della categoria delle curiosità, estranea ai canoni classici.

 

Però, vista la frequenza con cui molti direttori ormai la usano preferenzialmente rispetto a quella con le code, non è che questo canone si sta modificando?

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4 ore fa, Wittelsbach dice:

Non hai tutti i torti. La chiamano “Nehru jacket”, perché il famoso politico indiano ne faceva uso. È, a tutt’oggi, una giacca che fa parte della categoria delle curiosità, estranea ai canoni classici. Che sono:

Gran sera = frac
Serata = smoking
Giorno formale = tight (detto morning coat)
Giorno semiformale = abito scuro completo
Giorno informale = spezzato

Manca la voce "Seratone = deshabille" :lol:

 

 

 

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RAI Radio3 Suite - Il Cartellone 9 aprile 2022 20:00
in diretta dal Teatro Comunale di Bologna
Stagione lirica
Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna
Michael Güttler, direttore
Gea Garatti Ansini, maestro del Coro

Stabat Mater, di Hanna Havrylec' (Ганна Олексіївна Гаврилець; 11 April 1958 - 27 February 2022 RIP)
Prima europea

Iolanta
Idillio drammatico in un atto di Modest Il'ič Čajkovskij,
da Kong Renés Datter (La figlia di re Renato) di Henrik Hertz
Musica di Pëtr Il'ič Čajkovskij
Esecuzione in forma di concerto
con Mihail Mihaylov, Petar Naydenov, Serban Vasile, Yulia Tkachenko, Victoria Karkacheva, Marina Ogii, Olga Dyadiv, Rafal Siwek, Andrei Bondarenko, Arnold Rutkowski 

-

Entrambe piuttosto strane le opere di teatro in musica stasera: 
l'avvio atonale e il caldo conforto reciproco poi, per una splendida tensione monumentale neoclassica nel breve quadro moderno nella riflessione di Hanna Havrylets;
e il realismo delle intenzioni (né romanzate né tradizionaliste) di Čajkovskij in una fiaba di voci umane e strumentali tutta scansioni di quadri per precipitazioni e collage interni in una delicatezza persistente ancora una volta adatta a una riflessione ...sulla libertà? nella diversità?

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