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Cosa state ascoltando ? Anno 2022


Madiel
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4 ore fa, Ives dice:

:cat_lol:

La vidi in tv all'epoca questa Messa bachiana di Muti, erano i concerti della domenica mattina presto in onda su Rete 4 in collaborazione con la Filarmonica della Scala. Trasmessi credo su input di Confalonieri, pianista e appassionato di lirica e classica, oltre che presidente del gruppo. Per un non-specialista del genere, che utilizzava complessi estranei al barocco e dediti all'Opera, la ricordo come abbastanza efficace e godibile. Una direzione logica e discorsiva, niente di nuovo ma tutto ben fatto. E c'era Pertusi come basso, mica poco!

Con scetticismo misto a curiosità ne ho ascoltato un brano ieri sera per la prima volta e...

Muti > tutti i direttori tedeschi di tradizione che infestano gli ascolti dei tradizionalisti

Snorlino convertiti al verbo molfettese!

riccardo_muti(5).jpg

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27 minuti fa, Majaniello dice:

Con scetticismo misto a curiosità ne ho ascoltato un brano ieri sera per la prima volta e...

Muti > tutti i direttori tedeschi di tradizione che infestano gli ascolti dei tradizionalisti

Snorlino convertiti al verbo molfettese!

Che poi la fece pure Abbado a fine anni '90 live a Salisburgo coi Berliner nel periodo in cui stava riprendendo anche la San Matteo. L'organico strumentale era davvero ridotto. Uscì su strambe etichette tedesche sotto licenza Universal, mai sentita:

https://www.bach-cantatas.com/Performers/Abbado.htm

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Niccolò JOMMELLI
La Passione di Nostro Signore Gesù Cristo

Anke Herrmann - Debora Beronesi
Jeffrey Francis - Maurizio Picconi
Ensemble Eufonia - Ensemble vocale Sigismondo d'India
Berliner Barock Akademie
Alessandro de Marchi

E' uno dei numerosissimi oratori scritti, dopo il primo di Caldara del 1730 e fino ai primi dell'800, sul medesimo libretto di Pietro Metastasio. Se il riutilizzo di un libretto era cosa frequente, qui siamo davanti a un caso eccezionale e forse unico nella storia della musica per il numero elevatissimo di versioni realizzate, tanto da parificare, di fatto, il testo di Metastasio a quelli dell'ordinario della messa o ai salmi (De profundis, Miserere...) o inni liturgici (Te Deum, Veni Creator...) che sono stati musicati centinaia di volte dai compositori più disparati.

Al primissimo ascolto la musica di Jommelli non mi sta sconvolgendo troppo, anche se si pone su un buon livello di qualità e riesce a tenere una certa distanza (ma non sempre) da tentazioni operistiche, fioriture e coccodè vari, mantenendo stabile un tono commosso e riflessivo. Al tempo stesso,  si stende in modo abbastanza uniforme una leggera patina di noia. Forse è uno di quei casi in cui l'esecuzione dal vivo e la presenza diretta nel pubblico riescono a eliminare tale patina. Peraltro, è apprezzabile la poca staticità dei recitativi, sempre molto mossi. Su tutto si impone il sostegno strumentale, vivissimo, a volte addirittura formicolante e tutt'altro che secondario malgrado la pregnanza del soggetto e del testo. In questo è lodevolissima l'esecuzione di de Marchi, vibrante, tesa, mai fiacca. I solisti non si impongono per particolare virtuosismo e anzi sono sempre sull'orlo del burrone (e qualche volta lo sorpassano trovando aiuto nell'angelo custode...) quando si discostano dalla tessitura centrale. Però sono comunque funzionali e hanno tutti un'ottima dizione (anche se due di loro non sono italiani) così che, caso strano, di fatto non si perde nemmeno una parola. 

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1 ora fa, giobar dice:

Niccolò JOMMELLI
La Passione di Nostro Signore Gesù Cristo

Anke Herrmann - Debora Beronesi
Jeffrey Francis - Maurizio Picconi
Ensemble Eufonia - Ensemble vocale Sigismondo d'India
Berliner Barock Akademie
Alessandro de Marchi

E' uno dei numerosissimi oratori scritti, dopo il primo di Caldara del 1730 e fino ai primi dell'800, sul medesimo libretto di Pietro Metastasio. Se il riutilizzo di un libretto era cosa frequente, qui siamo davanti a un caso eccezionale e forse unico nella storia della musica per il numero elevatissimo di versioni realizzate, tanto da parificare, di fatto, il testo di Metastasio a quelli dell'ordinario della messa o ai salmi (De profundis, Miserere...) o inni liturgici (Te Deum, Veni Creator...) che sono stati musicati centinaia di volte dai compositori più disparati.

Al primissimo ascolto la musica di Jommelli non mi sta sconvolgendo troppo, anche se si pone su un buon livello di qualità e riesce a tenere una certa distanza (ma non sempre) da tentazioni operistiche, fioriture e coccodè vari, mantenendo stabile un tono commosso e riflessivo. Al tempo stesso,  si stende in modo abbastanza uniforme una leggera patina di noia. Forse è uno di quei casi in cui l'esecuzione dal vivo e la presenza diretta nel pubblico riescono a eliminare tale patina. Peraltro, è apprezzabile la poca staticità dei recitativi, sempre molto mossi. Su tutto si impone il sostegno strumentale, vivissimo, a volte addirittura formicolante e tutt'altro che secondario malgrado la pregnanza del soggetto e del testo. In questo è lodevolissima l'esecuzione di de Marchi, vibrante, tesa, mai fiacca. I solisti non si impongono per particolare virtuosismo e anzi sono sempre sull'orlo del burrone (e qualche volta lo sorpassano trovando aiuto nell'angelo custode...) quando si discostano dalla tessitura centrale. Però sono comunque funzionali e hanno tutti un'ottima dizione (anche se due di loro non sono italiani) così che, caso strano, di fatto non si perde nemmeno una parola. 

Mi commuove il solo fatto che tu l'abbia ascoltata ❤️

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50 minuti fa, Majaniello dice:

Mi commuove il solo fatto che tu l'abbia ascoltata ❤️

E perché mai ti commuove? Io ascolto di tutto (anche Caroline Shaw se mi provocano...:cat_lol:). Poi ci sono le cose che mi piacciono di più o di meno e quelle da shock anafilattico, ma con questo Jommelli restiamo ampiamente nell'area di sicurezza sanitaria :lol: 

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6 ore fa, Majaniello dice:

Con scetticismo misto a curiosità ne ho ascoltato un brano ieri sera per la prima volta e...

Muti > tutti i direttori tedeschi di tradizione che infestano gli ascolti dei tradizionalisti

Snorlino convertiti al verbo molfettese!

riccardo_muti(5).jpg

Ma guarda che a me Muti piace, e non poco! Lo preferisco di molto all'anemico milanese...:cat_lol::cat_lol:

Giusto in tempo per prenderti in dedica questa (che credo proprio sia di tuo gradimento, e che sarebbe pane per i denti del Molfettese):

Alfredo Casella, Partita per pianoforte e piccola orchestra, Sun Hee You, Orchestra Sinfonica di Roma, Francesco La Vecchia

712sMwLqxaL.__AC_SX300_SY300_QL70_ML2_.j

Sono molto legato a questo gioiello caselliano, dato che è il pezzo che molti anni fa mi ha fatto scoprire questo grande compositore. Ai tempi delle superiori, spinto dal programma fuori dai soliti schemi, alla Fenice mi beccai un concerto con un signor programma: Malipiero, Casella, Togni (altro che le rimasticature che oggi continuano a propinare senza sosta :cat_angry::mellow:). Ricordo che già ai tempi mi posi la vexata quaestio: ma perché un pezzo del genere non viene eseguito più spesso? Bella musica, e che di sicuro avrebbe una certa presa sul pubblico. E come si diverte Casella con un'orchestra duttile e dai colori inediti composta da oboe, tre clarinetti, tre trombe, timpani e archi. Convincente la prova della pianista coreana, accompagnata gioiosamente dal solito La Vecchia e dalla compianta orchestra romana.

...oltre all'amico Maja, dedico a @Madiel, @superburp, @Ives, @Wittelsbach, @glenngould, @glenngould e a chiunque gradisca...

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2 ore fa, Snorlax dice:

Alfredo Casella, Partita per pianoforte e piccola orchestra, Sun Hee You, Orchestra Sinfonica di Roma, Francesco La Vecchia

712sMwLqxaL.__AC_SX300_SY300_QL70_ML2_.j

Sono molto legato a questo gioiello caselliano, dato che è il pezzo che molti anni fa mi ha fatto scoprire questo grande compositore. Ai tempi delle superiori, spinto dal programma fuori dai soliti schemi, alla Fenice mi beccai un concerto con un signor programma: Malipiero, Casella, Togni (altro che le rimasticature che oggi continuano a propinare senza sosta :cat_angry::mellow:). Ricordo che già ai tempi mi posi la vexata quaestio: ma perché un pezzo del genere non viene eseguito più spesso? Bella musica, e che di sicuro avrebbe una certa presa sul pubblico. E come si diverte Casella con un'orchestra duttile e dai colori inediti composta da oboe, tre clarinetti, tre trombe, timpani e archi. Convincente la prova della pianista coreana, accompagnata gioiosamente dal solito La Vecchia e dalla compianta orchestra romana.

...oltre all'amico Maja, dedico a @Madiel, @superburp, @Ives, @Wittelsbach, @glenngould, @glenngould e a chiunque gradisca...

Queste sono le dediche fatte come si deve ! :dance2:

5 ore fa, superburp dice:

A Snorlax, Madiel, Ives, giobar, glenngould, Kovskij e chi altro apprezza.

:cool:

Ricambio, anche se il pezzo che ascolto in questo momento non è all'altezza 

:cat_goofy:

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18 ore fa, giobar dice:

E perché mai ti commuove? Io ascolto di tutto (anche Caroline Shaw se mi provocano...:cat_lol:). Poi ci sono le cose che mi piacciono di più o di meno e quelle da shock anafilattico, ma con questo Jommelli restiamo ampiamente nell'area di sicurezza sanitaria :lol: 

Ero pronto col cortisone :D 

Dicevo così perchè conosco la tua allergia allo stile italiano, che da Stradella a Verdi, con molte varianti, conserva delle caratteristiche peculiarissime che devono piacere o non se ne esce. Jommelli era comunque uno dei compositori italiani più tedeschi in circolazione (lavorò un sacco in Germania, credo sia noto a tutti), la sua fusione tra lo stile scarlattiano e il sinfonismo di Mannheim è l'equivalente pre-classico di quel che farà Cherubini con l'opera di Salieri e il sinfonismo di Haydn. Di Jommelli andrebbero ascoltate le opere in primis, in questa Passione, che a me piace ma con moderazione, secondo me è un po' carente il comparto voci, sono tutti corretti ma piuttosto scolastici, compreso il coro, questo ammazza un po' la musica, che secondo me è ricca di spunti. Bisogna aspettarsi appunto un lavoro simil-operistico, come d'uso in quell'epoca, inutili i paragoni con le Passioni bachiane. De Marchi e la sua direzione ariosa, benchè non sempre idiomatica, è forse l'elemento migliore, anche se io preferirei sempre un po' più di energia e di trasporto in questo repertorio, tanto più che l'orchestrazione di Jommelli è incredibilmente ricca.

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