Vai al contenuto

Cosa state ascoltando ? Anno 2022


Madiel
 Condividi

Recommended Posts

  • Risposte 957
  • Creato
  • Ultima Risposta

Top utenti di questa discussione

Top utenti di questa discussione

58 minuti fa, hurdy-gurdy dice:

59237410.jpg

... oggi è stata piuma ma domani... :

riccardo-muti-corna-592875_tn.jpg

45 minuti fa, Ives dice:

😁

Sempre dopo questa, però:

Beethoven

Overture "The Consecration of the House", Op.124

Orchestre des Concerts Lamoureux · Igor Markevitch

Markevitch è troppo un signore, ci vuole un figlio di... che ti faccia venire voglia di accoppare qualche potente. Mi duole dirlo ma, al netto del suono orribilmente enorme che lo contraddistingue, qui è meglio Karajan.

Vabbè hip c'è questa che è bellissima (i corni!), anche se un po' lenta per i miei gusti:

 

Link al commento
Condividi su altri siti

1 ora fa, Majaniello dice:

Mi duole dirlo ma, al netto del suono orribilmente enorme che lo contraddistingue, qui è meglio Karajan.

Muti, Karajan...stai proprio invecchiando male :cat_lol: Versione consigliata da Hurwitz:

Beethoven

Overture "Consecration of the House" Op. 124

Minnesota Orchestra · Stanislaw Skrowaczewski

A me non dispiace Zinman in questi brani d'occasione: veloce, diretto, snello...

Link al commento
Condividi su altri siti

17 ore fa, Snorlax dice:

Ammetto di essere in completo disaccordo, tant'è che ho avuto una percezione praticamente opposta. In molte esecuzioni mi è sembrato di ravvisare uno studio serio e approfondito della partitura, sfociante in letture originali e piene di personalità. E si che di integrali shostiane ne ho sentite parecchie (ma magari non ci ho capito niente :rolleyes:)...

Un tuo giudizio globale sull'integrale di Ashkenazy (Decca)? :nerd:

Link al commento
Condividi su altri siti

2 ore fa, Ives dice:

Muti, Karajan...stai proprio invecchiando male :cat_lol: Versione consigliata da Hurwitz:

Così male che non capisco manco le battute di @giobar 😅

Karajan stacca il tempo che piace a me, qualcuno dirà troppo veloce, fatto sta che nonostante guidi un pachiderma riesce a gestirlo (vado a memoria)... poi ha altri aspetti non mi piacciono (ma anche Muti è fastidioso nell'introduzione ad esempio, un po' troppo "all'italiana" come direbbe lui). Zinman buono sulla carta per la prassi ma poi mi suona troppo singhiozzante. Skrowacoso è una bella segnalazione, non la conoscevo. Ovviamente non l'ho citato ma c'è anche:

c76e13ad-4f2f-49d8-96fb-250fd80f7483.jpg

Link al commento
Condividi su altri siti

37 minuti fa, Majaniello dice:

Così male che non capisco manco le battute di @giobar 😅

 

Tu non vedevi Markevitch come persona in grado di istigare ad accoppare il potente. Io alludevo alle voci che si erano diffuse qualche decina di anni fa circa il ruolo occulto che proprio Markevitch avrebbe svolto come "mente", "grande vecchio" e addirittura "capo" delle Brigate Rosse. Uno spunto importante a queste voci - che, per quanto ne so, rimasero sempre tali e non trovarono mai la minima conferma - venne dal fatto che il cadavere di Aldo Moro fu lasciato dai brigatisti in una Renault 4 parcheggiata davanti all'ingresso del palazzo Caetani, dove abitava Markevitch, il quale aveva sposato la nobildonna Topazia Caetani, proprietaria di quel palazzo. Di un possibile rapporto di Markevitch con le BR (e in specie con Giovanni Senzani) si occuparono alcuni libri e persino la commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Moro. C'è da dire che Markevitch non era del tutto alieno dalla lotta armata perchè durante la seconda guerra mondiale partecipò attivamente alla Resistenza.

Scopro ora grazie a google che ci sarebbe materiale recente sulla questione (ero fermo a diversi anni fa...)...

Link al commento
Condividi su altri siti

On 30/3/2022 at 19:35, Snorlax dice:

Gustav Mahler, Sinfonia n. 9 in re maggiore, London Symphony Orchestra, Sir Georg Solti

OS0xNzc2LmpwZWc.jpeg

...era da un pezzo che non mettevo sul piatto il Mahler londinese di Solti, anche se ne ho sempre conservato un ottimo ricordo. E ricordavo bene, perché questa è una lettura che meriterebbe una più alta considerazione. L'approccio mi ricorda molto quello di Barbirolli: diretto, sincero, senza troppe elucubrazioni, che acchiappa immediatamente l'orecchio dell'ascoltatore, coinvolgendolo in un turbinio infinito di emozioni. Se Solti non raggiunge le profondità interpretative del più anziano collega, ne guadagna però in vituosismo orchestrale: raramente in questa sinfonia si è sentita un'orchestra così on fire, tra l'altro captata egregiamente dagli storici tecnici Decca.

 

Ho ascoltato i primi due movimenti e devo dire che, fin qui, la parte che ho sottolineato corrisponde perfettamente. Mentre ascoltavo il secondo movimento ho avuto ancora di più conferma che il diretto erede spirituale di Mahler sia stato Berg proprio in virtù della complessità polifonica che ad un certo punto ti fa perdere qualsiasi punto di riferimento (quale voce ascolto?). Solti rende bene questa complessità di fatto facendo emergere tutte le voci.

Ascolterò anche il terzo e il quarto movimento a breve

Link al commento
Condividi su altri siti

61xmFOrgXPL._SX450_.jpg

Posso dire che questo è stato uno degli ascolti più belli degli ultimi tempi?
Tutto è perfettamente a punto, in queste Stagioni, in cui Gardiner ricupera le stesure originali delle introduzioni di Autunno e Inverno, leggermente più lunghe (quelle tradizionali sono anch'esse incise e allegate in fondo al secondo disco).
La condotta orchestrale di Gardiner è tumultuosa, quasi romantica: questo dà luogo a momenti superbi, come il coro dei paesani nell'Autunno, o il grandissimo coro che conclude, anche lui, l'Autunno. E' un Haydn beethoveniano, questo di Gardiner: pieno di "alto sentire", emotivo, ricco di sfaccettature anche nel lirismo. Gli English Baroque Soloist si giovano di una batteria di ottoni che, pur essendo "naturali", hanno un sonoro e un'intonazione da manuale. Alla riuscita di tanti brani non è certo estraneo il Monteverdi Choir, che canta con una precisione e un'intensità rimarchevoli, perfettamente amalgamate con l'orchestra.
Pure ottimo è il pool di solisti, con una Barbara Bonney dolce e aggraziata, un Anthony Rolfe Johnson molto attento all'omogeneità vocale e all'espressività, e un imponente Andreas Schmidt, che canta senza rifiutare le agilità (comunque non proibitive) della sua parte di Simon.
Punti bonus a una copertina che trovo bellissima.
Consigliato a tutti.

@Snorlax (grande la Nona londinese soltiana, a proposito) @giobar @Madiel (ti piace il genere?) @Majaniello @Ives

Link al commento
Condividi su altri siti

1 ora fa, giobar dice:

Tu non vedevi Markevitch come persona in grado di istigare ad accoppare il potente. Io alludevo alle voci che si erano diffuse qualche decina di anni fa circa il ruolo occulto che proprio Markevitch avrebbe svolto come "mente", "grande vecchio" e addirittura "capo" delle Brigate Rosse. Uno spunto importante a queste voci - che, per quanto ne so, rimasero sempre tali e non trovarono mai la minima conferma - venne dal fatto che il cadavere di Aldo Moro fu lasciato dai brigatisti in una Renault 4 parcheggiata davanti all'ingresso del palazzo Caetani, dove abitava Markevitch, il quale aveva sposato la nobildonna Topazia Caetani, proprietaria di quel palazzo. Di un possibile rapporto di Markevitch con le BR (e in specie con Giovanni Senzani) si occuparono alcuni libri e persino la commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Moro. C'è da dire che Markevitch non era del tutto alieno dalla lotta armata perchè durante la seconda guerra mondiale partecipò attivamente alla Resistenza.

Scopro ora grazie a google che ci sarebbe materiale recente sulla questione (ero fermo a diversi anni fa...)...

Mica sapevo tutte 'ste cose 😮 l'allusione era ad una signorilità ed un'eleganza nel dirigere ovviamente, poi magari era un farabutto nella vita privata, o un eroe, chissà.

21 minuti fa, Wittelsbach dice:

61xmFOrgXPL._SX450_.jpg

Posso dire che questo è stato uno degli ascolti più belli degli ultimi tempi?
Tutto è perfettamente a punto, in queste Stagioni, in cui Gardiner ricupera le stesure originali delle introduzioni di Autunno e Inverno, leggermente più lunghe (quelle tradizionali sono anch'esse incise e allegate in fondo al secondo disco).
La condotta orchestrale di Gardiner è tumultuosa, quasi romantica: questo dà luogo a momenti superbi, come il coro dei paesani nell'Autunno, o il grandissimo coro che conclude, anche lui, l'Autunno. E' un Haydn beethoveniano, questo di Gardiner: pieno di "alto sentire", emotivo, ricco di sfaccettature anche nel lirismo. Gli English Baroque Soloist si giovano di una batteria di ottoni che, pur essendo "naturali", hanno un sonoro e un'intonazione da manuale. Alla riuscita di tanti brani non è certo estraneo il Monteverdi Choir, che canta con una precisione e un'intensità rimarchevoli, perfettamente amalgamate con l'orchestra.
Pure ottimo è il pool di solisti, con una Barbara Bonney dolce e aggraziata, un Anthony Rolfe Johnson molto attento all'omogeneità vocale e all'espressività, e un imponente Andreas Schmidt, che canta senza rifiutare le agilità (comunque non proibitive) della sua parte di Simon.
Punti bonus a una copertina che trovo bellissima.
Consigliato a tutti.

@Snorlax (grande la Nona londinese soltiana, a proposito) @giobar @Madiel (ti piace il genere?) @Majaniello @Ives

Pensavo l'altra sera a questo tuo excursus nella discografia storica di Gardiner, molto interessante perchè sono registrazioni che posso aver voglia di ascoltare (al contrario di altre cose di cui scrivi - benissimo - e che magari non mi interessano). A parte Purcell non conosco né la sua Ifigenia in Tauride (ma quella in Aulide sì) né questo Haydn. Ai tempi d'oro era un grande, anche se non è mai stato tra i miei preferiti, oggi.. boh! tra le cose recenti conosco solo i dischi con la LSO, che mi hanno lasciato assai perplesso e a volte interdetto. 

 

1 ora fa, glenngould dice:

Ho ascoltato i primi due movimenti e devo dire che, fin qui, la parte che ho sottolineato corrisponde perfettamente. Mentre ascoltavo il secondo movimento ho avuto ancora di più conferma che il diretto erede spirituale di Mahler sia stato Berg proprio in virtù della complessità polifonica che ad un certo punto ti fa perdere qualsiasi punto di riferimento (quale voce ascolto?). Solti rende bene questa complessità di fatto facendo emergere tutte le voci.

Ascolterò anche il terzo e il quarto movimento a breve

Pensavo che il Mahler di Solti piacesse solo a me perchè... non amo Mahler! o meglio, perchè mi interessa solo l'aspetto musicale e mi snerva quello emotivo/psicologico. Solti sembra guardare la faccenda dall'esterno senza lasciarsi infognare, con una punta di sarcasmo (almeno, mi piace vedercela) che probabilmente deriva solo dal suo modo tipico di esagerare gli effetti esteriori delle partiture. Insomma, una scelta consapevolmente superficiale. E sì, Berg è un altro a cui direi "basta torturarti figlio mio... vatti a fare una birretta che magari acchiappi stasera e non ci pensi", al netto dei giustissimi riferimenti musicali. 

Link al commento
Condividi su altri siti

1 ora fa, Majaniello dice:

Mica sapevo tutte 'ste cose 😮 l'allusione era ad una signorilità ed un'eleganza nel dirigere ovviamente, poi magari era un farabutto nella vita privata, o un eroe, chissà.

Boh, chissà...Almeno un atto di eroismo, durante, la Resistenza, gli è accreditato. Salvò la vita a Carlo Levi, all'epoca nascosto nelle colline di Fiesole, avvertendolo di un imminente rastrellamento di cui aveva avuto notizia dai tedeschi.

Link al commento
Condividi su altri siti

Ernest CHAUSSON
Trio in sol minore op. 3

Trio Wanderer

A mio avviso, uno dei pezzi più straordinari ed emozionanti della letteratura per violino, violoncello e pianoforte. E il trio Wanderer, in questa incisione di inizio carriera, ne offre una interpretazione intensa e febbrile.

Link al commento
Condividi su altri siti

17 ore fa, Wittelsbach dice:

Posso dire che questo è stato uno degli ascolti più belli degli ultimi tempi?
Tutto è perfettamente a punto, in queste Stagioni, in cui Gardiner ricupera le stesure originali delle introduzioni di Autunno e Inverno, leggermente più lunghe (quelle tradizionali sono anch'esse incise e allegate in fondo al secondo disco).
La condotta orchestrale di Gardiner è tumultuosa, quasi romantica: questo dà luogo a momenti superbi, come il coro dei paesani nell'Autunno, o il grandissimo coro che conclude, anche lui, l'Autunno. E' un Haydn beethoveniano, questo di Gardiner: pieno di "alto sentire", emotivo, ricco di sfaccettature anche nel lirismo. Gli English Baroque Soloist si giovano di una batteria di ottoni che, pur essendo "naturali", hanno un sonoro e un'intonazione da manuale. Alla riuscita di tanti brani non è certo estraneo il Monteverdi Choir, che canta con una precisione e un'intensità rimarchevoli, perfettamente amalgamate con l'orchestra.
Pure ottimo è il pool di solisti, con una Barbara Bonney dolce e aggraziata, un Anthony Rolfe Johnson molto attento all'omogeneità vocale e all'espressività, e un imponente Andreas Schmidt, che canta senza rifiutare le agilità (comunque non proibitive) della sua parte di Simon.
Punti bonus a una copertina che trovo bellissima.
Consigliato a tutti.

@Snorlax (grande la Nona londinese soltiana, a proposito) @giobar @Madiel (ti piace il genere?) @Majaniello @Ives

Grazie, una delle incisioni più belle di questo oratorio e tra le cose migliori di Gardiner in assoluto: nitidezza esemplare, incisività melodica, colori tersi e accenti frastagliati, straordinari contrasti dinamici, scorrevolezza ampia delle pagine narrate. Solisti molto bravi, coro ideale. Ricambio con:

Handel

Judas Maccabaeus HWV 63 / Part 3 - "Father of Heav'n! from Thy eternal throne"

Janet Baker · English Chamber Orchestra · Sir Charles Mackerras

Link al commento
Condividi su altri siti

21 ore fa, Majaniello dice:

Mica sapevo tutte 'ste cose 😮 l'allusione era ad una signorilità ed un'eleganza nel dirigere ovviamente, poi magari era un farabutto nella vita privata, o un eroe, chissà.

Di recente hanno scritto un libro sui suoi presunti rapporti con le BR, che ancora non ho avuto modo di leggere (Fasanella/Rocca, La storia di I.M., il direttore d'orchestra del caso Moro, Chiarelettere 2018). Pare che il suo nome sia spuntato fuori in alcune indagini e perfino in certe audizioni in commissioni parlamentari riguardanti il caso Moro, ma la famiglia, e in particolare il figlio Oleg, ha sempre smentito fermamente difendendo la memoria del grande padre. I Markevitch hanno anche vinto una causa per diffamazione contro dei parenti di una cugina Caetani.

Link al commento
Condividi su altri siti

39 minuti fa, Madiel dice:

Di recente hanno scritto un libro sui suoi presunti rapporti con le BR, che ancora non ho avuto modo di leggere (Fasanella/Rocca, La storia di I.M., il direttore d'orchestra del caso Moro, Chiarelettere 2018). Pare che il suo nome sia spuntato fuori in alcune indagini e perfino in certe audizioni in commissioni parlamentari riguardanti il caso Moro, ma la famiglia, e in particolare il figlio Oleg, ha sempre smentito fermamente difendendo la memoria del grande padre. I Markevitch hanno anche vinto una causa per diffamazione contro dei parenti di una cugina Caetani.

E' la seconda edizione di un libro scritto uscito diversi anni prima per un altro editore, ma non l'ho letto nemmeno io. In rete si trovano parecchie cose, anche il verbale della commissione parlamentare in cui venne sentito il senatore Pellegrino (ex presidente dell'omologa commissione stragi e uno dei più grandi ed equilibrati esperti di storia del terrorismo): pur escludendo che Markevitch avesse avuto un ruolo diretto e di primo piano nella vicenda Moro, lascia aperta comunque la pista di un ruolo da mediatore. E' stata anche ventilata da alcune fonti la possibilità di una presenza di brigatisti, se non addirittura di una breve parte della prigionia di Moro, in una tenuta della famiglia in Toscana. inoltre non è stato ben investigato se e in che misura Markevitch avesse rapporti con Giovanni Senzani (che, non dimentichiamolo, era persona di grande cultura, anche con incarichi universitari, come del resto il cognato Enrico Fenzi che è tuttora uno dei più grandi studiosi di Dante e Petrarca), né alcuno svelamento è mai giunto dallo stesso Senzani, cui non sarebbe costato nulla nagare tali rapporti. E' chiaro che, in assenza di indizi più specifici, la famiglia abbia avuto buon gioco nell'alzare - del tutto giustamente, nella loro prospettiva - un baluardo a protezione del buon nome di Markevitch e dei suoi discendenti.

Link al commento
Condividi su altri siti

59 minuti fa, giobar dice:

E' la seconda edizione di un libro scritto uscito diversi anni prima per un altro editore, ma non l'ho letto nemmeno io. In rete si trovano parecchie cose, anche il verbale della commissione parlamentare in cui venne sentito il senatore Pellegrino (ex presidente dell'omologa commissione stragi e uno dei più grandi ed equilibrati esperti di storia del terrorismo): pur escludendo che Markevitch avesse avuto un ruolo diretto e di primo piano nella vicenda Moro, lascia aperta comunque la pista di un ruolo da mediatore. E' stata anche ventilata da alcune fonti la possibilità di una presenza di brigatisti, se non addirittura di una breve parte della prigionia di Moro, in una tenuta della famiglia in Toscana. inoltre non è stato ben investigato se e in che misura Markevitch avesse rapporti con Giovanni Senzani (che, non dimentichiamolo, era persona di grande cultura, anche con incarichi universitari, come del resto il cognato Enrico Fenzi che è tuttora uno dei più grandi studiosi di Dante e Petrarca), né alcuno svelamento è mai giunto dallo stesso Senzani, cui non sarebbe costato nulla nagare tali rapporti. E' chiaro che, in assenza di indizi più specifici, la famiglia abbia avuto buon gioco nell'alzare - del tutto giustamente, nella loro prospettiva - un baluardo a protezione del buon nome di Markevitch e dei suoi discendenti.

Uscito nel 2014, dovrebbe essere l'edizione aggiornata.

Link al commento
Condividi su altri siti

Non ci sono edizioni blasonate, a parte il solito moscio Haitink. Provo questo ignoto signore con una orchestra di provincia 

eppure non sembra una esecuzione mediocre!

Link al commento
Condividi su altri siti

Io provo con Zubin Mehta e i Berliner

Un Hamlet moscio e un po' melmoso.

Molto meglio Daniele Gatti a Parigi. Grande tensione e attenzione agli specifici effetti timbrici, con alcune atmosfere sospese e la gestione delle pause realizzate benissimo. Formidabile la condotta degli archi.

Link al commento
Condividi su altri siti

Proseguiamo con

Franz LISZT
Fantasia su temi del Rienzi di Wagner
Trascrizioni dall'Olandese volante e da Tannhauser

Francesco Libetta, pianoforte

Esecuzione prodigiosa. Libetta non "scimmiotta" l'orchestra ma la ricrea sul pianoforte sfruttandone tutte le possibilità  con una varietà di timbri, di fraseggio, di agogica veramente impressionanti.

Link al commento
Condividi su altri siti

Unisciti alla conversazione

Puoi rispondere adesso e registrarti subito dopo. Se hai un account, ACCEDI.

Ospite
Rispondi a questa discussione...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

 Condividi

  • Chi sta navigando   1 utente


×
×
  • Crea Nuovo...

Accettazione Cookie e Privacy Policy

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy