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Cosa state ascoltando ? Anno 2022


Madiel
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19 ore fa, Vigione dice:



Ne approfitto visto che mi si è presentata l'occasione rileggendo una poesia composta per l'occasione.. Conoscevo "Pictures at an exhibition" tramite la reinterpretazione di Keith Emerson nel suo disco omonimo, che mi aveva molto entusiasmato all'inizio, ma da quando sono passato ad ascoltare musica classica ho ritenuto quel disco soltanto un'accozzaglia di suoni e synth disparati.. poi ho scoperto essere di un certo Modest Mussorgsky (perdonate l'ignoranza) nato circa 100 anni prima. Allora mi sono detto che vista l'epoca erano certo sonorità avanzate, ma tutt'ora, tra tutto ciò che ho ascoltato in questi 2-3 anni, non mi entusiasma l'opera nel suo complesso, la trovo scarna e asciutta per usare dei termini poco tecnici.. a voi che ve ne pare? Sono io troppo severo?
 

Modest Mussorgsky è compositore ben più importante di Fesca nella storia della musica, anzi fra i più importanti. Poi ognuno segue il propri personali  e non sindacabili percorsi di avvicinamento e di gusto.

I Quadri di una esposizione* sono uno dei più grandi capolavori della letteratura pianistica e una delle opere più originali dell'800. La scrittura è volutamente scarna e asciutta e anzi per lo più selvaggia e poco ortodossa. Un'opera così particolare ed evocativa che molti musicisti hanno provato a trascriverla per orchestra. La trascrizione più nota (e altrettanto geniale rispetto al pezzo originale) è quella di Ravel. Puoi leggere alcune guide all'ascolto qui: https://www.flaminioonline.it/Guide/Musorgskij/Musorgskij-Quadriorc.html

La scrittura aspra, difficile, anticonvenzionale rende i Quadri un'opera ostica per molti pianisti. Anche molti grandi virtuosi se ne sono tenuti alla larga. E non tutti quelli che hanno avuto il coraggio (la presunzione?) di affrontarli ne sono usciti vincitori. Il più celebre tra quelli che invece sono riusciti a domare la bestia è stato senz'altro Sviatoslav Richter. Giustamente famosa la registrazione live del 1958 a Sofia, purtroppo di non buona qualità tecnica ma ritenuta dalla maggior parte della critica una delle interpretazioni capitali di tutta la musica mai registrata. Comunque, tutte le diverse altre incisioni di Richter disponibili sono eccellenti. Altre grandi interpretazioni sono quelle di Lazar Berman, Shura Cherkassky, Ivo Pogorelich, Vladimir Ashkenazy.

* perché il titolo in inglese? L'originale è russo e la versione inglese ha un certo impiego soltanto sul piano della koiné commerciale. 

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e poi la versione per orchestra (che già conoscevo ed ho in cd)

Devo dire che preferisco nettamente la versione originale per pianoforte. L'assenza dei colori orchestrali mi rende più chiare le idee di Casella (la spettralità dei movimenti lenti e la violenza selvaggia dei movimenti rapidi).

Ho letto tra l'altro che si era ispirato a video della prima guerra (ovviamente in bianco e nero), cosa che mi fa propendere ancora di più per la versione originale. Peccato che dell'ultimo movimento ci sia solo la versione orchestrale, anche se chiudere con il cimitero è forse anche più significativo.

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Anche io sono in aria di novecento italico, avevo cominciato ad ascoltare lo stesso pezzo dal cd di Rustioni, ma mi stavo annoiando, quindi sono passato ad un giovane Abbado:

il pezzo non è fra i miei preferiti di Ghedini, però va già meglio.

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1 ora fa, Majaniello dice:

Anche io sono in aria di novecento italico, avevo cominciato ad ascoltare lo stesso pezzo dal cd di Rustioni, ma mi stavo annoiando, quindi sono passato ad un giovane Abbado:

il pezzo non è fra i miei preferiti di Ghedini, però va già meglio.

Io col '900 faccio l'errore di girovagare da un autore all'altro senza approfondirlo mai come si deve (è l'altro lato della medaglia della disponibilità illimitata data da internet). Alla fine di Casella conosco bene solo poche cose (Italia, concerto per violoncello, Scarlattiana, partita), tante altre cose le ho ascoltate ogni tanto, ma non posso dire di conoscerle bene. Poi trovo sempre più utile poter seguire lo spartito - non perchè sia così capace di leggerlo, ma perchè in qualche modo mi rimane più impressa la musica -, ma ascoltando musica perlopiù mentre lavoro, mi tocca aspettare la pensione :ninja:!

Tutto questo per dire che Ghedini è un altro auore che non conosco.

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1 ora fa, superburp dice:

Io col '900 faccio l'errore di girovagare da un autore all'altro senza approfondirlo mai come si deve (è l'altro lato della medaglia della disponibilità illimitata data da internet). Alla fine di Casella conosco bene solo poche cose (Italia, concerto per violoncello, Scarlattiana, partita), tante altre cose le ho ascoltate ogni tanto, ma non posso dire di conoscerle bene. Poi trovo sempre più utile poter seguire lo spartito - non perchè sia così capace di leggerlo, ma perchè in qualche modo mi rimane più impressa la musica -, ma ascoltando musica perlopiù mentre lavoro, mi tocca aspettare la pensione :ninja:!

O devi fare qualche straordinario :D Di Casella non voglio dire che è tutto bello ma quasi, ovviamente a me piace di più il periodo neoclassico e le opere della maturità, tra queste ultime credo che almeno la terza sinfonia e il concerto per archi e percussioni siano opere maggiori e imprescindibili. Poi c'è la musica per il teatro, la Giara (gira una registrazione live di Giulini, visto che se ne parlava) e la Donna serpente ovviamente (ora pure in dvd), a me piace molto la Favola d'Orfeo. 

Di Ghedini purtroppo c'è una discografia risicata, l'ovvio cd di La Vecchia, il Concerto dell'Albatro, alcuni pezzi sacri... a me piace molto anche questo:

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C'è pure una serie abbastanza corposa a lui dedicata, ma sono tutte registrazioni radiofoniche d'epoca, o comunque live (ci sono anche grossi nomi in mezzo):

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ogni tanto ho ascoltato qualcosa ma non posso dire di conoscere tutto. Dal punto di vista discografico è quello che soffre di più tra i colleghi della sua generazione.

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37 minuti fa, Madiel dice:

Dato che ormai ascoltare musica russa rischia di diventare reato di lesa maestà (:axehead:),

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°°°°°°°°°°

Io ieri ho cominciato questa, ma solo cominciato... siccome sono un idiota non l'ho vista quando la davano su ARTE coi sottotitoli in italiano, e ora mi devo accontentare dei sottotitoli in francese (che non conosco, quindi capisco solo le parole che somigliano all'italiano). 

Ricordo una stroncatura di Wittel, eppure la musica mi pare in fondo tardoromantica/pre-espressionista di impronta tedeschissima, nello stile della "Musica per orchestra", e il soggetto classicamente intriso di sessualità morbosa come andava all'epoca di gran moda da quelle parti (per chi non lo conoscesse, in pratica è la storia di Caino e Abele riletta in chiave psicanalitica, che all'epoca voleva dire incesti ecc ecc). 

Per un caso, Stephan morì ucciso da un russo credo proprio in Ucraina... è davvero una coincidenza giacchè erano mesi che volevo ascoltare quest'opera, dato che la musica strumentale dell'autore mi aveva colpito particolarmente (fatto strano per uno che odora ancora qui e là di Wagner, seppur di un Wagner "busonizzato").

 

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3 ore fa, Majaniello dice:

Ricordo una stroncatura di Wittel, eppure la musica mi pare in fondo tardoromantica/pre-espressionista di impronta tedeschissima, nello stile della "Musica per orchestra", e il soggetto classicamente intriso di sessualità morbosa come andava all'epoca di gran moda da quelle parti (per chi non lo conoscesse, in pratica è la storia di Caino e Abele riletta in chiave psicanalitica, che all'epoca voleva dire incesti ecc ecc). 

Per un caso, Stephan morì ucciso da un russo credo proprio in Ucraina... è davvero una coincidenza giacchè erano mesi che volevo ascoltare quest'opera, dato che la musica strumentale dell'autore mi aveva colpito particolarmente (fatto strano per uno che odora ancora qui e là di Wagner, seppur di un Wagner "busonizzato").

 

Erano due mezze parole suscitatemi dall'ascolto di un'edizione anni Cinquanta su Spotify, in verità eseguita da cantanti famosi dell'epoca.
Mi sono persuaso che probabilmente è una di quelle opere da sentire in edizioni con un suono decente.

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buongiorno a tutti. la mattinata comincia con la consueta colazione con Radio Classica che trasmette la 7a di Beethoven (roba fresca, roba nuova) nell'esecuzione SWR Sinfonieorchester/Norrington.

l'ossessione negativa di H. per Norrington penso sia una delle cose più idiotiche che mi tocca sentire nei suoi video. Questa esecuzione è splendida! Capisco le querelles accademiche e che Beethoven senza vibrato a volte possa sembrare come un pomodoro scondito, ma per me quella che è la comprensione di Norrington per agogica, tessitura orchestrale e scelta dei tempi è molto apprezzabile, in particolare la scelta di eseguire il Finale a una velocità non così elevata, che secondo me esalta meglio il carattere di danza, la complessa orchestrazione e tutti gli sforzati a metà battuta.

Mentre scrivo intanto è cominciata la 2a di Brahms con i London Classical Player sempre diretti da Norrington. Qua è già molto più fastidioso, va detto. 🙄

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3 minuti fa, Keikobad dice:

buongiorno a tutti. la mattinata comincia con la consueta colazione con Radio Classica che trasmette la 7a di Beethoven (roba fresca, roba nuova) nell'esecuzione SWR Sinfonieorchester/Norrington.

l'ossessione negativa di H. per Norrington penso sia una delle cose più idiotiche che mi tocca sentire nei suoi video. Questa esecuzione è splendida! Capisco le querelles accademiche e che Beethoven senza vibrato a volte possa sembrare come un pomodoro scondito, ma per me quella che è la comprensione di Norrington per agogica, tessitura orchestrale e scelta dei tempi è molto apprezzabile, in particolare la scelta di eseguire il Finale a una velocità non così elevata, che secondo me esalta meglio il carattere di danza, la complessa orchestrazione e tutti gli sforzati a metà battuta.

Mentre scrivo intanto è cominciata la 2a di Brahms con i London Classical Player sempre diretti da Norrington. Qua è già molto più fastidioso, va detto. 🙄

Ricordo quella settima e condivido il tuo giudizio, specie sul finale.

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46 minuti fa, Keikobad dice:

buongiorno a tutti. la mattinata comincia con la consueta colazione con Radio Classica che trasmette la 7a di Beethoven (roba fresca, roba nuova) nell'esecuzione SWR Sinfonieorchester/Norrington.

l'ossessione negativa di H. per Norrington penso sia una delle cose più idiotiche che mi tocca sentire nei suoi video. Questa esecuzione è splendida! Capisco le querelles accademiche e che Beethoven senza vibrato a volte possa sembrare come un pomodoro scondito, ma per me quella che è la comprensione di Norrington per agogica, tessitura orchestrale e scelta dei tempi è molto apprezzabile, in particolare la scelta di eseguire il Finale a una velocità non così elevata, che secondo me esalta meglio il carattere di danza, la complessa orchestrazione e tutti gli sforzati a metà battuta.

Mentre scrivo intanto è cominciata la 2a di Brahms con i London Classical Player sempre diretti da Norrington. Qua è già molto più fastidioso, va detto. 🙄

Non su quella integrale a Stoccarda, però, il cui giudizio è complessivamente molto positivo:

https://www.classicstoday.com/review/review-8958/?search=1

https://www.classicstoday.com/review/review-9250/?search=1

...

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11 ore fa, Wittelsbach dice:

Erano due mezze parole suscitatemi dall'ascolto di un'edizione anni Cinquanta su Spotify, in verità eseguita da cantanti famosi dell'epoca.
Mi sono persuaso che probabilmente è una di quelle opere da sentire in edizioni con un suono decente.

Ah ecco, perché secondo me può piacerti almeno musicalmente (dal punto di vista scenico non succede poi molto)... Io confesso che sto fatto di non capire tutte le parole mi noia molto, nell'opera italiana alla peggio godi almeno di qualche melodia, ma due ore di declamato ininterrotto in tedesco è dura... Devo capire se riesco a trovare il libretto dell'edizione Cpo che avrà almeno la traduzione in inglese. 

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The Fairy Queen è un tipico esempio di semi-opera derivata dal Masque, una forma di spettacolo musicale con intermezzi, danze, canti in cui Purcell fu maestro.
Davvero gradevole questa edizione di Gardiner, che tratta il tutto con una leggerezza colorita e frizzante, come di vetro soffiato di Murano. Tra gli esecutori vocali, ce ne sono di bravi e meno bravi: tra questi ultimi, il baritono Varcoe, piatto e disarticolato, mentre tra i primi il basso David Thomas, bella voce nonché il migliore come interprete.

@Ives, mettiamo anche @Majaniello, che anche quando non frequenta il repertorio ne parla volentieri.

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

mettiamo anche @Majaniello, che anche quando non frequenta il repertorio ne parla volentieri.

Ehm.. non ho capito bene che vuoi dire, ma è vero che apprezzo Purcell, ricordi bene! Anzi ebbi molti anni fa un periodo in cui ascoltavo tanto Monteverdi e Purcell (Harno e Gardiner principalmente, in realtà il periodo è passato e non mi sono più aggiornato come esecuzioni :mda:). L'interesse nacque perchè vidi per caso un breve estratto di questo video:

la Ewing diretta da Hickox, non il massimo dello storicamente informato :D ma l'interpretazione era molto toccante.

A parte i titoli ovvi, mi piaceva molto questa:

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che in realtà dovrebbe essere di dubbia attribuzione, ma dentro c'è della musica davvero bella, che mi pare strano non l'abbia scritta un grande maestro. Oggi che sto provando ad ascoltare più musica del VII secolo non sarebbe male ritornarci su. 

°°°°

A tale proposito, condivido uno splendido ascolto dell'altro giorno:

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forse ne ha parlato @giobar tempo fa, quando tirò fuori Colista. Quest'ensamble di dolci fanciulle ha inciso ottimamente sia le sonate a tre di Colista che quelle di Lonati e Stradella, registrazioni che costituiscono una piccola enciclopedia di un genere assai importante nel '600, da cui prenderà le mosse l'esperienza fondamentale di Arcangelo Corelli. Al contrario di Colista (che era chitarrista) e Stradella (ben noto operista), Lonati era un vero violinista, ragion per cui oltre al magistero contrappuntistico e alla tipica vena melodica italiana qui le parti acute svettano e svolazzano su quelle gravi con un virtuosismo che evidentemente divenne presto riferimento per le generazioni future (Veracini, che era un po' il Paganini del VIII secolo anche come livello di follia, indicava Lonati come il capostipite dei violinisti italiani). 

Per par condicio, la krukkata barocca, pescata tra i consigli di @hurdy-gurdy :

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Maggiormente noto per la musica vocale, questo cd raccoglie una serie di deliziose sonate per violino, oboe, fagotto e corno del maestro, ricche di melodie ora malinconiche ora spensierate. L'aspetto interessante è che questo è un VERO contemporaneo di Bach, sono nati e morti praticamente nello stesso periodo! E almeno l'atmosfera e il modo di costruire i temi è davvero affine a quello del celebre collega (più di quanto non lo sia a Telemann, per dire), sembra di ascoltare dei brandeburghesi in miniatura, benchè il gioco contrappuntistico sia più elementare. 

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25 minuti fa, Majaniello dice:

Ehm.. non ho capito bene che vuoi dire, ma è vero che apprezzo Purcell, ricordi bene!

Nel senso che non ti ricordavo appassionato dell'autore, ma anche da non convinto ascoltatore tiri fuori sempre qualche spunto. E invece lo sentivi! Ottimo.

 

25 minuti fa, Majaniello dice:

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Copertina dell'anno.

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16 ore fa, Wittelsbach dice:

The Fairy Queen è un tipico esempio di semi-opera derivata dal Masque, una forma di spettacolo musicale con intermezzi, danze, canti in cui Purcell fu maestro.
Davvero gradevole questa edizione di Gardiner, che tratta il tutto con una leggerezza colorita e frizzante, come di vetro soffiato di Murano. Tra gli esecutori vocali, ce ne sono di bravi e meno bravi: tra questi ultimi, il baritono Varcoe, piatto e disarticolato, mentre tra i primi il basso David Thomas, bella voce nonché il migliore come interprete.

@Ives, mettiamo anche @Majaniello, che anche quando non frequenta il repertorio ne parla volentieri.

Grazie, The Fairy Queen è senza dubbio tra le più straordinarie semi-opere purcelliane, per varietà e ricchezza dell'orchestrazione, per i veri e propri voli di fantasia immaginati dall'autore e per i piccoli dettagli e tocchi d'mmaginazione fantastica creati sapientemente. Non è escluso un certo esotismo, ovviamente di maniera, come nel "balletto cinese" o nella "danza delle scimmie". Edizione che ancora oggi si fa ascoltare con estremo piacere, per merito della concertazione "croccante" e colorata di Gardiner. Varcoe era una calamità dell'epoca, bravo e bella voce invece Thomas, anche handeliano doc. Si possono ascoltare anche le lunghe suites strumentali:

Jordi Savall

Alternative valide possono essere queste:

The Sixteen & Harry ChristophersFairy Queen : Purcell, Purcell: Amazon.it: CD e Vinili}

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