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Cosa state ascoltando ? Anno 2022


Madiel
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4 ore fa, Keikobad dice:

ti ringrazio, ogni tanto mi contengo perché non voglio che sembri che me la tiri o chissà cosa, ma se mi dici che vi può interessare lo farò più spesso. Ho aneddoti vissuti in prima persona su molti dei direttori che vedo citati qui (alcuni rilevanti, altri no :D ) quindi magari ogni tanto me li farò scappare :lol:

Guarda, a me i dietro le quinte piacciono un sacco, ma non perché ami il gossip. Mi interessa molto invece l'aspetto dell'artigianato, del processo attraverso cui si giunge al prodotto finito. E da certi aneddoti capisci meglio come si arriva a quel prodotto 

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4 ore fa, glenngould dice:

Non sempre la scoperta giunge a buon fine :D

Te l'ho mandato perché è un bel canale che offre musica nuova, in alcuni casi, nuovissima...certo, ti può capitare di tutto, come in questo caso!

Mah, mi è parso il tipico prodotto di buon artigianato statunitense di facile fruizione, ma alla fine eclettico e di nessuna utilità. L'inizio poteva averlo scritto Herrmann, la parte lenta è accademica e il finale scontato. Non c'è una nota che ti faccia saltare sulla sedia per originalità o, almeno, per lo stupore. Il canale presenta tanta musica di "talenti" giovani e giovanissimi di una specifica area geografica nord americana, forse si auto-promuovono. Per lo più e da quello che ho sentito, mi sembrano robette.

Proviamo questo...

Nel primo movimento certe cose le faceva già Petrassi negli anni settanta (e anche meglio) :closedeyes:

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Il Dorati degli anni '80 era diventato un pò fiacco e bolso, rispetto a quello pimpante ed elettrico dei decenni precedenti. Queste danze slave (qui registrate per la terza volta in carriera!) sono invece corroboranti e pimpanti, seppur con tempi generalmente più rilassati ma sempre mantenendo alta la tensione espressiva dei brani, ed è bellissimo il suono pieno e lucido della Royal Philharmonic degli anni d'oro. Meravigliosamente indugiante e cantabilissimo nei momenti più riflessivi. Ristampate dalla Eloquence.

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19 ore fa, superburp dice:

Domanda da ignorante del '900: queste sonate per fiati e pianoforte di Hindemith sono considerate capolavori? Perchè le trovo piacevoli, ottimamente costruite, ma non ci trovo mai il guizzo che me le fa adorare (anche se forse in generale tutto Hindemith mi suona così).

boh, difficile da dire. Sicuramente quella che stai ascoltando fa parte del grande repertorio flautistico, anche se credo che la sonata per strumento a fiato più iconica e popolare sia senz'altro quella per tromba e pianoforte, che definirei un capolavoro senza mezzi termini. 

Capisco comunque la tua impressione, anche se c'è da dire che fa parte del suo stile di scrittura oggettivo e antiromantico che permea queste sonate, dove l'aspetto artigianale è preponderante rispetto a quello creativo. Un po' come dire "quali cantate di Bach sono considerate capolavori"? Tutte? Nessuna? :D

 

io intraprendo questo ascolto dal testo eloquente. Direi che è inutile specificare a cosa sia riferito. Come si dice a Torino "Speruma bin" 😥

"Man has survived hitherto because he was too ignorant to know how to realize his wishes. Not that he can realize them, he must either change them or perish.” - Williams Carlos Williams

 

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18 minuti fa, Wittelsbach dice:

Sembra quasi del mozartume in salsa minimalista. Non posso credere che ti piaccia!

Il terzo video è decisamente bruttino, il solito Mellits che gira attorno ai soliti due accordi e allunga una minestra rancida. Sembra un autore "limitato". In Gravity, però, complice l'organico e la brevità del pezzo, risulta abbastanza interessante e, direi, neanche noioso per essere il solito "bum bum" minimalista di marimbe e vibrafoni.

Il pezzo di Koshinski è di grande virtuosismo, me lo sono studiato attentamente e mi ha lasciato meravigliato soprattutto sulla notazione impiegata: ci sono alcune cose che mi sembrano così incredibili (all'inizio e alla fine) da scrivere che penso siano improvvisate. Oppure hanno una scrittura libera che permette agli esecutori di lavorarci sopra, vedevo che lo spartito dei due percussionisti è pieno di annotazioni a penna e pennarello. Gli effetti sonori sono calibrati al millimetro e li trovo piuttosto affascinanti, anche se non sempre nuovissimi (per esempio, le scodelline cinesi piene d'acqua mi pare siano state "inventate" da Cage o Harrison). Mi piace il senso di sospensione e di precarietà della parte introduttiva, quasi metà della durata complessiva, che non giunge mai al dunque. Come allude il titolo, il vento arriva per un attimo e poi fugge via...

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3 ore fa, Keikobad dice:

boh, difficile da dire. Sicuramente quella che stai ascoltando fa parte del grande repertorio flautistico, anche se credo che la sonata per strumento a fiato più iconica e popolare sia senz'altro quella per tromba e pianoforte, che definirei un capolavoro senza mezzi termini. 

Capisco comunque la tua impressione, anche se c'è da dire che fa parte del suo stile di scrittura oggettivo e antiromantico che permea queste sonate, dove l'aspetto artigianale è preponderante rispetto a quello creativo. Un po' come dire "quali cantate di Bach sono considerate capolavori"? Tutte? Nessuna? :D

 

io intraprendo questo ascolto dal testo eloquente. Direi che è inutile specificare a cosa sia riferito. Come si dice a Torino "Speruma bin" 😥

"Man has survived hitherto because he was too ignorant to know how to realize his wishes. Not that he can realize them, he must either change them or perish.” - Williams Carlos Williams

 

D'accordo su tutto. Sai che, davanti a quella domanda, anche a me era venuto in mente l'esempio delle cantate di Bach?

Per il resto, davvero, speriamo...

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11 ore fa, Keikobad dice:

boh, difficile da dire. Sicuramente quella che stai ascoltando fa parte del grande repertorio flautistico, anche se credo che la sonata per strumento a fiato più iconica e popolare sia senz'altro quella per tromba e pianoforte, che definirei un capolavoro senza mezzi termini. 

Capisco comunque la tua impressione, anche se c'è da dire che fa parte del suo stile di scrittura oggettivo e antiromantico che permea queste sonate, dove l'aspetto artigianale è preponderante rispetto a quello creativo. Un po' come dire "quali cantate di Bach sono considerate capolavori"? Tutte? Nessuna? :D

 

 

Ecco, quella per tromba è quella che mi è piaciuta di più.

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In questi giorni tristi si fa un gran parlare dell'identità culturale ucraina e della inestricabile commistione con quella russa. Geni della letteratura russa come Gogol, Bulgakov, Babel erano in realtà ucraini. E dall'Ucraina provenivano alcuni dei più grandi musicisti "russi" degli ultimi cento anni: Oistrakh, Richter, Gilels, Milstein, Horowitz, Markevitch, Horenstein e tanti altri. L'aria che tira mi ha fatto venir voglia di ascoltarne qualcuno.

Ludwig van BEETHOVEN
Sonata per violino e pianoforte in la maggiore op. 30 n. 1

David Oistrakh
Sviatoslav Richter

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Leos JANACEK
Sinfonietta

Pro Musica Orchester Wien
Jasha Horenstein

Da tempo cerco notizie precise su questa orchestra Pro Musica di Vienna. Stranamente non se ne trovano. Discogs afferma contraddittoriamente da un lato che sarebbe l'alias della  American Recording Society Symphony Orchestra, compagine discografica formata da musicisti americani, e dall'altro che sarebbe stata identificata come Wiener Symphoniker, orchestra stabile e di grande tradizione e non certo attiva solo per le registrazioni. La Pro Musica effettuò soprattutto negli anni 50 molte incisioni con ottimi direttori e solisti per lo più con la Vox ma anche con la Pantheon e la Pathé. Che fosse lo pseudonimo dei Wiener Symphoniker per operare più liberamente nel mercato discografico (come certe orchestre USA e quelle assoldate da Charles Gerhardt per il Reader's Digest)?

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su Radio Classica danno la 3a di Mahler con la Von Otter, i wiener e Boulez. Che ne pensano gli esperti di questa edizione? Io non sono un cultore di questa sinfonia e in genere il Mahler bouleziano mi piace poco,  ma mi sembra che, almeno nel primo tempo, riesca a produrre delle sonorità e dei colori fuori dal comune, oltre ad essere incredibilmente preciso, come suo solito, ma non a discapito dell'espressione come spesso succede.

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19 ore fa, giobar dice:

Da tempo cerco notizie precise su questa orchestra Pro Musica di Vienna. Stranamente non se ne trovano. Discogs afferma contraddittoriamente da un lato che sarebbe l'alias della  American Recording Society Symphony Orchestra, compagine discografica formata da musicisti americani, e dall'altro che sarebbe stata identificata come Wiener Symphoniker, orchestra stabile e di grande tradizione e non certo attiva solo per le registrazioni. La Pro Musica effettuò soprattutto negli anni 50 molte incisioni con ottimi direttori e solisti per lo più con la Vox ma anche con la Pantheon e la Pathé. Che fosse lo pseudonimo dei Wiener Symphoniker per operare più liberamente nel mercato discografico (come certe orchestre USA e quelle assoldate da Charles Gerhardt per il Reader's Digest)?

Ignoro chi siano, ho visto su amazon che c'è un Imperatore con Brendel e Mehta, credo giovanissimi.

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