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Musica come meditazione sulla morte


atbash
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Salve a tutti,

 

scusate se apro una discussione senza presentarmi, ma non ho trovato il topic di presentazioni... e quando ho usato la funzione "cerca" ho visto che l'ultimo post nel topic chiamato, appunto, presentazioni risaliva al 2018. Non ne ho trovato uno aggiornato, quindi mi scuso se non mi sono presentato.

Ne approfitto qui, sono un ragazzo di 31 anni che in passato è stato pianista, ho studiato da privatista con un insegnante di conservatorio, ma poi ho preferito l'università. ho studiato filosofia e ho iniziato studiando filosofia della musica, anche se poi mi sono allontanato da quel campo di studi. Dopo il dottorato mi sono iscritto all'accademia di belle arti e studio pittura, ma il mio amore per la musica non è mai scemato. Ultimamente sto approfondendo dei pensatori molto pessimisti e nichilisti, e mi piace molto leggere meditazioni sulla morte (in particolar modo, sto leggendo "Al culmine della disperazione" di E. Cioran) e ho ascoltato, per caso, il "coro di morti" di Petrassi. Mi chiedevo quali potessero essere le opere musicali più rappresentative di una meditazione sulla morte. Al di là delle opere di Part (non trovo la dieresi sulla tastiera), Penderecki, il già citato Petrassi... quasi sono i musicisti, soprattutto del XIX e del XX secolo, e le opere, che più si sono concentrate sul problema della morte? Mi viene in mente la seconda di Mahler, o il deutsches requien di Brahms, ma vorrei iniziare a fare un elenco, ragionato e approfondito, di come, negli ultimi due secoli, la musica si sia interessata alla morte come problema filosofico. Potrebbe servirmi per delle ricerche oltre che come arricchimento personale.
mi dareste una mano? :)

 

Grazie in anticipo e buona serata a tutti!

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1 ora fa, atbash dice:

mi dareste una mano? :)

Salve atbash,

con un tema del genere, i suggerimenti potrebbero essere infiniti. Tuttavia mi permetto di consigliarti quella che per me è una delle più grandi meditazioni sulla morte mai scritte, non solo in musica. E' un consiglio che a molti forumisti, non a torto, potrà sembrare fin troppo ovvio, ma da qualche parte bisognerà pure iniziare:

 

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42 minuti fa, Snorlax dice:

Salve atbash,

con un tema del genere, i suggerimenti potrebbero essere infiniti. Tuttavia mi permetto di consigliarti quella che per me è una delle più grandi meditazioni sulla morte mai scritte, non solo in musica. E' un consiglio che a molti forumisti, non a torto, potrà sembrare fin troppo ovvio, ma da qualche parte bisognerà pure iniziare:

 

Carissimo, grazie mille della risposta! Nessun consiglio è mai banale, tanto che, ad esempio, la quattordicesima di Shostakovitch non la conoscevo.

Mi piacerebbe davvero costruire un percorso musicale sulla morte, che si intreccia con alcuni filosofi (Jankelevich, Cioran, Nietzsche), poeti etc... non so ancora per farne cosa, magari un progetto di ricerca, magari un libro, non so. Comunque grazie, grazie, grazie! :)

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Benvenuto!

La butto lì senza averci pensato su, stremato dopo una terribile giornata di lavoro finita solo poco fa.

Si può distinguere anzitutto fra le opere in cui la riflessione sulla morte aleggia implicita o costituisce lo sfondo non detto (ad esempio un bel po' di Mahler, le ultime tre sinfonie di Ciaikovsky, Metamorphosen di Strauss, il Quartetto n. 6 di Bartok sono le prime cose che mi vengono in mente, ma l'elenco può diventare molto ricco) e quelle in cui invece il tema della morte è declinato in modo esplicito. Ma questa seconda categoria può, a sua volta, essere suddivisa in vari modi: le opere di impronta liturgica o sacra (requiem, passioni e simili, spaziando da Britten a Penderecki, dalla Gubaidulina a Martin, da Zimmermann a Hindemith), quelle che trattano sin dal titolo il tema della morte (Kindertotenlieder di Mahler, L'isola dei morti di Rachmaninov...), quelle che riflettono su particolari declinazioni della morte, come il martirio o lo sterminio (i Dialoghi delle carmelitane di Poulenc, Giovanna d'Arco al rogo di Honegger, Alexander Nevsky di Prokofiev, il Canto sospeso di Nono...). E non finisce qui :D

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Grazie a tutti per le varie risposte! Siete davvero competenti e molto gentili :)

Dunque, provo ad andare con ordine. Innanzi tutto inizio ad ascoltare ciò che mi è stato segnalato, alcune opere le conoscevo altre invece - come quella suggerita da Madiel - no; ne approfitto così per ampliare le mie conoscenze musicali.  (Piccolo spoiler, io ero iscritto a questo forum ai tempi del liceo, quando studiavo pianoforte, e ricordo come il topic "cosa state ascoltando" mi ha fatto conoscere tanta musica bellissima, in particolar modo porto nel cuore le Danze greche di Skalkottas, forse conosciute proprio perché citate da @Madiel. Con gli anni ho perso il nick, nemmeno lo ricordo più...).

Tornando in tema, la suddivisione proposta da @giobar mi sembra assolutamente interessante e pertinente. Da un punto di vista di ricerca (ancora non so cosa farci di questa ricerca, ma intanto...) il primo gruppo è sicuramente il più interessante (la "morte implicita"), anche dal punto di vista filosofico, relativo ai rapporti musica-morte (la butto semplice, la musica manifesta la "volontà" in Schopenhauer, ne è l'immagine più diretta che se ne possa avere, ma la "volontà" è anche anelito alla morte, se seguiamo Freud e, dopo di lui, Cioran...). Le altre classificazioni sono anche molto interessanti, la musica sacra, forse, richiederebbe una trattazione a sé (tra l'altro è quella che conosco di più, sono sempre stato un grande appassionato di musica sacra e da requiem), le altre classificazioni, invece, mi suggeriscono un'idea, ovvero, immaginando il tema "la musica e la morte" (d'altronde, c'entra anche la letteratura: la musica nel Doktor Faustus di Thomas Mann è assolutamente essenza luciferina e mortifera, o il destino del Piccolo Hanno nei Buddenbrook è certamente destinato alla morte perché segnato dalla musica...) come un grande libro, la classificazione proposta da @giobar potrebbero essere i diversi capitoli, e forse potrebbe essere un punto di partenza per cominciare a classificare questa ricerca.

Non posso che ringraziarvi, e spero che questo topic sia pieno di ulteriori discussioni :)

Io proverò a condividere le mie riflessioni man mano che mi vengono però il vostro supporto assolutamente competente è preziosissimo :)

e, adesso, mi aspettano tante ore d'ascolto!

PS. Che voi sappiate esiste qualche monografia in merito che posso consultare? Oppure devo andare a spulciare le biografie e i testi critici relativi ai singoli autori?

 

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17 ore fa, atbash dice:

Salve a tutti,

 

scusate se apro una discussione senza presentarmi, ma non ho trovato il topic di presentazioni... e quando ho usato la funzione "cerca" ho visto che l'ultimo post nel topic chiamato, appunto, presentazioni risaliva al 2018. Non ne ho trovato uno aggiornato, quindi mi scuso se non mi sono presentato.

Ne approfitto qui, sono un ragazzo di 31 anni che in passato è stato pianista, ho studiato da privatista con un insegnante di conservatorio, ma poi ho preferito l'università. ho studiato filosofia e ho iniziato studiando filosofia della musica, anche se poi mi sono allontanato da quel campo di studi. Dopo il dottorato mi sono iscritto all'accademia di belle arti e studio pittura, ma il mio amore per la musica non è mai scemato. Ultimamente sto approfondendo dei pensatori molto pessimisti e nichilisti, e mi piace molto leggere meditazioni sulla morte (in particolar modo, sto leggendo "Al culmine della disperazione" di E. Cioran) e ho ascoltato, per caso, il "coro di morti" di Petrassi. Mi chiedevo quali potessero essere le opere musicali più rappresentative di una meditazione sulla morte. Al di là delle opere di Part (non trovo la dieresi sulla tastiera), Penderecki, il già citato Petrassi... quasi sono i musicisti, soprattutto del XIX e del XX secolo, e le opere, che più si sono concentrate sul problema della morte? Mi viene in mente la seconda di Mahler, o il deutsches requien di Brahms, ma vorrei iniziare a fare un elenco, ragionato e approfondito, di come, negli ultimi due secoli, la musica si sia interessata alla morte come problema filosofico. Potrebbe servirmi per delle ricerche oltre che come arricchimento personale.
mi dareste una mano? :)

 

Grazie in anticipo e buona serata a tutti!

Benvenuto tra noi 😊

Anzitutto ti faccio i miei complimenti per gli interessi eclettici e artistici.

Ti confesso che non ho mai riflettuto su un collegamento del genere , ho sempre ascoltato e approfondito la visione e l'opera di molti compositori  riguardo altri aspetti della vita ad esempio la gioia, l'amore, la spiritualità , la malinconia o la tristezza.

La volontà di approfondimento di una tematica del genere non è cosa da tutti.

Confesso che mi hai alquanto spiazzata e posso soltanto fornirti qualche spunto di ascolto dedicato alla celebrazione della morte in senso stretto , ad esempio i "Requiem" in generale ( vastissimo campo dal quale puoi attingere) oppure le "Marce funebri".

La mia preferita in assoluto è quella di Beethoven , tratta dalla Sinfonia n.3.

Buon ascolto e piacere di conoscerti

Persy 🌹

 

 

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15 ore fa, atbash dice:

PS. Che voi sappiate esiste qualche monografia in merito che posso consultare? Oppure devo andare a spulciare le biografie e i testi critici relativi ai singoli autori?

 

Partiamo da questa domanda. Ignoro sinceramente se esista un testo monografico del genere ma sono convinto che ci sia. Molti docenti universitari di storia della musica hanno affrontato il tema della morte nei loro scritti su musicisti vari (penso per esempio a Quirino Principe che ha sottotitolato "La musica tra Eros e Thanatos" la sua monografia su Mahler...) e mi sembra quasi scontato che qualcuno abbia scritto un testo specifico. Potresti sfruttare le tue entrature universitarie per una prima ricerca bibliografica.

Riprendendo poi lo sgangherato post di ieri sera, credo che una classificazione, almeno orientativa, sia essenziale ai fini di un inquadramento un po' preciso della materia. Il tuo cenno a Thomas Mann, poi, porta non soltanto a La morte a Venezia di Britten, ma permette di ricordare che buona parte della produzione del grande autore inglese ha al centro la morte, in modo esplicito (War Requiem, Sinfonia da Requiem, La morte a Venezia) ma anche implicito (Peter Grimes, Billy Budd, The Burning Fiery Furnace, The Turn of Screw).Ci sono poi nel 900 importanti declinazioni del tema della morte in senso opposto a quella pessimistico-nichilista rinvenibile in molte opere, che so, di Shostakovich, Pettersson, Zimmermann: penso soprattutto a Messiaen ma anche ad altri autori in cui la forte prospettiva ultraterrena derivata dalla loro profonda adesione alla fede cristiana ha prodotto esiti interessantissimi sul piano squisitamente musicale (fra gli altri Poulenc, Penderecki, MacMillan, Howells, Duruflé ma anche la Gubaidulina, malgrado la cupezza solo apparente di molti suoi pezzi). Hai molto da ascoltare :D

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@Persephone grazie della segnalazione! e ovviamente il piacere di conoscerti è mio :)

 

7 ore fa, giobar dice:

Partiamo da questa domanda. Ignoro sinceramente se esista un testo monografico del genere ma sono convinto che ci sia. [...] Potresti sfruttare le tue entrature universitarie per una prima ricerca bibliografica.

Riprendendo poi lo sgangherato post di ieri sera, credo che una classificazione, almeno orientativa, sia essenziale ai fini di un inquadramento un po' preciso della materia. Il tuo cenno a Thomas Mann, poi, porta non soltanto a La morte a Venezia di Britten, ma permette di ricordare che buona parte della produzione del grande autore inglese ha al centro la morte, in modo esplicito (War Requiem, Sinfonia da Requiem, La morte a Venezia) ma anche implicito (Peter Grimes, Billy Budd, The Burning Fiery Furnace, The Turn of Screw).Ci sono poi nel 900 importanti declinazioni del tema della morte in senso opposto a quella pessimistico-nichilista rinvenibile in molte opere, che so, di Shostakovich, Pettersson, Zimmermann: penso soprattutto a Messiaen ma anche ad altri autori in cui la forte prospettiva ultraterrena derivata dalla loro profonda adesione alla fede cristiana ha prodotto esiti interessantissimi sul piano squisitamente musicale (fra gli altri Poulenc, Penderecki, MacMillan, Howells, Duruflé ma anche la Gubaidulina, malgrado la cupezza solo apparente di molti suoi pezzi). Hai molto da ascoltare :D

Grazie dei tantissimi consigli :) Britten è un autore che conosco davvero poco, a parte il War Requiem e la Sinfonia da requiem, non sapevo avesse scritto una morte a venezia (che penso ascolterò di corsa, Mann è davvero uno dei miei grandi autori preferiti).

Per quanto riguarda la morte intesa alla luce della fede ammetto che, dal punto di vista strettamente filosofico (e non musicale) mi interessa meno, ma certo non sarò parco di ascolti. Intanto mi metto un po' ad ascoltare quello che è stato citato nel thread (ah, e volevo dire a @Madiel che lo ringrazio di avermi fatto conoscere Rued Langgaard). Messiaen risale a degli asolti di gioventù, sono proprio entusiasta di riprenderne l'ascolto :)

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18 ore fa, atbash dice:

(ah, e volevo dire a @Madiel che lo ringrazio di avermi fatto conoscere Rued Langgaard). Messiaen risale a degli asolti di gioventù, sono proprio entusiasta di riprenderne l'ascolto :)

Addirittura! :D

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@hurdy-gurdye @Yeats

Mi pare che il nostro nuovo amico volesse circoscrivere la sua ricerca agli ultimi due secoli (e già così mi sembra molto data l'abbondanza del materiale). Se andiamo a considerare tutti gli Stabat Mater, le Lamentationes, i Requiem, i De Profundis e i Complaintes dei secoli precedenti credo che si finirebbe in una sorta di foresta amazzonica musicale, senza nessun Bolsonaro che ce la disboschi ;)

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8 minuti fa, giobar dice:

@hurdy-gurdye @Yeats

Mi pare che il nostro nuovo amico volesse circoscrivere la sua ricerca agli ultimi due secoli (e già così mi sembra molto data l'abbondanza del materiale). Se andiamo a considerare tutti gli Stabat Mater, le Lamentationes, i Requiem, i De Profundis e i Complaintes dei secoli precedenti credo che si finirebbe in una sorta di foresta amazzonica musicale, senza nessun Bolsonaro che ce la disboschi ;)

ops, allora dico quello di poulenc :cat_lol:

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9 minuti fa, Sembiante dice:

La Sonatina BWV 106 detta anche Actus Tragicus di Bach con i flauti dolci è la mia preferita!!

 

Il secondo post in undici anni di forum, un record mica male ! :cat_lol: Il 2021 ci prospetterà altre sorprese, me lo sento... :D

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55 minuti fa, Sembiante dice:

siete tutti troppo esperti in questo forum!  il prossimo tra 11 anni!

Macché, esperti....  :axehead: il forum è fatto per "chiacchierare".

Tra 11 anni ?! Ci sarò! :cat_lol:

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18 ore fa, giobar dice:

@hurdy-gurdye @Yeats

Mi pare che il nostro nuovo amico volesse circoscrivere la sua ricerca agli ultimi due secoli (e già così mi sembra molto data l'abbondanza del materiale). Se andiamo a considerare tutti gli Stabat Mater, le Lamentationes, i Requiem, i De Profundis e i Complaintes dei secoli precedenti credo che si finirebbe in una sorta di foresta amazzonica musicale, senza nessun Bolsonaro che ce la disboschi ;)

Sì, avevo ristretto il campo più che altro perché la musica degli ultimi due secoli è quella che ascolto di più e con più interesse (tranne Bach, Bach lo ascolterei tutta la vita senza interruzioni). Inoltre mi sembra che la musica degli ultimi due secoli abbia più collegamenti con altre due forme artistiche che amo, le arti figurative e la letteratura. Vi trovo molti più intrecci e rimandi.

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  • 2 weeks later...

Non so se qualcuno lo ha citato, ma l'Adagio della Settima di Bruckner in questa discussione ci sta bene:  non è una semplice evocazione di un corteo funebre, ma è proprio una meditazione in senso proprio.

Ci sta bene anche qualcuno degli ultimi pezzi pianistici di Liszt, come La lugubre gondola (anche questo scritto per la morte di Wagner).

 

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  • 4 weeks later...
  • 4 months later...

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