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San Carlo di Napoli: nasce la piattaforma per l'opera online


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"A malo bonum", come dicevano gli antichi: e parte anche la democratizzazione della grande musica, come ci informa La Repubblica in un bell'articolo apparso lo scorso 18 dicembre, a firma di Stella Cervasio. Come tutte le innovazioni che nascono dalle necessità mosse da questa pandemia e che vanno a coincidere con il bisogno effettivo di un avvio verso il cambiamento, bisogna superare il timore che il pubblico si allontani dai teatri live. Nasce la prima piattaforma on line di un teatro d'opera in Italia, vedendo la luce a Napoli: la "San Carlo Digital Opera House" funzionerà a partire da aprile 2021, con il sostegno della Regione, della Federico II  e di Tim, che realizzerà l'infrastruttura tecnologica e renderà disponibili i contenuti. Il sovrintendente Stèphane Lissner, nel dirsi "pessimista causa Covid per la ripresa della stagione operistica", ribadisce l'annuncio di qualche mese fa: "Trametteremo online spettacoli in streaming che andranno ad affiancarsi all'attività dal vivo. Ma apriremo anche a nuovi percorsi creativi per filmakers, fotografi, artisti, filosofi, scrittori, visual artists, che avranno a disposizione un nuovo spazio per opere originali ispirate alla storia del San Carlo e di Napoli. Pensiamo a incontri, interviste con artisti, documentari e contenuti educational, corsi di ballo e approfondimento. Ci ha aperto la strada l'esperimento fatto con "Cavalleria rusticana" (50 mila biglietti venduti ed è aperta per una settimana la vendita per le repliche di luglio) e il "Gala Mozart Belcanto", in collaborazione con Facebook. Hanno seguito da Lazio, Toscana, Lombardia e da tutt'Europa, da almeno sei nazioni diverse. La stagione 2021? La apriremo con "Otello". "San Carlo Digital Opera House" è una piattaforma di servizi per la produzione, la lavorazione e la distribuzione di video in modalità live e on demand (Vod), in 4k per la produzione e Full Hd per la distribuzione, che prevede anche la realizzazione di un portale web e di app per la presentazione, fruizione ed acquisto dei contenuti. Si potrà accedere con ogni dispositivo: smart tv, computer, smartphone, tablet. "Il nostro obiettivo-ha detto nel foyer il sovrintendente Stèphane Lissner-è rendere il San Carlo produttore di audiovisivi e farlo diventare un nuovo luogo di espressione e creazione digitale, capace di intercettare il pubblico di tutto il mondo: appassionati e melomani, ma anche coloro che non frequentano abitualmente il teatro, affinchè poi comincino a farlo anche loro...". Per il direttore generale delle Politiche culturali della Regione, Rosanna Romano, "il sostegno di Santa Lucia a questo importante progetto viene offerto al San Carlo soprattutto per l'alta valenza sociale dell'iniziativa, che ha come linea guida l'inclusività e il raggiungimento del più alto numero di partecipanti possibili. La nostra "mission" è promuovere la diffusione del patrimonio culturale e artistico regionale nel panorama nazionale e internazionale". La gara d'appalto per la progettazione e la realizzazione della "San Carlo Digital Opera House" è stata assegnata a Tim che, con Tim Vision, come Netflix, si occupa in Italia della distribuzione via internet di film, serie televisive e altri contenuti d'intrattenimento. Saranno installate telecamere di qualità broadcast completo di controllo camera robotizzato e ottiche specifiche per le riprese ad altissima risoluzione in condizioni di scarsa luminosità, e le riprese avverranno anche con telecamere Ptz 4K, attraverso un banco regia con mixer video e audio di ultima generazione e un impianto di ripresa audio sul palco. Per la distribuzione, poi, verrà realizzato un portale web dedicato, che consentirà agli spettatori di registrarsi e assistere agli eventi. E' prevista un'applicazione per la presentazione, fruizione e acquisto dei contenuti, per quella che sarà la "Piattaforma dei servizi". Lo spettatore potrà guardare l'opera in "multiview" e mosaico, che consentono di visualizzare diverse inquadrature di uno stesso evento, vederle in contemporanea o scegliere quale si vuole vedere meglio. L'enorme mole di dati audio e video approderà a un "centro servizi", che formerà l'archivio. La spiegazione tecnica è stata fornita da Federico Rigoni, "chief revenue officer" di Tim, che lavorerà anche alla formazione e all'utilizzo della piattaforma con la Federico II: "Siamo lieti di interagire con il San Carlo, con la Regione che sostiene il Massimo napoltano-ha detto il rettore Matteo Lorito-per la realizzazione di un progetto per il bene comune, in modo particolare in questo difficile periodo di pandemia". Il San Carlo ha in quest'impresa padrini importanti, come Luigi Nicolais, presidente di Campania Digital Innovation Hub: "Le tecnologie digitali sono un alleato formidabile della cultura, perchè non solo consentono di moltiplicare e personalizzare canali di comunicazione, ma di inventarne di nuovi, più adeguati a esigenze espressive anche così intense e peculiari, come quelle che possono nascere da un luogo magico come il San Carlo". 

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