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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


Madiel
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On 15/10/2021 at 21:09, Persephone dice:

Buonasera amici.

Un bell'ascolto che mi avvice negli ultimi giorni.

Per salutarvi dopo tanto tempo.

Dedicato a tutti quanti

Ben ritrovata ! Controdedico con

 

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On 15/10/2021 at 09:46, Majaniello dice:

 

Invece Donizetti mi piace (proprio da qualche parte nel forum c'è un mio commento a questa Rita), specialmente le commedie sono irresistibili e piene di bella musica. [...] Piace molto a @Snorlax pure, e mi pare che @Pollini ci abbia fatto una tesi sopra 😮 

Non proprio "donizettiano", però si, mi sono laureato con una Tesi su di lui, ed in particolare sui suoi rapporti con gli impresari.

Adesso: Telemann, Tafelmusik, Parte III (Musica Amphion diretta da Pieter-Jan Belder). A quanti debba controdediche.

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2 ore fa, Vigione dice:

Frescobaldi, il primo libro delle fantasie a quattro suonate da Roberto Loreggian, Brilliant Classics. 

Grande Vigione!

°°°°

Io sono in krukkoland:

A prescindere dall'aneddotica a fil di spada che lega Mattheson al suo più celebre amico/rivale Handel, è interessante la storia che vuole che il primo abbia introdotto il secondo alla musica italiana, e il secondo si sia sdebitato con un bel ripassino di contrappunto severo. Strano a dirsi, ma a quanto pare il giovane Handel, che era già capace a improvvisare fughe doppie con grande naturalezza, era invece piuttosto stitico in fatto di fantasia melodica di cui Mattheson, tenore ma anche cittadino del mondo (di "mestiere" faceva il diplomatico, oltre che il musicologo e mille altre cose) non difettava di certo. Lo dimostra anche la sua musica strumentale, che qualcuno ha definito anche "pre-galante" proprio per la relativa semplicità d'elaborazione verticale e l'attenzione particolare agli "affetti" degli sviluppi orizzontali. CPO ha pure in catalogo qualche oratorio che andrebbe esplorato, ma esiste pure un'incisione de "Les Doits Parlans" (una specie di Arte della fuga matthesoniana) che potrebbe ribaltare le impressioni di cui sopra. Magari le ripetizioni di Handel hanno portato qualche frutto.

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Probabilmente è stato ingiustamente dimenticato il buon Fux, giacchè il suo pur evidente accademismo non esclude una certa sincerità espressiva che si può ascoltare anche in questa messa eseguita bene, ma forse con una sottodimensione delle forze, da Martin Haselbock. Solo che, come tutti i professoroni, il Fux non sferra mai un colpo di genio, non ha mai un guizzo imprevedibile, e anche quando deroga al regolamento, il suo fallo è così lieve da essere impercettibile al profano. Il Mattheson di cui parlavo ieri lo rottamò dedicandogli un volume di uno dei suoi tanti trattati, nel qual volume disprezzava apertamente la pratica vetusta della solmisazione sulla quale Fux aveva costruito tutto il suo credo. Fux la lesse, giustamente, come una presa per il cxxx. Palestriniano doc (il suo Gradus è scritto in forma di dialogo tra lui e il maestro Palestrina!), diceva che un sarto può anche aggiornarsi alle mode, ma non può cucire le gambe al posto delle braccia. E devo dire che dal punto di vista formale era un compositore ineccepibile.

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2 ore fa, Majaniello dice:

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Probabilmente è stato ingiustamente dimenticato il buon Fux, giacchè il suo pur evidente accademismo non esclude una certa sincerità espressiva che si può ascoltare anche in questa messa eseguita bene, ma forse con una sottodimensione delle forze, da Martin Haselbock. Solo che, come tutti i professoroni, il Fux non sferra mai un colpo di genio, non ha mai un guizzo imprevedibile, e anche quando deroga al regolamento, il suo fallo è così lieve da essere impercettibile al profano. Il Mattheson di cui parlavo ieri lo rottamò dedicandogli un volume di uno dei suoi tanti trattati, nel qual volume disprezzava apertamente la pratica vetusta della solmisazione sulla quale Fux aveva costruito tutto il suo credo. Fux la lesse, giustamente, come una presa per il cxxx. Palestriniano doc (il suo Gradus è scritto in forma di dialogo tra lui e il maestro Palestrina!), diceva che un sarto può anche aggiornarsi alle mode, ma non può cucire le gambe al posto delle braccia. E devo dire che dal punto di vista formale era un compositore ineccepibile.

Autore che Bruckner mi pare apprezzasse, soprattutto per la musica sacra. Faceva un barocco architettonico e contrappuntisticamente eclettico. Decisamente accademico.

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1 ora fa, Ives dice:

Autore che Bruckner mi pare apprezzasse, soprattutto per la musica sacra. Faceva un barocco architettonico e contrappuntisticamente eclettico. Decisamente accademico.

Penso che Fux sia stato un riferimento per tutti, da Haydn fino ai tardoromantici. Il suo trattato di armonia e contrappunto è stato alla base di quello di Cherubini e di Dubois, manuali che per decenni sono stati legge. Immagino che anche la sua musica avesse maggiore diffusione rispetto ad oggi. Bizzarro come l'archetipo del contrappuntista krukko sia un figlio (anzi un nipote) della scuola romana!

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Nabokov: Ode, Méditation sur la Majesté de Dieu 

Unknown - Nicolas Nabokov: Ode - Meditation Sur La Majeste De Dieu -  Amazon.com Music

Una delle produzioni ultime di Diaghilev. Mai entrata in repertorio nonostante l'iniziale successo di pubblico, e all'epoca abbastanza criticata perché rifletteva il gusto pseudo-religioso che andava per la maggiore in certi ambienti dell'emigrazione russa (v. Prokofiev con il Figliol prodigo). Altri criticavano l'estetismo esasperato, privo di autentica sostanza, tipico della decadenza di Diaghilev. Uno strano balletto cantato da coro e solisti sul modello di Les Noces, ma  totalmente diverso nella musica, caratterizzata da un apollineo stile classicheggiante.

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Misconosciuta opéra comique di Massenet, completamente desueta. Devo leggere l'opuscolo del cd, in cui probabilmente danno qualche spiegazione. L'intreccio è grosso modo quello della Maritana di Wallace, i personaggi sono i medesimi!
Esecuzione senza i dialoghi recitati.

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4 minuti fa, Wittelsbach dice:

Credo sia la primissima opera o la seconda. Del Massenet che conosciamo c'è quasi niente.

Escludendo un atto unico ed alcuni esperimenti dovrebbe essere la prima (ho googlato ovviamente).

°°°

@Ives 

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1 ora fa, Ives dice:

Beethoven

Missa Solemnis, Op. 123

Donath - Fassbaender - Schreier - Shirley-Quirk

Chor und Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks

Rafael Kubelik

Non ricordavo ci fosse anche il video (senza pubblico), che si sente meglio del disco Orfeo. @Majaniello

Bella edizione. Direzione vigorosa anche se non con tanti contrasti e di robusto taglio drammatico, ma non pesante e letargica come altre, che sorregge e integra voci e orchestra in modo superbo. Bravo pure il quartetto di solisti.

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Beethoven

Egmont - Overture op. 84

Wiener Philharmoniker

George Szell

Indubbiamente tellurica, nervosa, tesa fino all'incandescenza nei momenti più concitati e distesa in movenze delicate e indugianti in quelli più lirici. E Szell dà sempre la sensazione di non appesantire il discorso ma di alleggerire. Tutto molto bello. Non so se sia la migliore in assoluto ma Hurwitz non ha torto, qui. Ed è un live del 1969 a Salisburgo.

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2 minuti fa, superburp dice:

A Madiel, Snorlax, Endymion e Keikobad.

Con queste com'è andata a finire ? Malipiero ti intimidisce ancora con la sua imprevedibilità ? :o Ricambio con

Hindemith: Sinfonia Mathis der Maler 

Boston SO, William Steinberg

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Volevo ascoltare anche io Mathis der Maler, ma rimando a domani.. troppo sonno per stare concentrato. Invece provo con la terza sinfonia di Lutoslawzky diretta da Gardner, giusto per sondare il territorio visto che non ho mai sentito niente di suo. 

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21 ore fa, Alundra dice:

Volevo ascoltare anche io Mathis der Maler, ma rimando a domani.. troppo sonno per stare concentrato. Invece provo con la terza sinfonia di Lutoslawzky diretta da Gardner, giusto per sondare il territorio visto che non ho mai sentito niente di suo. 

Curiosa scelta in caso di sonno incipiente: a mio avviso Lutoslawski, specie nella Terza sinfonia, abbisogna di concentrazione maggiore rispetto alla Mathis der Maler, che è così vivida e in certo qual modo assertiva che si impone da sè. La mastico sin da ragazzino ed è sempre scesa giù con facilità, mentre non posso dire lo stesso per il Lutoslawski più tardo.

Intanto ascolto

Alban BERG
Concerto per violino e orchestra

Christian Ferras, violino
Orchestre de la Suisse Romande
Ernest Ansemet

registrazione live del 1957, molto bella

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Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per pianoforte e orchestra n. 25 in do magg., Rudolf Buchbinder, Concentus Musicus Wien, Nikolaus Harnoncourt

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Questo tardo disco mozartiano del Harnoncourt è l'ennesima riprova di come il direttore austriaco, nonostante tutto, sia uno degli ultimi figli del romanticismo. Raramente negli ultimi anni si è sentito un Mozart così titanico, tant'è che la lunga introduzione del primo movimento, col suo tema ammiccante a La Marsellaise, sembra scolpita nel granito, con quel suono che parte dal basso tipico di certa scuola tedesca. Se Harno riesce a far tremare i muri anche con la galanteria mozartiana, Buchbinder sembra un partner pianistico tutt'altro che azzeccato: piatto, privo di veri punti interpretativi, il cui suono del fortepiano (copia di un Walter del 1792) sembra quasi schiacciato dalla potenza timbrica quasi tellurica dall'ensemble viennese. Il vero protagonista qui è il vecchio Nikolaus, Buchbinder gioca da comprimario.

...a @Majaniello, @Ives, @superburp, @glenngould, @Wittelsbach e a chi gradisce...

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