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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


Madiel
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1 ora fa, Majaniello dice:

Sai chi mi è venuto in testa a proposito di morte, ironia ecc contemporaneo credo... ? lo ascoltavo l'altro giorno (poi non mi dire che noi italici non siamo i migliori):

❤️ Lo capiremo solo nel 2100!

Approfondimento: https://www.strumentiemusica.com/rubriche/come-un-pesce-nel-boccale-alberto-savinio-la-musica-e-la-metafisica-prima-parte/

Un'Annunciazione per gradire:

Alberto-Savinio-Annunciazione-1932.-Coll

spero che si studi nelle scuole come si fa per il fratello!

E' uno dei miei pittori preferiti ! :cool: Non credo lo capiremo mai a fondo. Savinio era troppo "oltre", un artista per palati fini e altamente intellettuali. Troppo elitario e troppo poliedrico per poter instaurare una chiara linea diretta con il pubblico e la critica. E anche de Chirico non è che sia poi così compreso, al di là dei soliti principi metafisici buoni per dare una spiegazione accettabile all'intenditore "medio". Penso ai tanti fraintendimenti critici riguardo il periodo cosiddetto barocco o i geniali rifacimenti manieristi degli ultimi anni. 

---

Jones: Piano Sonata No.2 (1950)

W. Masselos, pianoforte

Con un primo movimento che è una strana via di mezzo tra il Copland pop e Milhaud.

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Shostakovich - Sinfonia No. 14 ;  Concertgebouw Orchestra - Haitink

secondo me, è la sinfonia tragica per eccellenza del ‘900. non ha niente di lagnoso, di spastico, o espressionistico. d’altra parte , non c’è nessun tentativo di consolazione religiosa. il distacco è perfetto. semplicemente individua un problema e lo sviluppa nei suoi significati più immediati. è veramente l’opposto di mahler, che è un continuo salire e scendere. 
poi le voci qui sono un capolavoro del buon shosta ( proprio come lo sono i fiati nella 10ma ) : ricordo di aver letto da qualche parte che britten quando sentì la sinfonia per la prima volta si alzò sbaciucchiando lo spartito :wub_anim:

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On 10/10/2021 at 23:05, Majaniello dice:

Infatti io questo riferimento a Busoni non l'ho mai percepito tanto, Busoni a suo modo è ordinatissimo, è una figura beethoveniana, uno che spinge da dentro ma che ha una solida camicia di forza, come se Liszt si fosse infilato nella testa di Bach. Anche Szyma, troppo misurato, troppo calcolato formalmente, il suo è un artificio troppo intellettuale mi viene da dire... invece nel paragone con Scriabin mi ritrovo proprio, c'è quella sensazione disorientante di "note a caso" che si accumulano sempre di più... Sorabij è un continuo Vers la flamme, solo pensato attraverso il contrappunto. Anche se in Scriabin c'è qualcosa di aforistico, Sorabij invece ha bisogno di vomitare continuamente note (chissà come stabiliva che un pezzo era finito). In alcuni momenti (penso proprio ai notturni, tra le poche cose che ho ascoltato) si sente anche una sorta di impressionismo dell'anima. Più che il casino del mondo, a me la sua musica pare la rappresentazione di un profondo disagio interiore, personale dico. E' un compositore che mi affascina sulla carta ma che mi respinge all'atto dell'ascolto, forse anche per questo motivo. Sarebbe da indagare la connessione psicologica/emotiva che lo lega ai suoi compositori preferiti (che uno non direbbe mai essere quelli), tra i quali c'è:

che prima di andare a letto ci sta tutto.

dedica a @il viandante del sud

 

On 11/10/2021 at 14:08, Madiel dice:

Ottimo pezzo di Ireland, ma dallo stile elgariano un po' vecchiotto per il periodo in cui lo scrisse (mi pare attorno al 1929). Ma chi si accontenta gode! 

@Majaniello @il viandante del sud

Thanks, Ireland lo sto scoprendo poco a poco e da poco (e quel cd con le opere orchestrali lo possiedo), al momento non riesco a inquadrarlo bene, a parte il sottofondo elegiaco di cui si parlava, però continuerò l'approfondimento.

Per voi uno dei miei ultimi arrivi:

Mi ha incuriosito quest'opera, che porta lo stesso nome della cantata straussiana (e chissà che Strauss non conoscesse questa cantata telemanniana...)

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ORCB1-cover-SQUARE.jpg

Vi avevo detto che l’ho preso, vero? 
Ho ascoltato le prime due e ho iniziato la terza.
Devo dire che malgrado le parole benevole spese dal Giudici, Ugo Conte di Parigi l’ho trovata tediosa, per non dire altro. Teatralmente riuscitissimo, invece, il Diluvio, che scorre via in modo quasi repentino, e per giunta presenta la ghiottoneria di un protagonista in chiave di basso.
L’Assedio fu scritto da Donizetti per provare ad attirare l’attenzione degli ambienti parigini, quelli in cui poi entrerà con Favorite e Fille du Regiment. È una sorta di piccolo grand opéra. Sono solo al Primo Atto, che per Giudici assieme al Secondo è il migliore, mentre il Terzo (ipse dixit) sarebbe più stanco. A breve recensioni, dopo la Daphne di Strauss. Una cosa però la voglio dire: eseguire Donizetti con orchestre di questa statura garantisce un effetto catartico per le orecchie.

@Majaniello

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On 13/10/2021 at 23:10, Wittelsbach dice:

ORCB1-cover-SQUARE.jpg

Vi avevo detto che l’ho preso, vero? 
Ho ascoltato le prime due e ho iniziato la terza.
Devo dire che malgrado le parole benevole spese dal Giudici, Ugo Conte di Parigi l’ho trovata tediosa, per non dire altro. Teatralmente riuscitissimo, invece, il Diluvio, che scorre via in modo quasi repentino, e per giunta presenta la ghiottoneria di un protagonista in chiave di basso.
L’Assedio fu scritto da Donizetti per provare ad attirare l’attenzione degli ambienti parigini, quelli in cui poi entrerà con Favorite e Fille du Regiment. È una sorta di piccolo grand opéra. Sono solo al Primo Atto, che per Giudici assieme al Secondo è il migliore, mentre il Terzo (ipse dixit) sarebbe più stanco. A breve recensioni, dopo la Daphne di Strauss. Una cosa però la voglio dire: eseguire Donizetti con orchestre di questa statura garantisce un effetto catartico per le orecchie.

@Majaniello

 

16 ore fa, superburp dice:

Incuriosito da un amico, ascolto questo atto unico di Donizetti:

A Pink, Wittel e Kovskij (Donizetti ti piace? Non mi pare ne parli mai).

Invece Donizetti mi piace (proprio da qualche parte nel forum c'è un mio commento a questa Rita), specialmente le commedie sono irresistibili e piene di bella musica. Quanto alle opere serie, diciamo che l'iperprolificità non si è sempre accompagnata alla qualità, quindi si trovano opere più compiute e altre meno, pagine ispirate e altre frutto del mestiere, anche in una stessa opera (molti titoli recuperati negli anni sono ricaduti nel dimenticatoio per questo). Certo che nei momenti più felici è stato un autore unico e di concezione poetica e drammatica assai più moderna rispetto a quella di Bellini, ma anche di certi romantici d'oltralpe. Nelle sue inquietudini e nelle sue contraddizioni, nelle oscillazioni tra torbido e naif, nell'ossessione per la bipolarità e le nevrosi/psicosi in genere (ci si chiede qui quale sia il confine), persino nella sua incostanza artistica e negli esiti infausti della sua esistenza, io ravviso l'equivalente italiano di Schumann (dove Bellini sarebbe Mendelssohn, ovviamente). Anzi probabilmente Donizetti, per le sue diverse radici culturali, è stato un autore più estremo di Schumann nel raccontare la sua visione del mondo, diciamo con meno mediazioni filosofico-letterarie. Credo insomma che sia invecchiato assai meglio di quel che i polverosi soggetti storici da lui musicati lascerebbero immaginare. Piace molto a @Snorlax pure, e mi pare che @Pollini ci abbia fatto una tesi sopra 😮 

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8 ore fa, Majaniello dice:

 

Invece Donizetti mi piace (proprio da qualche parte nel forum c'è un mio commento a questa Rita), specialmente le commedie sono irresistibili e piene di bella musica. Quanto alle opere serie, diciamo che l'iperprolificità non si è sempre accompagnata alla qualità, quindi si trovano opere più compiute e altre meno, pagine ispirate e altre frutto del mestiere, anche in una stessa opera (molti titoli recuperati negli anni sono ricaduti nel dimenticatoio per questo). Certo che nei momenti più felici è stato un autore unico e di concezione poetica e drammatica assai più moderna rispetto a quella di Bellini, ma anche di certi romantici d'oltralpe. Nelle sue inquietudini e nelle sue contraddizioni, nelle oscillazioni tra torbido e naif, nell'ossessione per la bipolarità e le nevrosi/psicosi in genere (ci si chiede qui quale sia il confine), persino nella sua incostanza artistica e negli esiti infausti della sua esistenza, io ravviso l'equivalente italiano di Schumann (dove Bellini sarebbe Mendelssohn, ovviamente). Anzi probabilmente Donizetti, per le sue diverse radici culturali, è stato un autore più estremo di Schumann nel raccontare la sua visione del mondo, diciamo con meno mediazioni filosofico-letterarie. Credo insomma che sia invecchiato assai meglio di quel che i polverosi soggetti storici da lui musicati lascerebbero immaginare. Piace molto a @Snorlax pure, e mi pare che @Pollini ci abbia fatto una tesi sopra 😮 

Devo dire che musicalmente non mi ha detto molto, non ci ho trovato il gusto per il divertimento che amo nel Rossini buffo.

4 ore fa, Madiel dice:

 

Un pezzo ispirato alla Royal Oak? La corazzata?

 

Comunque in questi giorni ho visto a spizzichi e bocconi il documentario "Richter - The enigma" (su youtube c'è quasi per intero con sottotitoli in italiano). Mi è venuta una tristezza infinita a sentire i racconti di Richter (e la sua vitalità da anziano non aiuta).

A Kovskij e Madiel che l'altro giorno parlavano dei Monologhi di Petrassi e ci metto pure Snorlax e Keikobad.

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3 minuti fa, superburp dice:

Devo dire che musicalmente non mi ha detto molto, non ci ho trovato il gusto per il divertimento che amo nel Rossini buffo.

E' un po' diverso come stile (siamo pur sempre nel romanticismo!), oddio Rita è un'operina graziosa ma pur sempre minore, diciamo che per avere un'idea del Donizetti "comico" bisogna ascoltare Elisir d'amore, Figlia del Reggimento e Don Pasquale. 

7 minuti fa, superburp dice:

Un pezzo ispirato alla Royal Oak? La corazzata?

Quell'oratorio di Schulhoff è stupendo! è jazz composto come fosse musica classica, qualcosa di più di una semplice contaminazione. 

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1 ora fa, superburp dice:

Un pezzo ispirato alla Royal Oak? La corazzata?

Yes ! Narra in forma grottesca un celebre scandalo avvenuto alla metà degli anni venti su quella nave e che riguardò alti papaveri della marina reale britannica. Durante una festa fu proibito suonare e ballare jazz perché considerato osceno, ci fu uno strascico di polemiche tra ufficiali e si arrivò anche a insulti, minacce, accuse, di tutto e di più. Fu usato come pretesto per vendette tra ufficiali rivali, alla fine accadde un gran casino e saltarono parecchie teste :cat_lol: La morale della favola è che il jazz è una forma di libertà dai condizionamenti socio-psicologici borghesi.

---

Ricambio con

Busoni: Capriccio in sol minore

Orvieto/Rapetti

Quello che manca a Sorabij, forma ed equilibrio, c'è in Busoni in sommo grado.  

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28 minuti fa, Madiel dice:

Yes ! Narra in forma grottesca un celebre scandalo avvenuto alla metà degli anni venti su quella nave e che riguardò alti papaveri della marina reale britannica. Durante una festa fu proibito suonare e ballare jazz perché considerato osceno, ci fu uno strascico di polemiche tra ufficiali e si arrivò anche a insulti, minacce, accuse, di tutto e di più. Fu usato come pretesto per vendette tra ufficiali rivali, alla fine accadde un gran casino e saltarono parecchie teste :cat_lol: La morale della favola è che il jazz è una forma di libertà dai condizionamenti socio-psicologici borghesi.

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Ricambio con

Busoni: Capriccio in sol minore

Orvieto/Rapetti

Quello che manca a Sorabij, forma ed equilibrio, c'è in Busoni in sommo grado.  

Ah ecco. Chissà se stavano ballando anche quando è stata silurata :lol:.

Con Malipiero faccio a volte fatica ad entrare in sintonia, rispetto a Casella è molto più ostico (alla fine credo che Casella fosse più europeo, come schemi di base è più riconoscibile il collegamento con gli autori precedenti).

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5 ore fa, Wittelsbach dice:

E quante ne hai sentite finora?

Ho sentito 3,4, 6-9 (non tutte le versioni), ma l'8va è l'unica che conosco bene bene. Mi mancano dunque le prime 2, la 5 e la Nullte che lascerò per ultima, se proprio devo :lol:. Oltretutto la 3 la suono tra poco quindi mi sto documentando ;)

tra i nuovi ascolti la sinfonia che mi ha convinto di più forse sono state la 6 e la 9. Ma ne riparliamo tra qualche anno ;)

ora ascolto la 8va di Dvorak (una delle mie preferite in assoluto!) su radio tre nell'esecuzione dell'Orchestra dell'Accademia di S. Cecilia diretta da Jakob Hrůša, registrata live il 5 giugno scorso. 

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2 ore fa, superburp dice:

Ah ecco. Chissà se stavano ballando anche quando è stata silurata :lol:.

Se cerchi, on line ci sono diversi articoli che parlano della vicenda nel dettaglio, all'epoca fece grandissimo scalpore sulla stampa mondiale. Se non ricordo male, la questione prese toni così forti, che i vari ufficiali implicati finirono giudicati da un tribunale militare. Schulhoff reinventa la vicenda a suo uso e consumo, ne dà soprattutto una lettura ideologica e sociale più che attinente ai fatti. Il risultato è assolutamente geniale e unico per l'epoca, un miscuglio ben congegnato di musica jazz e leggera in una cornice classica. Lo stile "basso" e i chiari riferimenti politici marxisti fecero piuttosto scandalo all'epoca quando lo trasmisero in una radio cecoslovacca, così l'oratorio venne presto ostracizzato e poi dimenticato. La sua fama è solo contemporanea.

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