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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


Madiel
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4 minuti fa, Wittelsbach dice:

Credo sia la primissima opera o la seconda. Del Massenet che conosciamo c'è quasi niente.

Escludendo un atto unico ed alcuni esperimenti dovrebbe essere la prima (ho googlato ovviamente).

°°°

@Ives 

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1 ora fa, Ives dice:

Beethoven

Missa Solemnis, Op. 123

Donath - Fassbaender - Schreier - Shirley-Quirk

Chor und Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks

Rafael Kubelik

Non ricordavo ci fosse anche il video (senza pubblico), che si sente meglio del disco Orfeo. @Majaniello

Bella edizione. Direzione vigorosa anche se non con tanti contrasti e di robusto taglio drammatico, ma non pesante e letargica come altre, che sorregge e integra voci e orchestra in modo superbo. Bravo pure il quartetto di solisti.

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Beethoven

Egmont - Overture op. 84

Wiener Philharmoniker

George Szell

Indubbiamente tellurica, nervosa, tesa fino all'incandescenza nei momenti più concitati e distesa in movenze delicate e indugianti in quelli più lirici. E Szell dà sempre la sensazione di non appesantire il discorso ma di alleggerire. Tutto molto bello. Non so se sia la migliore in assoluto ma Hurwitz non ha torto, qui. Ed è un live del 1969 a Salisburgo.

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2 minuti fa, superburp dice:

A Madiel, Snorlax, Endymion e Keikobad.

Con queste com'è andata a finire ? Malipiero ti intimidisce ancora con la sua imprevedibilità ? :o Ricambio con

Hindemith: Sinfonia Mathis der Maler 

Boston SO, William Steinberg

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21 ore fa, Alundra dice:

Volevo ascoltare anche io Mathis der Maler, ma rimando a domani.. troppo sonno per stare concentrato. Invece provo con la terza sinfonia di Lutoslawzky diretta da Gardner, giusto per sondare il territorio visto che non ho mai sentito niente di suo. 

Curiosa scelta in caso di sonno incipiente: a mio avviso Lutoslawski, specie nella Terza sinfonia, abbisogna di concentrazione maggiore rispetto alla Mathis der Maler, che è così vivida e in certo qual modo assertiva che si impone da sè. La mastico sin da ragazzino ed è sempre scesa giù con facilità, mentre non posso dire lo stesso per il Lutoslawski più tardo.

Intanto ascolto

Alban BERG
Concerto per violino e orchestra

Christian Ferras, violino
Orchestre de la Suisse Romande
Ernest Ansemet

registrazione live del 1957, molto bella

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Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per pianoforte e orchestra n. 25 in do magg., Rudolf Buchbinder, Concentus Musicus Wien, Nikolaus Harnoncourt

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Questo tardo disco mozartiano del Harnoncourt è l'ennesima riprova di come il direttore austriaco, nonostante tutto, sia uno degli ultimi figli del romanticismo. Raramente negli ultimi anni si è sentito un Mozart così titanico, tant'è che la lunga introduzione del primo movimento, col suo tema ammiccante a La Marsellaise, sembra scolpita nel granito, con quel suono che parte dal basso tipico di certa scuola tedesca. Se Harno riesce a far tremare i muri anche con la galanteria mozartiana, Buchbinder sembra un partner pianistico tutt'altro che azzeccato: piatto, privo di veri punti interpretativi, il cui suono del fortepiano (copia di un Walter del 1792) sembra quasi schiacciato dalla potenza timbrica quasi tellurica dall'ensemble viennese. Il vero protagonista qui è il vecchio Nikolaus, Buchbinder gioca da comprimario.

...a @Majaniello, @Ives, @superburp, @glenngould, @Wittelsbach e a chi gradisce...

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1 ora fa, giobar dice:

Curiosa scelta in caso di sonno incipiente: a mio avviso Lutoslawski, specie nella Terza sinfonia, abbisogna di concentrazione maggiore rispetto alla Mathis der Maler, che è così vivida e in certo qual modo assertiva che si impone da sè. La mastico sin da ragazzino ed è sempre scesa giù con facilità, mentre non posso dire lo stesso per il Lutoslawski più tardo.

Intanto ascolto

Alban BERG
Concerto per violino e orchestra

Christian Ferras, violino
Orchestre de la Suisse Romande
Ernest Ansemet

registrazione live del 1957, molto bella

Era un ascolto un po' a caso, però alla fine mi sono lasciato andare ed e' filato abbastanza liscio. Belle sonorità e atmosfere, mi sa molto di musica descrittiva con tanti effetti, un po' come l'Antartica di Vaughan Williams. Pero' non so se la riascolterò a breve. L'idea della presenza di alea, seppur controllata, mi lascia un po' interdetto. Invece di Hindemith non mi tornano certi passaggi, il loro luogo d'essere e certe modulazioni strane. Se non sono lucido rimango sempre allo stesso punto.

 

Ora ascolto la quinta di Mendelssohn diretta da Abbado con la LSO!

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On 20/10/2021 at 18:05, Madiel dice:

Con queste com'è andata a finire ? Malipiero ti intimidisce ancora con la sua imprevedibilità ? :o Ricambio con

Hindemith: Sinfonia Mathis der Maler 

Boston SO, William Steinberg

Devo dire che è un pezzo con cui sto entrando in sintonia abbastanza facilmente. Malipiero mi richiede molta attenzione, sto trovando giovamento dalle passeggiate col cane per ascoltarlo meglio 😄.

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17 ore fa, superburp dice:

Devo dire che è un pezzo con cui sto entrando in sintonia abbastanza facilmente. Malipiero mi richiede molta attenzione, sto trovando giovamento dalle passeggiate col cane per ascoltarlo meglio 😄.

In effetti, Impressioni dal vero trae origine da passeggiate in campagna :D 

-----------

In solluchero con il Concerto per violino (1985) di Bolcom, direi uno dei pezzi migliori per questo organico scritti sul finire del XX secolo. Le citazioni jazz mischiate a quelle colte sono irresistibili! Un ottimo compositore, assai sottovalutato dalle nostre parti forse per il carattere giocoso della sua musica.

Concierto para violín Bolcom & fantasía y 5th Sergiu Luca-Argo CD Plata  Maciza 1992 | eBay

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Radio3 Suite - Il cartellone
giovedì 21 ottobre 2021 ore 20:30
in diretta Euroradio dall’Auditorium RAI “Arturo Toscanini” di Torino

OSN RAI
Concerto d'autunno 2021 n. 1

Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI
direttore, Fabio Luisi
violino, Hilary Hahn

Jean Sibelius (1865 - 1957)
Concerto in re minore
per violino e orchestra, op. 47 (1902 - 1904)
- Allegro moderato
- Adagio di molto
- Allegro, ma non tanto

--

Hilary Hahn ha, qui almeno al mio ascolto ha avuto, quella capacità di far concepire come una personalità propria dello stesso strumento che suona: quel legno le colle i materiali vari come avessero un'anima propria, e con quella del musicista che lo usa producessero un'unione misteriosa, in un'anima sola, e ulteriore, in uno spazio altro...

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