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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


Madiel
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8 ore fa, Majaniello dice:

 

Invece Donizetti mi piace (proprio da qualche parte nel forum c'è un mio commento a questa Rita), specialmente le commedie sono irresistibili e piene di bella musica. Quanto alle opere serie, diciamo che l'iperprolificità non si è sempre accompagnata alla qualità, quindi si trovano opere più compiute e altre meno, pagine ispirate e altre frutto del mestiere, anche in una stessa opera (molti titoli recuperati negli anni sono ricaduti nel dimenticatoio per questo). Certo che nei momenti più felici è stato un autore unico e di concezione poetica e drammatica assai più moderna rispetto a quella di Bellini, ma anche di certi romantici d'oltralpe. Nelle sue inquietudini e nelle sue contraddizioni, nelle oscillazioni tra torbido e naif, nell'ossessione per la bipolarità e le nevrosi/psicosi in genere (ci si chiede qui quale sia il confine), persino nella sua incostanza artistica e negli esiti infausti della sua esistenza, io ravviso l'equivalente italiano di Schumann (dove Bellini sarebbe Mendelssohn, ovviamente). Anzi probabilmente Donizetti, per le sue diverse radici culturali, è stato un autore più estremo di Schumann nel raccontare la sua visione del mondo, diciamo con meno mediazioni filosofico-letterarie. Credo insomma che sia invecchiato assai meglio di quel che i polverosi soggetti storici da lui musicati lascerebbero immaginare. Piace molto a @Snorlax pure, e mi pare che @Pollini ci abbia fatto una tesi sopra 😮 

Devo dire che musicalmente non mi ha detto molto, non ci ho trovato il gusto per il divertimento che amo nel Rossini buffo.

4 ore fa, Madiel dice:

 

Un pezzo ispirato alla Royal Oak? La corazzata?

 

Comunque in questi giorni ho visto a spizzichi e bocconi il documentario "Richter - The enigma" (su youtube c'è quasi per intero con sottotitoli in italiano). Mi è venuta una tristezza infinita a sentire i racconti di Richter (e la sua vitalità da anziano non aiuta).

A Kovskij e Madiel che l'altro giorno parlavano dei Monologhi di Petrassi e ci metto pure Snorlax e Keikobad.

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3 minuti fa, superburp dice:

Devo dire che musicalmente non mi ha detto molto, non ci ho trovato il gusto per il divertimento che amo nel Rossini buffo.

E' un po' diverso come stile (siamo pur sempre nel romanticismo!), oddio Rita è un'operina graziosa ma pur sempre minore, diciamo che per avere un'idea del Donizetti "comico" bisogna ascoltare Elisir d'amore, Figlia del Reggimento e Don Pasquale. 

7 minuti fa, superburp dice:

Un pezzo ispirato alla Royal Oak? La corazzata?

Quell'oratorio di Schulhoff è stupendo! è jazz composto come fosse musica classica, qualcosa di più di una semplice contaminazione. 

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1 ora fa, superburp dice:

Un pezzo ispirato alla Royal Oak? La corazzata?

Yes ! Narra in forma grottesca un celebre scandalo avvenuto alla metà degli anni venti su quella nave e che riguardò alti papaveri della marina reale britannica. Durante una festa fu proibito suonare e ballare jazz perché considerato osceno, ci fu uno strascico di polemiche tra ufficiali e si arrivò anche a insulti, minacce, accuse, di tutto e di più. Fu usato come pretesto per vendette tra ufficiali rivali, alla fine accadde un gran casino e saltarono parecchie teste :cat_lol: La morale della favola è che il jazz è una forma di libertà dai condizionamenti socio-psicologici borghesi.

---

Ricambio con

Busoni: Capriccio in sol minore

Orvieto/Rapetti

Quello che manca a Sorabij, forma ed equilibrio, c'è in Busoni in sommo grado.  

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28 minuti fa, Madiel dice:

Yes ! Narra in forma grottesca un celebre scandalo avvenuto alla metà degli anni venti su quella nave e che riguardò alti papaveri della marina reale britannica. Durante una festa fu proibito suonare e ballare jazz perché considerato osceno, ci fu uno strascico di polemiche tra ufficiali e si arrivò anche a insulti, minacce, accuse, di tutto e di più. Fu usato come pretesto per vendette tra ufficiali rivali, alla fine accadde un gran casino e saltarono parecchie teste :cat_lol: La morale della favola è che il jazz è una forma di libertà dai condizionamenti socio-psicologici borghesi.

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Ricambio con

Busoni: Capriccio in sol minore

Orvieto/Rapetti

Quello che manca a Sorabij, forma ed equilibrio, c'è in Busoni in sommo grado.  

Ah ecco. Chissà se stavano ballando anche quando è stata silurata :lol:.

Con Malipiero faccio a volte fatica ad entrare in sintonia, rispetto a Casella è molto più ostico (alla fine credo che Casella fosse più europeo, come schemi di base è più riconoscibile il collegamento con gli autori precedenti).

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5 ore fa, Wittelsbach dice:

E quante ne hai sentite finora?

Ho sentito 3,4, 6-9 (non tutte le versioni), ma l'8va è l'unica che conosco bene bene. Mi mancano dunque le prime 2, la 5 e la Nullte che lascerò per ultima, se proprio devo :lol:. Oltretutto la 3 la suono tra poco quindi mi sto documentando ;)

tra i nuovi ascolti la sinfonia che mi ha convinto di più forse sono state la 6 e la 9. Ma ne riparliamo tra qualche anno ;)

ora ascolto la 8va di Dvorak (una delle mie preferite in assoluto!) su radio tre nell'esecuzione dell'Orchestra dell'Accademia di S. Cecilia diretta da Jakob Hrůša, registrata live il 5 giugno scorso. 

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2 ore fa, superburp dice:

Ah ecco. Chissà se stavano ballando anche quando è stata silurata :lol:.

Se cerchi, on line ci sono diversi articoli che parlano della vicenda nel dettaglio, all'epoca fece grandissimo scalpore sulla stampa mondiale. Se non ricordo male, la questione prese toni così forti, che i vari ufficiali implicati finirono giudicati da un tribunale militare. Schulhoff reinventa la vicenda a suo uso e consumo, ne dà soprattutto una lettura ideologica e sociale più che attinente ai fatti. Il risultato è assolutamente geniale e unico per l'epoca, un miscuglio ben congegnato di musica jazz e leggera in una cornice classica. Lo stile "basso" e i chiari riferimenti politici marxisti fecero piuttosto scandalo all'epoca quando lo trasmisero in una radio cecoslovacca, così l'oratorio venne presto ostracizzato e poi dimenticato. La sua fama è solo contemporanea.

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On 15/10/2021 at 21:09, Persephone dice:

Buonasera amici.

Un bell'ascolto che mi avvice negli ultimi giorni.

Per salutarvi dopo tanto tempo.

Dedicato a tutti quanti

Ben ritrovata ! Controdedico con

 

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On 15/10/2021 at 09:46, Majaniello dice:

 

Invece Donizetti mi piace (proprio da qualche parte nel forum c'è un mio commento a questa Rita), specialmente le commedie sono irresistibili e piene di bella musica. [...] Piace molto a @Snorlax pure, e mi pare che @Pollini ci abbia fatto una tesi sopra 😮 

Non proprio "donizettiano", però si, mi sono laureato con una Tesi su di lui, ed in particolare sui suoi rapporti con gli impresari.

Adesso: Telemann, Tafelmusik, Parte III (Musica Amphion diretta da Pieter-Jan Belder). A quanti debba controdediche.

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2 ore fa, Vigione dice:

Frescobaldi, il primo libro delle fantasie a quattro suonate da Roberto Loreggian, Brilliant Classics. 

Grande Vigione!

°°°°

Io sono in krukkoland:

A prescindere dall'aneddotica a fil di spada che lega Mattheson al suo più celebre amico/rivale Handel, è interessante la storia che vuole che il primo abbia introdotto il secondo alla musica italiana, e il secondo si sia sdebitato con un bel ripassino di contrappunto severo. Strano a dirsi, ma a quanto pare il giovane Handel, che era già capace a improvvisare fughe doppie con grande naturalezza, era invece piuttosto stitico in fatto di fantasia melodica di cui Mattheson, tenore ma anche cittadino del mondo (di "mestiere" faceva il diplomatico, oltre che il musicologo e mille altre cose) non difettava di certo. Lo dimostra anche la sua musica strumentale, che qualcuno ha definito anche "pre-galante" proprio per la relativa semplicità d'elaborazione verticale e l'attenzione particolare agli "affetti" degli sviluppi orizzontali. CPO ha pure in catalogo qualche oratorio che andrebbe esplorato, ma esiste pure un'incisione de "Les Doits Parlans" (una specie di Arte della fuga matthesoniana) che potrebbe ribaltare le impressioni di cui sopra. Magari le ripetizioni di Handel hanno portato qualche frutto.

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Probabilmente è stato ingiustamente dimenticato il buon Fux, giacchè il suo pur evidente accademismo non esclude una certa sincerità espressiva che si può ascoltare anche in questa messa eseguita bene, ma forse con una sottodimensione delle forze, da Martin Haselbock. Solo che, come tutti i professoroni, il Fux non sferra mai un colpo di genio, non ha mai un guizzo imprevedibile, e anche quando deroga al regolamento, il suo fallo è così lieve da essere impercettibile al profano. Il Mattheson di cui parlavo ieri lo rottamò dedicandogli un volume di uno dei suoi tanti trattati, nel qual volume disprezzava apertamente la pratica vetusta della solmisazione sulla quale Fux aveva costruito tutto il suo credo. Fux la lesse, giustamente, come una presa per il cxxx. Palestriniano doc (il suo Gradus è scritto in forma di dialogo tra lui e il maestro Palestrina!), diceva che un sarto può anche aggiornarsi alle mode, ma non può cucire le gambe al posto delle braccia. E devo dire che dal punto di vista formale era un compositore ineccepibile.

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2 ore fa, Majaniello dice:

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Probabilmente è stato ingiustamente dimenticato il buon Fux, giacchè il suo pur evidente accademismo non esclude una certa sincerità espressiva che si può ascoltare anche in questa messa eseguita bene, ma forse con una sottodimensione delle forze, da Martin Haselbock. Solo che, come tutti i professoroni, il Fux non sferra mai un colpo di genio, non ha mai un guizzo imprevedibile, e anche quando deroga al regolamento, il suo fallo è così lieve da essere impercettibile al profano. Il Mattheson di cui parlavo ieri lo rottamò dedicandogli un volume di uno dei suoi tanti trattati, nel qual volume disprezzava apertamente la pratica vetusta della solmisazione sulla quale Fux aveva costruito tutto il suo credo. Fux la lesse, giustamente, come una presa per il cxxx. Palestriniano doc (il suo Gradus è scritto in forma di dialogo tra lui e il maestro Palestrina!), diceva che un sarto può anche aggiornarsi alle mode, ma non può cucire le gambe al posto delle braccia. E devo dire che dal punto di vista formale era un compositore ineccepibile.

Autore che Bruckner mi pare apprezzasse, soprattutto per la musica sacra. Faceva un barocco architettonico e contrappuntisticamente eclettico. Decisamente accademico.

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1 ora fa, Ives dice:

Autore che Bruckner mi pare apprezzasse, soprattutto per la musica sacra. Faceva un barocco architettonico e contrappuntisticamente eclettico. Decisamente accademico.

Penso che Fux sia stato un riferimento per tutti, da Haydn fino ai tardoromantici. Il suo trattato di armonia e contrappunto è stato alla base di quello di Cherubini e di Dubois, manuali che per decenni sono stati legge. Immagino che anche la sua musica avesse maggiore diffusione rispetto ad oggi. Bizzarro come l'archetipo del contrappuntista krukko sia un figlio (anzi un nipote) della scuola romana!

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Nabokov: Ode, Méditation sur la Majesté de Dieu 

Unknown - Nicolas Nabokov: Ode - Meditation Sur La Majeste De Dieu -  Amazon.com Music

Una delle produzioni ultime di Diaghilev. Mai entrata in repertorio nonostante l'iniziale successo di pubblico, e all'epoca abbastanza criticata perché rifletteva il gusto pseudo-religioso che andava per la maggiore in certi ambienti dell'emigrazione russa (v. Prokofiev con il Figliol prodigo). Altri criticavano l'estetismo esasperato, privo di autentica sostanza, tipico della decadenza di Diaghilev. Uno strano balletto cantato da coro e solisti sul modello di Les Noces, ma  totalmente diverso nella musica, caratterizzata da un apollineo stile classicheggiante.

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Misconosciuta opéra comique di Massenet, completamente desueta. Devo leggere l'opuscolo del cd, in cui probabilmente danno qualche spiegazione. L'intreccio è grosso modo quello della Maritana di Wallace, i personaggi sono i medesimi!
Esecuzione senza i dialoghi recitati.

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