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Cosa state ascoltando ? Anno 2021


Madiel
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Sto ascoltando Souffle da questo (approfitto per segnalarlo, perchè è una nuova uscita):

714c3VsiTQL._AC_SL1200_.jpg61hIH0hblOL._AC_SL1200_.jpg

 

Interessante per la presenza di Violasola, che a quanto pare non era mai stato inciso, ma anche per avere tutti (?) i brani per strumento solo insieme.

Il pezzo: scrittura impeccabile come sempre, animata da un gesto spontaneo, essenziale e controllato (impressionante l'equilibrio delle forze interne che aveva raggiunto a fine carriera!), ci sento mille riferimenti, da Vivaldi a Webern mi verrebbe da dire se non suonasse così iperbolico, ci sono addirittura degli istanti impressionisti (nel senso proprio di debussiani). Il flauto, inteso come timbro o famiglia, viene esplorato in tutti i suoi registri e in tutte le sue possibilità tecniche ed espressive, anche estreme... sembra un saggio sulla storia di questo strumento! Composizione breve ma felicissima insomma, prima volta che l'ascolto.

@Madiel @Rinaldino @glenngould

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7 ore fa, Majaniello dice:

Interessante per la presenza di Violasola, che a quanto pare non era mai stato inciso, ma anche per avere tutti (?) i brani per strumento solo insieme.

Il pezzo: scrittura impeccabile come sempre, animata da un gesto spontaneo, essenziale e controllato (impressionante l'equilibrio delle forze interne che aveva raggiunto a fine carriera!), ci sento mille riferimenti, da Vivaldi a Webern mi verrebbe da dire se non suonasse così iperbolico, ci sono addirittura degli istanti impressionisti (nel senso proprio di debussiani). Il flauto, inteso come timbro o famiglia, viene esplorato in tutti i suoi registri e in tutte le sue possibilità tecniche ed espressive, anche estreme... sembra un saggio sulla storia di questo strumento! Composizione breve ma felicissima insomma, prima volta che l'ascolto.

@Madiel @Rinaldino @glenngould

Violasola non mi pare di averlo mai ascoltato, in effetti! Ricambio con

Sorabji: Trois Pastiches (Rimsky-Korsakov, Bizet, Chopin)

Habermann, pianoforte

Nonostante gli eccessi al basso, trilli, scale, sincopi continue e altro, che in un certo senso sovraccaricano la linea musicale con il solito problema sorabjiano di horror vacui, restano tre lavori piacevoli e perfino divertenti - diamine, avesse avuto un po' di umorismo sarebbe stato un vero gigante con in più lo spirito di Berners! Parodie fantastiche di compositori famosi (un tema di Sadko, l'Habanera da Carmen, un Valzer di Chopin).

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Anton Bruckner: Sinfonia n. 6 in la maggiore WAB 106

Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, Mariss Jansons

Mi sto cercando di documentare più possibile sull'opera di Bruckner, autore che mi affascina ma che ancora fatico a inquadrare bene e a capirne a pieno l'estetica. Qualche utente più navigato può consigliarmi qualche lettura a proposito, magari qualcosa di abbastanza scorrevole? Pensavo di prendere il classico libro della EDT tanto per cominciare, che dite?

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20 ore fa, superburp dice:

Questo va a Kovskij callasiano di ferro (già dall'ouverture mi sta piacendo molto Galliera), Wittel e Pink ovviamente.

Bella edizione! Solite riserve sulla voce di Gobbi, ma complessivamente i personaggi ci sono, in una commedia non è poco. La Callas canta in una tessitura ibrida, nel senso che fa qualche variazione da soprano tipica della tradizione del suo tempo, ma poi scende anche nelle note del contralto.

16 ore fa, Madiel dice:

Violasola non mi pare di averlo mai ascoltato, in effetti! Ricambio con

Sorabji: Trois Pastiches (Rimsky-Korsakov, Bizet, Chopin)

Habermann, pianoforte

Nonostante gli eccessi al basso, trilli, scale, sincopi continue e altro, che in un certo senso sovraccaricano la linea musicale con il solito problema sorabjiano di horror vacui, restano tre lavori piacevoli e perfino divertenti - diamine, avesse avuto un po' di umorismo sarebbe stato un vero gigante con in più lo spirito di Berners! Parodie fantastiche di compositori famosi (un tema di Sadko, l'Habanera da Carmen, un Valzer di Chopin).

Beh questi sono molto divertenti! Li ho appena sentiti... più che umorismo vero e proprio, la sensazione è che ci voglia proporre una versione allucinata di questi brani, c'è sempre della disperazione alla base... l'opus avrebbe potuto intitolarsi Tre pasticche :D 

Proseguo col pianoforte, compilation di pazzi:

ab67616d0000b273ed2f57b256db21a4e33ea832

1-5. ARTHUR-VINCENT LOURIE Synthèses, Op.16
6-8. ARTHUR-VINCENT LOURIE Formes en l'air
9. LEO ORNSTEIN Suicide in an Airplane
10-12. LEO ORNSTEIN Three Moods
13. LEO ORNSTEIN A la Chinoise
14-16. GEORGE ANTHEIL Mechanisms
17-36. GEORGE ANTHEIL La Femme 100 Têtes (after Max Ernst), 20 Préludes

 

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1 ora fa, Keikobad dice:

Anton Bruckner: Sinfonia n. 6 in la maggiore WAB 106

Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, Mariss Jansons

Mi sto cercando di documentare più possibile sull'opera di Bruckner, autore che mi affascina ma che ancora fatico a inquadrare bene e a capirne a pieno l'estetica. Qualche utente più navigato può consigliarmi qualche lettura a proposito, magari qualcosa di abbastanza scorrevole? Pensavo di prendere il classico libro della EDT tanto per cominciare, che dite?

Ciao, sì il libro della EDT va bene. Io ho sempre consigliato anche di ascoltare le lezioni di musica su Radio Tre che prendono in esame tutte e nove le sinfonie e la messa n.3 fatte dal M° Solbiati

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6 minuti fa, Majaniello dice:

Beh questi sono molto divertenti! Li ho appena sentiti... più che umorismo vero e proprio, la sensazione è che ci voglia proporre una versione allucinata di questi brani, c'è sempre della disperazione alla base... l'opus avrebbe potuto intitolarsi Tre pasticche :D 

 

ahahah, in effetti! :cat_lol: No, non sono pezzi umoristici nel vero senso della parola, ho di proposito citato Berners autore coevo che nello stesso momento scriveva pezzi pianistici divertentissimi. Hai ragione, c'è sempre un fondo agrodolce anche quando prova a fare il simpatico... Con Berners siamo su un pianeta superiore.

A proposito di Ornstein, questo non lo conosco proprio

 

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44 minuti fa, glenngould dice:

Ciao, sì il libro della EDT va bene. Io ho sempre consigliato anche di ascoltare le lezioni di musica su Radio Tre che prendono in esame tutte e nove le sinfonie e la messa n.3 fatte dal M° Solbiati

grazie, se le trovo le ascolto di sicuro ;)

César Franck: Sinfonia in re minore

San Francisco Symphony, Pierre Monteux

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5 ore fa, Madiel dice:

No, non sono pezzi umoristici nel vero senso della parola, ho di proposito citato Berners autore coevo che nello stesso momento scriveva pezzi pianistici divertentissimi. Hai ragione, c'è sempre un fondo agrodolce anche quando prova a fare il simpatico... Con Berners siamo su un pianeta superiore.

Sai chi mi è venuto in testa a proposito di morte, ironia ecc contemporaneo credo... ? lo ascoltavo l'altro giorno (poi non mi dire che noi italici non siamo i migliori):

❤️ Lo capiremo solo nel 2100!

Approfondimento: https://www.strumentiemusica.com/rubriche/come-un-pesce-nel-boccale-alberto-savinio-la-musica-e-la-metafisica-prima-parte/

Un'Annunciazione per gradire:

Alberto-Savinio-Annunciazione-1932.-Coll

spero che si studi nelle scuole come si fa per il fratello!

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1 ora fa, Majaniello dice:

Sai chi mi è venuto in testa a proposito di morte, ironia ecc contemporaneo credo... ? lo ascoltavo l'altro giorno (poi non mi dire che noi italici non siamo i migliori):

❤️ Lo capiremo solo nel 2100!

Approfondimento: https://www.strumentiemusica.com/rubriche/come-un-pesce-nel-boccale-alberto-savinio-la-musica-e-la-metafisica-prima-parte/

Un'Annunciazione per gradire:

Alberto-Savinio-Annunciazione-1932.-Coll

spero che si studi nelle scuole come si fa per il fratello!

E' uno dei miei pittori preferiti ! :cool: Non credo lo capiremo mai a fondo. Savinio era troppo "oltre", un artista per palati fini e altamente intellettuali. Troppo elitario e troppo poliedrico per poter instaurare una chiara linea diretta con il pubblico e la critica. E anche de Chirico non è che sia poi così compreso, al di là dei soliti principi metafisici buoni per dare una spiegazione accettabile all'intenditore "medio". Penso ai tanti fraintendimenti critici riguardo il periodo cosiddetto barocco o i geniali rifacimenti manieristi degli ultimi anni. 

---

Jones: Piano Sonata No.2 (1950)

W. Masselos, pianoforte

Con un primo movimento che è una strana via di mezzo tra il Copland pop e Milhaud.

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Shostakovich - Sinfonia No. 14 ;  Concertgebouw Orchestra - Haitink

secondo me, è la sinfonia tragica per eccellenza del ‘900. non ha niente di lagnoso, di spastico, o espressionistico. d’altra parte , non c’è nessun tentativo di consolazione religiosa. il distacco è perfetto. semplicemente individua un problema e lo sviluppa nei suoi significati più immediati. è veramente l’opposto di mahler, che è un continuo salire e scendere. 
poi le voci qui sono un capolavoro del buon shosta ( proprio come lo sono i fiati nella 10ma ) : ricordo di aver letto da qualche parte che britten quando sentì la sinfonia per la prima volta si alzò sbaciucchiando lo spartito :wub_anim:

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On 10/10/2021 at 23:05, Majaniello dice:

Infatti io questo riferimento a Busoni non l'ho mai percepito tanto, Busoni a suo modo è ordinatissimo, è una figura beethoveniana, uno che spinge da dentro ma che ha una solida camicia di forza, come se Liszt si fosse infilato nella testa di Bach. Anche Szyma, troppo misurato, troppo calcolato formalmente, il suo è un artificio troppo intellettuale mi viene da dire... invece nel paragone con Scriabin mi ritrovo proprio, c'è quella sensazione disorientante di "note a caso" che si accumulano sempre di più... Sorabij è un continuo Vers la flamme, solo pensato attraverso il contrappunto. Anche se in Scriabin c'è qualcosa di aforistico, Sorabij invece ha bisogno di vomitare continuamente note (chissà come stabiliva che un pezzo era finito). In alcuni momenti (penso proprio ai notturni, tra le poche cose che ho ascoltato) si sente anche una sorta di impressionismo dell'anima. Più che il casino del mondo, a me la sua musica pare la rappresentazione di un profondo disagio interiore, personale dico. E' un compositore che mi affascina sulla carta ma che mi respinge all'atto dell'ascolto, forse anche per questo motivo. Sarebbe da indagare la connessione psicologica/emotiva che lo lega ai suoi compositori preferiti (che uno non direbbe mai essere quelli), tra i quali c'è:

che prima di andare a letto ci sta tutto.

dedica a @il viandante del sud

 

On 11/10/2021 at 14:08, Madiel dice:

Ottimo pezzo di Ireland, ma dallo stile elgariano un po' vecchiotto per il periodo in cui lo scrisse (mi pare attorno al 1929). Ma chi si accontenta gode! 

@Majaniello @il viandante del sud

Thanks, Ireland lo sto scoprendo poco a poco e da poco (e quel cd con le opere orchestrali lo possiedo), al momento non riesco a inquadrarlo bene, a parte il sottofondo elegiaco di cui si parlava, però continuerò l'approfondimento.

Per voi uno dei miei ultimi arrivi:

Mi ha incuriosito quest'opera, che porta lo stesso nome della cantata straussiana (e chissà che Strauss non conoscesse questa cantata telemanniana...)

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ORCB1-cover-SQUARE.jpg

Vi avevo detto che l’ho preso, vero? 
Ho ascoltato le prime due e ho iniziato la terza.
Devo dire che malgrado le parole benevole spese dal Giudici, Ugo Conte di Parigi l’ho trovata tediosa, per non dire altro. Teatralmente riuscitissimo, invece, il Diluvio, che scorre via in modo quasi repentino, e per giunta presenta la ghiottoneria di un protagonista in chiave di basso.
L’Assedio fu scritto da Donizetti per provare ad attirare l’attenzione degli ambienti parigini, quelli in cui poi entrerà con Favorite e Fille du Regiment. È una sorta di piccolo grand opéra. Sono solo al Primo Atto, che per Giudici assieme al Secondo è il migliore, mentre il Terzo (ipse dixit) sarebbe più stanco. A breve recensioni, dopo la Daphne di Strauss. Una cosa però la voglio dire: eseguire Donizetti con orchestre di questa statura garantisce un effetto catartico per le orecchie.

@Majaniello

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On 13/10/2021 at 23:10, Wittelsbach dice:

ORCB1-cover-SQUARE.jpg

Vi avevo detto che l’ho preso, vero? 
Ho ascoltato le prime due e ho iniziato la terza.
Devo dire che malgrado le parole benevole spese dal Giudici, Ugo Conte di Parigi l’ho trovata tediosa, per non dire altro. Teatralmente riuscitissimo, invece, il Diluvio, che scorre via in modo quasi repentino, e per giunta presenta la ghiottoneria di un protagonista in chiave di basso.
L’Assedio fu scritto da Donizetti per provare ad attirare l’attenzione degli ambienti parigini, quelli in cui poi entrerà con Favorite e Fille du Regiment. È una sorta di piccolo grand opéra. Sono solo al Primo Atto, che per Giudici assieme al Secondo è il migliore, mentre il Terzo (ipse dixit) sarebbe più stanco. A breve recensioni, dopo la Daphne di Strauss. Una cosa però la voglio dire: eseguire Donizetti con orchestre di questa statura garantisce un effetto catartico per le orecchie.

@Majaniello

 

16 ore fa, superburp dice:

Incuriosito da un amico, ascolto questo atto unico di Donizetti:

A Pink, Wittel e Kovskij (Donizetti ti piace? Non mi pare ne parli mai).

Invece Donizetti mi piace (proprio da qualche parte nel forum c'è un mio commento a questa Rita), specialmente le commedie sono irresistibili e piene di bella musica. Quanto alle opere serie, diciamo che l'iperprolificità non si è sempre accompagnata alla qualità, quindi si trovano opere più compiute e altre meno, pagine ispirate e altre frutto del mestiere, anche in una stessa opera (molti titoli recuperati negli anni sono ricaduti nel dimenticatoio per questo). Certo che nei momenti più felici è stato un autore unico e di concezione poetica e drammatica assai più moderna rispetto a quella di Bellini, ma anche di certi romantici d'oltralpe. Nelle sue inquietudini e nelle sue contraddizioni, nelle oscillazioni tra torbido e naif, nell'ossessione per la bipolarità e le nevrosi/psicosi in genere (ci si chiede qui quale sia il confine), persino nella sua incostanza artistica e negli esiti infausti della sua esistenza, io ravviso l'equivalente italiano di Schumann (dove Bellini sarebbe Mendelssohn, ovviamente). Anzi probabilmente Donizetti, per le sue diverse radici culturali, è stato un autore più estremo di Schumann nel raccontare la sua visione del mondo, diciamo con meno mediazioni filosofico-letterarie. Credo insomma che sia invecchiato assai meglio di quel che i polverosi soggetti storici da lui musicati lascerebbero immaginare. Piace molto a @Snorlax pure, e mi pare che @Pollini ci abbia fatto una tesi sopra 😮 

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